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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2000 | ||
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UN
VAMPIRO IN MINIATURA
Tutto sembra più piacevole se illuminato da un raggio di sole, per questo l'arrivo della bella stagione ci invoglia ad uscire dalle mura di casa per concederci passeggiate, scampagnate con gli amici o serate all'aperto. Dei molti lati positivi che attribuiamo all'estate solo uno ci infastidisce e non poco, la presenza di quelle che gli esperti del settore chiamano 'culicidi'. di Fernanda Cinque Si tratta delle zanzare, insetti pungenti che ci sono familiari, tutti infatti ne siamo stati vittima visto la larga diffusione nelle città e nei dintorni, al mare e in montagna e le numerose specie esistenti, circa duemila, di cui una sessantina popola il territorio italiano. Per poter attuare il proprio ciclo vitale la zanzara necessita di uno specchio d'acqua, anche piccolo, che le consenta la deposizione delle uova dalle quali nascerà la larva che si trasformerà in pupa fino allo 'sfarfallamento' cioè allo sviluppo dell'insetto adulto. I luoghi di riproduzione sono molteplici, quasi ovunque questo insetto può trovare focolai adatti al suo sviluppo, in piccoli stagni, pozzanghere, cavità nei tronchi, tombini, grondaie, fossi, copertoni abbandonati, lattine, sottovasi ecc., luoghi dove è presente acqua, solitamente stagnante proprio perchè le larve si nutrono di plancton e di residui organici in essa disciolti. Qualunque animale a sangue caldo ma anche anfibi, pesci ed altri insetti possono esserne il bersaglio. Ricordiamo che solo la femmina ? la responsabile della puntura perchè dopo la fecondazione ha bisogno di un pasto di sangue animale che le consenta di portare a maturazione le uova che dovrà deporre; il maschio, dopo aver fecondato la femmina, muore ma in vita non punge mai perchè il suo unico cibo è rappresentato da liquidi zuccherini come il nettare dei fiori. Questi insetti possono agire di giorno o di notte e prediligere sangue animale (zoofiliche) o umano (antropofiliche) e individuare la preda attraverso stimoli visivi o olfattivi a seconda che si trovino in volo o nelle vicinanze del bersaglio. L'uomo infatti produce attraverso il respiro anidride carbonica che la zanzara capta da oltre trenta metri di distanza e più di cento sostanze volatili che questo insetto riesce a riconoscere attraverso recettori presenti sulle antenne. Chi fa molto movimento, quindi gli sportivi o i bambini cosi' come gli individui di grande corporatura sudano di più di-sperdendo più calore e producendo più anidride carbonica, tutti elementi che attirano la zanzara; queste categorie di persone sono coloro che hanno la peggio rispetto agli individui magri, ai sedentari e agli anziani. Quel fastidioso prurito che ci provoca la puntura di zanzara è il sintomo di una reazione allergica causataci dalla saliva iniettata, manifestazione che in alcune persone è più violenta, in altre quasi inesistente tanto che non si accorgono neppure di essere state punte. Evitare i morsi o ridurne gli effetti non è impossibile, qualcosa si può fare. Si può agire sulla persona ricorrendo all'assunzione di vitamine del gruppo B che rendono il sudore particolarmente sgradevole all'animale o utilizzare sulla pelle spray, liquidi repellenti oppure cerotti che rilasciano sostanze fastidiose o nocive cosi' come si possono indossare cavigliere o braccialetti che tengano lontano l'insetto. Nell'ambiente che ci circonda, si possono utilizzare candele, zampironi o prese elettriche che bruciano piastrine contenenti aromi naturali sgradevoli o tossici per i suoi recettori ma non per l'uomo quali citronella, geranio oppure ultrasuoni o ancora lampade a luce blu che attirano l'insetto il quale avvicinandosi viene fulminato attraverso un filo elettrico. Se purtroppo il danno è già stato fatto e la zanzara ha 'pasteggiato', si pu~ ridurre il gonfiore provocato ed il prurito tamponando la parte con acqua molto fredda, oppure lavare la zona con acqua e sapone e applicare una 'pappetta' fatta con acqua e bicarbonato di sodio oppure ancora spalmarvi una pomata antistaminica o cortisonica. |
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