VITA SOCIALE

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maggio/giugno 1998

 

 

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Amnesty International
Sezione Italiana

Viale Mazzini 146, 00195 Roma
tel. 06/37514860 fax 06/37515406

Circoscrizione Piemonte Valle D’Aosta
C.so S. Maurizio 12 bis, 10124 Torino
tel. 011/8170530 fax 011/8170591
E-mail:
ai.torino@amnesty.it

Coordinamento pena di morte
Piazza Palermo 10B, 16129 Genova
tel. 010/366980
e-mail:
l.giovanelli@amnesty.it

WEB http://www.amnesty.it

AMNESTY INTERNATIONAL

di Katia Girini


Amnesty è un’organizzazione internazionale che promuove i diritti umanitari ed è nata nel 1961 ad opera di un avvocato londinese; l’iniziativa nacque quando alcuni giovani portoghesi manifestarono pubblicamente per la libertà delle colonie e vennero per questo immediatamente arrestati.
Peter Benenson, avvocato londinese che si occupava di processi penali a livello internazionale, decise di lanciare un appello per la liberazione di questi ragazzi e l’iniziativa fu chiamata “Amnesty 61”.
Il coinvolgimento fu grande, con una forte adesione di personalità politiche e di gente comune; il successo ottenuto suggerì di istituire un’organizzazione stabile che a livello istituzionale si occupasse di casi simili.
La prima riunione dei sottoscrittori si svolse tra il 1961 e il 1962, dando vita alla nuova organizzazione internazionale che con il tempo si è occupata di temi relativi non soltanto alla libertà di opinione ma, più in generale, all’intero sistema dei diritti umani.
Amnesty International promuove infatti la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo: il diritto all’integrità fisica, la condanna di qualsiasi atto di tortura, il diritto d’asilo, la condanna della pena capitale.
Il tema della pena di morte ha sempre rivestito un’importanza fondamentale all’interno dell’organizzazione, verso il quale l’associazione riversa con impegno costante gran parte delle sue energie, cercando innanzitutto di sensibilizzare l’opinione pubblica.
Ne è una riprova l’interessamento costante da parte di Amnesty International nell’informare la società civile, attraverso diversi canali di comunicazione, delle migliaia di condanne e di esecuzioni che ancora ai nostri giorni vengono applicate in molti paesi del mondo.
I dati più recenti in possesso dell’associazione indicano che la metà dei paesi del mondo ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. 61 paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i tipi di reati, mentre 14 hanno abolito la pena di morte per tutti i reati tranne per quelli eccezionali e per quelli commessi in tempo di guerra.
26 paesi sono da considerare abolizionisti de facto: mantengono cioè la pena di morte ma non eseguono condanne da più di dieci anni. Ben 92 paesi mantengono la pena di morte; tra questi, 5 raccolgono quasi il 70% delle esecuzioni eseguite nel mondo: la Cina, l’Iran, l’Iraq, il Turkmenistan e gli Stati Uniti.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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