TEMPO LIBERO 

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luglio/agosto 2000

 
 
 
 

 

CAMMINARE PER OSSIGENARSI UN PO'
Tante le possibilità per chi rimane in città. 
Cominciando dai sentieri della collina di Superga verrà voglia di spingersi sulle montagne vicine, alla scoperta di una nuova dimensione.
di Mario Frascione

Camminare su uno dei mille sentieri delle montagne che cominciano un po' più in là di dove finisce Torino.
Un gesto semplice, che ai cantori massmediatici del "no limits" potrà sembrare forse anche banale, eppure così importante per riacquistare la consapevolezza del proprio corpo, per ossigenarsi (anche mentalmente) e creare uno stacco, immergersi nei propri pensieri e nella natura, dividere momenti spensierati o intimi con le persone che ci sono care.
Si può cominciare con qualche prima esperienza escursionistica lungo i fianchi dal profilo familiare della collina di Superga e del Colle della Maddalena: di lì lo sguardo spazierà su tutto il nostro settore di arco alpino, dalla piramide maestosa del Monviso fino alle cime del Monte Rosa.
Allora a molti verrà voglia di visitare le tante valli alpine che abbiamo vicine, percorrere i loro sentieri, andare alla scoperta della loro natura, per un gioco che può durare tutta la vita.
Vediamo qualche consiglio pratico per cominciare.

Lo zaino di San Patrizio
Il buon escursionista si riconosce da che cosa sceglie di portare con sé e da come lo ripone all'interno dello zaino. Ci sono comunque alcune regole di base che è bene seguire sempre.
Preparare lo zaino la sera precedente la gita, in modo da non ridursi a farlo gli ultimi cinque minuti, mentre gli amici suonano al citofono. Valutare il luogo in cui si svolgerà l'escursione: in agosto la giacca in piumino è senz'altro di troppo sulle prealpi, ma diventa indispensabile se l'itinerario raggiunge i 3000 metri. In ogni caso è bene avere un paio di pantaloni lunghi se si sceglie di partire con i pantaloni corti, una giacca che garantisca adeguata protezione dall'acqua e dal vento, un berretto e un paio di guanti, cappello e occhiali da sole, crema protettiva.
Quanto ad abbigliamento e calzature, sul mercato c'è ormai una quantità notevole di modelli, per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le borse.
Se siamo dei camminatori incalliti possiamo mettere in programma un capo di abbigliamento o uno zaino "importante" per i prossimi regali da ricevere (da papà, mamma, fratelli, sorelle, ragazzo, ragazza, ecc.).
Occorre non dimenticare una borraccia e un po' di cibo: in montagna non occorre banchettare come a un pranzo di nozze, ma è importante alimentarsi (cibi digeribili, molto energetici, di poco peso), e soprattutto bere per controbilanciare il veloce processo di disidratazione che un protratto impegno fisico al sole provoca.
Da non dimenticare infine una cartina sufficientemente dettagliata (almeno in scala 1:50.000, ancora meglio se in scala 1:25.000).

Vestirsi: e se viene brutto?
E'bene vestirsi con indumenti il più possibile traspiranti (i negozi di outdoor e alpinismo dispongono di un'ampia gamma) tenuto conto che l'attività aerobica è piuttosto intensa. Inoltre occorre comunque avere nello zaino un maglioncino di pile da indossare appena ci si ferma a riposare o perché si è giunti a destinazione. Lo scopo è riparare la zona del corpo più vulnerabile in questo momento, la cassa toracica, calda e umida di sudore essendo stata per lungo tempo a contatto con il dorso dello zaino e con gli spallacci.
Un tempo le scarpe erano un argomento dolente: tra un paio di scarponi e il loro proprietario si instaurava un rapporto di odio-amore, in quanto le calzature in pelle dura di un tempo impiegavano molto a "prendere la forma" del piede.
Il risultato era che per molte gite si poteva essere sicuri di avere dolorose vesciche dove il piede sfregava maggiormente con la tomaia.
Oggi sia le calzature di pelle sia quelle in materiali sintetici garantiscono comfort e prestazioni decisamente superiori, con diversi tipi di scolpitura della suola. La raccomandazione è di indossarle con calze adeguate (evitare il cotone). Anche in questo settore c'è ormai una grande quantità di modelli. È bene scegliere facendosi consigliare da un negozio specializzato o da un amico più esperto, specialmente in rapporto al tipo di escursioni che si intendono fare (bassa, media, alta quota).

