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IMPIEGATO
AFFITTASI
di Giovanni Monaco Lo chiamano interinale, in affitto, a tempo (molto)
determinato. Gli americani, che l'hanno sviluppato in grande
stile, lo definiscono body-rent, locazione di corpi. E con i
corpi, beninteso, i cervelli, le competenze, le capacità,
le attitudini; tutto affidato alle aziende che ne hanno urgente
bisogno, con regolare contratto che scade dopo pochi mesi, se
non settimane o addirittura giorni. Tra le fonti di innovazione
del mercato del lavoro, senz'altro quello interinale è
tra le più rivoluzionarie. Per i giovani? Non è
come un contratto di lavoro vero e proprio, non ci si illuda,
ma può essere un ottimo modo per iniziare a lavorare e
farsi conoscere presso le aziende.
L'idea di agenzie che hanno scuderie di addetti virtuali, sempre
pronti a materializzarsi a una scrivania o una catena di montaggio,
può in effetti sembrare oltraggiosa per il lavoratore
assunto a tempo indeterminato, garantito nei suoi diritti, tutelato
nella malattia come nei periodi di riposo. Può, al contrario,
parere meno campata per aria ai disoccupati. Soprattutto se si
pensa che in Italia, dicono le stime, i 'supplenti' impiegati
a ciclo più o meno continuo, saranno oltre 100mila nel
giro di pochi mesi e più di 160mila a regime. In Gran
Bretagna, dove il processo è iniziato da tempo, gli occupati
in affitto saranno presto 900mila, quasi il 3,5% dell'intera
forza lavoro del Regno Unito.
Due gli ostacoli da fronteggiare, perché il sogno diventi
realtà: il primo è rappresentato dai vincoli burocratici,
tanto più pesanti proprio perché si riversano su
un settore che per antonomasia vuol dire flessibilità;
il secondo, manco a dirlo, è la presenza dei soliti furbi,
cioé delle agenzie non autorizzate, di chi insomma non
risponde ai requisiti fissati dal ministero del Lavoro.
Chi vuole presentarsi a un'agenzia
per essere inserito tra i possibili lavoratori in affitto, deve
perciò accertarsi di trovarsi in una delle 20 (con filiali
sparse in tutta Italia) regolarmente abilitate. Un'azione di
vigilanza svolta recentemente dai Carabinieri tra Roma, Milano,
Bologna e Firenze, ne ha scoperte 13 che hanno fornito illegalmente
544 lavoratori. Un segnale per capire se ci si trova di fronte
a un'agenzia illegale, è la richiesta di soldi al lavoratore.
I candidati, infatti, per segnalarsi a una o più delle
società iscritte nell'apposito Albo, non devono sostenere
alcun costo. Oltre ai disoccupati, i candidati-tipo per il lavoro
in affitto sono studenti universitari, giovani in cerca di prima
occupazione, mamme con i figli cresciuti che vogliono rientrare
nel circuito produttivo.
L'altro scoglio? Le difficoltà burocratiche, appunto.
"Se da un lato - spiega Giurgio Usai di Confindustria -
è necessario procedere con cautela perché l'interinale
è uno strumento nuovo, dall'altro però non si possono
opporre difficoltà a uno strumento nato proprio per creare
occasioni di lavoro". E siamo già in ritardo sui
tempi previsti dal pacchetto del ministro Tiziano Treu per lanciare
la flessbilità nel lavoro: la legge dice infatti che entro
il 19 novembre scorso, i sindacati e le imprese di categoria
avrebbero dovuto portare a termine le varie contrattazioni alle
quali era demandata la definizione di percentuali, causali e
mansioni escluse. Il primo elemento è il più difficile
da definire. A quanto lavoro temporaneo può fare ricorso
un'impresa? L'intesa potrebbe trovarsi sul fatto che la percentuale
si calcoli su base annua e non mensile, consentendo il ricorso
maggiore al lavoro in affitto nel corso di certi mesi piuttosto
che in altri. Circa le mansioni da escludere, l'orientamento
è ormai chiaro: resteranno fuori gli stessi livelli già
esclusi per i contratti di formazione.
"Una svolta è necessaria - afferma Mura Nobili, direttore
generale di Manpower Italia, una delle maggiori agenzie - di
tempo ne è già stato perso troppo. Nel solo mese
di gennaio abbiamo perso centinaia di opportunità per
i soli limiti di legge e queste sono tutte occasioni di lavoro
sprecate".
Le aziende, da parte loro, mostrano favore misto a curiosità
e a un po' di circospezione, nei confronti del nuovo strumento
di "assunzione". Ai direttori del personale, insomma,
l'interinale piace. Anche perché permette di mandare via
e in fretta chi non rende. Si devono ancora risolvere i dubbi,
come quelli di tipo previdenziale: come costituire, anche per
questo tipo di lavoratori dei fondi per la pensione e per il
trattamento di fine rapporto? E' poi ritenuto (non a torto) assurdo
il divieto esplicito all'utilizzo dell'interinale durante i cosiddetti
picchi stagionali. La legge, in altre parole, nega la possibilità
alle aziende di affittare i lavoratori nei periodi in cui ne
avrebbero più bisogno per girare al massimo dei giri.
Ci sono poi le procedure da sbrigare per ogni contratto di affitto,
per ora lunghe e complicate, che andrebebro snellite, anche per
permattere un più rapido accesso ai servizi forniti dai
lavoratori. Gianfranco Baceda, direttore amministrativo di una
azienda di abbigliamento, tuttavia ricorda che "per sostituire
una dipendente che si era assentata all'improvviso, abbiamo avuto
bisogno di una receptionist per il nostro negozio di Milano,
in grado di parlare inglese per servire i turisti. Ci siamo quindi
rivolti a un'agenzia abilitata, che ci ha trovato la persona
adatta nell'arco di una sola giornata".
Del resto, è ovvio che uno strumento simile possa essere
gradito dai manager privati e dagli imprenditori in genere, così
come non stupiscono le continue richieste di abbattimento dei
vincoli residui. Può essere meno scontato che anche la
pubblica amministrazione intenda sperimentare l'interinale. Il
burosauro dai piedi di argilla si modernizza? La Bassanini Ter
(legge che prende il nome dal ministro della Funzione pubblica
Franco Bassanini) prevede anche affitto di lavoratori e addirittura
telelavoro per il settore pubblico.
Il Parlamento sta per dare
via libera a questa piccola rivoluzione. La flessibilità
pubblica sarà ancora abbastanza morbida, non si tema.
Ma sono passi avanti: l'esecutivo, nel medio periodo, potrebbe
far affluire delle risorse ad hoc per spianare la strada al lavoro
flessibile. Tre gli strumenti principali previsti, dal lavoro
interinale ai contratti di formazione, agli impieghi a tempo
determinato. Tutte opportunità, da un lato di risparmio
per l'amministrazione, ma dall'altro fonte di nuove occasioni
di accesso al lavoro per tanti giovani. Senza tante sicurezze,
d'accordo, privo di buona parte delle garanzie sindacali e incerto
nella durata e nella continuità. Ma la consolazione c'è
e consiste nel pensare che, in troppi casi, l'alternativa non
è altro che restarsene a casa. |