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CAMMINARE
PER OSSIGENARSI UN PO'
Tante le possibilità
per chi rimane in città.
Cominciando
dai sentieri della collina di Superga verrà voglia di spingersi
sulle montagne vicine, alla scoperta di una nuova dimensione.
di Mario Frascione
Camminare
su uno dei mille sentieri delle montagne che cominciano un po' più
in là di dove finisce Torino.
Un gesto semplice,
che ai cantori massmediatici del "no limits" potrà sembrare forse
anche banale, eppure così importante per riacquistare la consapevolezza
del proprio corpo, per ossigenarsi (anche mentalmente) e creare uno stacco,
immergersi nei propri pensieri e nella natura, dividere momenti spensierati
o intimi con le persone che ci sono care.
Si può
cominciare con qualche prima esperienza escursionistica lungo i fianchi
dal profilo familiare della collina di Superga e del Colle della Maddalena:
di lì lo sguardo spazierà su tutto il nostro settore di arco
alpino, dalla piramide maestosa del Monviso fino alle cime del Monte Rosa.
Allora a molti
verrà voglia di visitare le tante valli alpine che abbiamo vicine,
percorrere i loro sentieri, andare alla scoperta della loro natura, per
un gioco che può durare tutta la vita.
Vediamo qualche
consiglio pratico per cominciare.
Lo zaino
di San Patrizio
Il
buon escursionista si riconosce da che cosa sceglie di portare con sé
e da come lo ripone all'interno dello zaino. Ci sono comunque alcune regole
di base che è bene seguire sempre.
Preparare
lo zaino la sera precedente la gita, in modo da non ridursi a farlo gli
ultimi cinque minuti, mentre gli amici suonano al citofono. Valutare il
luogo in cui si svolgerà l'escursione: in agosto la giacca in piumino
è senz'altro di troppo sulle prealpi, ma diventa indispensabile
se l'itinerario raggiunge i 3000 metri. In ogni caso è bene avere
un paio di pantaloni lunghi se si sceglie di partire con i pantaloni corti,
una giacca che garantisca adeguata protezione dall'acqua e dal vento, un
berretto e un paio di guanti, cappello e occhiali da sole, crema protettiva.
Quanto ad
abbigliamento e calzature, sul mercato c'è ormai una quantità
notevole di modelli, per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le borse.
Se siamo dei
camminatori incalliti possiamo mettere in programma un capo di abbigliamento
o uno zaino "importante" per i prossimi regali da ricevere (da papà,
mamma, fratelli, sorelle, ragazzo, ragazza, ecc.).
Occorre non
dimenticare una borraccia e un po' di cibo: in montagna non occorre banchettare
come a un pranzo di nozze, ma è importante alimentarsi (cibi digeribili,
molto energetici, di poco peso), e soprattutto bere per controbilanciare
il veloce processo di disidratazione che un protratto impegno fisico al
sole provoca.
Da non dimenticare
infine una cartina sufficientemente dettagliata (almeno in scala 1:50.000,
ancora meglio se in scala 1:25.000).
Vestirsi:
e se viene brutto?
E'bene
vestirsi con indumenti il più possibile traspiranti (i negozi di
outdoor e alpinismo dispongono di un'ampia gamma) tenuto conto che l'attività
aerobica è piuttosto intensa. Inoltre occorre comunque avere nello
zaino un maglioncino di pile da indossare appena ci si ferma a riposare
o perché si è giunti a destinazione. Lo scopo è riparare
la zona del corpo più vulnerabile in questo momento, la cassa toracica,
calda e umida di sudore essendo stata per lungo tempo a contatto con il
dorso dello zaino e con gli spallacci.
Un tempo le
scarpe erano un argomento dolente: tra un paio di scarponi e il loro proprietario
si instaurava un rapporto di odio-amore, in quanto le calzature in pelle
dura di un tempo impiegavano molto a "prendere la forma" del piede.
Il risultato
era che per molte gite si poteva essere sicuri di avere dolorose vesciche
dove il piede sfregava maggiormente con la tomaia.
Oggi sia le
calzature di pelle sia quelle in materiali sintetici garantiscono comfort
e prestazioni decisamente superiori, con diversi tipi di scolpitura della
suola. La raccomandazione è di indossarle con calze adeguate (evitare
il cotone). Anche in questo settore c'è ormai una grande quantità
di modelli. È bene scegliere facendosi consigliare da un negozio
specializzato o da un amico più esperto, specialmente in rapporto
al tipo di escursioni che si intendono fare (bassa, media, alta quota).
Preparare
l'itinerario a casa
Come
per tutte le discipline della montagna la regola d'oro è sempre
la stessa. Scegliere un percorso adeguato alle capacità e all'allenamento
nostro e dei nostri amici.
Inutile trascinare
la prima volta se stessi, la ragazza o il fratellino su un itinerario di
1500 metri di dislivello a passo veloce; meglio cominciare con qualcosa
di più semplice, che non traumatizzi per sempre.
Tenere conto
che, in generale, più si sale di quota più i fattori di difficoltà
oggettive possono aumentare: maggiore variabilità meteorologica,
percorsi più accidentati, necessaria capacità di muoversi
senza problemi su sentieri ripidi o esposti, ecc.
Se siamo a
corto di idee o di esperienza possiamo consultare una delle tante guide
di itinerari oggi disponibili sul mercato, badando alla difficoltà,
al dislivello da salire, all'altitudine della nostra meta, al tempo necessario
per raggiungerla e al periodo consigliato per effettuare l'escursione.
Se invece desideriamo migliorare le nostre competenze, o semplicemente
trovare nuovi amici della montagna possiamo rivolgerci a una delle tante
sedi del Club alpino italiano presenti in città e in cintura.
Lo sapevate
che.
Esiste
la "Grande Traversata della Collina", a due passi da Torino, a disposizione
di chi vuole inventarsi l'avventura a un passo dalla città? Parte
dall'area attrezzata delle Vallere e presenta un dislivello complessivo
di 1600 metri. Va affrontata almeno in due giorni (interrompendo a Superga),
poiché per ora non ci sono strutture di tappa intermedie. E' un
percorso che consente di arrivare da Moncalieri a Chivasso, muovendosi
sulla collina che fa da sfondo naturale al Po.
Che tempo
farà domenica?
Domenica
al cinema o su un sentiero? Fare una levataccia il mattino presto o dormire?
Cercare di riempire una macchina per dividere i costi della benzina e limitare
l'inquinamento dell'ambiente tempestando di telefonate gli amici il venerdì
sera mettendo a rischio la propria popolarità con le ragazze?
Tutti vorremmo
"andare sul sicuro", partire con la certezza del bel tempo, o diversamente
stare a casa.
Nel gran gioco
dell'escursionismo un po' del fascino sta però anche in questo:
non tutto è completamente prevedibile. Diversamente non ci potremmo
entusiasmare per una di quelle splendide giornate cristalline che lasciano
della montagna e della sua natura un ricordo indelebile.
Un certo margine
di prevedibilità comunque esiste. Consultando il sito del comune
di Torino www.comune.torino.it, andate alla sezione "meteo": qui troverete
le previsioni aggiornate due volte alla settimana. Se sono catastroficamente
brutte per la domenica in cui volete fare la gita potete cominciare a pensare
a un programma alternativo. |