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INDIRIZZI
UTILI |
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Canile municipale
Via Germagnano 11, tel. 262.12.16
Associazione
per i diritti degli animali
via S. Francesco da paola 40, tel. 011/819.34.32
Ente Nazionale
per la Protezione Animale
via Germagnano 8, tel. 011/262.03.97
Lega Italiana per la Difesa del Gatto
via Pigafetta 7, tel. 011/581.87.33
Lega Nazionale
per la Difesa del Cane
via Monti 8, tel. 011/650.38.46
Lega per
lAbolizione della Caccia
via Principi d'Acaja 40h, tel. 011/434.66.95 |
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ARIA NUOVA
IN CANILE
il canile
municipale cambia gestione
di Romina Petrozziello Se i tempi decisi verranno rispettati, infatti, il Comune
riacquisirà entro l'autunno la gestione della struttura
di via Germagnano 11. E l'Asl 4, che in virtù di una vecchia
convenzione del '78 ha fino ad oggi avuto controllo assoluto
della struttura dovrà, lo voglia o meno, passare le consegne.
"Tutto prende il via da un articolo di legge, per la precisione
l'articolo 7 della legge regionale 26 luglio 1993 numero 34 -
illustra bene la situazione Francesco Solofrizzo, funzionario
responsabile dell'Ufficio Tutela Animali di via Garibaldi 23
- Questo prevede infatti che debbano essere i comuni, singoli
o associati, ad istituire e mantenere un servizio pubblico di
cattura ed un apposito canile per la temporanea custodia ed osservazione
sanitaria degli animali catturati".
La gestione della struttura, dunque, rientra oggi a pieno titolo
tra i compiti istituzionali della città. Toccherà,
insomma, proprio al Comune l'incarico di risolvere adesso problemi
vecchi e nuovi.
"Siamo oramai in dirittura d'arrivo, anche se le difficoltà
non sono certo mancate. Una via semplice poteva essere quella
di coprire le necessità d'organico di via Germagnano trasferendo
là una parte delle risorse comunali - ripercorre le ipotesi
prese in considerazione Solofrizzo - Ma la strada che abbiamo
deciso di intraprendere è invece ben diversa. Sarà,
infatti, presto indetto un appalto-concorso tramite il quale
ci proponiamo di trovare il personale motivato che si faccia
carico della gestione. L'aggiudicatario sarà quindi chi
presenterà, accanto ad un piano economico ben dettagliato
un piano gestionale che consideri la necessità di perseguire
il bene degli ospiti sviluppando nel contempo attività
culturali ed iniziative volte alla sensibilizzazione dei cittadini".
Possono allora ritenersi soddisfatti quanti, con tenacia, hanno
lottato negli ultimi anni in prima persona contestando i modi
di fare dell'Asl nel tentativo di creare un rapporto uomo-animale
in cui quest'ultimo avesse dignità di essere vivente.
Oggi, finalmente, qualcosa è cambiato.
"Quello del canile municipale di via Germagnano è
stato per troppo tempo un problema irrisolto per gli animalisti
e per quanti hanno a cuore il benessere degli animali - fa il
quadro della situazione Lidia Dematteis, portavoce della L.A.C.
sezione Piemonte, Lega per l'Abolizione della Caccia che ha sede
in via Principi d'Acaja 40h - Al suo interno, infatti, non sono
mai stati tenuti in considerazione alcuna i bisogni etologici
e primari dei cani".
Le critiche da sempre indirizzate
all'ormai passata gestione, accusata di essersi dimostrata nel
tempo insensibile ed inadeguata, sono state, spesso, realmente
"feroci". Centinaia di volantini hanno denunciato all'opinione
pubblica le terribili condizioni di vita dei cani rinchiusi nel
canile paragonato ad un lager. Comunicati stampa
accorati hanno invitato a più riprese le persone sensibili
alla sofferenza degli animali a manifestare in difesa dei loro
diritti.
Ma anche chi gradualmente subentrerà al personale dell'Asl
si troverà purtroppo a dover fare i conti con tutti limiti
imposti da una costruzione che, se nel '60 era all'avanguardia
ora è invece decisamente sorpassata.
"La funzione del canile sanitario di via Germagnano, edificato
oramai quattro decenni fa, era principalmente quella di accogliere
i cani accalappiati al fine di difendere la salute pubblica -
torna indietro negli anni il dottor Muratore, attuale direttore
sanitario - L'obiettivo primario era quello della lotta al randagismo.
