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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2000 | ||
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UN'ESTATE
SOTTO LE STELLE
di Gianni Verdoliva Spettacolo affascinante e suggestivo, il cielo stellato è da sempre motivo di ricerca per studiosi e di curiosità per tutti. Chi non si è fermato almeno una volta a contemplare la volta celeste specialmente durante il periodo estivo? Solo in tali momenti ci rendiamo conto di non essere al centro dell'universo, bensì di trovarci in un piccolo punto all'interno di esso. Le recenti conquiste spaziali, le scoperte nel campo dell'astronomia e dell'astrofisica e le continue incessanti ricerche di segni di vita intelligente extraterrestre stimolano l'attenzione anche dei più disinteressati allo studio del cosmo. La scienza dell'astronomia risale alla notte dei tempi. Tutte le civiltà hanno avuto studiosi ed eruditi che si sono distinti in questo campo, compiendo le loro osservazioni in quelli che potremmo definire gli antenati dei moderni osservatori. Il progresso scientifico ha fatto sì che gli scienziati potessero usufruire di strumenti sempre più sofisticati, fino ad arrivare alle elaboratissime apparecchiature di oggi. I primi osservatori astronomici, secondo l'accezione moderna della parola sono nati nel XVIII secolo. Nel mondo attualmente ne esistono circa 300 che si differenziano tra di loro sulla base delle strumentazioni e degli studi in cui sono specializzati. I nomi più conosciuti al grande pubblico sono l'Osservatorio di Monte Wilson, Arecibo, Monte Palomar e Lick. Si possono inoltre citare altri nomi meno famosi, in questi ultimi tempi alla ribalta per le loro ricerche come l'Osservatorio di Kittpeak in Arizona, quello di Ciding Spring in Australia e, in Europa, quello di La Palma, sede del telescopio italiano Galileo. In Italia esistono 12 osservatori professionali che si dedicano alla ricerca, una cinquantina di osservatori pubblici che si occupano fondamentalmente di didattica fra i quali quello di Alpette in Piemonte. Ci sono inoltre svariati osservatori amatoriali oltre a diverse associazioni di astronomi dilettanti. Torino è la sede di un osservatorio, comunemente conosciuto come l'Osservatorio di Pino Torinese. L'Osservatorio astronomico nasce a Torino nel lontano 1759 in un appartamento di Via Po che lo studioso Giovanni Battista Beccaria aveva allestito con i suoi strumenti. Di lì si trasferisce sui tetti dell'attuale palazzo dell'Accademia delle scienze e in seguito a Palazzo Madama. E' durante la direzione di Giovanni Boccardi, nel 1912, che avviene il trasferimento a Pino Torinese, lontano dalle luci e sopra la coltre delle nebbie invernali. Da quel momento e grazie anche a nuove apparecchiature l'Osservatorio di Torino arriva ad essere annoverato tra i migliori, acquisendo prestigio. L'Osservatorio di Pino possiede il più grande telescopio a lenti d'Italia e in passato ha compiuto importanti studi sugli asteroidi, sulle stelle doppie e sulla posizione delle stelle; attualmente le attività di ricerca sono concentrate nei campi dell'astrofisica stellare ed extragalattica, della planetologia, dell'astrometria, nonché sullo studio delle attività di fisica solare. Ovviamente osservare le stelle non è appannaggio esclusivo dei grandi scienziati, ma una possibilità aperta anche ai non addetti ai lavori. Il periodo migliore per le osservazioni è senz'altro compreso tra l'ultima parte di agosto e il mese di settembre quando i pianeti, prima abbagliati dal sole, diventano più visibili e la volta celeste permette la visione di più oggetti, fra cui ricordiamo la Via Lattea e la Grande Andromeda. E' consigliabile effettuare le osservazioni in una zona buia, lontano da centri illuminati per evitare il più possibile l'inquinamento luminoso. Si devono prediligere le notti senza luna e per i più appassionati il consiglio è di recarsi intorno ai 1000 metri o nelle zone della provincia di Cuneo. Per le strumentazioni basta munirsi di un semplice binocolo oppure acquistare un telescopio di marca. Esistono libri, corsi e siti internet di cui gli aspiranti astronomi possono servirsi. Un altro strumento prezioso per essere costantemente aggiornati e per avere suggerimenti tecnici è la rivista di astronomia divulgativa Orione. "Lavorare nel settore dell'astronomia non è un lavoro come altri, bisogna essere veramente appassionati" ricorda Walter Ferreri Responsabile Relazioni Pubbliche dell'Osservatorio di Torino, tracciando un quadro realistico della professione, tuttora circondata da un'aurea di fascino e romanticismo. Se gli sviluppi delle ricerche e le costanti collaborazioni con altri scienziati sono senz'altro stimolanti, non si deve dimenticare che buona parte del lavoro consiste in osservazioni notturne in solitudine o in metodiche analisi e compilazioni. L'Italia non offre molto a chi vuole intraprendere una carriera in questo specifico settore, bisogna infatti iscriversi alle facoltà di astronomia di Padova o di Bologna o, eventualmente, alla facoltà di fisica seguendo l'indirizzo di astronomia/astrofisica. L'ambiente vede una larga prevalenza maschile; le donne, tra le quali la famosa astronoma Margherita Hack, rappresentano circa il 25% del totale degli addetti ai lavori. La percentuale scende ancora tra gli appassionati: poche sono le ragazze interessate alla materia da un punto di vista scientifico. Notevole a questo proposito la recente iniziativa della NASA che vuole stimolare le ragazze verso le carriere tecnologiche attraverso incontri online con astronaute e scienziate. Per chi ha nel cuore la passione dello studio delle stelle sicuramente una possibilità da prendere in considerazione. |
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