SPECIALE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2001

luglio/agosto 2001

 
 
 
 





SARÀ VERO?
Gira voce su internet che l'olio di semi vari, quello a basso costo usato per le fritture, sia un ottimo carburante per le auto diesel. E senza alcuna modifica al motore.
Pare che abbia una resa leggermente maggiore del gasolio e che sia 100 volte meno inquinante. C'è già chi ne ha fatto man bassa al supermercato. Sarà vero?
A TUTTO GAS SUL BUS
Benzene, monossido di carbonio, biossido di zolfo, particolato . non è la cronaca della giornata di un chimico. È la composizione di una parte consistente dell'aria che respiriamo, "appesantita" dalle emissioni gassose delle auto, dei motorini, delle caldaie.

di Mauro Marras

Una vita a tutto gas, quella di chi vive in città. Come uscire dalla trappola smog? Gli allarmi lanciati dall'Onu con la firma del trattato di Kyoto e nel corso della conferenza di Rio, negli anni Novanta, hanno finalmente rilanciato la ricerca scientifica, per dare alternative "pulite" ai combustibili fossili, ma hanno anche posto la necessità di ridurre i consumi d'energia e diminuire così la pressione dell'attività umana sull'ambiente. Per questo, negli ultimi anni le grandi città hanno investito ingenti finanziamenti nella ristrutturazione del trasporto pubblico.
Dall'auto in comune alla bici elettrica, dal mobility manager alla speranza idrogeno: ecco come potrebbe cambiare il nostro modo di viaggiare in città.

Car sharing o car pooling?
Un milione di italiani sarebbero disposti a liberarsi dall'incubo del parcheggio e delle multe vendendo la propria auto e pescandone una, ogni volta che serve, dal car sharing, il parco auto in multiproprietà che sta conquistando paesi come la Svizzera e la Germania. Una novità per l'Italia che verrà proposta dal Ministero per l'Ambiente a partire dal prossimo autunno: si parte da Genova, Modena, Torino e Roma. In Svizzera in pochi anni questo servizio ha sfiorato i 40mila clienti.
Se si fanno meno di 12/15mila chilometri l'anno, il car sharing è senz'altro una scelta conveniente. Basta formare un club di utenti, cui viene riservato l'uso dei veicoli. Ad ogni iscritto è consegnata una card di identificazione che serve per il riconoscimento del socio e per poter prelevare e rilasciare l'auto. Meccanico, assicurazione, bollo. con il car sharing ci pensano i gestori del servizio, all'utente il compito di pagare soltanto una quota fissa annua. E nel parco auto possono esserci mezzi di diverse cilindrate e dimensioni, adatti all'uso in città o a un viaggio in autostrada.
Ma c'è anche il car pooling, ovvero l'uso comune di auto per andare in ufficio: basta che due o tre colleghi vivano lungo lo stesso percorso e, anche con incentivi come buoni in benzina o integrazioni economiche, potranno convincersi a usare un'unica automobile per raggiungere il posto di lavoro.

I mezzi pubblici diano il buon esempio
"Velocità commerciali" inferiori ai 20 chilometri orari, tempi d'attesa che arrivano a superare la mezz'ora, viaggi su mezzi affollati e, spesso, con pochi posti a sedere. I mezzi pubblici nelle grandi città faticano a offrire valide alternative all'uso dei mezzi privati. Inoltre, le linee sono gestite con bus a gasolio, che contribuiscono non poco ad appesantire l'aria in città.
Il Ministero per l'Ambiente ha destinato quest'anno 148 miliardi alla lotta contro il traffico e il mal d'aria, attraverso contributi ai Comuni condizionati ai risultati delle domeniche ecologiche; contributi che vanno a integrare, in parte, i progetti di mobilità sostenibile. Così, per esempio, Torino ha acquistato 100 autobus a metano, 20 elettrici e 250 tram. E dal prossimo dicembre saranno in circolazione autobus a idrogeno (alimentati con quattro "fuel cell", motori derivati da quelli utilizzati dalla Nasa nelle navicelle spaziali), che emettono acqua pura invece del solito fumo nero.
In attesa di una completa copertura del parco mezzi con questi bus innovativi, alcune aziende di trasporto locale (ma anche le aziende di raccolta rifiuti, ad esempio) hanno puntato sul gasolio bianco. Prodotto dalla Cam Tecnologie del gruppo Pirelli, il "Gecam" - marchio registrato di una speciale emulsione stabilizzata a base di gasolio e acqua - viene utilizzato da circa tremila mezzi del trasporto pubblico italiano.
La principale caratteristica di questo carburante - chiamato gasolio bianco per il suo aspetto lattiginoso - è quello di abbattere di oltre il 70 per cento le emissioni di particolato (micropolveri) e del 30 per cento quelle di ossidi di azoto. La produzione di Gecam è cominciata nell'aprile dello scorso anno, dopo un lungo periodo di prove tecniche e di laboratorio. L'uso del gasolio bianco non richiede interventi sul motore.

