Speciale - LAVORO

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maggio/giugno 1998

 

 

 

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ISLANDA
a due passi dal Polo

di Roberto GiudiciMont


Il desiderio di questo viaggio nacque alcuni anni fa quando iniziai la corrispondenza con un'amica islandese e, dopo mille promesse che in un futuro ci saremmo visti, l'anno scorso sono riuscito a realizzarlo. In soli 15 giorni di avventure l'Islanda mi ha arricchito notevolmente e provo nostalgia quando rivedo le fotografie o ripenso ai posti visitati.
La mia fantasia spesso mi aveva fatto sognare gli iceberg, ma mai avrei pensato che un giorno mi sarei trovato davanti a queste montagne azzurre, che con le loro rocce glaciali scolpiscono il paesaggio circostante. Così, pieno di aspettative e di emozioni, ho caricato il mio zaino sulle spalle e ho puntato la bussola verso il Nord estremo, là dove l'urlo del vento vola leggero nelle solitarie gole vulcaniche e si sfoga libero sugli altipiani di ghiaccio.
Organizzare un viaggio è spesso un'operazione complessa che richiede una lunga preparazione psicologica e un'accurata ricerca di materiale informativo turistico. Trovare una soluzione economica è come sempre un lavoro complesso che mi ha tenuto impegnato per diversi giorni. I preparativi sono iniziati alla fine di luglio con la ricerca di materiale sull'isola che ho reperito presso il consolato di Islanda a Torino (2481917-2485238) e su Internet. L'Informagiovani di Torino e i depliant di alcune agenzie di viaggio sono state le fonti di notizie più dettagliate ed esaurienti.
Per scongiurare eventuali sorprese mi serviva trovare quante più informazioni in anticipo. Questo mi avrebbe aiutato a ridurre il margine di rischio visto che, partendo da solo, le difficoltà non sarebbero mancate.

La prima è sopraggiunta al momento di riempire lo zaino: considerato l’esiguo spazio disponibile e il clima, che per quanto mutevole è in generale rigido e piovoso, ho accuratamente selezionato ogni singolo capo d'abbigliamento, privilegiando i vestiti pesanti (anche se sappiamo bene che un maglione di lana occupa molto spazio). Il mio zaino è stato la mia casa viaggiante per due settimane; il semplice possesso degli oggetti appartenenti alla mia vita quotidiana mi ha aiutato a sentirmi meno spaesato negli sconfinati deserti inabitati, a 200 Km dalle prime case e 4.000 dal mio mondo.
In Islanda vivono 280.000 persone, di cui 150.000 a Reykjavik, su un territorio di 102.829 Km/q; la nazione ha di conseguenza la densità più bassa del mondo (2 persone al Km/q), dopo la Namibia.
Le regioni dell'Islanda centrale sono totalmente disabitate prive di qualsiasi forma di vita sia vegetale che animale. Chi nella stagione estiva volesse cimentarsi in un safari nei deserti lavici può contattare gli uffici turistici locali che organizzano avventure con veicoli attrezzati.
La conformazione dell'isola è decisamente singolare. Vanta origini vulcaniche e presenta una costa molto frastagliata e ricca di insenature create dall'azione lavica. Nel corso del tempo le continue eruzioni e il ghiaccio hanno dato vita ai fiordi, che si presentano come piccoli golfi circondati da basse montagne.
L'isola è in parte ricoperta di ghiaccio per un’estensione pari a una regione d'Italia di medie dimensioni. La più grande fetta di calotta polare è il Vatnajokull, noto per i vulcani sommersi che con la loro violenza lo scorso settembre hanno messo in ginocchio l'isola portandosi via, sotto un mare di detriti e fango, i ponti dell'unica strada (Ring Road) che collega le varie località dell'isola.

