VITA SOCIALE

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maggio/giugno 1998

 

GIUSTIZIA A 3000 WATT

di Gabriele Romagnoli


Uno è salito sulla sedia elettrica per scelta, perché voleva che i genitori della vittima (una ragazza di 16 anni) lo vedessero contorcersi e soffrire, anziché addormentarsi con l'iniezione letale. Ha recitato un passo della Bibbia, indossato la maschera di cuoio e lasciato che lo guardassero morire.
Un altro è stato ucciso sebbene il suo processo fosse stato irregolare, viziato dall'innamoramento di un'avvocatessa che, piuttosto dell'ergastolo in cambio della confessione, aveva preferito l'azzardo e cercato di far assolvere il ragazzo che amava per riaverlo tra le braccia.
Una è morta dopo aver graidato: "Vaja con Dios".
Un altro dopo aver detto, sottovoce: "Dio non c'è, se c'è: che vi perdoni lui".

Fantasmi. Chi ne ha saputo qualcosa? Quali giornali o televisioni, europei o americani, ne hanno parlato? Karla Tucker, perché era la prima donna dopo anni, carina e convertita, poi il silenzio.
Verrà interrotto presto, dal morto numero 78. Sarà il cadavere del record, quello con cui gli Stati Uniti, in quest'anno di siringhe a stantuffo e corrente continua, realizzeranno il massimo numero di condanne eseguite. Le passioni tutte americane per le statistiche e la vendetta marciano insieme verso il guinnes dei primati.
Sfiorato l'anno scorso (75 esecuzioni), il record che resiste dal '55 (77 esecuzioni) è destinato a cadere. Tirano la mortale volata il Texas e la Florida. Spietati come mai prima. Rimessa in funzione la sedia elettrica, dopo il ricorso seguito all'incenerimento di un condannato, riprogrammate le esecuzioni "back to back" con due detenuti uno di schiena all'altro e un solo pulsante per folgorarli entrambi, anticipato l'orario di lavoro (da mezzanotte alle sei) "per ridurre lo stress del personale addetto": tutto è pronto per fare la festa al numero 78.

Lo sceglieranno con cura, perché sia, più che una punizione, un punito esemplare. Magari sarà Leslie Nelson, l'unico transessuale nel braccio della morte, che ci è stato mandato per aver ammazzato due poliziotti nel New Jersey. A chiunque tocchi diventerà un simbolo di questa corsa senza ostacoli verso un traguardo che non proclama vincitori.
Aumentano le condanne, aumentano le esecuzioni, non diminuiscono i delitti. Concepita e insegnata ai bambini come un rimedio "naturale" contro la criminalità, la pena di morte non viene più discussa in alcuna sede. Karla Tucker è stata una trascurabile eccezione. Le ragioni della politica hanno spazzato i dubbi sulla sua tomba. New York aspetta con ansia il pensionamento del giudice Morgenthau, argine personale contro la pena capitale e dal Texas si prepara a marciare verso la presidenza degli Stati Uniti George Bush jr., alfiere dell'inflessibilità, una specie di Rudy Giuliani a 3000 watt.
Quando il numero 78 sarà trapassato, bisognerà che qualcuno pubblichi l'album di questa Spoon River nella camera della morte. Guardate le foto allora, leggete le brevi didascalie: saranno quasi tutti neri, poveracci, assassini di altri poveracci, mal difesi e condannati in fretta. Ma questo non rappresenta certo un record.


 

I NUMERI DELLA MORTE

AMERICHE
Hanno avuto luogo almeno 51 esecuzioni in quattro paesi della regione: Bahamas (2), Guatemala (2), Guyana (2) e Stati Uniti d’America (45).
Si ha notizia della comminazione di sentenze capitali in almeno sette paesi, tra cui Bahamas, Belize, Cile, Cuba, Guyana, Giamaica, Trinidad e Tobago.
Più di 3.150 persone si trovavano nel braccio della morte negli USA. Prigionieri sotto sentenza capitale erano detenuti in almeno altri otto paesi della regione, tra cui Bahamas, Belize, Cuba, Guatemala, e Guyana, Giamaica e Trinidad e Tobago.

