InformaGiovani società

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2004

L'AMBIENTE IN PRIMA PERSONA
Chi controlla che i cercatori di funghi abbiano il tesserino, non vengano raccolti più mirtilli del dovuto, le trote raggiungano le dimensioni minime consentite per la pesca?

di Maurizio Pagliassotti


La scelta di riduzione dei costi perseguita tenacemente da molti enti pubblici che in passato si facevano carico della vigilanza sul territorio naturale ha creato bisogni di nuove professionalità volontarie che si impegnino negli spazi lasciati vuoti nel settore ambientale.
Un tempo c'erano i guardia caccia e pesca, ora queste figure sono state sostituite delle GEV, ovvero le guardie ecologiche volontarie, nate recentemente per fare rispettare le norme contenute nella L.R. 2 novembre 1982 n.32: "Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale".
Oltre alla vigilanza attiva sul territorio, la loro attività si svolge all'interno delle scuole elementari e medie inferiori attraverso lezioni di educazione ambientale di tipo interattivo. Lezioni in classe e sul territorio, dove le GEV spiegano l'importanza della tutela del territorio nei suoi aspetti sia zoologici che botanici e propongono stili di vita quotidiani rispettosi della natura e delle sue limitate risorse. Una scelta coraggiosa, quest'ultima, perché solitamente considerata troppo ideologica da molti "esperti" dell'educazione ambientale. Ovviamente l'offerta può essere modulata in base alla richiesta degli insegnanti e del loro piano scolastico, e per ogni corso le GEV forniscono un kit didattico contenente un manuale per i docenti ed un quaderno tematico per gli alunni riguardante i vari aspetti dell'educazione ambientale.
Le GEV collaborano anche con la Protezione Civile ed operano in coordinamento con le autorità competenti in caso di calamità ecologiche, quali ad esempio le recenti alluvioni che si sono abbatute sul Piemonte.
Da non dimenticare l'impegno nel settore rifiuti, ovvero la ricerca e la segnalazione di discariche abusive, nonché il coordinamento della loro bonifica. È sempre più frequente l'abbandono selvaggio di rifiuti in zone di campagna isolate; talvolta tali materiali non sono semplici fondi di cantina ma vere bombe ecologiche che imprese senza scrupoli non smaltiscono come previsto dalla legge e che, se non prontamente scoperte, comporterebbero gravi rischi di inquinamento ambientale.
Ma chi sono le GEV? Come è facile da comprendere, sono dei volontari con la passione per la natura. È un gruppo eterogeneo composto da uomini e donne di qalsiasi età, dai giovani studenti ai pensionati. Ed è proprio questa osmosi di personalità ed esperienze provenienti da vari campi professionali che rende la GEV una figura flessibile, in quanto avvezza al confronto non solo con l'esterno ma anche all'interno del gruppo.