Preparare l'itinerario a casa
Come per tutte le discipline della montagna la regola d'oro è sempre la stessa. Scegliere un percorso adeguato alle capacità e all'allenamento nostro e dei nostri amici.
Inutile trascinare la prima volta se stessi, la ragazza o il fratellino su un itinerario di 1500 metri di dislivello a passo veloce; meglio cominciare con qualcosa di più semplice, che non traumatizzi per sempre.
Tenere conto che, in generale, più si sale di quota più i fattori di difficoltà oggettive possono aumentare: maggiore variabilità meteorologica, percorsi più accidentati, necessaria capacità di muoversi senza problemi su sentieri ripidi o esposti, ecc.
Se siamo a corto di idee o di esperienza possiamo consultare una delle tante guide di itinerari oggi disponibili sul mercato, badando alla difficoltà, al dislivello da salire, all'altitudine della nostra meta, al tempo necessario per raggiungerla e al periodo consigliato per effettuare l'escursione. Se invece desideriamo migliorare le nostre competenze, o semplicemente trovare nuovi amici della montagna possiamo rivolgerci a una delle tante sedi del Club alpino italiano presenti in città e in cintura.

Lo sapevate che.
Esiste la "Grande Traversata della Collina", a due passi da Torino, a disposizione di chi vuole inventarsi l'avventura a un passo dalla città? Parte dall'area attrezzata delle Vallere e presenta un dislivello complessivo di 1600 metri. Va affrontata almeno in due giorni (interrompendo a Superga), poiché per ora non ci sono strutture di tappa intermedie. E' un percorso che consente di arrivare da Moncalieri a Chivasso, muovendosi sulla collina che fa da sfondo naturale al Po.

Che tempo farà domenica?
Domenica al cinema o su un sentiero? Fare una levataccia il mattino presto o dormire? Cercare di riempire una macchina per dividere i costi della benzina e limitare l'inquinamento dell'ambiente tempestando di telefonate gli amici il venerdì sera mettendo a rischio la propria popolarità con le ragazze?
Tutti vorremmo "andare sul sicuro", partire con la certezza del bel tempo, o diversamente stare a casa.
Nel gran gioco dell'escursionismo un po' del fascino sta però anche in questo: non tutto è completamente prevedibile. Diversamente non ci potremmo entusiasmare per una di quelle splendide giornate cristalline che lasciano della montagna e della sua natura un ricordo indelebile.
Un certo margine di prevedibilità comunque esiste. Consultando il sito del comune di Torino www.comune.torino.it, andate alla sezione "meteo": qui troverete le previsioni aggiornate due volte alla settimana. Se sono catastroficamente brutte per la domenica in cui volete fare la gita potete cominciare a pensare a un programma alternativo.

 
 TRE PROPOSTE PER INCOMINCIARE
1) Collina torinese: da corso Moncalieri (232 m) alla Maddalena (715 m)
Difficoltà: facile. Tempo necessario: 2,30 ore. Dislivello: 483 m. Periodo: tutto l'anno. Carta topografica: Alp 1:15.000, Carta dei sentieri della collina torinese
Da corso Moncalieri (dove il ponte Isabella attraversa il Po) al Parco Leopardi, si segue il segnavia n. 16, quindi si entra nel parco di S. Vito e si arriva all'omonima chiesa. Di qui nel Parco della Maddalena, raggiungendo il famoso faro, il punto più elevato della collina di Torino.
2) Valle dell'Orco: da Noasca (1127 m) alla casa di caccia del Gran Piano (2222 m)
Difficoltà: escursionistica. Tempo necessario: 3,30 ore. Dislivello: 1095 m. Periodo: da luglio a settembre. Carta topografica: Igc 1:50.000, Il Parco nazionale del Gran Paradiso
Per arrivare a Noasca da Torino per Rivarolo, poi per Cuorgné e Locana. Si comincia lungo la statale 460, 1 km circa oltre Noasca. Una stradina porta alla borgata di Sassa, da cui si prosegue per la mulattiera, che si tiene (non prendere il sentiero per il Vallone di Noaschetta). Si prosegue e si raggiunge il piccolo ripiano in cui è stata costruita la casa di caccia. Portare il binocolo per osservare camosci e stambecchi.
3) Valle di Viù: da Margone (1410 m) al rifugio Cibrario (2616 m)
Difficoltà: escursionistica. Tempo necessario: 3,30 ore. Dislivello: 1206 m. Periodo: da giugno a settembre. Carta topografica: Igc 1:50.000, Valli di Lanzo e Moncenisio
Per arrivare da Torino si prende per Lanzo, poi fino a Viù e (direzione Malciaussia) fino a Margone. Da qui per le case Trapette, quindi si continua fino alla dorsale del Monte Bassa, per poi risalire il vallone dominato dal Monte Lera, fino al rifugio.
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