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VITA SOCIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2000 | ||
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VITE
VENDUTE
Era il lontano 1958, quando la cosiddetta legge Merlin poneva fine all'epoca delle case chiuse e della prostituzione sotto il controllo statale. Ma la Merlin non era solo questo; la legge prevedeva anche la punibilità dello sfruttamento e la possibilità di un aiuto da parte delle istituzioni per quelle ragazze che volevano uscire dal "giro" e smetterla con la prostituzione. A oltre quarant'anni di distanza da quei giorni le case di tolleranza rimangono chiuse (o perlomeno fuori legge), ma sui restanti due punti previsti dalla legge sono ancora molte le cose da fare. E' innegabile che alcuni passi avanti siano stati fatti, ma il cammino è ancora lungo e, spesso, di difficile pianificazione a causa del continuo evolversi e mutare del "mercato", che sottopone agli operatori panorami, per quanto simili, sempre nuovi e differenti. di Sergio Capelli Il fenomeno della prostituzione riguarda, secondo i dati forniti dal progetto europeo di ricerca ed intervento Tampep, un totale di circa 50.000 persone in Italia, di cui circa la metà presenti sulle strade. Un numero enorme, in lenta, ma costante crescita. Un numero enorme all'interno del quale la percentuale delle italiane è sempre minore. Le donne italiane che si prostituiscono regolarmente sono sempre di meno. Quelle rimaste esercitano generalmente in casa, lavorano per lo più con qualche collega per ragioni di sicurezza, sono molto attente alla loro salute (e di conseguenza a quella del cliente) ed hanno un forte potere contrattuale. In altri termini si prostituiscono dove, come, e con chi vogliono. Ma accanto al mondo delle "professioniste" e delle giovani che si vendono occasionalmente per arrotondare o per noia (il cui numero, negli ultimi anni, è in crescita costante), c'è quello della strada. Il mondo in cui vivono i tossici e i barboni, il mondo dei senza-diritti. Alle tossicodipendenti che si prostituiscono per farsi, che hanno bisogno di soldi subito, che hanno un potere di contrattazione molto basso, che si "sbattono" per cifre molto inferiori a quelle delle loro colleghe, il cliente sa di poter chiedere di più, sa che con poche migliaia di lire oltre alla tariffa "base" potrà provare l'emozione di un rapporto non protetto, di una roulette russa a sfondo sessuale, sentendosi quasi Robert de Niro in Il cacciatore. Spesso queste ragazze si prostituiscono per procurare la roba anche al compagno, sentendosi sfruttate e vivendo male la situazione. Inoltre, a loro, che hanno un profitto sicuro, il pusher fa spesso credito, spingendole in quella spirale per cui prostituzione e assunzione di sostanze diventano le due facce della stessa medaglia: ci si fa per prostituirsi e ci si prostituisce per farsi. Al loro fianco, sul marciapiede, ci sono transessuali e travestiti. Persone che spesso vivono situazioni di estremo disagio psicologico ed economico (se trovare lavoro è per chiunque difficile, per loro diventa un'impresa pressoché disperata). Per queste persone, spesso senza una famiglia alle spalle, con cure estetiche dai costi altissimi, con il sogno di poter fare l'intervento in forma privata per accelerare i tempi, ma non potendosi permettere altro che un'iscrizione alla lunghissima lista d'attesa presso il Servizio Sanitario Nazionale, la prostituzione rischia di essere una scelta obbligata. Fin qui le italiane. Ma i nostri marciapiedi sono frequentati anche (o forse soprattutto) da ragazze straniere. Gli stravolgimenti sociopolitici dell'ultimo decennio (soprattutto in Europa) hanno contribuito alla creazione di sacche di povertà laddove fino a pochi anni fa si viveva, tutto sommato, dignitosamente. Di qui l'esigenza di emigrare alla ricerca di nuove possibilità. Ma il viaggio ha un costo, sempre troppo alto. Spesso per queste ragazze il viaggio equivale alla contrazione di un debito. Arrivate nella "Terra dei Sogni" iniziano gli incubi: la loro destinazione è il marciapiede e grossa parte dei loro guadagni servirà per estinguere il debito. Questo vale soprattutto per le ragazze nigeriane, inserite in un traffico totalmente gestito da reti di connazionali e, ovviamente, con la benedizione delle associazioni criminali dei Paesi