VITA SOCIALE

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maggio/giugno 1998

 

 

INDIRIZZI UTILI

Canile municipale
Via Germagnano 11, tel. 262.12.16

Associazione per i diritti degli animali
via S. Francesco da paola 40, tel. 011/819.34.32

Ente Nazionale per la Protezione Animale
via Germagnano 8, tel. 011/262.03.97

Lega Italiana per la Difesa del Gatto
via Pigafetta 7, tel. 011/581.87.33

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
via Monti 8, tel. 011/650.38.46

Lega per l’Abolizione della Caccia
via Principi d'Acaja 40h, tel. 011/434.66.95

ARIA NUOVA IN CANILE
il canile municipale cambia gestione

di Romina Petrozziello


Se i tempi decisi verranno rispettati, infatti, il Comune riacquisirà entro l'autunno la gestione della struttura di via Germagnano 11. E l'Asl 4, che in virtù di una vecchia convenzione del '78 ha fino ad oggi avuto controllo assoluto della struttura dovrà, lo voglia o meno, passare le consegne.
"Tutto prende il via da un articolo di legge, per la precisione l'articolo 7 della legge regionale 26 luglio 1993 numero 34 - illustra bene la situazione Francesco Solofrizzo, funzionario responsabile dell'Ufficio Tutela Animali di via Garibaldi 23 - Questo prevede infatti che debbano essere i comuni, singoli o associati, ad istituire e mantenere un servizio pubblico di cattura ed un apposito canile per la temporanea custodia ed osservazione sanitaria degli animali catturati".
La gestione della struttura, dunque, rientra oggi a pieno titolo tra i compiti istituzionali della città. Toccherà, insomma, proprio al Comune l'incarico di risolvere adesso problemi vecchi e nuovi.
"Siamo oramai in dirittura d'arrivo, anche se le difficoltà non sono certo mancate. Una via semplice poteva essere quella di coprire le necessità d'organico di via Germagnano trasferendo là una parte delle risorse comunali - ripercorre le ipotesi prese in considerazione Solofrizzo - Ma la strada che abbiamo deciso di intraprendere è invece ben diversa. Sarà, infatti, presto indetto un appalto-concorso tramite il quale ci proponiamo di trovare il personale motivato che si faccia carico della gestione. L'aggiudicatario sarà quindi chi presenterà, accanto ad un piano economico ben dettagliato un piano gestionale che consideri la necessità di perseguire il bene degli ospiti sviluppando nel contempo attività culturali ed iniziative volte alla sensibilizzazione dei cittadini".
Possono allora ritenersi soddisfatti quanti, con tenacia, hanno lottato negli ultimi anni in prima persona contestando i modi di fare dell'Asl nel tentativo di creare un rapporto uomo-animale in cui quest'ultimo avesse dignità di essere vivente. Oggi, finalmente, qualcosa è cambiato.
"Quello del canile municipale di via Germagnano è stato per troppo tempo un problema irrisolto per gli animalisti e per quanti hanno a cuore il benessere degli animali - fa il quadro della situazione Lidia Dematteis, portavoce della L.A.C. sezione Piemonte, Lega per l'Abolizione della Caccia che ha sede in via Principi d'Acaja 40h - Al suo interno, infatti, non sono mai stati tenuti in considerazione alcuna i bisogni etologici e primari dei cani".