Il corso di formazione, della durata di 140 ore, prevede 98 ore di lezione teoriche e 42 pratiche sul territorio. Le lezioni in classe si svolgono in orario serale durante la settimana, mentre le uscite si svolgono nei week end. Le materie studiate sono di tipo scientifico e normativo, tra tutte: ecologia botanica, animale e ittiologica, geologia e geomorfologia, cartografia, ecosistemi locali e dissesto idrogeologico, applicazione decreto Ronchi, normativa vigilanza venatoria e ittica, gestione rifiuti, nozioni di primo soccorso.
Al termine del corso le aspiranti GEV devono sostenere una prova scritta superata la quale si dovrà espletare un periodo di tirocinio semestrale all'interno del gruppo di assegnazione.
La formazione, però, non termina una volta conseguita la nomina, ma continua durante gli anni del servizio in maniera ovviamente più approfondita.
Per accedere al corso, autorizzato e finanziato dalla Regione Piemonte e gestito dalla Provincia di Torino, è necesario essere maggiorenni, cittadini italiani, aver assolto agli obblighi di leva ed essere in possesso del diploma di scuola media inferiore. Indispensabile, poi, non aver riportato condanne penali per delitti.
Le Gev sono organizzate per zone di operatività che permettono di lavorare in maniera uniforme sui territori. Attualmente le unità operative sono circa 300 nel territorio provinciale.
I corsi e l'opeatività sul territorio sono correlati e dipendono dalle situazioni in essere dei vari settori. Ad esempio, se nel pinerolese il gruppo GEV è numericamente limitato, il corso verrà organizzato per i residenti di quella zona i quali, ottenuto il tesserino, potranno operare e rimpolpare il gruppo. Idem nei casi di nuovi gruppi da formare.
Le GEV operano in divisa, non sono armate e si muovono solitamente in coppia.
"Ho scelto di essere una guardia ecologica volontaria perché sentivo il bisogno di intervenire in prima persona nella tutela dell'ambiente". Paolo, quarant'anni, sposato ed una professione di tutt'altro genere, è una GEV da molti anni e mentre parla fa trasparire la soddisfazione per un'attività che lo gratifica e lo fa sentire partecipe del processo di valorizzazione del territorio dove opera.
"La gente conosce pochissimo la nostra figura e tende a confonderci con i guardia parco-pesca-caccia. Altre volte addirittura veniamo scambiati per ambientalisti appartenenti agli svariati movimenti ecologisti, oppure a forze politiche. Non siamo nulla di tutto questo. Ovvimante siamo degli amanti della natura, ma in primo luogo siamo dei pubblici ufficiali con determinati compiti. L'ideologia politica non ci interessa, preferiamo l'interesse sul campo."
"Il nostro non è un passatempo- continua -, ma un lavoro nel quale crediamo profondamente. Da sottolineare anche il fatto che nel nostro gruppo non sono presenti Rambo dell'ambiente, anzi, in sede di valutazione vengono scelte persone non esaltate proprio perché talvolta l'intervento può creare tensione ed è necessario avere sempre i nervi saldi."
Due campi d'azione, normativo e di sensibilizzazione, quale il più importante?
"È difficile rispondere a questa domanda perché entrambi sono a mio avviso indispensabili. Il cittadino urbanizzato sta perdendo purtroppo ogni tipo di sensibilità ambientale e a mio avviso l'unica soluzione è lo strumento sanzionatorio. Talvolta mi è capitato di incontrare persone intente a strappare giganteschi rododendri in mezzo ad un parco naturale, oppure in procinto di lasciare il prato dove avevano trascorso la domenica pomeriggio in condizioni simili ad una discarica di rifiuti. In questi casi, oltre alla spiegazione sul perché dell'assurdità del loro gesto, è prevista anche una multa."
"Discorso inverso invece per i bambini delle scuole dove operiamo come educatori ambientali. La formazione di questi futuri cittadini e fruitori dell'ambiente è di fondamentale importanza e personalmente credo abbia una valenza superiore ripsetto a tutte le altre nostre attvità."
Qual è il rapporto con l'utenza che si incontra?
"Positivo, moltissimi ci ringraziano per il lavoro svolto che talvolta è molto faticoso ed impegnativo. Ogni responsabile di zona stila dei piani d'azione che hanno anche il fine di non sovraccaricare troppo il lavoro delle GEV. Questo è molto importante perché i campi di intervento sono teoricamente infiniti e noi non possiamo seguire tutto. Ci sono delle emergenze che devono essere riconosciute come tali."

I potenziali sbocchi professionali possono essere molteplici e vanno dalla figura dell'educatore ambientale alla guardia giurata.
Come dice l'assessore alla cultura della Provincia di Torino Walter Giuliano, la GEV è una figura disponibile con chi commette infrazioni per inconsapevolezza o ignoranza, ma inflessibile con i troppi furbi che devastano il territorio con dolo. Un aiuto per tutti coloro che amano e vivono l'ambiente.

 
Info
torna su  
  Molti sono i Gruppi G.E.V. dislocati sul territorio provinciale torinese: Torino, Moncalieri, Chivasso, Beinasco, Carmagnola, Comunità Montana Val Pellice, Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, Mazzè, Ivrea, Comunità Montana Alto Canavese, Comunità Montana Val Ceronda e Casternone, Coazze, Comunità Montana Bassa Val di Susa e Val Cenischia, Comunità Montana Valli di Lanzo, Ciriè.

Circondario di Torino
tel. 011.8614429 fax 011.8614680 cell 349.4163335, email: lingua@provincia.torino.it (Agente coordinatore Antonio Lingua)
Circondario di Ivrea
Via Jervis, 22 tel. 0125.634066 fax 0125.48262 cell 349.4163333, email: sigrosso@provincia.torino.it (Ag. coord. Silvia Grosso)
Circondario di Susa
Corso Couvert 21, tel. 0122.623115 fax 0122.629362 cell. 349.4163337, email: trogolo@provincia.torino.it (Ag. coord. Aldo Trogolo)
Circondario di Lanzo
Via Umberto I 7, tel. 0123.320600 fax 0123.320392 cell. 349.4163462, email: ptopizzo@provincia.torino.it (Ag. coord. Massimo Pizzocaro)
Circondario di Pinerolo
Via dei Rochis 12, tel. 0121.393205 fax 0121.77843 cell. 349.4163336, email: trono@provincia.torino.it (Ag. coord. Orlando Tro
n)

   
 
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO  
 

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave