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APRIR BOTTEGA
di Fabrizio Cellai Cè un detto che dice impara larte
e mettila da parte, che sembra fatto su misura per gli
artigiani. Già, perché ancora oggi, in molti casi
si diventa bravi artigiani soltanto dopo molti anni di apprendistato
nei quali ogni giorno si impara qualche nuovo segreto del proprio
mestiere.
Quello di apprendere il lavoro affiancando una persona più
esperta sembra essere la via migliore e quella più seguita
da chi si avvicina a queste professioni, anche se una certa visione
imprenditoriale si sta affermando nel settore. Il giovane di
bottega, in altre parole, non può passare di moda.
Ma chi è oggi lartigiano, alle soglie del secondo
millennio? Esistono tre grandi categorie in cui lartigianato
può essere suddiviso. Lartigianato artistico; quello
professionalizzato e, infine, lartigianato delle piccolissime
aziende.
Partiamo dal fondo. Nel settore delle piccole aziende rientrano,
tanto per capirci, le imprese di pulizia. Senza nulla togliere
a queste attività, bisogna tenere presente che qui si
parla di lavoro manuale a tutti gli effetti, senza tante concessioni
allarte. Alcune volte, ma non sempre, chi si trova a operare
in questa fascia dellartigianato, potrà avere la
sensazione di venire sfruttato, soprattutto perché cè
limpressione di non imparare un vero e proprio mestiere.
Ne deriva, affermano i sindacati, unalta mortalità
aziendale anche se questo settore, in una città
come Torino, rappresenta circa il 60% degli occupati nellartigianato.
Un dato che dovrebbe far riflettere.
Laltro estremo è
rappresentato dallartigianato artistico, una nicchia di
mercato dove si trovano i mestieri più antichi, quelli
che si tramandano di padre in figlio e per più generazioni.
Sarto, restauratore, ebanista sono solo alcune delle attività
che si possono intraprendere frequentando le botteghe di vecchi
artigiani che hanno fatto del loro lavoro una passione. Vecchie
botteghe dove più che artigiani si trovano veri e propri
artisti del legno, del vetro piuttosto che dei tessuti.
In mezzo a queste due categorie troviamo gli artigiani più
noti perché è più facile incontrarli: dallidraulico
al meccanico, dallelettricista allantennista.
Un settore dove troviamo artigiani e aziende altamente specializzati.
Oggigiorno non basta più saper cambiare un rubinetto per
essere un buon idraulico; ci va unalta capacità
tecnologica per poter essere competitivi sul mercato. Altrimenti,
alla seconda perdita del rubinetto di casa, il signor Rossi cambia
idraulico!
Cè da dire che, in questo settore, un ragazzo che
ha voglia di fare e prova interesse per il proprio lavoro, alla
fine del periodo di apprendistato può affermare di aver
imparato un mestiere.
E gli sbocchi professionali? Chiaramente è più
facile trovare lavoro accontentandosi, nel settore in cui rientrano
le imprese di pulizia dove non è richiesta alcuna dote
particolare se non la costanza. Gli altri due campi dellartigianato,
invece, richiedono tanti sacrifici e, almeno allinizio,
offrono salario non proprio esaltanti. Fattori che sicuramente
influiscono nelle scelte di molti giovani.
Per diventare restauratori, ad esempio, bisogna maturare la passione
per quel lavoro, avere una certa sensibilità artistica,
e mettere in cantiere anni di sacrifici. Un buon elettricista
deve avere una preparazione adeguata oltre che un periodo di
esperienza maturata accanto a persone esperte del settore.
Scendiamo ora più nel
dettaglio per capire come ci si avvicina a queste professioni,
se ci sono dei corsi da seguire e quali sono le regole da rispettare
per svolgere il proprio lavoro.
Un cenno merita lartigianato artistico, perché se
è vero che è sempre più difficile trovare
giovani disposti a continuare il mestiere dei padri, soprattutto
nelle realtà metropolitane, si tratta comunque di mestieri
molto affascinati e che sono ancora oggi molto richiesti dal
mercato.
