SPECIALE

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luglio/agosto 2001

 
 
 
 





NON CONSUMIAMOCI TROPPO
"Più lontano, più veloce e in maggiore quantità. È questo il credo che anima la società industriale. Eppure una crescita illimitata in un mondo limitato è impossibile" così inizia l'ampio studio dell'Istituto di Wuppertal per il clima.
di Pier Luigi Salza

Affinché gli effetti del consumo di energia, in particolare del petrolio, rimangano all'interno delle capacità di assorbimento e smaltimento naturali del pianeta, evitando quindi un ulteriore surriscaldamento dell'atmosfera per il noto "effetto serra", le emissioni di anidride carbonica (CO2) globali dovrebbero essere contenute entro 13-14 miliardi di tonnellate annue. Ciò significa che non solo gli attuali livelli di emissione non potranno essere mantenuti, ma che sarà necessario un dimezzamento dei consumi di energia entro il 2050. Quindi dobbiamo fare ogni sforzo per evitare consumi energetici non necessari. Una notevole riduzione può essere ottenuta attraverso una migliore efficienza di utilizzo dell'energia in ambito domestico, nelle strutture comunitarie, negli ambienti di lavoro e nei trasporti. Si deve porre ogni cura nell'isolamento ottimale degli edifici (coibentazione), nell'ammodernamento e manutenzione degli impianti di riscaldamento, possibilmente usando pannelli solari o collegandosi alla rete di distribuzione del teleriscaldamento (acqua calda co-generata nelle centrali elettriche di trasformazione). Altri interventi che vanno nella stessa direzione sono l'installazione dei doppi vetri, l'impiego di lampade a risparmio energetico, l'utilizzo di interruttori a tempo o a fotocellule lungo le scale e i passaggi comuni.
Lo sviluppo di tecnologie a basso consumo o alternative al petrolio dovrebbe portare a significativi risparmi nell'ambito dei trasporti. Ma anche la condotta individuale in questo ambito ha i suoi effetti. Per esempio, usare l'accortezza di spegnere il motore dell'auto o del motorino qualora la sosta si prolunghi, in qualsiasi circostanza, per più di pochi minuti. Inoltre, appena possibile, se non lo si è già fatto, dotare l'auto o il motorino di marmitta catalitica.
Passare alle due ruote consente un risparmio di carburante che va dall'8% al 32% rispetto all'auto, senza contare il risparmio di spazio pubblico (dove sta un'auto ci stanno cinque motorini). Certo questa soluzione non è priva di controindicazioni. Innanzitutto il clima, che, nella nostra città, ad esempio, da ottobre ad aprile può rappresentare un serio deterrente all'uso delle due ruote, e in secondo luogo la indiscussa maggiore pericolosità per l'integrità fisica del guidatore al minimo incidente.
Anche un adeguato controllo della produzione e dello smaltimento dei rifiuti rappresenta una sicura fonte di risparmio energetico. Si deve iniziare dalla limitazione della quantità di materiale utilizzato per il confezionamento e l'imballaggio dei prodotti, incentivando inoltre l'uso di materiali ecologici, biodegradabili e riciclabili, per finire con il rendere effettiva ed efficace la raccolta differenziata dei rifiuti stessi: lattine e vetro, plastica, carta e cartone, materiale organico.
Queste pratiche, oltre ad essere già efficaci di per sé, contribuiscono certamente ad educarci, a farci porre maggiore attenzione alle conseguenze delle attività umane sul pianeta, ad assumerci la responsabilità della vita sulla Terra anche per le generazioni future. È questo uno principi fondamentali su cui deve basarsi una prospettiva di vita che assume l'onere della sostenibilità.
Senza una profonda consapevolezza delle potenziali conseguenze di un cambiamento ecologico globale e un'accettazione delle implicazioni del passaggio verso una società più sostenibile, una generica preoccupazione per l'ambiente e una altrettanto generica fiducia nelle "eco-tecnologie" non sono sufficienti. Occorre imporre anche regole, limiti e scadenze e farlo con il consenso. Per questo, occorre ribaltare la cultura del consumo e del mercato e riconsegnare alla politica il suo ruolo originario di fucina del concepimento del "possibile" e poi di regolatore dell'"attuabile". Si tratta di una rivoluzione assai più impegnativa e complessa della sola rivoluzione tecnologica, che presuppone, oltre ad una lucida consapevolezza, anche la definizione di una nuova dimensione dell'economia finalmente libera dal mito che lo sviluppo umano e il vero benessere coincidano con l'infinita disponibilità di beni e la continua crescita dei profitti. Sostanzialmente si tratta di concepire ed attuare un differente stile di vita.
In questa prospettiva, un posto di primaria importanza spetta ad un nuovo approccio alla mobilità e al trasporto, le cui forme attuali non sono sostenibili. Ciò significa ad esempio, a livello urbano, orientare il cittadino, attraverso opportune misure di viabilità, verso un ritorno all'uso dei trasporti pubblici, della bicicletta o del muoversi a piedi, mentre a livello extraurbano significa incentivare il trasporto delle merci su ferrovia e diminuire l'utilizzo dei mezzi aerei, in particolare per brevi viaggi via terra dove il treno sarebbe sufficiente.
In secondo luogo si tratta di evitare trasporti e refrigerazioni non necessari, privilegiando quindi il consumo dei prodotti locali e stagionali. Anche solo dal punto di vista del bilancio energetico sarebbe auspicabile, a questo proposito, un serio riesame delle politiche agricole e, in generale, economiche della Comunità Europea che con l'apertura incondizionata dei mercati hanno fatto sì che diventasse norma, per esempio, consumare in Italia latte olandese o olive spagnole e avere disponibili in tutte le stagioni qualsiasi tipo di frutta e di verdura, fatte arrivare da altri
continenti.
Si dovrà anche operare per tornare ad una produzione di beni durevoli, in un'ottica diametralmente opposta all'"usa e getta" cui il consumismo sprecone dell'ultimo quarto del secolo scorso ci ha abituati, sviluppando al contrario una cultura del riutilizzo e del riciclaggio.
Insomma, in questo mondo, l'unico che abbiamo, non sarà possibile evitare i cambiamenti climatici e continuare intanto a consumare sempre più energia. Sicché solo una integrazione tra efficienza e sufficienza, ovvero tra innovazione tecnologica e senso della misura e della giustizia, potranno garantire la sostenibilità dell'impatto dell'uomo e delle attività umane sul pianeta.
Dobbiamo dunque convincerci che, anziché ai consumi, le priorità dovranno andare ad altri valori primari dell'esistenza.