Mobility manager
Il Decreto interministeriale del 27 marzo 1998 sulle aree urbane, all'art.3 propone che "Le imprese e gli Enti pubblici con più di 300 dipendenti" (o complessivamente 800 distribuiti in più sedi) localizzati in Comuni compresi in zone a rischio di inquinamento atmosferico, individuino "un responsabile della mobilità aziendale". Il mobility manager ha il compito di studiare, attraverso la distribuzione di questionari, con quali mezzi i dipendenti dell'azienda si recano al lavoro, per predisporre piani di mobilità aziendali finalizzati al risparmio energetico. Inoltre, "Viene istituita, presso l'Ufficio Tecnico del Traffico" del Comune, "una struttura di supporto e coordinamento tra responsabili della mobilità aziendale": i mobility manager di area, coincidenti con quelli delle amministrazioni comunali.
A Roma 182 aziende si sono dotate di un mobility manager per organizzare gli spostamenti di 260mila dipendenti: si conta di arrivare a coinvolgere 3mila persone nel car pooling e si darà un buono di 300mila lire da spendere in servizi (dai taxi collettivi agli sconti sull'abbonamento ai mezzi pubblici). Ma in altre realtà sono riapparsi i bus aziendali, o si sono modificati gli orari e i tragitti delle normali linee cittadine.

E chi non può fare a meno del mezzo privato?
Chi preferisce ritagliarsi una più alta indipendenza negli spostamenti ha a disposizione una gamma crescente di offerte a basso impatto ambientale. Già oggi è possibile, a parità di costi, ridurre sensibilmente l'impatto della propria marmitta. Con i contributi pubblici aggiungere alla propria auto l'opzione gpl (quello delle bombole per il campeggio) o metano significa ridurre a un decimo molti inquinanti. Per il gpl l'Italia è il paese leader: conta una flotta di un milione e 40mila auto e nel 2000 il 65 per cento del mercato mondiale è stato appannaggio dei marchi italiani. Per il metano è in previsione uno sviluppo del numero di distributori su tutto il territorio nazionale.
L'elettrico sta ripartendo puntando sulle due ruote: è sugli scooter e sulle biciclette che si giocherà la partita. Con gli incentivi, una bici arriva a sfiorare il milione e mezzo, per poco meno si può portare a casa un monopattino con la spina.
Ma la più ampia riconversione del trasporto privato arriverà con l'idrogeno: in prospettiva, verrà estratto direttamente dall'acqua in modo da realizzare un ciclo perfettamente pulito: energia solare più acqua uguale emissioni zero. All'obiettivo si potrebbe arrivare anche in tempi più brevi (5/10 anni) passando per la scorciatoia dei fossili, non più bruciati ma utilizzati come fonte d'idrogeno.
Il tasso di crescita della motorizzazione è molto elevato: abbiamo in Italia 32 milioni d'auto, due ogni tre italiani. Il cittadino medio ha percorso, nel '98, 15mila chilometri, dei quali 11mila su autovettura e mille su motociclo (82 per cento). Nel 1960 ne aveva fatti 2500, dei quali la metà con l'auto propria. Se si renderanno economici e veloci i trasporti pubblici, rendendo superfluo l'uso dell'auto per buona parte dei cittadini, e le nuove risorse energetiche per i mezzi di trasporto si diffonderanno presto, riporremo le polveri, l'inquinamento, le domeniche ecologiche e i giovedì dei pedoni, l'austerity, le code sull'A1 e le partenze intelligenti, i "fracassoni" in motocicletta e magari anche l'effetto serra nel libro dei ricordi.
Certo, abbiamo esagerato con l'ottimismo. Ma il clima sta cambiando molto rapidamente, la temperatura sul pianeta crescerà entro la fine del secolo fra 1,4 e 5,8 gradi e lo scioglimento dei ghiacciai farà crescere il livello dei mari di 5 millimetri ogni anno. Ecco perché è urgente disegnare un nuovo modello per la produzione dell'energia.
Chissà se, come fece Beppe Grillo in un suo celebre spettacolo, useremo i motori a idrogeno come apparecchi per l'aerosol, spalmando di Vicks Vaporub il tubo di scappamento della nostra auto. Non è questo un bel sogno ecologico?

.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave