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ISLANDA
a due passi
dal Polo
di Roberto GiudiciMont Il desiderio di questo viaggio nacque alcuni anni fa
quando iniziai la corrispondenza con un'amica islandese e, dopo
mille promesse che in un futuro ci saremmo visti, l'anno scorso
sono riuscito a realizzarlo. In soli 15 giorni di avventure l'Islanda
mi ha arricchito notevolmente e provo nostalgia quando rivedo
le fotografie o ripenso ai posti visitati.
La mia fantasia spesso mi aveva fatto sognare gli iceberg, ma
mai avrei pensato che un giorno mi sarei trovato davanti a queste
montagne azzurre, che con le loro rocce glaciali scolpiscono
il paesaggio circostante. Così, pieno di aspettative e
di emozioni, ho caricato il mio zaino sulle spalle e ho puntato
la bussola verso il Nord estremo, là dove l'urlo del vento
vola leggero nelle solitarie gole vulcaniche e si sfoga libero
sugli altipiani di ghiaccio.
Organizzare un viaggio è spesso un'operazione complessa
che richiede una lunga preparazione psicologica e un'accurata
ricerca di materiale informativo turistico. Trovare una soluzione
economica è come sempre un lavoro complesso che mi ha
tenuto impegnato per diversi giorni. I preparativi sono iniziati
alla fine di luglio con la ricerca di materiale sull'isola che
ho reperito presso il consolato di Islanda a Torino (2481917-2485238)
e su Internet. L'Informagiovani di Torino e i depliant di alcune
agenzie di viaggio sono state le fonti di notizie più
dettagliate ed esaurienti.
Per scongiurare eventuali sorprese mi serviva trovare quante
più informazioni in anticipo. Questo mi avrebbe aiutato
a ridurre il margine di rischio visto che, partendo da solo,
le difficoltà non sarebbero mancate.
La prima è sopraggiunta
al momento di riempire lo zaino: considerato lesiguo spazio
disponibile e il clima, che per quanto mutevole è in generale
rigido e piovoso, ho accuratamente selezionato ogni singolo capo
d'abbigliamento, privilegiando i vestiti pesanti (anche se sappiamo
bene che un maglione di lana occupa molto spazio). Il mio zaino
è stato la mia casa viaggiante per due settimane; il semplice
possesso degli oggetti appartenenti alla mia vita quotidiana
mi ha aiutato a sentirmi meno spaesato negli sconfinati deserti
inabitati, a 200 Km dalle prime case e 4.000 dal mio mondo.
In Islanda vivono 280.000 persone, di cui 150.000 a Reykjavik,
su un territorio di 102.829 Km/q; la nazione ha di conseguenza
la densità più bassa del mondo (2 persone al Km/q),
dopo la Namibia.
Le regioni dell'Islanda centrale sono totalmente disabitate prive
di qualsiasi forma di vita sia vegetale che animale. Chi nella
stagione estiva volesse cimentarsi in un safari nei deserti lavici
può contattare gli uffici turistici locali che organizzano
avventure con veicoli attrezzati.
La conformazione dell'isola è decisamente singolare. Vanta
origini vulcaniche e presenta una costa molto frastagliata e
ricca di insenature create dall'azione lavica. Nel corso del
tempo le continue eruzioni e il ghiaccio hanno dato vita ai fiordi,
che si presentano come piccoli golfi circondati da basse montagne.
L'isola è in parte ricoperta di ghiaccio per unestensione
pari a una regione d'Italia di medie dimensioni. La più
grande fetta di calotta polare è il Vatnajokull, noto
per i vulcani sommersi che con la loro violenza lo scorso settembre
hanno messo in ginocchio l'isola portandosi via, sotto un mare
di detriti e fango, i ponti dell'unica strada (Ring Road) che
collega le varie località dell'isola.
Da questa descrizione si potrebbe
pensare a questo posto come a una sorta di mostro, un'incarnazione
maligna della natura, ma quando mi sono trovato a contatto con
il mostro, davanti alle bocche dei vulcani, sono stato attratto
da un fascino irresistibile e ho provato sentimenti forti. Un
contatto così diretto, forse anche violento con la natura,
in un nebbioso paesaggio vulcanico, mi ha fatto per alcuni giorni
sentire veramente vivo, forse perché mi sono trovato in
posti molto diversi dal nostro mondo e di cui ignoriamo l'esistenza.