ospitanti. All'arrivo nella "Terra dei Sogni" viene loro sequestrato il passaporto, che verrà restituito all'estinzione del debito (spesso quantificato in alcune decine di milioni). In caso di mancata estinzione del debito, ci saranno ritorsioni sulla famiglia di origine. Per quello che riguarda le ragazze albanesi (le più numerose insieme alle nigeriane) la situazione ed i ricatti sono simili, ma, generalmente, non ci sono debiti da estinguere: le ragazze vengono imbrogliate o portate in Italia con la forza ed iniziate all'attività con uno stupro di gruppo. L'organizzazione albanese esercita un controllo molto più stretto sulle ragazze, spesso facendo la differenza fra i profilattici consegnati e quelli restituiti al fine di conteggiare i rapporti avuti da ogni singola ragazza, spingendo così le vittime della tratta ad accettare rapporti senza protezioni per poter guadagnare senza dover versare una parte degli introiti al protettore. Albanesi e Nigeriane, pur rappresentando la fetta più grossa della tratta delle donne, non sono le sole: molte sono anche le ragazze provenienti da Russia, Bulgaria, Romania e Sudamerica (soprattutto transessuali). Ma il mondo della prostituzione in Italia non è solo quello visibile sulla strada o dalla strada: di fianco a questo esiste un sottobosco di centri estetici, agenzie matrimoniali, massaggiatrici private "particolari", accompagnatrici e accompagnatori, night, locali riservati agli scambi di coppia dietro al quale si nasconde un giro miliardario. Il vero boom è rappresentato dalla prostituzione on line. E' sufficiente una breve navigata nella rete per potersi rendere conto di quanti siano i siti che offrono prestazioni "particolari", selezionate per tipologie e gusti. Infine, l'altra metà del cielo. La prostituzione maschile esiste, ha un grosso giro di affari, ma i Richard Geere nostrani, gli Italian Gigolò, si nascondono dietro alle agenzie di accompagnatori o agli annunci personali sui giornali. Passiamo ora ai clienti. Difficile inquadrarli: il 70% di essi è sposato, dicono le statistiche, ma questo sembra essere l'unico dato comune. Estrazione sociale, occupazione, tasso di scolarizzazione sono estremamente variegate. Quello dei clienti è un mondo segreto che attraversa trasversalmente il mondo visibile. Fino a qui l'Italia. Ma cosa succede al di là delle Alpi? Se le modalità sono molto spesso simili a quelle in uso nel Belpaese, ciò non significa che non esistano delle differenze. Partiamo, per questo giro del mondo, da una terra per certi versi molto simile all'Italia, dove, sebbene siano pochi i santi, molti sono i navigatori: l'Olanda. Famose sono le vetrine di Amsterdam laddove ragazze si mostrano in abiti succinti (molto spesso solo in lingerie) in attesa di clienti. Ma il vero business sono i viaggi a sfondo sessuale. Aerobus dalle destinazioni più disparate (molto spesso paesi in via di sviluppo) carichi di uomini e donne alla ricerca di avventure a pagamento in reconditi angoli di mondo, partono ogni giorno da molti aeroporti italiani ed europei. Note sono le ragazze cubane che, libere da protettori e in barba ai severi divieti imposti dal regime castrista, per arrotondare, abbordano turisti nei vari locali di La Habana. Ma Cuba, sebbene sia una delle destinazioni più gettonate dai turisti del sesso, non è certamente l'unica: il sud-est asiatico, in particolare le Filippine e la Thailandia, è una delle mete classiche, famosa per la giovane età delle ragazze. I meno esotici scelgono come destinazione i paesi dell'Est europeo, memori delle verdoniane imprese. Ma gli anni delle carovane di auto cariche di jeans e collant dirette oltre cortina sono finiti da tempo, semmai sono esistiti, e oggi si vanno ad aumentare i profitti delle cosiddette mafie dell'est. Già, perché un dato è certo: come in ogni fenomeno regolato dall'economia di mercato, la proverbiale mano invisibile di cui parlava Adam Smith svolge, ineluttabile, il suo compito sulla prostituzione: l'offerta è sempre proporzionale alla domanda. E' quindi evidente che il cliente si rende complice della tratta, coautore dei maltrattamenti che le ragazze sono costrette a subire, corresponsabile della crescita delle organizzazioni malavitose che fondano i loro guadagni sullo sfruttamento della prostituzione. |
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