Speciale - LAVORO

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maggio/giugno 1998

 

 

 

 

 

IMPIEGATO AFFITTASI

di Giovanni Monaco


Lo chiamano interinale, in affitto, a tempo (molto) determinato. Gli americani, che l'hanno sviluppato in grande stile, lo definiscono body-rent, locazione di corpi. E con i corpi, beninteso, i cervelli, le competenze, le capacità, le attitudini; tutto affidato alle aziende che ne hanno urgente bisogno, con regolare contratto che scade dopo pochi mesi, se non settimane o addirittura giorni. Tra le fonti di innovazione del mercato del lavoro, senz'altro quello interinale è tra le più rivoluzionarie. Per i giovani? Non è come un contratto di lavoro vero e proprio, non ci si illuda, ma può essere un ottimo modo per iniziare a lavorare e farsi conoscere presso le aziende.
L'idea di agenzie che hanno scuderie di addetti virtuali, sempre pronti a materializzarsi a una scrivania o una catena di montaggio, può in effetti sembrare oltraggiosa per il lavoratore assunto a tempo indeterminato, garantito nei suoi diritti, tutelato nella malattia come nei periodi di riposo. Può, al contrario, parere meno campata per aria ai disoccupati. Soprattutto se si pensa che in Italia, dicono le stime, i 'supplenti' impiegati a ciclo più o meno continuo, saranno oltre 100mila nel giro di pochi mesi e più di 160mila a regime. In Gran Bretagna, dove il processo è iniziato da tempo, gli occupati in affitto saranno presto 900mila, quasi il 3,5% dell'intera forza lavoro del Regno Unito.
Due gli ostacoli da fronteggiare, perché il sogno diventi realtà: il primo è rappresentato dai vincoli burocratici, tanto più pesanti proprio perché si riversano su un settore che per antonomasia vuol dire flessibilità; il secondo, manco a dirlo, è la presenza dei soliti furbi, cioé delle agenzie non autorizzate, di chi insomma non risponde ai requisiti fissati dal ministero del Lavoro.

Chi vuole presentarsi a un'agenzia per essere inserito tra i possibili lavoratori in affitto, deve perciò accertarsi di trovarsi in una delle 20 (con filiali sparse in tutta Italia) regolarmente abilitate. Un'azione di vigilanza svolta recentemente dai Carabinieri tra Roma, Milano, Bologna e Firenze, ne ha scoperte 13 che hanno fornito illegalmente 544 lavoratori. Un segnale per capire se ci si trova di fronte a un'agenzia illegale, è la richiesta di soldi al lavoratore. I candidati, infatti, per segnalarsi a una o più delle società iscritte nell'apposito Albo, non devono sostenere alcun costo. Oltre ai disoccupati, i candidati-tipo per il lavoro in affitto sono studenti universitari, giovani in cerca di prima occupazione, mamme con i figli cresciuti che vogliono rientrare nel circuito produttivo.
L'altro scoglio? Le difficoltà burocratiche, appunto. "Se da un lato - spiega Giurgio Usai di Confindustria - è necessario procedere con cautela perché l'interinale è uno strumento nuovo, dall'altro però non si possono opporre difficoltà a uno strumento nato proprio per creare occasioni di lavoro". E siamo già in ritardo sui tempi previsti dal pacchetto del ministro Tiziano Treu per lanciare la flessbilità nel lavoro: la legge dice infatti che entro il 19 novembre scorso, i sindacati e le imprese di categoria avrebbero dovuto portare a termine le varie contrattazioni alle quali era demandata la definizione di percentuali, causali e mansioni escluse. Il primo elemento è il più difficile da definire. A quanto lavoro temporaneo può fare ricorso un'impresa? L'intesa potrebbe trovarsi sul fatto che la percentuale si calcoli su base annua e non mensile, consentendo il ricorso maggiore al lavoro in affitto nel corso di certi mesi piuttosto che in altri. Circa le mansioni da escludere, l'orientamento è ormai chiaro: resteranno fuori gli stessi livelli già esclusi per i contratti di formazione.
"Una svolta è necessaria - afferma Mura Nobili, direttore generale di Manpower Italia, una delle maggiori agenzie - di tempo ne è già stato perso troppo. Nel solo mese di gennaio abbiamo perso centinaia di opportunità per i soli limiti di legge e queste sono tutte occasioni di lavoro sprecate".
Le aziende, da parte loro, mostrano favore misto a curiosità e a un po' di circospezione, nei confronti del nuovo strumento di "assunzione". Ai direttori del personale, insomma, l'interinale piace. Anche perché permette di mandare via e in fretta chi non rende. Si devono ancora risolvere i dubbi, come quelli di tipo previdenziale: come costituire, anche per questo tipo di lavoratori dei fondi per la pensione e per il trattamento di fine rapporto? E' poi ritenuto (non a torto) assurdo il divieto esplicito all'utilizzo dell'interinale durante i cosiddetti picchi stagionali. La legge, in altre parole, nega la possibilità alle aziende di affittare i lavoratori nei periodi in cui ne avrebbero più bisogno per girare al massimo dei giri.
Ci sono poi le procedure da sbrigare per ogni contratto di affitto, per ora lunghe e complicate, che andrebebro snellite, anche per permattere un più rapido accesso ai servizi forniti dai lavoratori. Gianfranco Baceda, direttore amministrativo di una azienda di abbigliamento, tuttavia ricorda che "per sostituire una dipendente che si era assentata all'improvviso, abbiamo avuto bisogno di una receptionist per il nostro negozio di Milano, in grado di parlare inglese per servire i turisti. Ci siamo quindi rivolti a un'agenzia abilitata, che ci ha trovato la persona adatta nell'arco di una sola giornata".
Del resto, è ovvio che uno strumento simile possa essere gradito dai manager privati e dagli imprenditori in genere, così come non stupiscono le continue richieste di abbattimento dei vincoli residui. Può essere meno scontato che anche la pubblica amministrazione intenda sperimentare l'interinale. Il burosauro dai piedi di argilla si modernizza? La Bassanini Ter (legge che prende il nome dal ministro della Funzione pubblica Franco Bassanini) prevede anche affitto di lavoratori e addirittura telelavoro per il settore pubblico.

