SPECIALE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2001

luglio/agosto 2001

 
 
 
 



RECENSIONI


Giovanni Donna D'Oldenico
Polvere
Effatà, pp.382, L. 29.000

Il Maligno secondo Giovanni Donna D'Oldenico, medico torinese dalla penna facile, si presenta sotto le spoglie di misteriosi signori che promettono prosperità ad un contado del diciassettesimo secolo. "È tutto un sogno" dice Bernardo, uno dei narratori. Questa è una delle pagine più coinvolgenti del romanzo Polvere, giunto alla terza ristampa dopo le 4.000 copie vendute a sorpresa. Infatti possono essere considerate un'introduzione alla mentalità medievale che praticava l'inquisizione quando non era il caso, e non riconosceva il Male se si presentava veramente. L'autore oltretutto è convinto che il successo economico possa essere abbinato all'apocalisse. Tematica più che mai d'attualità senza fare nomi e cognomi. Ma bollare Polvere come pezzo del satanismo dilagante è riduttivo. È anche un esempio di arte rispettosa della moralità, contrariamente a quanto diceva Benedetto Croce, che accusava l'arte di infischiarsene bellamente della morale. Lo vediamo del resto in perle tipo "il taglio di luce dei raggi del sole continuava ad accendere la polvere in lento movimento, adesso aveva oltrepassato il Crocifisso e gli stava dietro in modo che questo risaltasse scuro da solo con tutto il carico da soffrire appeso lì da interminabili implorazioni rivoltegli dalle panche di questa navata." Sa maneggiare le parole con cura Donna D'Oldenico, evita di soffermarsi sui particolari superflui, ma è alquanto generoso di sensazioni. Per rendersene conto basta leggere i resoconti dei narratori Bernardo, Agnese, Anna, e Carlotta che frazionano la storia e come la scrittura dell'autore giocano sull'eterna contraddizione Bene/Male.

Fabio Zanello

Voodoo Lake Voodoo Lake
Cd CediMusic 2001, L. 25.000

Il rock sudista passa da Nordovest e si chiama Voodoo Lake. Quello che era il titolo di un brano dei Lynyrd Skynyrd è diventato il nome di una band torinese e l'intestazione del suo disco d'esordio. Il gruppo ripropone i suoni tipici di gruppi americani degli anni '70 come Allman Brothers e, appunto, Lynyrd Skynyrd. I dieci brani (tutti originali, niente cover) si fanno apprezzare per le melodie orecchiabili, corpose e graffianti, disegnate dall'intreccio di tre chitarre, supportate da una rocciosa sezione ritmica e colorate da un cantato convincente. Le sonorità sono calde e avvolgenti, il ritmo è trascinante e il tutto rientra nei canoni del southern rock. La fedeltà a un genere così preciso, però, oltre ad essere un punto di forza su cui costruire un certo successo, può rappresentare anche un limite e Voodoo Lake sa un po' (troppo?) di "già sentito". Tuttavia l'onestà e la passione, insieme alla brillantezza dei riff di chitarra (esemplari Manson, Swamp of Grace, Keep on run e I don't need you), dimostrano che non si tratta di un mero esperimento di clonazione. Perciò il gruppo merita rispetto. Informazioni all'indirizzo www.voodoolake.com.

Marco Stolfo

Ippolito Ostellino
Sentieri del Po. Percorsi lungo i fiumi torinesi
Vivalda Editori, L. 14.000

Quattro fiumi, e se n'erano accorti solo ingegneri idraulici e indomiti pescatori della domenica. È ora di tornare a scoprirli, Po, Sangone, Dora Riparia e Stura di Lanzo: con questo libriccino in mano a mo' d'introduzione. Ippolito Ostellino, che non è ingegnere e forse neanche pescatore ma direttore del Parco fluviale del Po torinese, fa di tutto per farceli piacere, i nostri fiumi, dopo che li abbiamo abbandonati o rimossi o sepolti. Vale la pena dargli retta e seguirlo nei tredici itinerari che propone a piedi, in bicicletta, in canoa, a cavallo e persino con i pattini, da Carignano al Meisino. Arricchiscono un lavoro agile ma non esile un'ampia introduzione con richiami di architettura, storia operaia e scienze naturali, note gastronomiche, schede a margine (tra l'altro sull'acquedotto di Torino, l'orto botanico e i mulini natanti sul Po), e una cartina sufficientemente dettagliata.

Luigi Urru

Andrea Malabaila
Quelli di Goldrake
Michele di Salvo Editore, L. 16.000

Andrea Malabaila scrive in presa diretta, dalla vita, dalla memoria, dall'incazzatura che ancora ha con la sua Stella. Ma forse dovrebbe invece lasciar decantare, e poi sgrossare, e poi limare ancora le sue sensazioni. Non se n'è dato il tempo, ed è un peccato. Le sue "stronze nostalgie da reduce di guerra", lo sa benissimo lui che così le definisce, accattivano il lettore, se non altro per una certa freschezza ancora adolescenziale. Tanto basterebbe per un esordio. Malabaila invece vuole "di più", dalla vita come dalla scrittura.

.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave