Speciale - LAVORO

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maggio/giugno 1998

 

 

SPECIALIZZARSI PER LAVORARE

di Claudia Tomatis


Seguire corsi di formazione professionale dopo il diploma di istruzione secondaria è ormai un’esigenza per molti, anche per chi, dopo una “sudata” laurea, aveva pensato di chiudere per sempre con libri ed esami. In genere le attività formative sono destinate a creare lavoratori adatti a particolari settori operativi, che necessitano di figure tecniche e specialistiche.
E’ innegabile che le generali nozioni scolastiche (spesso molto umanistiche) non bastano più a soddisfare le richieste dei datori di lavoro. Un discorso a parte per i laureati risulta comunque d’obbligo: attualmente i laureati italiani sono tra i più preparati e versatili, ma tale caratteristica pare non essere più sufficiente a evitare lunghi periodi in attesa di occupazione.
Per quanto riguarda le opportunità offerte dalla Regione Piemonte, va evidenziato il mutamento portato dalla Legge regionale n. 63 del 13 aprile 1995, innovativa in materia di formazione e orientamento professionale. Passo indispensabile è stato l’avvio della definizione dei cosiddetti “standard formativi”, riconosciuti a livello regionale. Si tratta di una serie di tipologie precise di qualifiche per le quali vengono stabilite caratteristiche della preparazione da acquisire e modalità didattiche necessarie allo scopo. E’ previsto un aggiornamento periodico in base alle richieste rilevate in sede di offerta di lavoro. L’utilità di tale operazione è nell’offrire ai giovani dei corsi di formazione in base a richieste reali di figure professionali e non ulteriori approfondimenti di cultura generale.

DIPLOMATI
Un accenno ad un’attività formativa ancora in via di definizione: la laurea breve. Scopo dichiarato di tali corsi universitari è quello di portare in breve tempo, in tre anni nel caso specifico, ad una preparazione utile al lavoro. Un’esperienza avviata soltanto in alcune Facoltà dell’Università di Torino; è preferibile chiedere informazioni alle singole segreterie e presidenze.
Per quanto riguarda invece gli ormai consueti corsi organizzati a cura della Regione Piemonte l’elevato numero di opportunità impedisce una breve descrizione. Certamente è possibile sottolineare che per alcuni campi e alcune qualifiche i corsi si ripetono di anno in anno, regolati da precisi standard formativi, ma è opportuno informarsi di persona sull’introduzione dei nuovi corsi e sull’eliminazione di altri. E’ importante non dimenticare di domandare con precisione il contenuto stesso del corso, le modalità di condurre eventuali stages e altri particolari agli organizzatori stessi dello specifico corso. Le lezioni seguono in genere i tempi dell’anno scolastico, con una frequenza e una durata variabili a seconda della qualifica che s’intende ottenere. L’orario dei corsi è in generale diurno, perché studiato per giovani in cerca di una prima occupazione. Da sottolineare anche la presenza di corsi rivolti a sole donne diplomate, finanziati dall’Unione europea.
Forse meno conosciuti dalla maggioranza e difficilmente quantificabili sono le iniziative formative di enti vari privati, che portano avanti scuole e corsi di formazione professionale non istituzionali, anche per corrispondenza.

LAUREATI
Ampliare le proprie competenze professionali con ulteriori studi dopo la laurea è quasi sempre un’esigenza dettata dalla oggettiva difficoltà nel trovare un lavoro e non una scelta a priori.
L’eccezione va fatta per chi aspira a lavorare nell’università stessa, per cui il dottorato di ricerca risulta una strada quasi obbligata. Vi si accede mediante concorso. I bandi vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nella serie Concorsi ed esami a luglio di ogni anno, dal Ministero dell’università e della ricerca scientifica (Murst). E’ comunque indispensabile informarsi dettagliatamente presso le sedi universitarie a cui fanno riferimento i dottorati di proprio interesse. Possono concorrervi cittadini italiani e stranieri, purché con adeguata conoscenza della lingua italiana e in possesso di laurea o di un titolo equipollente, riconosciuto in Italia. Agli esami di ammissione possono partecipare anche coloro che conseguiranno il diploma di laurea entro il 31 ottobre. Inoltre, le borse di studio biennali per l’attività di ricerca post-dottorato possono essere intese come ulteriore specializzazione successiva alla laurea, finalizzata all’occupazione interna all’Università.
Dopo la laurea è possibile concorrere anche all’assegnazione di borse di studio di varia natura. L’Università di Torino, quando il bilancio lo permette, indice un concorso, previsto in genere per 33 borse di studio, per la frequenza di corsi o di attività di perfezionamento o di specializzazione presso istituzioni estere, o internazionali all’estero, della durata di un anno. Le borse sono suddivise per aree e assegnate per titoli ed esami.
Altre borse di studio all’estero vengono offerte da Stati esteri e da organizzazioni internazionali. L’elenco e le principali caratteristiche di ciascuna borsa vengono raccolti dal Ministero degli affari esteri. E’ indispensabile informarsi su ogni singola offerta presso gli enti preposti nello Stato di destinazione. Anche l’Unione europea bandisce annualmente alcune borse per i laureati. Come per le precedenti è utile informarsi in loco. Le risposte giungono con tempi estenuanti.
I corsi di formazione professionale per laureati disoccupati, gestiti dalla Regione Piemonte non sono molti. Sono corsi annuali con lezioni diurne, rivolti essenzialmente ad accrescere conoscenze valide per un’occupazione nel terziario, oppure nei settori economico, delle pubbliche relazioni, dei servizi culturali e per l’industria nella salvaguardia ambientale.


 

INDIRIZZI UTILI
- Regione Piemonte, Ufficio regionale per l’orientamento, via Magenta n. 12, Torino,
tel. 432.2391/432.2454.
- Uffici dell’università di Torino, settore dottorato di ricerca e borse di studio, piazza Arbarello n. 8, Torino, tel. 53.77.85/561.27.54.
- Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale Relazioni culturali, Ufficio IX, piazza della Farnesina, 00194 Roma, o Ufficio Corrieri del Ministero degli Affari Esteri (tel. 06/36913282-36913284) per consegne a mano.
- La pubblicazione delle Borse di studio per l’estero viene diffusa annualmente in tutte le Regioni, Province e Comuni italiani e può essere richiesta e consultata presso Università degli studi (uffici Erasmus e Uffici relazioni internazionali), Accademie di Belle arti e Conservatori di musica, Provveditorati agli studi, Amministrazioni regionali e provinciali (Assessorati alla cultura e alla pubblica istruzione), Ambasciate e Consolati italiani all’Estero; per informazioni: Ufficio relazioni pubbliche del Ministero degli affari esteri tel. 06/3613247/36913243/36913253/36913249 h 9 - 16.30.

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