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maggio/giugno 1998

 

 

 

INFORMAZIONI
Federazione Italiana Hockey, via San Quintino 40, Torino, tel. 011/53.77.05

Hockey Club Villar Perosa, giov-ven-sab-dom dalle 19 in poi, tel. 0121/31.56.14

CUS Torino, presso Campo Panetti, tel. 011/682.21.90
Bra, tel. 0172/42.65.31

U.S. Moncalvo, presso Teresio Gonella, tel. 0141/91.75.22

 

HOCKEY SU PRATO, QUESTO SCONOSCIUTO

di Serena Bosco


E’ uno sport olimpico che proviene dalla lontana India. Difficile reperire informazioni precise sulla nascita di questa disciplina e soprattutto di come essa sia arrivata in Italia. Quello che vi posso dire è che ad un certo punto della mia vita mi ci sono ritrovata dentro, non ricordo bene come, forse perché la cugina della mia amichetta ci giocava, o forse perché dalla finestra del mio salotto vedevo ogni giorno ragazze e bambine come me correre come pazze dietro a quella pallina con un bastone di legno in mano, e tutto questo mi divertiva. Beh, comunque sia andata, a nove anni ho cominciato con il mini hockey ed ho continuato per molto tempo.
Ma a chi mai poteva essere venuta in mente una tale idea - mi sono sempre chiesta -, com’è che un bel mattino qualcuno si è svegliato ed ha deciso di fondare a Villar Perosa (e Perosa Argentina qualche tempo prima) una squadra di Hockey su prato? La storia narra che nell’inverno del 1968, su un autobus di linea di Torino, avvenne un incontro casuale tra un giocatore di hockey del Cus Torino ed un gruppo di studenti liceali villaresi desiderosi di novità e con tanta voglia di viaggiare. Galeotto fu quell’autobus perché, affascinati da questo sport esotico, quei quindicenni decisero di realizzare una selezione, che avvenne nei locali di un oratorio con mazze di fortuna rattoppate con fili di ferro. Dopo alcune lezioni teoriche sui vari colpi di base e sulle regole di gioco, si cominciò con una prima disastrosa partita, su un prato innevato e con mezzi di fortuna. Ma nonostante i lividi dovuti all’inesperienza ed i disagi che si presentano a chiunque si appresti a compiere qualcosa di innovativo, nessuno si perse mai d’animo. Fu dunque così che iniziò una storia lunga ormai trent’anni, che portò questi ragazzi ai vertici dell’hockey italiano ed europeo.

Hockey su prato, uno sport minore di cui non si sente mai parlare nel notiziario, che è tuttavia una grande realtà nella nostra regione. Si contano infatti ben otto squadre maschili: Cus Torino (A1), Bra MC (A1), H.C.Villar Perosa (A2), H.C.Torino(A2), MT Brajda Benvenuta (A2), Moncalvo (B), Novara (B), Asti (B) e cinque femminili: H.F.Lorenzoni (A), H.C.Villar Perosa (B), H.F.Brajdese (B), Cus Torino (B), U.S.Moncalvese (B) ciascuna delle quali possiede un vivaio suddiviso in squadre giovanili e minori impegnate in svariate competizioni.
Il campionato nazionale è tradizionalmente composto da due parti: il campionato su prato, che si svolge da ottobre a fine novembre e da marzo a giugno, ed il campionato indoor, che si svolge da dicembre a fine febbraio, e viene giocato - ovviamente - al coperto. Le due competizioni rimangono ben distinte e separate, essendo le due discipline diverse sia per quanto riguarda le regole di gioco, sia per quanto concerne i meccanismi di svolgimento. Il campionato green, settore maschile, prevede un sistema simile a quello del basket, nel senso che viene svolto in due gironi da sei squadre ciascuno, all’interno dei quali le prime tre qualificate giocano i play off e le altre tre i play out. Diverso invece il sistema per il settore femminile, simile a quello del calcio, dove cioè la compagine che si classifica prima vince il titolo mentre l’ultima retrocede. Il campionato indoor, invece, prevede tre gironi (nord, centro e sud Italia), all’interno dei quali si svolgono dei concentramenti di più squadre ( una sorta di minigironi), sia per il settore maschile che per quello femminile.
A parte il campionato nazionale ed i campionati giovanili, esistono altri appuntamenti di spicco che vedono impegnate le squadre nazionali, come la Coppa delle Alpi - torneo per nazionali femminili europee, che lo scorso anno si è disputato sul nuovissimo campo sintetico di Villar Perosa - o i Campionati Europei - che verranno disputati a Padova a fine agosto per la categoria under ventuno, e la prossima estate quelli seniores - e svariati tornei internazionali.
E’ uno sport affascinante ed estremamente elegante, forse un po’ ermetico per chi non lo conosce, giocato da uomini in bermuda e donne in gonnellino e considerato in qualche posto (non in Italia) uno sport d’élite. Ma mi raccomando, non fate confusione: non ha nulla a che vedere con il ghiaccio e non è necessario saper pattinare... si gioca sul prato, o per meglio dire su campi in sintetico sui quali si corre. Proprio così, si corre dietro ad una pallina in gomma e vetroresina che si colpisce con una mazza di legno ricurva sull’estremità inferiore, piatta da un lato e bombata dall’altro. Bisogna fare goal, come nel football, ma non si può calciare e neppure usare le mani per arrivare in porta, si può soltanto avanzare di dritto o di rovescio, tirare di drive o di push, seminare gli avversari con un veloce dritto-rovescio, o segnare sfruttando i “corti” a favore. Coinvolgente, divertente... ma il mio non è un giudizio obiettivo.
Non voglio dilungarmi troppo, annoiandovi con digressioni sul perché sia così poco conosciuto e così (relativamente) poco praticato, o sulle difficoltà che devono affrontare i vari club per poter sopravvivere, discorsi che accomunano gran parte di quegli sport definiti minori. Tengo invece a concludere dicendo che, in fondo, anche io devo ringraziare quei liceali del ‘68, i terribili, che grazie a questo sport hanno potuto coronare il loro sogno ed anche il mio: viaggiare. Nonostante siano passati tanti anni, non hanno nessuna intenzione di fermarsi: la cosa che maggiormente li colpì durante i loro viaggi erano quei bellissimi club inglesi, olandesi, spagnoli e tedeschi dove si respirava clima di amicizia e si beveva buona birra. Ebbene quel gruppo, con qualche capello in meno e qualche giovane in più, ha realizzato quel sogno costruendo a Villar Perosa una club house, una sorta di locale cult dell’hockey, dove mi sono rivolta per avere tutte queste informazioni.

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