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luglio/agosto 2001

 
 
 
 



LIBRI
- Fondazione Italiana per la Fotografia
museo della fotografia storica e contemporanea
via Avogadro 4, 10121 Torino, Italia, tel. 011.546594/544132

www.arte2000.net/FIF/index.htm, e-mail: fondazione.foto@libero.it

 

HO FATTO CLIC!

di Fabiola Palmeri

Serge Kakou, famoso collezionista francese di fotografia, fa presente che "dal 1839 ad oggi la fotografia non ha più smesso di diffondersi e di investire il mondo. L'onnipresenza dell'immagine fotografica ha impregnato la nostra vita immaginaria e sconvolto in maniera irresistibile la nostra visione del mondo". Ed è vero che negli ultimi anni il boom della fotografia ha superato le più ottimistiche previsioni. Ce ne siamo accorti dalla notevole crescita dei prezzi delle fotografie nelle aste internazionali, dal moltiplicarsi delle esposizioni e degli eventi legati alla fotografia e dalla crescente attenzione sul tema da parte dei media.
I giovani, in particolare, sempre più avvezzi alle nuove tecnologie, ai nuovi strumenti di comunicazione, hanno fatto della macchina fotografica uno dei mezzi di espressione e documentazione preferiti. Anche se questo non significa acquisire una capacità di lettura critica dell'immagine è sicuramente un primo approccio "istintivo" al mondo della fotografia. Alle volte si vorrebbe andare oltre il semplice gusto di documentare la propria vacanza e far diventare la passione per la fotografia una professione. Ma attenti ai facili entusiasmi, non ci si può improvvisare fotoreporter o fotografi di moda solo perché si è in possesso di una costosa attrezzatura: una buona preparazione e una cultura di base fanno sempre la differenza in qualsiasi campo.

Formazione, dove?
La richiesta di formazione culturale e professionale da parte dei giovani che aspirano a diventare fotografi è alta, ma come ci si può orientare e che cosa ci offre il panorama italiano?
L'Università non rappresenta un approdo perché, a differenza ad esempio di Gran Bretagna e Francia, dove esistono corsi di studio e pratica specifici, qui si ignora quasi totalmente il soggetto e non è previsto nessun corso organico di fotografia.
A Torino, purtroppo, è stato soppresso il neo-nato corso di studio in fotografia del DAMS. Nelle Accademie di Belle Arti, invece, si svolge un corso biennale teorico-pratico complementare. Ci sono poi dei corsi professionali organizzati da comuni e regioni a frequenza diurna e serale, nonché uno spazio occupato da interessanti iniziative private soprattutto a livello parauniversitario.
Per quanto riguarda le scuole (superiori) pubbliche, a Torino c'è lo Steiner, scuola superiore di grafica, il Bodoni, il Vigliardi Paravia, e il Balbis, istituto professionale in cui si studiano anche fotografia, fotolitografia e grafica. Il primo anno di studi è a indirizzo comune, dal secondo si può decidere la specializzazione, ad esempio proprio fotografia.
Esiste infine tutto quell'insieme costituito da corsi e workshops organizzati da istituti e associazioni privati e tenuti da fotografi di fama.
All'Istituto Europeo di Design si insegna fotografia accanto ad altre discipline come industrial design, grafica, architettura d'interni ed altro. Il corso dura tre anni e si studiano soggetti quali: fotografia pubblicitaria, storia della fotografia, mercato d'arte e fotografia, fotografia commerciale, reportage e grafica. Si accede avendo un diploma di scuola media superiore ed alla fine dei tre anni si riceve un diploma dell'Istituto. La frequenza a lezioni, seminari ed esercitazioni è obbligatoria, e alla fine di ogni anno si sostengono degli esami. Il costo annuale si aggira sui 10 milioni.
La libreria/galleria Agorà (via Santa Croce 0/e, tel. 011.835973), in collaborazione con l'Associazione culturale l'Occhio e l'Idea, propongono corsi serali a cadenza settimanale di cultura fotografica, con un taglio critico-storico, che si articolano in due anni. Il primo (33 lezioni e 2 incontri con autori) analizza il periodo dal 1850 alla seconda guerra mondiale, il secondo (30 lezioni e 10 incontri con autori e critici) quello dal dopoguerra ad oggi.