Da questa descrizione si potrebbe pensare a questo posto come a una sorta di mostro, un'incarnazione maligna della natura, ma quando mi sono trovato a contatto con il mostro, davanti alle bocche dei vulcani, sono stato attratto da un fascino irresistibile e ho provato sentimenti forti. Un contatto così diretto, forse anche violento con la natura, in un nebbioso paesaggio vulcanico, mi ha fatto per alcuni giorni sentire veramente vivo, forse perché mi sono trovato in posti molto diversi dal nostro mondo e di cui ignoriamo l'esistenza.
In questa terra i parametri di valutazione della realtà a cui siamo abituati non possono essere applicati: realtà e incredibile si intrecciano, e l'intelletto si perde nelle illusioni invernali della Fata Morgana, uno dei più comuni fenomeni ottici che in passato ha ingannato i pescatori proiettando sulla linea dell'orizzonte la costa di isole inesistenti. L’eterna lotta contro la natura maligna si può osservare ancora oggi nel misticismo delle tradizioni locali e nelle usanze celtiche portate dai monaci irlandesi, primi abitanti dell'isola, alle quali si è mescolato il paganesimo vichingo. Gli islandesi hanno sempre sfidato l'impossibile, lottato con le 200 bocche di fuoco che insidiano l'isola e con i mari impetuosi e dopo ogni cataclisma non hanno mai esitato a ricostruire sulle ceneri del loro passato. L'esempio più recente risale al 1973, quando l'isola di Heimaey venne distrutta dall'esplosione di un vulcano e il magma creò una nuova isola, oltre a lasciare 50.000 senzatetto e 200.000 tonnellate di cenere sulle macerie.


Arrivo a Reykjavik

Dopo un volo trascorso nella più totale oscurità, ai primi bagliori dell'aurora rossiccia si scorsero i lembi delle coste ormai sotto i nostri piedi. Un’emozione incontenibile.
Reykjavik, non molto lontana dal lago, è un'estesa cittadina che in pochi decenni ha colonizzato le rive di 3 fiordi con casette basse dai tetti di mille colori. Le case del centro, bianche con le finestre di legno azzurro, ricordano in qualche modo l'architettura greca delle Cicladi. Per quanto fossero le 4 del mattino, la città era illuminata dalla debole luce del sole, paragonabile a quella di Torino nel periodo invernale.
Nei primi quattro giorni ho visitato Reykjavik e i suoi dintorni, generalmente insieme ad altri turisti conosciuti negli ostelli. Per noi ogni angolo, ogni strada, ogni pezzo di città racchiudeva un’emozione nuova. Il museo d'arte, benché piccolo, è molto carino e vi si trovano singolari esempi d'arte povera spontanei. Il desiderio di avventura che da sempre spinge gli islandesi alla scoperta di nuovi orizzonti, per conquistare uno spazio vitale su una terra fra le più ostili del pianeta, è brillantemente illustrato nel museo nazionale di Islanda, dove la lotta fra l'uomo e la natura è il tema principale della pittura locale. Consiglio anche di visitare il palazzo comunale in stile moderno, sull'antistante lago Tjornin. Per il resto, ho alternato la visita al museo della centrale elettrica ai bagni nel Blue Lagoon (lago di origine vulcanica), molto apprezzato per le sue proprietà terapeutiche e per l'acqua di una tonalità azzurra mai vista prima. Il primo bagno è stato un piccolo shock, per via della temperatura dell'acqua che supera i 40°C.
Normalmente gli islandesi sono riservati e non molto comunicativi sia con i turisti che con i loro concittadini. Una sera sono stato invitato a cena dai miei amici e ho constatato che il loro temperamento è chiuso anche in famiglia, per quanto abbiano uno spiccato senso dell'ospitalità.
Per sopravvivere senza spendere una fortuna, ho presto scoperto che dovevo comprarmi il cibo al supermercato (a Reykjavik non sono molti). La cosa può avere un peso significativo nel budget del viaggio: il primo giorno, non essendo a conoscenza di ciò, ho speso 30.000 lire per un panino e una birra. L'Italiano incallito può entrare in una delle numerose pizzerie che si sono sviluppate come funghi anche a 300 Km dalla Groenlandia.


