CULTURA 

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luglio/agosto 2000

 

 

SHERLOK HOLMES AL COMPUTER
di Fernanda Cinque
"Le indagini", quell'appassionante gioco di ricerca portato avanti nella finzione da personaggi bizzarri (ricorderete il famoso Sherlok Holmes, il rompiscatole ispettore Colombo, gli intuitivi scrittori quali Ellery Queen ed oggi la signora Jessica Flatcher), di cui tutti abbiamo letto o seguito episodi in televisione che ci hanno più volte lasciati col fiato sospeso. 

La realtà è altrettanto piena di risvolti interessanti ed affascinanti ma è ben più complessa ed è in mano ad altre menti che lavorano, proprio come sappiamo dalla TV, analizzando la scena del delitto, la posizione dei corpi, degli oggetti, le impronte digitali, le tracce di sangue, la traiettoria del proiettile e mille altre cose ancora.
Sono circa 1500 gli "specializzati" nel nostro paese che si occupano di indagare in modo attento ed attivo su casi criminali oscuri, si tratta di medici legali, chimici, fisici, biologi, consulenti balistici che fanno parte della "polizia scientifica".
Imezzi a loro disposizione oggi sono più che mai all'avanguardia, le attrezzature sono computerizzate, le immagini riprese non sono riportate su pellicola ma "scaricate" su file e memorizzate in modo da poter essere analizzate, elaborate e ingrandite in modo chiaro sino a quindici volte se necessario, e poi magari spedite via modem ad altre sedi operative.
Chi si occupa del caso possiede nel computer una sorta di schema predefinito dove, barrando le caselle di un questionario, descrive passo passo il crimine, posiziona gli oggetti presenti sulla scena e dispone i manichini sui quali con il cursore traccia le ferite nei punti precisi, tutto con effetto tridimensionale. E' così possibile valutare lo spazio in cui e' avvenuto il delitto, gli ingombri presenti, l'ambiente circostante per ottenere dati che, ad una prima analisi sfuggono e provare a capire ciò che può essere stato toccato, cosa possono aver visto eventuali testimoni, da dove può essere partito il colpo ecc.
Gli agenti della scientifica una volta raccolti questi elementi indiziari, passano alla fase di studio delle impronte digitali prelevate con uno strumento laser o più semplicemente cospargendo la superficie dell'oggetto di un'apposita polvere.
Un esperto osserva con una lente di ingrandimento le caratteristiche circonvoluzioni disegnate sul polpastrello che poi confronterà con i milioni di altre impronte di cui la polizia è in possesso. Questo è un lavoro che può richiedere anche alcune settimane ma ancora per poco; tra meno di un anno entrerà in funzione l'Automated fingerprint identification system, il sistema automatico per l'archiviazione e l'identificazione delle impronte. Diversi computer saranno collegati attraverso cavi in fibra ottica e inserendo la foto di un frammento di impronta questa sarà confrontata con quelle contenute in una base dati comune per arrivare in breve tempo alla segnalazione dell'individuo se già schedato. 
Per il materiale organico rinvenuto come saliva, sperma, capelli, sangue ecc., si utilizzeranno tecniche specifiche di biologia molecolare per conoscere il DNA ovvero il codice genetico che è peculiare ed unico per ogni singolo individuo e quindi giungere ad una sicura identificazione.
Anche i proiettili raccolti sono analizzati in laboratorio, esiste infatti un archivio balistico informatizzato che può fornire dati sul tipo di pistola o fucile che ha sparato oppure, se viene ritrovata un'arma, si studiano i piccoli solchi provocati dall'espulsione sul metallo del proiettile per accertarsi se proprio da quella è partito il colpo. 
I medici legali prima dell'autopsia che determinerà la causa del decesso, esaminano la vittima stabilendo l'ora approssimativa della morte, controllano le lesioni ed il modo in cui queste sono state inferte per formulare ipotesi sull'arma del delitto nel caso che questa non sia stata ritrovata.
Dopo questo complesso lavoro di indagine ed aver ascoltato eventuali testimoni si tirano le somme sull'accaduto. Inoltre il materiale raccolto è catalogato nel "Sistema per l'analisi del crimine" che permetterà di fare ricerche incrociate sui contenuti di un caso o su diversi casi confrontando comportamenti o situazioni analoghe.
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