La Fondazione Italiana per la Fotografia
"Il grande problema nella divulgazione e nella conoscenza della fotografia da parte dei giovani qui in Italia è dunque soprattutto legato alla mancanza di scuole e di istituzioni, conseguentemente la competizione con chi si forma all'estero è sempre più dura e l'unica alternativa concessa al famoso estro italiano è comunque quella di migliorare le strutture didattiche e formative. Servono buone scuole, tanti workshops ed incontri con docenti e fotografi internazionali". Questa è l'opinione espressa da Nicoletta Leonardi, storica della fotografia, che insegna a Firenze presso la Fondazione Studio.
Per iniziare bene il lavoro della formazione, ovvero dalla più tenera età, nel marzo dello scorso anno è nato il "progetto didattica", messo a punto dalla presidente della Fondazione italiana per la Fotografia, Luisella d'Alessandro e da uno staff molto preparato. Il progetto si rivolge ai bambini delle scuole materne, elementari e medie fino ai ragazzi delle superiori e non intende "insegnare la fotografia" ma vorrebbe educare a "vedere" ed a interpretare l'immagine fotografica, in modo tale da rendere il museo della fotografia un laboratorio di idee, di sperimentazione e di attività.
Dunque se si vuole sapere, conoscere, leggere, vedere fotografia qui a Torino, il posto a cui rivolgersi è senz'altro la Fondazione Italiana per la Fotografia. Da anni, ormai, le persone che ci lavorano e i collaboratori sparsi per l'Italia e altrove si adoperano per organizzare mostre, eventi, corsi, workshops, stages formativi, laboratori, cataloghi ed archiviazioni, il tutto per una banca dati piuttosto nutrita.

La Biennale della Fotografia
Uno dei grandi eventi della Fondazione è la Biennale della Fotografia, giunta ormai alla sua nona edizione, che quest'anno si terrà a Palazzo Bricherasio dal 6 settembre al 7 ottobre con il titolo di "Border Stories" e che presenterà 46 artisti di levatura internazionale per un totale di 400 immagini. Contemporaneamente, alla Fondazione verrà presentato un omaggio a Tazio Secchiaroli mentre alla Galleria San Filippo sarà in mostra il progetto speciale "Holy and... Gerusalemme città del confine".
Le parole chiave di questa biennale sono: globalizzazione e senso di appartenenza, meticciato culturale e tolleranza/intolleranza, odio razziale, futuro e società dei valori. Anche quest'anno la Biennale non vuole porsi come vetrina delle nuove generazioni di artisti ma piuttosto proporre un viaggio per immagini all'interno dei cambiamenti della società contemporanea. Alcuni nomi degli artisti presenti alla Biennale 2001: Luigi Ghirri, Zed Nelson, Liza Ryan, Sakiko Nomura, Kinke Kooi, Letizia Cariello, Philip Tsiaras.
Ma per i giovani che possibilità ci sono? Ebbene la Fondazione ha pensato di promuovere la fotografia giovanile presentando una Sezione Speciale on-line, riservata a dieci giovani autori. Dieci "storie", raccontate mediante una sequenza di immagini pertinenti ai temi proposti dalla Biennale, i cui autori, selezionati a fine maggio scorso, appartengono all'archivio della Fondazione "Nuovi Autori per Nuove Immagini", al quale si può aderire attraverso la compilazione della scheda disponibile presso la segreteria della Fondazione o nel sito web. Questo archivio serve proprio a dare spazio, e naturalmente immagine, a tutti i fotografi che non sono ancora affermati e che intendono essere presenti ed attivi nel mondo della fotografia.
Ma non è finita, per i ragazzi dai 16 ai 26 anni che hanno voglia di raccontare una storia che li ha particolarmente emozionati o che li ha costretti ad una scelta importante, c'è la possibilità di fare un film! Ovvero, come evento collaterale alla Biennale Internazionale di Fotografia, la sezione didattica promuove l'iniziativa "Ai limiti della scrittura". I ragazzi interessati dovranno raccontare il proprio rapporto con la realtà e i problemi che incontrano. Si dovrà descrivere personaggi, ambienti, immagini ed usare le parole che meglio rappresentano le esperienze personali. I racconti dovranno essere inviati entro il 31 luglio 2001 a: Fondazione Italiana per la Fotografia, via Avogadro 4, 10121 Torino, fax 011.548963, e-mail: didatticafif@libero.it. Le storie saranno selezionate da una giuria di esperti e il racconto scelto verrà pubblicato su Torino sette, esposto a Palazzo Bricherasio durante la Biennale e infine sarà presentato ai produttori cinematografici di Torino in una delle letture pubbliche organizzate da Affabula Readings. Coraggio, al lavoro!
E dovunque siate in vacanza ricordate di dare un'occhiata alle mostre che ci sono in giro, di leggere e informarvi sulle nuove e vecchie tecniche per produrre e inventare nuove immagini e soprattutto un immaginario positivo e senza border.