Il restauratore. Chissà che fine hanno fatto i mobili
del bisnonno, ci si chiede ogni tanto. Sicuramente non sono andati
distrutti, se un restauratore ha potuto metterci le mani sopra.
Tuttavia gli ambiti in cui interviene un restauratore sono molteplici
e non si limitano ai mobili antichi: si può specializzare
con i gioielli, i dipinti, le ceramiche, i libri, ma anche gli
strumenti musicali e le opere architettoniche. Insomma tutte
quelle opere darte che necessitano di interventi rivolti
alla loro conservazione nel rispetto della loro collocazione
storica e temporale.
Per apprendere le tecniche del restauro si possono frequentare
corsi di formazione e di specializzazione, ma nulla può
sostituire il tirocinio e lesperienza pratica in una bottega
dove affinare le proprie abilità artistiche e manuali.
Dunque, è vero che in Italia esistono tre scuole istituite
con decreto del Ministero dei Beni culturali che rilasciano un
valido titolo per lesercizio della professione (a Roma,
Firenze e Ravenna) e che numerose attività di formazione
sono promosse a livello regionale utilizzando i fondi sociali
europei. Tuttavia, dicono gli esperti del settore, per imparare
bisogna prendere contatto diretto con loggetto, saperlo
riconoscere per riportarlo allo splendore di una volta.
Per svolgere lattività in proprio non è richiesto
alcun titolo di studio specifico. E sufficiente aprire
la partita iva, registrarsi alla Camera di Commercio e iscriversi
allInail. Dopodiché una delle soluzioni più
frequenti è quella di iniziare a lavorare con un restauratore
già affermato e solo in un secondo momento mettere in
piedi un proprio laboratorio di restauro, magari con un amico.
Passiamo ora ai mestieri più
comuni perché ci capita spesso di averne bisogno.
Lelettricista. Quello dellelettricista è un
mestiere che richiede, soprattutto oggi, unadeguata specializzazione
e una forte professionalità. Le recenti norme sulla sicurezza
imposte per legge (come la n.46 del 5/3/90) impongono allelettricista
di essere tecnico, artigiano e, anche un poco, giurista.
Il professionista dello spinotto realizza impianti
elettrici nelle abitazioni e nel settore industriale, sempre
nel rispetto di normative nazionali ed europee. Si tratta di
una figura tecnica che può operare in proprio così
come alle dipendenze di unazienda.
I requisiti per esercitare questa professione, oltre a unottima
manualità e alla disponibilità a lavorare in orari
diciamo non canonici, non sono ferrei. Vale, come sempre, il
discorso dellapprendistato come formazione di base. Non
è richiesto alcun titolo di studio specifico, anche se
aver frequentato un istituto tecnico industriale per lelettronica
costituisce un indubbio vantaggio. Inoltre, chi fosse sprovvisto
di qualsiasi titolo scolastico, deve dimostrare di aver lavorato
per almeno 3 anni consecutivi alle dipendenze di unimpresa
di installazione di impianti elettrici. Dopodiché ci si
può iscrivere allAlbo provinciale delle imprese
artigiane e richiedere alla Commissione provinciale per lartigianato
della Camera di Commercio il certificato di riconoscimento dei
requisiti tecnico-professionali; solo con tale certificato, che
costituisce, è bene ricordarlo, la garanzia per i futuri
clienti, si può iniziare lattività.
Nel caso in cui si volesse svolgere lattività in
proprio, oltre alliscrizione presso la Camera di Commercio,
è obbligatorio aprire la partita iva e regolare la propria
posizione con Inps e Inail.
Infine, per quanto riguarda linserimento nel mondo del
lavoro, gli spazi non mancano se ci si impegna con serietà
e si è in possesso di unottima competenza professionale
che si acquista con lesperienza.
Limpiantista termoidraulico. E la figura dellartigiano
in cui rientra quello che tutti noi conosciamo meglio come idraulico,
con qualche mansione in più.
