|
|
PIRATI ALL'ARREMBAGGIO
di Paolo dalla Zonca Pirati!!! Panico tra lequipaggio, mentre la nave
dalla bandiera nera si avvicina. I marinai fissano i rampini
dabbordaggio che volano sulle murate, le mani stringono
le armi per unultima, disperata, difesa. E poi un inferno
di urla, di spari, di fumo, di sibilo e tonfi delle pesanti lame
da abbordaggio che calano sui corpi dei compagni, le tavole del
ponte che si fanno viscide per il sangue che scorre a fiumi,
e infine, più o meno misericordioso, il colpo di sciabola
che fa tutto sempre più buio, più lontano, come
le truci grida di trionfo dei pirati che, vittoriosi, danno il
via al saccheggio e allorgia...
Ci siamo svegliati storti, questa mattina? Ieri sera abbiamo
mangiato pesante? No, abbiamo ricordato una situazione relativamente
frequente sui mari del mondo fino a qualche secolo fa. Roba vecchia,
chi se ne frega, penserete voi. Non è così.
Pirati nel
ventesimo secolo
A tutto il febbraio 1998 si sono verificati, nei mari di tutto
il mondo, diversi episodi di pirateria. Il 23 gennaio un mercantile
è stato rapito al largo della Somalia: venti
uomini hanno abbordato la nave e hanno chiesto un riscatto.
Nel 1997 si sono verificati 229 attacchi di pirati al traffico
navale in tutto il mondo, con il raddoppio dei marittimi uccisi
rispetto al 1996 (51 contro 26). La tendenza è in ascesa:
90 attacchi nel 1994, 170 nel 95, 176 nel 96. Nessun ucciso nel
94, 18 nel 95 e 26 nel 96. I mari più pericolosi sono
quelli del sud est asiatico, tra lIndonesia (oltre un terzo
degli episodi) e le coste della Thailandia, ma i porti del Brasile,
del Venezuela, della Somalia e dello Sri Lanka seguono a ruota.
Cosa fanno i pirati marittimi del ventesimo secolo? Rubano, e
sanno cosa rubare. Il 2 aprile del 97, a Rio de Janeiro, la Libra
Buenos Aires, portacontainer di un armatore tedesco, è
stata alleggerita di sei container di macchine da scrivere, e
lequipaggio di quasi 30mila dollari in contanti. Come avranno
fatto i marinai, senza una lira, in franchigia a Rio? Triste
destino, il loro.
Andiamo avanti: il 21 ottobre 97 la portacontainer Zim Montevideo,
israeliana, ormeggiata nella baia di Guanabara, in Brasile, è
stata abbordata da quindici uomini su piccole imbarcazioni. I
pirati sono andati a colpo sicuro, svuotando un container di
materiale elettronico. Il 29 gennaio del 1998, in Malaysia, 10
assalitori hanno sottratto un terzo del carico di gasolio dalla
petroliera Tioman. Un affarone.
In genere i pirati moderni
si avvicinano alle navi, sempre ormeggiate o in porto, con pescherecci
o motoscafi. Mancano, per ora, gli attacchi in alto mare. Tuttavia,
secondo il Centro sulla pirateria dellInternational Maritime
Bureau, lorganismo internazionale che coordina il traffico
navale commerciale, gli assalti alle navi avvengono con sempre
crescente violenza e, soprattutto, con lausilio di mezzi
tecnologici e armamenti modernissimi. I pirati sono in grado
di individuare i carichi più ricchi, le navi meno difese
e agiscono a colpo sicuro sugli obiettivi prescelti. Senza dubbio
i furti avvengono su commissione, e il bottino è sempre
ricco.
I pirati sono in grado di non operare sempre nella stessa zona,
eludendo le guardie costiere e le marine militari dei diversi
Paesi, e seguono le modifiche delle rotte commerciali imposte
da cambiamenti politici, di trattati commerciali e di movimenti
di mercato. Non è difficile immaginare che dietro i pirati
ci siano potenti e attrezzate mafie regionali, come quella cinese
o malese o indonesiana in Indonesia, le milizie dei signori della
guerra somali, la malavita organizzata dei paesi della penisola
indocinese o dei paesi rivieraschi sudamericani. Non è
neanche difficile immaginare come i più sofisticati dispongano
di appoggi generosi allinterno di compagnie marittime,
capitanerie di porto o organismi di controllo del traffico.
Quali le differenze rispetto ai pirati tramandati dalla cinematografia,
dai romanzi davventura e, naturalmente, dalla storia? Solo
la tecnologia.
Pirateria
di Stato
Allepoca del confronto tra le potenze navali del sedicesimo
e diciassettesimo secolo, Spagna e Inghilterra, i governi incaricavano
capitani indipendenti o ufficiali della propria marina, provvisoriamente
congedati, con una lettera di corsa, e la missione
di procurare il massimo danno al traffico avversario. Il contratto
assegnava allo Stato una parte fissa del bottino, carichi, prigionieri
da riscattare e le stesse navi, il resto andava al capo corsaro.
Un illustre esempio di questo genere di corsaro fu sir Francis
Drake, che cominciò in proprio, fu assunto dalla corona
britannica nel 1567, morì coperto di gloria reale, ma
ucciso dalla dissenteria, in Atlantico nel 1596. Le fortune di
molte famiglie britanniche nascono da massacri legalizzati dalla
Corona, con il capostipite in genere morto non nel proprio letto.
