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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2000 | ||
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NUOTO, IO PEDALO, IO CORRO: IL TRIATHLON
di Michele Berrino La leggenda racconta che un tempo non troppo lontano tre allenatori di discipline che nulla avevano a che fare tra loro volessero stabilire chi fosse il migliore: il problema era scegliere lo sport in cui sfidarsi, evitando di avvantaggiare uno degli avversari. Soluzione: in una gara si sarebbero dovute affrontare una frazione di nuoto, una di corsa e una di bici, ognuna delle specialità in cui i tre si cimentavano normalmente: nacque il Triathlon. Ma questa è quasi mitologia: i natali ufficiali di questo affascinante sport risalgono al recente 1974, quando due allenatori della San Diego University si fronteggiarono in una competizione ufficiale che prevedeva una tappa di 5,3 miglia di corsa, 5 miglia in bici e per concludere 600 yards a nuoto. La vera consacrazione il Triathlon l'ebbe 4 anni più tardi, nel 1978, quando, in una splendida cornice, si svolse il primo Ironman delle Hawaii: una massacrante prova che consisteva in 3800 mt di nuoto in mare aperto, 180 km di bici e una vera e propria maratona, 42,195 km a concludere il tutto. Ovviamente il tutto da percorrere nella stessa giornata e senza soste! 12 furono gli atleti ad arrivare sulle loro gambe al traguardo. Ad oggi sono circa 1500 i partecipanti a questo tour de force che si contendono il primo posto in una gara delle più faticose nel panorama sportivo. Ma il triathlon non è solo queste distanze pazzesche: non bisogna spaventarsi. A chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina non viene chiesto di mettere a repentaglio le proprie coronarie in una gara del genere; al contrario l'ingresso nel mondo di questa disciplina è graduale. Si comincia affrontando una categoria super sprint in cui le distanze sono ridotte a 400 m per il nuoto, 10 km di bici e 2500 m di corsa; passo successivo è la categoria sprint, 750m in acqua, 20 in sella e 5 km a piedi, per poi passare, quando l'allenamento lo permette, a una gara classica o olimpica che consiste in 1500 m di nuoto, 40 km da pedalare e 10 km da correre. Se poi si vogliono aumentare i km e inevitabilmente la fatica esistono competizioni come la media dove il percorso consiste in 2.5 km a nuoto, 80 km di ciclismo e 20 km di podismo; più impegnativa ancora sono le distanze del lungo: 4km in acqua, 120 km in sella oltre ai 30 km a piedi. Tappa conclusiva in cui si può misurare la resistenza e la tenacia del proprio fisico e della propria volontà, al limite delle proprie prestazioni, è rappresentata dall'ironman o super lungo, il sogno proibito per molti atleti. Niente paura per chi non sapesse nuotare: se il sudore vi affascina per voi c'è una disciplina che potremmo definire la sorellina del Triathlon: stiamo parlando del Duathlon, dove la frazione in acqua viene sostituita da una prima parte da percorrere di corsa, per poi saltare in sella e infine terminare se ce la fate ancora con un'altra tappa a piedi. Anche qui le distanze sono le più svariate, funzionali alla preparazione che si è svolta. Il triathlon è uno sport molto seguito in paesi come la Francia, l'Australia (dove è molto popolare) e nel Nord Europa, senza dimenticare gli USA: si calcola che i praticanti siano, in tutti i 5 continenti, circa 2 milioni. In Italia è una disciplina che si sta affermando nel panorama nazionale: oggi sono più di 200 le società che fanno parte della federazione Italiana Triathlon per un totale che supera i 10000 iscritti. Il Piemonte rappresenta la regione con il maggior numero di tesserati che si aggirano intorno ai 1000, ripartiti in 25 società. Torino vanta una delle squadre più grosse in assoluto, il Torino Triathlon, formazione che quest'anno ha ottenuto il primo posto nella graduatoria del