 

 INFO: ACCESSO ALLA PROFESSIONE
Per aprire uno studio fotografico è necessario comunicare, su carta intestata, alla Questura del Comune di appartenenza l'inizio dell'attività. Se l'attività che si esercita è stata rilevata acquistandola da altri, se cioè oltre al lavoro del fotografo c'è un'attività organizzata che può essere rivenduta, si tratterà di impresa. Se invece il fotografo svolge un'attività con cui fa anche uso di strumenti, ad esempio le sue macchine fotografiche, ma non ha niente da rivendere ad esclusione degli apparecchi usati, si tratterà di libero professionista che vive del suo lavoro e non conta su una struttura.
Normalmente sono liberi professionisti anche i fotoreporter e i fotogiornalisti che possono iscriversi all'Albo dei giornalisti come pubblicisti o come professionisti: nel primo caso devono avere esercitato un'attività di collaborazione continuativa con le redazioni; nel secondo devono essere stati assunti dalle redazioni con un contratto di praticantato e aver sostenuto l'esame professionale dei giornalisti a Roma.
Per tutti gli altri che esercitano attività di impresa occorre chiedere l'iscrizione alla Camera di Commercio (come impresa artigiana, a meno che non si voglia costituire una società di capitali: S.p.A., S.r.l., S.a.s.).
Associazioni di categoria
- TAU VISUAL - Associazione nazionale fotografi professionisti, direttori della fotografia e operatori dell'immagine che da anni si batte per la costituzione di un Albo di categoria e per il riconoscimento della professione, offre consulenza professionale legale, tecnica, informativa e specialistica. Agli associati è richiesta l'adesione ad un codice deontologico, al fine di tutelare la professione.
via Manara 7, 20122 Milano, tel. 02.55187195/02.55187321 www.tauvisual.it - e-mail: tauvisual@tauvisual.it
- GADEF - GRUPPO AGENZIE DISTRIBUTORI E FOTOREPORTER, via Manara 7, 20122 Milano, tel. 02.55013081 www.gadef.it - e-mail: gadef@iname.com
- SIAF - ASSOCIAZIONE FOTOGRAFI PROFESSIONISTI, via S. Prassede 24, Roma, tel. 06.47496344 www.siaf.com
- FOTOGRAFIA & INFORMAZIONE - ASSOCIAZIONE ITALIANA GIORNALISTI DELL'IMMAGINE, via Watt 3, 20143 Milano, tel. 02.89124802 www.fotoinfo.net
- FIAF - FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI FOTOGRAFICHE, corso San Martino 8, 10122 Torino, tel. 011.5629479 www.arpnet.it/fiaf e-mail: fiaf@arpnet.it
Scuole

- CIVICO ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIALE "BALBIS", via Assarotti 12, 10122 Torino, tel. 011.4432151 www.arpnet.it/balbis - e-mail: balbis@comune.torino.it

- ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI DELLA PUBBLICITÀ "ALBE STEINER" Lungo Dora Napoli 25, 10152 Torino, tel. 011.4310963/4310872 www.arpnet.it/~steiner, e-mail steiner@arpnet.it

-ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE "BODONI", via Ponchielli 56, 10154 Torino, tel. 011.2481711 www.provincia.to.it/scuole/tec_ind/bodoni e-mail: bodoni@arpnet.it

- IPSIA "GIUSEPPE VIGLIARDI PARAVIA", via del Carmine 14, 10122 Torino, tel. 011.4361166

- ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN, via Pomba 17, 10123 Torino, tel. 011.8125668/011.8125160 e-mail: info@torino.ied.it

C. Bruno e G. Gay

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