 


 UN MONDO IN FIBRILLAZIONE

Investimenti
BP e Shell hanno investito 500 milioni di dollari (mille miliardi di lire) nella ricerca sui biocarburanti e le fonti di energia rinnovabile.

Cellulari al metanolo
Sono stati prodotti dalla Motorola i primi prototipi di cellulari al metanolo, combustibile ricavabile anche dalla colza. Con piccole capsule di metanolo inserite nel telefonino si avrà una carica sufficiente per un mese.

Grillo fornitore dell'Enel
Beppe Grillo è diventato forse il primo fornitore privato dell'Enel. Nella sua villa di Nervi ha fatto installare un impianto fotovoltaico (da 1.8 Kwp) regolarmente allacciato alla rete elettrica. Oltre a soddisfare i fabbisogni energetici della sua famiglia con l'impianto solare, l'eccesso di energia prodotta verrà "venduta" a mamma Enel. Un contatore permetterà la lettura dei kilowatt prodotti che saranno poi scalati dalla bolletta.

Auto a idrogeno
Si conclude il 12 luglio a Los Angeles "Clean Energy World Tour", il giro del mondo per 10 BMW 750 HL alimentate a idrogeno. Ad ogni tappa, sono stati affrontati alcuni aspetti del processo. A Dubai, per esempio, il tema principale è stato la produzione dell'idrogeno partendo dall'inesauribile energia solare. A Tokyo e a Los Angeles, il funzionamento ad emissioni zero dei veicoli alimentati con l'idrogeno, mentre in Europa il Tour ha messo in evidenza la distribuzione dell'idrogeno nonché la definizione di norme e standard necessari per contribuire alla diffusione della tecnologia dell'idrogeno. Entro il 2005, infatti, la Bmw vuole dotare le grandi città europee di distributori e produrre una linea di vetture a inquinamento zero.

Metti il sole nel motore
Un avventuriero canadese, Hans Tholstrup, che da anni combatte per promuovere l'uso delle auto a pannelli solari, ha terminato un giro di 1678 km lungo la costa orientale dell'Australia con un'auto ibrida, alimentata cioè sia a benzina che a energia solare. Hans ha usato per tutto il viaggio una batteria da 144 volt che ricaricava con il sole e 40 litri di benzina.

Viaggiare ad aria
A ottobre, l'azienda lussemburghese MDI presenterà in Italia il primo modello di auto ad aria compressa. Costerà intorno ai venti milioni, 110 km orari di velocità, 200 km di autonomia a 60 km orari. Per fare 100 km si spenderanno 2.000 lire. Anche l'Italia produrrà la sua macchina ad aria compressa: si chiamerà Eolo, e la società produttrice, Eolo Italia, entro l'anno costruirà a Rieti il primo dei dieci stabilimenti previsti.

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