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Speciale - LAVORO | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/1998 | ||
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CHI SI FIDA
È PERDUTO di Cristiano Casassa Mont Lo sa bene chi è alla ricerca di un lavoro: le insidie sono molte. Troppe. In teoria loccupazione dovrebbe essere un diritto, perché garantita addirittura dalla Costituzione. Nella realtà è un calvario. Se si aggiunge che, spesso, dietro ad offerte nemmeno troppo allettanti si nascondono vere e proprie truffe, si comprende come a volte si vivano imprevisti incubi, che per i più disperati si sono anche tradotti in gesti estremi. Come fare a prevenire questi odiosi gesti di inciviltà? Come capire se unofferta possa meritare la nostra fiducia o debba essere denunciata e perseguita, anche penalmente? Come impedire che questi truffatori, almeno questi, continuino a vivere sulle spalle di chi cerca un lavoro onesto? Certo ci vorrebbe maggior controllo da parte delle autorità. Ma come fare a passare al vaglio le migliaia di offerte che, ad esempio, riempiono i giornali locali e, in particolar modo, quelli di annunci gratuiti? Una maggior collaborazione da parte di chi è stato truffato sarebbe quantomeno auspicabile, mentre spesso, per la vergogna, ci si rifiuta di uscire allo scoperto. Soprattutto sarebbe meglio prevenire che curare, cioè tener gli occhi un po più aperti, ricordarsi che cè chi ha studiato per riuscire a fregarci meglio. Gli esempi purtroppo non mancano. Un semplice lavoro di direct merchandising, che in lingua nostrana sta per vendita diretta, può trasformarsi nellobbligo, per il malcapitato, dellacquisto di uno stock di biancheria per la casa, dalle pattine agli asciugamani da rivendere porta a porta o in giro per negozi a prezzo maggiorato. Un vero affare (per chi si è liberato dello stock). Può invece risultare determinante laver frequentato questo o quel particolare corso che, guarda caso, è organizzato da quella società dal nome americaneggiante capace di farti immaginare, alla semplice pronuncia del nome, un posto sicuro, poco impegnativo e pagato, ma che dico, strapagato... E invece ti ritrovi a seguire delle lezioni che ti sembrano inventate pochi minuti prima e a svolgere uno stage in un ufficio a fare fotocopie. Senza sfiorare il lato oscuro del lavoro, quello in nero. Paghe bassissime, senza alcun tipo di assicurazione infortuni o sul tuo futuro. Eppure, spesso, lunica sicurezza di mettere in tasca qualche soldo. Di queste e di mille altre offerte pullulano le riviste specializzate in annunci gratuiti. E qui che bisogna fare la massima attenzione perché la veridicità e la correttezza di ciò che viene proposto non è soggetto ad alcun controllo, se non attraverso il richiamo al rispetto della normativa vigente. Nemmeno su internet cè da stare tranquilli. Qui sono molti i siti di offerta di lavoro, ma è solo da pochi anni che se ne possono trovare in lingua italiana. Vi si propone, tra laltro un comodo lavoro da casa, il cosiddetto homeworking, che è tra i più gettonati: sono sufficienti tempo libero, un computer con modem ed unesperienza nel loro uso, anche limitata. Ma è sul tipo di uso del PC che cè da stare attenti, perché può risultare un lavoro ai confini del lecito. Non confondete infatti le buone intenzioni con ciò che, invece, offre il sito http://www.geocities.com/SiliconValley/Way/4556/networkgoldita.htm Non solo non è una offerta di lavoro come spiega il link precedente alla pagina in questione; non solo scoprirete che si tratta della versione cyber della famosa catena di SantAntonio, ma per partecipare dovrete entrare in possesso di un piccolo programma casualmente in vendita a prezzo ridotto (comunque intorno alle 50.000 lire). Guadagni assicurati, anche qui, ma per chi ha saputo trarre profitto dalle altrui disgrazie. Come fare dunque a cavarsela? Intelligenza, attenzione, senso della realtà e una camionata di fortuna. Il lavoro è come il matrimonio. Prima o poi capita a tutti, ma poi per scrollarselo di dosso... |
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