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SPECIALIZZARSI
PER LAVORARE
di Claudia Tomatis Seguire corsi di formazione professionale dopo il diploma
di istruzione secondaria è ormai unesigenza per
molti, anche per chi, dopo una sudata laurea, aveva
pensato di chiudere per sempre con libri ed esami. In genere
le attività formative sono destinate a creare lavoratori
adatti a particolari settori operativi, che necessitano di figure
tecniche e specialistiche.
E innegabile che le generali nozioni scolastiche (spesso
molto umanistiche) non bastano più a soddisfare le richieste
dei datori di lavoro. Un discorso a parte per i laureati risulta
comunque dobbligo: attualmente i laureati italiani sono
tra i più preparati e versatili, ma tale caratteristica
pare non essere più sufficiente a evitare lunghi periodi
in attesa di occupazione.
Per quanto riguarda le opportunità offerte dalla Regione
Piemonte, va evidenziato il mutamento portato dalla Legge regionale
n. 63 del 13 aprile 1995, innovativa in materia di formazione
e orientamento professionale. Passo indispensabile è stato
lavvio della definizione dei cosiddetti standard
formativi, riconosciuti a livello regionale. Si tratta
di una serie di tipologie precise di qualifiche per le quali
vengono stabilite caratteristiche della preparazione da acquisire
e modalità didattiche necessarie allo scopo. E previsto
un aggiornamento periodico in base alle richieste rilevate in
sede di offerta di lavoro. Lutilità di tale operazione
è nelloffrire ai giovani dei corsi di formazione
in base a richieste reali di figure professionali e non ulteriori
approfondimenti di cultura generale.
DIPLOMATI
Un accenno ad unattività formativa ancora in via
di definizione: la laurea breve. Scopo dichiarato di tali corsi
universitari è quello di portare in breve tempo, in tre
anni nel caso specifico, ad una preparazione utile al lavoro.
Unesperienza avviata soltanto in alcune Facoltà
dellUniversità di Torino; è preferibile chiedere
informazioni alle singole segreterie e presidenze.
Per quanto riguarda invece gli ormai consueti corsi organizzati
a cura della Regione Piemonte lelevato numero di opportunità
impedisce una breve descrizione. Certamente è possibile
sottolineare che per alcuni campi e alcune qualifiche i corsi
si ripetono di anno in anno, regolati da precisi standard formativi,
ma è opportuno informarsi di persona sullintroduzione
dei nuovi corsi e sulleliminazione di altri. E importante
non dimenticare di domandare con precisione il contenuto stesso
del corso, le modalità di condurre eventuali stages e
altri particolari agli organizzatori stessi dello specifico corso.
Le lezioni seguono in genere i tempi dellanno scolastico,
con una frequenza e una durata variabili a seconda della qualifica
che sintende ottenere. Lorario dei corsi è
in generale diurno, perché studiato per giovani in cerca
di una prima occupazione. Da sottolineare anche la presenza di
corsi rivolti a sole donne diplomate, finanziati dallUnione
europea.
Forse meno conosciuti dalla maggioranza e difficilmente quantificabili
sono le iniziative formative di enti vari privati, che portano
avanti scuole e corsi di formazione professionale non istituzionali,
anche per corrispondenza.
LAUREATI
Ampliare le proprie competenze professionali con ulteriori studi
dopo la laurea è quasi sempre unesigenza dettata
dalla oggettiva difficoltà nel trovare un lavoro e non
una scelta a priori.
Leccezione va fatta per chi aspira a lavorare nelluniversità
stessa, per cui il dottorato di ricerca risulta una strada quasi
obbligata. Vi si accede mediante concorso. I bandi vengono pubblicati
sulla Gazzetta Ufficiale nella serie Concorsi ed esami a luglio
di ogni anno, dal Ministero delluniversità e della
ricerca scientifica (Murst). E comunque indispensabile
informarsi dettagliatamente presso le sedi universitarie a cui
fanno riferimento i dottorati di proprio interesse. Possono concorrervi
cittadini italiani e stranieri, purché con adeguata conoscenza
della lingua italiana e in possesso di laurea o di un titolo
equipollente, riconosciuto in Italia. Agli esami di ammissione
possono partecipare anche coloro che conseguiranno il diploma
di laurea entro il 31 ottobre. Inoltre, le borse di studio biennali
per lattività di ricerca post-dottorato possono
essere intese come ulteriore specializzazione successiva alla
laurea, finalizzata alloccupazione interna allUniversità.
Dopo la laurea è possibile concorrere anche allassegnazione
di borse di studio di varia natura. LUniversità
di Torino, quando il bilancio lo permette, indice un concorso,
previsto in genere per 33 borse di studio, per la frequenza di
corsi o di attività di perfezionamento o di specializzazione
presso istituzioni estere, o internazionali allestero,
della durata di un anno. Le borse sono suddivise per aree e assegnate
per titoli ed esami.
Altre borse di studio allestero vengono offerte da Stati
esteri e da organizzazioni internazionali. Lelenco e le
principali caratteristiche di ciascuna borsa vengono raccolti
dal Ministero degli affari esteri. E indispensabile informarsi
su ogni singola offerta presso gli enti preposti nello Stato
di destinazione. Anche lUnione europea bandisce annualmente
alcune borse per i laureati. Come per le precedenti è
utile informarsi in loco. Le risposte giungono con tempi estenuanti.
I corsi di formazione professionale per laureati disoccupati,
gestiti dalla Regione Piemonte non sono molti. Sono corsi annuali
con lezioni diurne, rivolti essenzialmente ad accrescere conoscenze
valide per unoccupazione nel terziario, oppure nei settori
economico, delle pubbliche relazioni, dei servizi culturali e
per lindustria nella salvaguardia ambientale. |