Il Parlamento sta per dare via libera a questa piccola rivoluzione. La flessibilità pubblica sarà ancora abbastanza morbida, non si tema. Ma sono passi avanti: l'esecutivo, nel medio periodo, potrebbe far affluire delle risorse ad hoc per spianare la strada al lavoro flessibile. Tre gli strumenti principali previsti, dal lavoro interinale ai contratti di formazione, agli impieghi a tempo determinato. Tutte opportunità, da un lato di risparmio per l'amministrazione, ma dall'altro fonte di nuove occasioni di accesso al lavoro per tanti giovani. Senza tante sicurezze, d'accordo, privo di buona parte delle garanzie sindacali e incerto nella durata e nella continuità. Ma la consolazione c'è e consiste nel pensare che, in troppi casi, l'alternativa non è altro che restarsene a casa.


 

LE AGENZIE A TORINO

ADECCO S.p.A., Via Urbano Rattazzi 11, Torino
Tel. 011/5634060, Fax: 011/5634157

ALI S.p.A., Corso Re Umberto 55, Torino
Tel. 011/5806095, Fax: 011/509957

INTERIMAN S.p.A., Corso Vittorio Emanuele II 2, Torino
Tel. 011/882172, Fax: 011/8122426

ITALIA LAVORA S.r.l., Via Carlo Alberto 59, Torino
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KELLY SERVICES S.p.A., Corso Vittorio Emanuele II 73/H, Torino
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LA.IN. S.p.A., Via Ala di Stura 59/C, Torino
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MANPOWER S.p.A., Via Valperga Caluso 7/F, Torino
Tel. 011/6692860, Fax: 011/6692275

OBIETTIVO LAVORO S.r.l., Corso Turati 11/C, Torino
Tel. 011/505501, Fax: 011/505883

QUANDOCCORRE S.p.A., Corso Marconi 13, Torino
Tel. 011/6680490, Fax: 011/6509931

TEMPOR S.r.l., Via Goffredo Casalis 33, Torino
Tel. 011/4378391, Fax: 011/4374941

TEMPORARY S.p.A., Corso Vittorio Emanuele II 48, Torino
Tel. 011/590522, Fax: 011/502226.

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