Se questi non erano in breve tempo riscattati, infatti, venivano
soppressi.I problemi sono cominciati quando da questa normativa,
che considerava l'animale senza proprietario esclusivamente come
un pericolo per l'uomo, si è passati all'attuale. Ora
che i cani non si uccidono più a meno che siano giudicati
mordaci, gli animali rimangono settimane o a volte mesi fermi
quì. Il posto dovrebbe invece ospitare i cani il tempo
necessario a verificarne lo stato di salute prima di trasferirli
al canile rifugio".
Il necessario "canile-rifugio", però, ancora
non esiste, anche se (finalmente!) il progetto per la sua costruzione
in zona Falchera è stato definitivamente approvato.
"La situazione reale è che la struttura stessa non
permette una gestione felice - prosegue Muratore - Ad esempio,
gli ospiti vengono ospitati in gabbie di un metro e venti per
un metro e venti, perchè studiate ipotizzando un periodo
di permanenza molto breve. Ci è stato anche a più
riprese contestato di far soffrire inutilmente i cani. Ma è
proprio la situazione di prigionia ad ucciderli. I cani hanno
bisogno del rapporto con l'uomo per essere sereni. Questo un
canile non potrà mai darlo".
L'esperienza varrà pur
qualcosa, ma ora che, con convinzione, si volta pagina, in tanti
sono disposti a metterci quel briciolo di entusiasmo in più.
"Adesso che il comune di Torino ha definitivamente confermato
la sua decisione di dare al canile una gestione diversa, sia
nella persona che negli obiettivi e nei metodi - riprende con
decisione Lidia Dematteis - Come L.A.C. stiamo lavorando ad un
progetto di volontariato che permetta di recuperare fisiologicamente
e psicologicamente i cani traumatizzati, anziani e bisognosi
di cure, soddisfare i bisogni primari di movimento e di socializzazione,
dialogare con i cittadini per incrementare adozioni "felici",
verificare l'inserimento del cane nella nuova famiglia adottiva
e sviluppare attività culturali ed iniziative volte alla
sensibilizzazione contro l'abbandono".
Anche perché alcuni esempi di gestioni più felici
sono sotto gli occhi di tutti.
"Il nostro canile è presente sul territorio dal lontano
1961 - racconta Silvana Confente, veterinaria responsabile del
canile E.N.P.A. di via Germagnano 8 - Nel 1992 è stato
interamente rinnovato ed oggi possiamo disporre di novanta posti".
Il numero di cani alloggiati non differisce molto da quello del
vicino canile municipale, ma l'aria che tira negli spazi custoditi
dall'Ente Nazionale per la Protezione degli Animali è
decisamente un'altra.
"I nostri box sono grandi una ventina di metri quadrati
circa ed al loro interno sistemiamo sempre una coppia, facendo
attenzione alle dimensioni del maschio e della femmina e cercando
la compatibilità dei caratteri - illustra il modo d'operare
Silvana Confente - Abbiamo una parte giorno, una parte notte,
e tutt'intorno duemila metri quadrati di parco in cui, per almeno
trenta minuti ogni giorno, lasciamo i nostri cani liberi di correre
a perdifiato. Una ragazza, che lavora part-time, si occupa poi
di dare loro da mangiare e pulire i box, aiutata in questo da
una decina di volontari presenti soprattutto durante il weekend".
Avete voglia di rimboccarvi le maniche? Lo spazio non manca.
"Chiediamo amore per gli animali - sottolinea la dottoressa
Confente - Bisogna, naturalmente, fornire le proprie generalità
e sottoscrivere la tessera annuale E.N.P.A. che costa, per il
1998, 40.000 lire".
E chi desidera invece portarsi a casa un cane?
"E' una cosa a cui facciamo estrema attenzione - tiene ancora
a sottolineare Silvana Confente - E' indispensabile, in primo
luogo, che i candidati siano maggiorenni. Capita spesso, infatti,
che vengano da noi ragazzini desiderosi di prendere un cucciolo
i cui genitori, però, non sanno niente o, peggio, sono
addirittura contrari all'idea! In fase di colloquio valutiamo,
poi, se la persona è adatta a tenere un cane, o un certo
tipo di cane. Domandiamo dove sarà tenuto, se hanno già
avuto degli animali, se in casa sono presenti bambini. Se tutto
sembra essere in regola consegnamo libretto sanitario, medaglietta,
foglio dell'U.S.S.L. e procediamo all'affidamento che, dopo 60
giorni, diventa poi definitivo". |