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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2000 | ||
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INTERNET
COME LA TV
Tra spazzatura e virtù di Giuseppe Iannozzi Il mondo dell'informazione ha subito, da qualche anno a questa parte, una vera e propria rivoluzione culturale; se ieri la carta stampata e la radio erano i principali mezzi di comunicazione, il Duemila ci prospetta canali informativi, per certi versi, completamente nuovi. E' parere di molti sociologi che Internet sia un mezzo di comunicazione "positivo": teoricamente, tutti possono essere fruitori di informazioni circa un argomento specifico. Tuttavia sociologi e psicologi avvertono che chi naviga nella rete, spesse volte, lo fa senza interpretare correttamente il mare di informazioni propinate. Risulta ovvio che ciò che spaventa è l'Anarchia informativa presente nella rete, e una siffatta anarchia è pericolosa perché non controllabile. Fino a tre anni fa Internet era in Italia utilizzato da una elite inserita in un contesto multimediale; mai più si pensava che nel giro di pochi anni "tutti" avrebbero avuto accesso alla rete informativa. Milioni di italiani, più o meno giovani, navigano in rete e s'imbattono nei siti più disparati e spesse volte rimangono disorientati dalla mole di informazioni: Internet può diventare una vera e propria trappola, un carcere virtuale. La Televisione sta producendo gli stessi effetti deleteri dello spazio anarchico presente in rete: difatti sono sempre più i canali che si dedicano anima e corpo a proporre nel loro palinsesto veri e propri spazi virtuali dove "da casa" l'utente può interagire con chi fa "spettacolo televisivo", o almeno si tenta di dare questa illusione. Molti sono ormai i giornali che possiamo trovare nella rete, dai quotidiani ai settimanali ai semplici bollettini informativi; stessa sorte sta toccando ai libri che vengono "commercializzati" nello spazio anarchico: è facile capire così stando le cose che la carta stampata sta diventando un mezzo di comunicazione obsoleto. Anche Bill Gates fa la sua proposta per dare nuova vita al campo editoriale: recentemente ha promosso l'idea del "lettore moderno"; l'idea di Bill Gates è quella di offrire al pubblico un mezzo elettronico e portatile (della grandezza di una calcolatrice) che sostituisca il libro, completamente. Tuttavia si rende conto della difficoltà di un progetto così grosso e, una volta tanto, non lo nasconde, mantenendo però una buona dose di ottimismo. Navigando in Internet è possibile scaricare file audio (i famosi mp3), immagini, libri in formato elettronico, ecc: tutto questo è materiale che può essere duplicato all'infinito (le immagini in formato .jpg o .gif sono riproducibili migliaia e migliaia di volte. e i giovani dedicano la loro attenzione soprattutto alle immagini). Sembrerebbe quasi che i giovani del Duemila nella loro costante, instancabile ricerca dell'Immagine, siano in realtà alla ricerca della loro propria Identità, una Identità che gli è stata strappata negli anni Settanta e Ottanta dal mondo dell'immagine. In un bellissimo saggio (Dalla periferia dell'impero - Cronache da un nuovo medioevo) Umberto Eco già nel 1974 osservava che ".una pericolosa tentazione paleoumanistica induce a credere che 'scrivere' sia soltanto allineare parole su fogli piegati in sedicesimo destinati alle librerie, e che solo in questa attività consistano sia l'arte che la comunicazione. Invece scrivere significa. inventare nuove forme di comunicazione.". A confermarci l'ipotesi della perdita della propria identità è Larry McCaffery, il padre dell'AvantPop: ".La maggior parte degli americani oggi è abituata a delegare il senso della realtà quotidiana ai 'mondi virtuali' accessibili attraverso la televisione, il cinema, i videogames, i computer, e altri sistemi di simulazione. Questa 'deriva a occhi aperti' non è esclusiva della nostra epoca (i libri sono uno di questi sistemi, come del resto quel tipo di esperienza non generata tecnologicamente che è la fantasia a occhi aperti), ma la rapida proliferazione di tali sistemi ha fatto in modo che l'accesso a questi mondi sia diventato quasi un'abitudine, accrescendo la sensazione di vivere in un mondo pluralistico che nel contempo fornisce modelli ideali di comportamento, di comunicazione, regole nel vestire e via di seguito, in grado di plasmare in vari modi la coscienza di ciascuno". Tirando le somme, la carta stampata sta soffrendo non poco l'ascesa dei canali della rete: la già tante volte ventilata maxifusione America On-Line - Time Warner (trattasi del più grande internet service provider e del maggior canale di intrattenimento USA) è ormai realtà: oggi è possibile acquistare un dominio o più domini per poi rivenderli a chi li richiede e le regole sono semplici, infatti è come se si vendesse un vero e proprio lotto di terreno. La webcam è il primo strumento che, forse, permetterà di sostituire i talk show tradizionali della rete televisiva con vere e proprie incursioni nella vita privata (e non) di chi vorrà mettere sotto controllo la propria vita per soddisfare la morbosità dei guardoni. La webcam, questa piccola spia-telecamera, sta imponendosi come mezzo di informazione "fittiziamente spontaneo". Siti web spiano la vita privata della semplice casalinga, della prostituta di professione, ecc.; le critiche mosse contro la webcam così utilizzata non mancano: esiste un confine tra informazione, privacy e gossip? Dilagano i siti dedicati al "superfluo" e i siti intelligenti, che pure non mancano, ma non riscuotono successo: il perché a questo punto è semplice. a nessuno sembra interessare il resoconto delle conferenze troppo intellettualoidi sui temi scottanti della vita reale: meglio l'ultimo gossip sulla siliconata Pamela Anderson. Perché ciò accade? Semplicemente perché l'Immagine è tutto: una triste eredità lasciata al Duemila dagli anni Ottanta che oggi prepotentemente tornano ad essere alla ribalta anche su Internet. |
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