Alcuni nomi: Walter Raleigh, decapitato dagli spagnoli; John
Hawkins, ricco negriero, insegnò a navigare a Drake e
fu ucciso da una fucilata spagnola, Martin Frobisher morì
per le ferite, Thomas Cavendish, o Geoge Clifford conte di Cumberland.
Nel sedicesimo secolo limpero
spagnolo impose il monopolio commerciale nelle Antille. Coloni,
disertori, naufraghi, francesi, olandesi, inglesi che si erano
stabiliti nellisola di Hispaniola vivevano di allevamento.
Nacque unindustria di trasformazione alimentare, che fiorì
grazie alla necessità di tutti i navigatori di disporre
di cibo a lunga conservazione. I coloni di Hispaniola inventarono
un sistema di salatura e affumicamento delle carni, che richiedeva
una capanna di affumicatura che fu chiamata in francese boucan,
da cui il termine boucaner, che indicò prima un mestiere
onesto, e poi divenne sinonimo di pirata. I monopolisti spagnoli
non gradirono il sia pur modesto, in termini assoluti, successo
commerciale dei bucanieri di Hispaniola, e mandarono la fanteria
di marina. I bucanieri si rifugiarono sullisola di Tortuga,
decisi a farla pagare cara agli spagnoli. Il loro capo fu un
certo Lavasseur, francese, che nel 1640 fondò la Fratellanza
della Costa, fortificando lisola e facendone una
repubblica dei pirati. A Tortuga i bucanieri continuavano a produrre
salumi e a venderli, rubando però il bestiame a Hispaniola;
altri piantarono la canna da zucchero (e producevano il rum),
la maggior parte si diede alla pirateria ai danni degli spagnoli.
Negli anni intorno al 1650, la Tortuga era un paradiso fiscale
e mercantile, e il governo dellisola dava un
premio a chiunque portasse una bandiera strappata a navi spagnole.
Inutile dire che un tal posto attirò tutti coloro che,
inseguiti dalla legge, necessitavano di un porto sicuro. La Tortuga
divenne presto piccola, e la Giamaica, sotto il controllo dellInghilterra
dal 1655, divenne una succursale della Fratellanza. La Corona
avrebbe chiuso un occhio finché i danneggiati fossero
stati gli spagnoli. Port Royal, oggi sobborgo di Kingston, divenne
un covo di pendagli da forca e di capitani celebri. Pierre Legrand
di Dieppe, Francois Nau, detto Olonese (da Les Sables dOlonne,
paese natale), Ravenau de Lussan, Bartolomeo il Portoghese, Rock
il brasiliano, Alexander detto Braccio di Ferro, Montbars lo
Sterminatore, il celebre Morgan e un sacco di altri allegri tagliagole.
Pochi morirono nel loro letto, tranne Legrand, che tornò
a Dieppe ricco e rispettato. Rock e Alexander scomparirono in
mare, lOlonese fu mangiato dai cannibali e Bartolomeo,
che non sapeva nuotare ed era celebre anche come iettatore, fu
visto lultima volta vendere rape nei vicoli della Tortuga.
Henry Morgan, re della filibusta,
merita menzione a parte. Lui fece carriera. Filibustiere (da
successive deformazioni dellinglese freebooter=
libero saccheggiatore) tra tanti, ricevette dal governo britannico
lincarico di andare in ricognizione a Cuba, da dove gli
spagnoli preparavano linvasione della Giamaica. Morgan
superò le attese, sbarcò e saccheggiò una
città dellinterno. Ma il capolavoro di Morgan fu
il sacco di Panama, che aveva resistito anche a Drake, il 17
gennaio 1671. Fu nominato governatore della Giamaica, e morì
onorato nel suo letto, nel 1688, a 53 anni.
Pirati fuorilegge
Nel 1696 la potenza spagnola sulle coste americane fu sostituita
da quella inglese. I nuovi padroni fecero lo stesso errore, imponendo
il monopolio commerciale. I pirati furono tutti costretti a mettersi
in proprio, e nacque la bandiera nera.
Figure di primo piano, Edward Teach, detto Barbanera, che terrorizzò
le coste atlantiche del Nordamerica prima di essere sconfitto
dalla marina britannica, e William Kidd, che, incaricato di dare
la caccia ai pirati dal governatore dellallora colonia
inglese del Massachusetts, finì, per scarsità di
prede, per spingersi nelloceano indiano, dove attaccò
una nave del gran Moghul indiano, alleato dellInghilterra.
Fu la sua rovina. Catturato, fu impiccato a Londra nel 1701.
I pirati non servivano più, e la loro epoca doro
finì lì.
Altri pirati
Tutti i mari intensamente navigati sono stati, in assenza di
forti poteri statali e marittimi, infestati da pirati. Lo è
sempre stato il mare cinese e larcipelago indonesiano,
come abbiamo visto anche ai nostri giorni.
Gioverà ricordare che Giuseppe Garibaldi, nei suoi anni
giovanili in sudamerica, tra il 1837 e il 1839, fece il corsaro
per la repubblica del Rio Grande del Sud contro Brasile e Repubblica
Orientale dellUruguay. Il ritorno della pirateria di stato
in grande fu attuato dalla Germania imperiale nella prima guerra
mondiale: mercantili armati camuffati inflissero gravi danni
al naviglio alleato tra il 1914 e il 1917. |