Le critiche da sempre indirizzate all'ormai passata gestione, accusata di essersi dimostrata nel tempo insensibile ed inadeguata, sono state, spesso, realmente "feroci". Centinaia di volantini hanno denunciato all'opinione pubblica le terribili condizioni di vita dei cani rinchiusi nel canile “paragonato ad un lager”. Comunicati stampa accorati hanno invitato a più riprese le persone sensibili alla sofferenza degli animali a manifestare in difesa dei loro diritti.
Ma anche chi gradualmente subentrerà al personale dell'Asl si troverà purtroppo a dover fare i conti con tutti limiti imposti da una costruzione che, se nel '60 era all'avanguardia ora è invece decisamente sorpassata.
"La funzione del canile sanitario di via Germagnano, edificato oramai quattro decenni fa, era principalmente quella di accogliere i cani accalappiati al fine di difendere la salute pubblica - torna indietro negli anni il dottor Muratore, attuale direttore sanitario - L'obiettivo primario era quello della lotta al randagismo. Se questi non erano in breve tempo riscattati, infatti, venivano soppressi.I problemi sono cominciati quando da questa normativa, che considerava l'animale senza proprietario esclusivamente come un pericolo per l'uomo, si è passati all'attuale. Ora che i cani non si uccidono più a meno che siano giudicati mordaci, gli animali rimangono settimane o a volte mesi fermi quì. Il posto dovrebbe invece ospitare i cani il tempo necessario a verificarne lo stato di salute prima di trasferirli al canile rifugio".
Il necessario "canile-rifugio", però, ancora non esiste, anche se (finalmente!) il progetto per la sua costruzione in zona Falchera è stato definitivamente approvato.
"La situazione reale è che la struttura stessa non permette una gestione felice - prosegue Muratore - Ad esempio, gli ospiti vengono ospitati in gabbie di un metro e venti per un metro e venti, perchè studiate ipotizzando un periodo di permanenza molto breve. Ci è stato anche a più riprese contestato di far soffrire inutilmente i cani. Ma è proprio la situazione di prigionia ad ucciderli. I cani hanno bisogno del rapporto con l'uomo per essere sereni. Questo un canile non potrà mai darlo".

L'esperienza varrà pur qualcosa, ma ora che, con convinzione, si volta pagina, in tanti sono disposti a metterci quel briciolo di entusiasmo in più.
"Adesso che il comune di Torino ha definitivamente confermato la sua decisione di dare al canile una gestione diversa, sia nella persona che negli obiettivi e nei metodi - riprende con decisione Lidia Dematteis - Come L.A.C. stiamo lavorando ad un progetto di volontariato che permetta di recuperare fisiologicamente e psicologicamente i cani traumatizzati, anziani e bisognosi di cure, soddisfare i bisogni primari di movimento e di socializzazione, dialogare con i cittadini per incrementare adozioni "felici", verificare l'inserimento del cane nella nuova famiglia adottiva e sviluppare attività culturali ed iniziative volte alla sensibilizzazione contro l'abbandono".
Anche perché alcuni esempi di gestioni più felici sono sotto gli occhi di tutti.
"Il nostro canile è presente sul territorio dal lontano 1961 - racconta Silvana Confente, veterinaria responsabile del canile E.N.P.A. di via Germagnano 8 - Nel 1992 è stato interamente rinnovato ed oggi possiamo disporre di novanta posti".
Il numero di cani alloggiati non differisce molto da quello del vicino canile municipale, ma l'aria che tira negli spazi custoditi dall'Ente Nazionale per la Protezione degli Animali è decisamente un'altra.
"I nostri box sono grandi una ventina di metri quadrati circa ed al loro interno sistemiamo sempre una coppia, facendo attenzione alle dimensioni del maschio e della femmina e cercando la compatibilità dei caratteri - illustra il modo d'operare Silvana Confente - Abbiamo una parte giorno, una parte notte, e tutt'intorno duemila metri quadrati di parco in cui, per almeno trenta minuti ogni giorno, lasciamo i nostri cani liberi di correre a perdifiato. Una ragazza, che lavora part-time, si occupa poi di dare loro da mangiare e pulire i box, aiutata in questo da una decina di volontari presenti soprattutto durante il weekend".
Avete voglia di rimboccarvi le maniche? Lo spazio non manca.
"Chiediamo amore per gli animali - sottolinea la dottoressa Confente - Bisogna, naturalmente, fornire le proprie generalità e sottoscrivere la tessera annuale E.N.P.A. che costa, per il 1998, 40.000 lire".
E chi desidera invece portarsi a casa un cane?
"E' una cosa a cui facciamo estrema attenzione - tiene ancora a sottolineare Silvana Confente - E' indispensabile, in primo luogo, che i candidati siano maggiorenni. Capita spesso, infatti, che vengano da noi ragazzini desiderosi di prendere un cucciolo i cui genitori, però, non sanno niente o, peggio, sono addirittura contrari all'idea! In fase di colloquio valutiamo, poi, se la persona è adatta a tenere un cane, o un certo tipo di cane. Domandiamo dove sarà tenuto, se hanno già avuto degli animali, se in casa sono presenti bambini. Se tutto sembra essere in regola consegnamo libretto sanitario, medaglietta, foglio dell'U.S.S.L. e procediamo all'affidamento che, dopo 60 giorni, diventa poi definitivo".


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