EUROPA
Almeno 471 esecuzioni sono state compiute in nove paesi della regione: Belarus, Kazakstan, Kyrgyzstan, Lettonia, Mongolia, Federazione Russa, Turkmenistan, Ukraina e Uzbekistan.
Diverse centinaia di sentenze capitali sono state pronunciate in almeno 16 paesi della regione, tra cui Azerbaijan, Kazakstan, Ucraina e Uzbekistan.
Parecchie centinaia di persone alla fine dell’anno si trovavano nel braccio della morte in almeno sette paesi: Armenia, Azerbaijan, Estonia, Georgia, Lituania, Federazione Russa e Ucraina.

MEDIO ORIENTE
NORD AFRICA

Si ha notizia di esecuzioni in 11 paesi: una in Bahrain, almeno 14 in Egitto, almeno 110 in Iran, almeno 134 in Iraq, almeno 9 in Giordania, una in Kuwait, due in Libano, almeno 69 in Arabia Saudita, almeno sette in Siria e una negli Emirati Arabi Uniti.
Centinaia di persone sono state condannate a morte in almeno 10 paesi e territori nella regione, inclusi Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Autorità Palestinese e Yemen.
Almeno 650 persone si trovavano nel braccio della morte in almeno sei paesi della regione, più di 600 nella sola Algeria. Altri paesi includono Kuwait, Libia, Marocco e Sahara Occidentale, Arabia Saudita e Yemen.

AFRICA
Si sono registrate esecuzioni in almeno sei paesi: Burundi, Comore, Nigeria, Sudan, Uganda e Zimbabwe.
Sono state pronunciate sentenze di morte in almeno 14 paesi, tra cui Angola, Burundi, Ciad, Etiopia, Kenya, Nigeria, Sudan, Uganda, Zambia, e Zimbabwe.
Centinaia di persone si trovavano nel braccio della morte in almeno 14 paesi, tra cui Camerun, Kenya, Mali, Ruanda, Sierra Leone, Togo, Zaire e Zambia.

ASIA
11 paesi hanno emesso almeno 6.337 sentenze capitali nel 1996. Sono state compiute più di 3.586 esecuzioni in 11 paesi. La Cina ha giustiziato almeno 3.500 persone. Più di 38 persone sono state giustiziate a Singapore. Si riportano esecuzioni anche in Afganistan, India, Giappone, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Malesia, Pakistan, Taiwan, Tailandia e Vietnam.
Su centinaia di prigionieri pende una sentenza capitale in Bangladesh, India, Indonesia, Giappone, Repubblica di Corea, Malesia, Pakistan, Filippine, Singapore, Taiwan, Tailandia e Vietnam.

PENA DI MORTE E MINORENNI
Alcuni paesi permettono ancora l'uso della pena di morte per i minorenni, almeno in alcune circostanze. La maggior parte di questi paesi stabilisce come età minima 16 o 17 anni. Rispetto al numero totale, le esecuzioni di minorenni sono piuttosto scarse, ma rivestono un ruolo significativo in quanto testimoniano le violazioni del diritto alla vita, degli standard per i diritti umani e della legge internazionale da parte di alcuni paesi.
Dal 1985 sono state registrate condanne di minorenni in 8 paesi: BANGLADESH, IRAN, IRAQ, NIGERIA, PAKISTAN, ARABIA SAUDITA, YEMEN, STATI UNITI.

Nel novembre e nel dicembre 1987, cinque giovani Curdi di età comprese tra 15 e 17 anni sono stati fucilati in seguito a processi sommari davanti a tribunali militari
.

Nel 1993 nello Yemen un tredicenne è stato impiccato in pubblico con l'accusa di omicidio e di furto.

Le prime esecuzioni di minorenni si registrano già nel 1642 con l'esecuzione di Thomas Graunger in Massachusetts.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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