In rotta verso l'ignoto
Per visitare l'isola l'unico mezzo di comunicazione terrestre è la Ring Road che connette la capitale con tutti i paesi della costa. L'interno dell'isola è tagliato da alcuni sentieri sterrati che non possono essere percorsi con una normale jeep.
Dietro consiglio dei miei amici del posto Hulda e Yan, decisi il percorso da seguire, in senso antiorario, secondo le seguenti tappe:
- Reykjavik-Vik passando per le maestose cascate del Gullfoss e con tappa al Geysir
- Vik-Hofn con visita ai maestosi ghiacciai del Vatnajokull nel lago Jokulsalrlon
- Hofn-Egillsta_ir attraversando la regione degli altipiani
- Egillsta_ir-Reykjali_ con visita del lago Myvatn e delle innumerevoli bocche vulcaniche parzialmente sommerse
- Reyjali_-Akureyri seconda capitale dell'isola
- Akureyri-Reykjavik passando per la strada F35 interna (se strada vogliamo chiamarla) a bordo di uno speciale Bus da spedizione, attrezzato per i numerosi guadi da attraversare.
Il programma toccava quasi tutte le mete turistiche raggiungibili senza dovere far uso di aerei o mezzi speciali quali motoslitte (in alcuni punti dell'isola sono l'unico mezzo di locomozione).
In ogni caso lo spirito di avventura mi ha più volte spinto a scegliere destinazioni fuori rotta, spesso isolate e tutto ciò, per quanto eccitante, mi ha creato qualche preoccupazione. Sono spesso andato incontro a difficoltà considerevoli, con il rischio di aspettare per ore un passaggio sotto la pioggia battente, in posti totalmente isolati, dove nessuno avrebbe potuto aiutarmi in caso di necessità.
Il sole è stato fortunatamente dalla mia parte, regalandomi circa 18-20 ore di luce, che mi permettevano facili spostamenti anche dopo le 11 di sera.
Ho pernottato per alcune notti nelle fattorie, posti molto isolati, spesso chiusi in valli remote e raggiungibili solo nel periodo estivo.
Durante il viaggio ero sostanzialmente solo, anche se alcune volte ho incrociato un gruppo milanese di Trekking Italia al quale mi sono aggregato per la visita guidata agli Iceberg.
Viaggiando sulla Ring Road (A1), che è solo parzialmente asfaltata, ci siamo trovati di fronte a numerose interruzioni che costringevano all'uso di piste alternative e ho imparato a odiare dopo poche ore i preavvisi di strada non asfaltata, che riducono la velocità a circa 35-40 Km/h.
Per la tappa Hofn-Egillstadir non sono riuscito a prendere il bus in tempo ma per un caso fortuito ho potuto unirmi a un gruppo di ragazzi italiani che seguivano lo stesso giro (l’alternativa era imbarcarmi su un costoso aereo da turismo che mi avrebbe portato direttamente a destinazione). Con loro vi è stato subito un grande affiatamento, sia per quanto riguarda la passione per la fotografia, sia per la possibilità di scambiarci opinioni in una lingua comune. Alla luce del sole di mezzanotte, con i vetri della farmhouse appannati, finalmente ci siamo concessi un bel piatto di pasta. Per quanto un po' di pasta sia sempre presente nello zaino di un buon italiano, spesso non si ha la possibilità di prepararla e ci si deve accontentare di piatti freddi o di cibi di importazione inglese, normalmente ricette indiane in scatola che fanno il giro del mondo.
Il sentiero interno che mi avrebbe riportato alla capitale - 400 km di deserto glaciale inanimato completamente piatto, con eccezione di qualche rara montagna proiettata oltre l'infinito - ha creato notevoli difficoltà anche all'esperto autista. Ci siamo trovati spesso impantanati durante i guadi e diverse volte il veicolo ha assunto inclinazioni preoccupanti. Per centinaia di chilometri abbiamo navigato nel deserto più arido e desolato dell'isola, avendo come unico punto di riferimento le tracce dei copertoni di altri veicoli. Ma in compenso mi è stato regalato uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto in vita mia.
Un vaggio simile è sicuramente l’ideale per ritrovare sentimenti spesso offuscati dal nostro frenetico mondo.


NOTIZIE UTILI
Una buona parte di queste informazioni può essere ottenuta direttamente presso la sede dell'Informagiovani in via Assarotti 2.
Per chiamare l'Islanda si deve comporre il prefisso 00354.

Documenti: carta di identità valida per l'espatrio o passaporto. E' buona norma essere muniti del modulo di mutua internazionale E111 rilasciato dall'ASL di zona. Non sono previste vaccinazioni di alcun genere.
Volo A/R: dalle 600.000 lire in su.