In questa terra i parametri di valutazione della realtà
a cui siamo abituati non possono essere applicati: realtà
e incredibile si intrecciano, e l'intelletto si perde nelle illusioni
invernali della Fata Morgana, uno dei più comuni fenomeni
ottici che in passato ha ingannato i pescatori proiettando sulla
linea dell'orizzonte la costa di isole inesistenti. Leterna
lotta contro la natura maligna si può osservare ancora
oggi nel misticismo delle tradizioni locali e nelle usanze celtiche
portate dai monaci irlandesi, primi abitanti dell'isola, alle
quali si è mescolato il paganesimo vichingo. Gli islandesi
hanno sempre sfidato l'impossibile, lottato con le 200 bocche
di fuoco che insidiano l'isola e con i mari impetuosi e dopo
ogni cataclisma non hanno mai esitato a ricostruire sulle ceneri
del loro passato. L'esempio più recente risale al 1973,
quando l'isola di Heimaey venne distrutta dall'esplosione di
un vulcano e il magma creò una nuova isola, oltre a lasciare
50.000 senzatetto e 200.000 tonnellate di cenere sulle macerie.
Arrivo
a Reykjavik
Dopo un volo trascorso nella più totale oscurità,
ai primi bagliori dell'aurora rossiccia si scorsero i lembi delle
coste ormai sotto i nostri piedi. Unemozione incontenibile.
Reykjavik, non molto lontana dal lago, è un'estesa cittadina
che in pochi decenni ha colonizzato le rive di 3 fiordi con casette
basse dai tetti di mille colori. Le case del centro, bianche
con le finestre di legno azzurro, ricordano in qualche modo l'architettura
greca delle Cicladi. Per quanto fossero le 4 del mattino, la
città era illuminata dalla debole luce del sole, paragonabile
a quella di Torino nel periodo invernale.
Nei primi quattro giorni ho visitato Reykjavik e i suoi dintorni,
generalmente insieme ad altri turisti conosciuti negli ostelli.
Per noi ogni angolo, ogni strada, ogni pezzo di città
racchiudeva unemozione nuova. Il museo d'arte, benché
piccolo, è molto carino e vi si trovano singolari esempi
d'arte povera spontanei. Il desiderio di avventura che da sempre
spinge gli islandesi alla scoperta di nuovi orizzonti, per conquistare
uno spazio vitale su una terra fra le più ostili del pianeta,
è brillantemente illustrato nel museo nazionale di Islanda,
dove la lotta fra l'uomo e la natura è il tema principale
della pittura locale. Consiglio anche di visitare il palazzo
comunale in stile moderno, sull'antistante lago Tjornin. Per
il resto, ho alternato la visita al museo della centrale elettrica
ai bagni nel Blue Lagoon (lago di origine vulcanica), molto apprezzato
per le sue proprietà terapeutiche e per l'acqua di una
tonalità azzurra mai vista prima. Il primo bagno è
stato un piccolo shock, per via della temperatura dell'acqua
che supera i 40°C.
Normalmente gli islandesi sono riservati e non molto comunicativi
sia con i turisti che con i loro concittadini. Una sera sono
stato invitato a cena dai miei amici e ho constatato che il loro
temperamento è chiuso anche in famiglia, per quanto abbiano
uno spiccato senso dell'ospitalità.
Per sopravvivere senza spendere una fortuna, ho presto scoperto
che dovevo comprarmi il cibo al supermercato (a Reykjavik non
sono molti). La cosa può avere un peso significativo nel
budget del viaggio: il primo giorno, non essendo a conoscenza
di ciò, ho speso 30.000 lire per un panino e una birra.
L'Italiano incallito può entrare in una delle numerose
pizzerie che si sono sviluppate come funghi anche a 300 Km dalla
Groenlandia.
In rotta
verso l'ignoto
Per visitare l'isola l'unico mezzo di comunicazione terrestre
è la Ring Road che connette la capitale con tutti i paesi
della costa. L'interno dell'isola è tagliato da alcuni
sentieri sterrati che non possono essere percorsi con una normale
jeep.