rank italiano piazzando almeno uno dei suoi atleti in tutte le categorie d'età e in tutti i tipi di competizione tra i primi tre arrivati. Altra importante realtà cittadina è la TMT, Top Master Team che, nonostante un numero inferiore di tesserati, 45 circa, ha tenuto alto i colori societari giungendo alla fase finale del campionato italiano a squadre. In totale le società dei triathlon presenti a Torino e provincia sono 9 e i dati degli iscritti sono in continuo aumento: il Triathlon è stato infatti indicato come lo sport con il tasso di crescita più alto, rispetto alla quantità di persone che iniziano a praticare altre attività sportive. Le gare sono organizzate in bellissime località in cui la fatica della competizione viene in qualche modo ripagata dalla possibilità di vivere in prima persona paesaggi magnifici. Oltretutto recenti studi dell'Associazione dei Medici Sportivi hanno individuato in questo sport uno dei più salubri per un'equilibrata formazione psicofisica dei giovani, sottolineando pure la bassa pericolosità per praticanti ed ambiente. Indubbiamente bisogna essere disposti a faticare, ma per gareggiare in competizioni come il super sprint o lo sprint non occorrono asfissianti allenamenti che precludono un'attività privata normale: bastano 3-4 allenamenti settimanali di 40-60 minuti per essere protagonisti in gara. E non è necessario essere superuomini: i praticanti, suddivisi in base a fasce d'età, vanno dai 7 agli 80 anni. Chi volesse iniziare non perda tempo! Oggi gli atleti più forti raggiungono il culmine delle loro prestazioni intorno ai 26 anni ma c'è da aspettarsi senza troppo stupore che i ragazzi che hanno intrapreso da poco questo sport abbassino di qualche anno questa media. Una volta si cimentavano nel Triathlon, che viene praticato in un periodo che va da Aprile ad Ottobre, personaggi che durante il resto dell'anno praticavano una sola delle tre attività di questa multidisciplina; oggi comincia ad accadere il contrario: per mantenersi in forma durante la stagione invernale, non è raro vedere impegnati triatleti in competizioni di nuoto o di corsa oppure di ciclismo. Gli sforzi che vengono compiuti in competizioni di questo genere dove tutti i muscoli del corpo vengono utilizzati sono notevoli, ma nulla che non si possa smaltire in pochi giorni se ovviamente si ha un fisico allenato. Un unico avvertimento: sarebbe meglio raddoppiare le dosi giornaliere di cibo per reintegrare l'energia spesa! Attenzione però a mantenere sempre e comunque una alimentazione sana e bilanciata. Torino purtroppo non ha grandi possibilità di ospitare gare di Triathlon classico né tanto meno su distanze superiori per ovvi problemi logistici e organizzativi. Anche se la disponibilità degli spazi acqua messi a di- sposizione dal comune è buona, si avverte la mancanza di una monostruttura in cui piscina, pista per pedalare e correre siano racchiuse in una sola realtà. Nonostante ciò, l'intraprendente Torino Triathlon ha organizzato incontri a Bardonecchia e a Pianezza ed è stata incaricata di dare vita al campionato italiano della prova di "lungo", con grande soddisfazione della dirigenza. Questa importante competizione avrà luogo la settimana successiva alle olimpiadi di Sidney 2000, dove per la prima volta il triathlon entrerà a far parte delle discipline olimpiche. In Australia solo 50 saranno coloro che aspireranno al podio in una gara che prevede 1,5km a nuoto, 40km in bicicletta e 10 km di corsa. Le speranze di vedere in gara un portacolori azzurro non sono molte, per problemi legati ad un complicato discorso qualificazioni; comunque i papabili per un biglietto aereo per l'Australia, se si risolvessero gli intoppi burocratici, sono tra gli uomini il trevigiano Giampietro De Favari e tra le donne Matilde Ravizza, atleti che vestono la maglia del Torino Triahlon. |
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