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luglio/agosto 2001

 
 
 
 





IN RISCIÒ, A TORINO

di Luigi Urru

È stato più difficile metterli in strada rispettando tutti i crismi della legge italiana che farli arrivare dall'Inghilterra. "Il nostro codice non contempla i risciò elettrici e a pedali", dice Giovanni Maurella, che li importa in esclusiva da Manchester, "e solo a maggio scorso, dopo due anni di domande, il Ministero dei Trasporti ha concesso l'omologazione necessaria a circolare". Ottenute anche le autorizzazioni di Regione e Comune, da giugno di quest'anno sei veicoli hanno iniziato a percorrere le zone più pedonalizzate del centro cittadino, in via sperimentale sui due itinerari Piazza Castello - Piazza Statuto e Piazza Castello - Piazza San Carlo. Target di clientela sono innanzi tutto i turisti che vogliono godere di un punto di vista privilegiato sulla città, in secondo luogo anche quei torinesi desiderosi di risparmiare una manciata di minuti a piedi, o la fatica di trasportare a mano le borse dello shopping.
L'idea, per l'Italia, è nuova di zecca: risciò finora si sono visti, occasionalmente, solo a Palermo e a Milano. Risciò di produzione amatoriale, precisa Giovanni Maurella, perché i suoi - novanta chili appena di peso, trenta chilometri di autonomia elettrica e quasi duecento chili di carico trasportabile - hanno un nome che è tutto un programma: Advanced Vehicle Design. La novità e le forme accattivanti attirano i passeggeri, che solo dopo la gita scoprono la realtà etica dietro l'altisonante etichetta hi-tech. A.v.d. non solo è la ditta inglese che produce i risciò, ma anche la cooperativa sociale fondata da Maurella con il duplice obiettivo di diffondere una mobilità ecocompatibile e creare posti di lavoro. Il Ministero dell'Ambiente di Roma e il Comune di Torino hanno creduto al progetto e hanno concesso un finanziamento parziale per l'acquisto dei veicoli. L'Azienda di Promozione Turistica, l'ATM e le associazioni dei ciclisti urbani hanno mostrato interesse e sono pronte a collaborare allo sviluppo dell'iniziativa. Un neo? Si cercano gli autisti, anche a tempo parziale. Le domande si inoltrano con una mail a: avd@a-v-d.it (che è anche l'indirizzo in rete della cooperativa).

 

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