Dietro consiglio dei miei amici del posto Hulda e Yan, decisi
il percorso da seguire, in senso antiorario, secondo le seguenti
tappe:
- Reykjavik-Vik passando per le maestose cascate del Gullfoss
e con tappa al Geysir
- Vik-Hofn con visita ai maestosi ghiacciai del Vatnajokull nel
lago Jokulsalrlon
- Hofn-Egillsta_ir attraversando la regione degli altipiani
- Egillsta_ir-Reykjali_ con visita del lago Myvatn e delle innumerevoli
bocche vulcaniche parzialmente sommerse
- Reyjali_-Akureyri seconda capitale dell'isola
- Akureyri-Reykjavik passando per la strada F35 interna (se strada
vogliamo chiamarla) a bordo di uno speciale Bus da spedizione,
attrezzato per i numerosi guadi da attraversare.
Il programma toccava quasi tutte le mete turistiche raggiungibili
senza dovere far uso di aerei o mezzi speciali quali motoslitte
(in alcuni punti dell'isola sono l'unico mezzo di locomozione).
In ogni caso lo spirito di avventura mi ha più volte spinto
a scegliere destinazioni fuori rotta, spesso isolate e tutto
ciò, per quanto eccitante, mi ha creato qualche preoccupazione.
Sono spesso andato incontro a difficoltà considerevoli,
con il rischio di aspettare per ore un passaggio sotto la pioggia
battente, in posti totalmente isolati, dove nessuno avrebbe potuto
aiutarmi in caso di necessità.
Il sole è stato fortunatamente dalla mia parte, regalandomi
circa 18-20 ore di luce, che mi permettevano facili spostamenti
anche dopo le 11 di sera.
Ho pernottato per alcune notti nelle fattorie, posti molto isolati,
spesso chiusi in valli remote e raggiungibili solo nel periodo
estivo.
Durante il viaggio ero sostanzialmente solo, anche se alcune
volte ho incrociato un gruppo milanese di Trekking Italia al
quale mi sono aggregato per la visita guidata agli Iceberg.
Viaggiando sulla Ring Road (A1), che è solo parzialmente
asfaltata, ci siamo trovati di fronte a numerose interruzioni
che costringevano all'uso di piste alternative e ho imparato
a odiare dopo poche ore i preavvisi di strada non asfaltata,
che riducono la velocità a circa 35-40 Km/h.
Per la tappa Hofn-Egillstadir non sono riuscito a prendere il
bus in tempo ma per un caso fortuito ho potuto unirmi a un gruppo
di ragazzi italiani che seguivano lo stesso giro (lalternativa
era imbarcarmi su un costoso aereo da turismo che mi avrebbe
portato direttamente a destinazione). Con loro vi è stato
subito un grande affiatamento, sia per quanto riguarda la passione
per la fotografia, sia per la possibilità di scambiarci
opinioni in una lingua comune. Alla luce del sole di mezzanotte,
con i vetri della farmhouse appannati, finalmente ci siamo concessi
un bel piatto di pasta. Per quanto un po' di pasta sia sempre
presente nello zaino di un buon italiano, spesso non si ha la
possibilità di prepararla e ci si deve accontentare di
piatti freddi o di cibi di importazione inglese, normalmente
ricette indiane in scatola che fanno il giro del mondo.
Il sentiero interno che mi avrebbe riportato alla capitale -
400 km di deserto glaciale inanimato completamente piatto, con
eccezione di qualche rara montagna proiettata oltre l'infinito
- ha creato notevoli difficoltà anche all'esperto autista.
Ci siamo trovati spesso impantanati durante i guadi e diverse
volte il veicolo ha assunto inclinazioni preoccupanti. Per centinaia
di chilometri abbiamo navigato nel deserto più arido e
desolato dell'isola, avendo come unico punto di riferimento le
tracce dei copertoni di altri veicoli. Ma in compenso mi è
stato regalato uno degli spettacoli più belli che abbia
mai visto in vita mia.
Un vaggio simile è sicuramente lideale per ritrovare
sentimenti spesso offuscati dal nostro frenetico mondo.
NOTIZIE
UTILI
Una buona parte di queste informazioni può essere ottenuta
direttamente presso la sede dell'Informagiovani in via Assarotti
2.
Per chiamare l'Islanda si deve comporre il prefisso 00354.
Documenti: carta di identità
valida per l'espatrio o passaporto. E' buona norma essere muniti
del modulo di mutua internazionale E111 rilasciato dall'ASL di
zona. Non sono previste vaccinazioni di alcun genere.
Volo A/R: dalle 600.000 lire in su.
Abbigliamento (solo per l'estate):
il clima, per quanto freddo, è estremamente mutevole e
quindi la forma di abbigliamento più adatta è quella
"a strati". Consiglio di portare indumenti protettivi
contro il vento. Sugli altipiani desertici ci sono forti correnti
di aria fredda. I maglioni invernali sono gli indumenti più
consigliati, ma occhio al peso del bagaglio; al duty-free dell'aeroporto
si possono comprare maglioni di pura lana islandese a prezzi
contenuti.
Consolato di Islanda a Torino
via Carcano 26 Torino tel. 011/2481917/2485238
Corso Vittorio Emanuele II 105 Torino, tel. 011/5626282
Dove dormire: per prenotare
gli ostelli telefonare allassociazione ostelli della gioventù
islandese: Sundlangavengur 34 105 Reykjavik Iceland, tel. 00354/5538110
fax 00354/5889201. Vi sono inoltre 17 Hedda Hotels ubicati in
luoghi di passaggio e in prossimità dei terminal dei Bus.
Per informazioni e prenotazioni: Iceland tourist Boureau, Skogarhli_
18, 101 Reykjavik, tel. (00354) 562-3300 Fax (00354) 562-5895,
Email: edda@idb.is
Stagione consigliata: un viaggio
in Islanda può presentare difficoltà diverse a
seconda del periodo prescelto. Alcuni amici islandesi mi hanno
sconsigliato il periodo invernale, per via delle temperature
estremamente rigide e delle giornate corte. Chi è abbastanza
intraprendente e amante dell'avventura può comunque cimentarsi
in un safari sui ghiacci usando le motoslitte. I mesi di novembre
e marzo sono i più suggestivi, perché caratterizzati
da temperature da noi accettabili, su un paesaggio bianco di
neve. Senza dubbio il periodo consigliato per il turista medio
è compreso fra maggio e agosto.
Costo della vita: dovendo importare
la maggior parte delle derrate, il costo medio dei prodotti al
consumo è elevato, ma vi sono grandi centri di vendita
e supermercati appena fuori Reykjavik dove si può fare
la spesa pagando relativamente poco: il latte e derivati arrivano
a costare meno che in Italia. Consiglio di comprare il minimo
indispensabile, evitando i prodotti freschi o di difficile conservazione.
Non sempre le strutture turistiche permettono l'uso del frigorifero
e mi è capitato un ostello privo di cucina. In alcuni
casi ci si deve adattare a mangiare piatti freddi e pesce (costa
relativamente poco.)
Terminal dei Bus BSI di Reykjavik
E il terminal dei bus per tutte le mete dellisola.
Oltre al servizio biglietteria, vi è un ufficio di informazioni
turistiche e prenotazione delle strutture turistiche di tutta
la nazione. In sostanza una sorta di campo base dove si possono
trovare anche mappe dettagliate e materiale da campeggio. Indirizzo:
Umfer_armi_stö_in, Vatnsmyrarvegur 10, Is-101 Reykjavik,
tel. (00354) 552-2300/552-3320 Fax 552-9973.
Affitto automobili: numerose
le agenzie, ma i prezzi sono proibitivi. Ne segnalo alcune:
Budget rent a car, tel. (00354) 588-0880 Fax 588-1881
Hertz Car rental, tel. (00354) 505-0600 Fax 505-0650
Avis rent a car, tel. (00354) 562-4433 Fax 562-3590
Alp car rental, tel. (00354) 567-0722 Fax 567-7747
A Reykjavik vi sono molti locali per il tempo libero: Irish pub,
cinema, ecc. I film sono tutti in inglese e costano in media
sulle 20.000 lire.
Siti internet
Il mio sito internet fotografico presenta una ricca collezione
di fotografie del viaggio e si trova al: http://www.cyberworld.it/~islanda/roberto/index.htm
Altri siti dove reperire informazioni:
http://www.icelandair.is/index.htm
http://www.centrum.is/index.htm
Guide: è uscita ad aprile
la nuova edizione della guida EDT interamente dedicata allIslanda,
una vera bibbia per chi viaggia da solo. Segnalo inoltre quella
del Touring Club Italiano Danimarca, Islanda, Faer Oer,
Groenlandia e più di 450 località, e Europa
del Nord: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda
delle Guide del Gabbiano. |