Infatti si occupa della progettazione, realizzazione e del collaudo
delle condutture per lacqua e per il gas, di impianti sanitari,
ma anche di impianti centralizzati di riscaldamento o di depurazione
dei gas di scarico. Limpiantista installa bruciatori a
gasolio e a gas, caldaie, rubinetterie, scaldabagni e dispositivi
per lo scarico delle acque piovane. Insomma chi di noi, nella
propria vita, potrebbe farne a meno? Nessuno probabilmente.
Liter formativo segue i canali già visti per il
mestiere di elettricista, con particolare attenzione alla pratica
e al diploma di perito industriale, indirizzo termotecnica.
Per esercitare la professione è comunque necessario uno
dei seguenti requisiti tecnico-professionali: una laurea tecnica
specifica; il diploma con relativa specializzazione seguito da
un periodo di almeno 1 anno di apprendistato in unimpresa
del settore; un attestato di qualifica rilasciato dopo 2 anni
continuativi, oppure dopo 3 anni anche non continuativi nellultimo
quinquennio, di lavoro sempre in unimpresa del settore.
Sarà poi la commissione provinciale per lartigianato
della Camera di Commercio ad accertare tali requisiti e rilasciare
il relativo certificato di riconoscimento, grazie al quale si
può esercitare la professione.
Il settore dellartigianato comprende tantissime altre figure.
Dal muratore allimbianchino, dal meccanico al gommista
passando per lelettrauto.
E chiaro che ciascuna di queste figure ha caratteristiche
specifiche. Tuttavia, si può tranquillamente estendere
il discorso che abbiamo fatto per idraulico ed elettricista.
Una buona manualità accanto a una preparazione teorico-pratica
sono requisiti comuni. Limpegno, la costanza e la professionalizzazione
richiesti oggi dal mondo del lavoro sono doti di cui nessun artigiano
può fare a meno. Anche il discorso sulla formazione accomuna
gli artigiani: esistono scuole non ufficiali pressoché
in tutti i settori, ma è il tirocinio triennale la cosa
più importante. Infine, dal punto di vista istituzionale,
esiste lalbo della commissione provinciale artigianato
che raggruppa tutte le professioni e che, in ottemperanza alle
leggi di settore, vaglia le domande di iscrizione per linizio
dellattività.
Possiamo affermare, dati alla
mano, che lartigianato rappresenta ancora un buon serbatoio
occupazionale. Secondo uno studio dellosservatorio economico
dellartigianato della Provincia di Torino, sono aumentate
nel corso del 1997 le categorie degli idraulici e quella degli
elettricisti, mentre stabili restano i muratori e in lieve flessione
troviamo carrozzieri e falegnami.
Aldilà dei singoli settori, esistono tuttavia problemi
da risolvere e il rischio che alcuni mestieri scompaiano non
è poi tanto un luogo comune. Lallarme viene lanciato
dalla Confartigianato che lamenta soprattutto uneccessiva
incertezza in campo normativo che non favorisce certo i nuovi
inserimenti ma che, anzi, ha dato vita al fenomeno di migrazione
allestero di molte piccole aziende artigianali torinesi.
E non bisogna andare neppure tanto lontano: lo Stato francese,
per esempio, offre a chi vuol mettere in piedi unattività
artigianale linsediamento gratuito per i primi 3 anni con
costi iniziali pari a zero.
Anche in Italia si stanno facendo passi avanti in questa direzione:
la Confartigianato piemontese, con il progetto Fareimpresa,
intende fornire un servizio di consulenza volto a favorire la
nascita di nuove attività imprenditoriali grazie anche
alla concessione di finanziamenti agevolati.
Le informazioni si possono raccogliere da più fonti: lUnione
artigiana e confartigianato di Torino e provincia, via Cernaia
20, i sindacati (Cgil-Cisl-Uil), il Centro Informagiovani di
via Assarotti 2. |