Abbigliamento (solo per l'estate): il clima, per quanto freddo, è estremamente mutevole e quindi la forma di abbigliamento più adatta è quella "a strati". Consiglio di portare indumenti protettivi contro il vento. Sugli altipiani desertici ci sono forti correnti di aria fredda. I maglioni invernali sono gli indumenti più consigliati, ma occhio al peso del bagaglio; al duty-free dell'aeroporto si possono comprare maglioni di pura lana islandese a prezzi contenuti.

Consolato di Islanda a Torino
via Carcano 26 Torino tel. 011/2481917/2485238
Corso Vittorio Emanuele II 105 Torino, tel. 011/5626282

Dove dormire: per prenotare gli ostelli telefonare all’associazione ostelli della gioventù islandese: Sundlangavengur 34 105 Reykjavik Iceland, tel. 00354/5538110 fax 00354/5889201. Vi sono inoltre 17 Hedda Hotels ubicati in luoghi di passaggio e in prossimità dei terminal dei Bus. Per informazioni e prenotazioni: Iceland tourist Boureau, Skogarhli_ 18, 101 Reykjavik, tel. (00354) 562-3300 Fax (00354) 562-5895, Email: edda@idb.is

Stagione consigliata: un viaggio in Islanda può presentare difficoltà diverse a seconda del periodo prescelto. Alcuni amici islandesi mi hanno sconsigliato il periodo invernale, per via delle temperature estremamente rigide e delle giornate corte. Chi è abbastanza intraprendente e amante dell'avventura può comunque cimentarsi in un safari sui ghiacci usando le motoslitte. I mesi di novembre e marzo sono i più suggestivi, perché caratterizzati da temperature da noi accettabili, su un paesaggio bianco di neve. Senza dubbio il periodo consigliato per il turista medio è compreso fra maggio e agosto.

Costo della vita: dovendo importare la maggior parte delle derrate, il costo medio dei prodotti al consumo è elevato, ma vi sono grandi centri di vendita e supermercati appena fuori Reykjavik dove si può fare la spesa pagando relativamente poco: il latte e derivati arrivano a costare meno che in Italia. Consiglio di comprare il minimo indispensabile, evitando i prodotti freschi o di difficile conservazione. Non sempre le strutture turistiche permettono l'uso del frigorifero e mi è capitato un ostello privo di cucina. In alcuni casi ci si deve adattare a mangiare piatti freddi e pesce (costa relativamente poco.)

Terminal dei Bus BSI di Reykjavik
E’ il terminal dei bus per tutte le mete dell’isola. Oltre al servizio biglietteria, vi è un ufficio di informazioni turistiche e prenotazione delle strutture turistiche di tutta la nazione. In sostanza una sorta di campo base dove si possono trovare anche mappe dettagliate e materiale da campeggio. Indirizzo: Umfer_armi_stö_in, Vatnsmyrarvegur 10, Is-101 Reykjavik, tel. (00354) 552-2300/552-3320 Fax 552-9973.

Affitto automobili: numerose le agenzie, ma i prezzi sono proibitivi. Ne segnalo alcune:
Budget rent a car, tel. (00354) 588-0880 Fax 588-1881
Hertz Car rental, tel. (00354) 505-0600 Fax 505-0650
Avis rent a car, tel. (00354) 562-4433 Fax 562-3590
Alp car rental, tel. (00354) 567-0722 Fax 567-7747
A Reykjavik vi sono molti locali per il tempo libero: Irish pub, cinema, ecc. I film sono tutti in inglese e costano in media sulle 20.000 lire.

Siti internet
Il mio sito internet fotografico presenta una ricca collezione di fotografie del viaggio e si trova al: http://www.cyberworld.it/~islanda/roberto/index.htm
Altri siti dove reperire informazioni:
http://www.icelandair.is/index.htm

http://www.centrum.is/index.htm

Guide: è uscita ad aprile la nuova edizione della guida EDT interamente dedicata all’Islanda, una vera bibbia per chi viaggia da solo. Segnalo inoltre quella del Touring Club Italiano “Danimarca, Islanda, Faer Oer, Groenlandia e più di 450 località”, e “Europa del Nord: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda” delle Guide del Gabbiano.


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