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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2004 | ||
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TEMPO FA? "Rosso di sera bel tempo si spera" "cielo a pecorelle, pioggia a catinelle": sono vecchi proverbi, pillole di saggezza che svelano come fin dall'antichità l'uomo abbia cercato di prevedere il tempo futuro di Miriam Massone Ai profani possono sembrare misteriosi geroglifici, segni concentrici dal significato oscuro come quello delle forme geometriche disegnate dagli extraterrestri nei campi di grano, linee fluttuanti che corrono schizofreniche in lungo e in largo da Nord a Sud senza un apparente perché. Ma quei tratti colorati tracciati dai meteorologi sulle cartine dell'Italia, che annunciano l'arrivo delle correnti di aria fredda, piuttosto che dell'ormai noto anticiclone delle Azzorre, dei temporali o del solleone, affascinano proprio tutti, inchiodano al video milioni di telespettatori e incuriosiscono altrettanti lettori e internauti. Il padre della "meteorologia pret a porter", colui che per primo ha decifrato le previsioni del tempo per il grande pubblico, facendo da apripista alla diffusione di questa scienza sui media, è senza dubbio Edmondo Bernacca, il mitico colonnello dell'aeronautica che nel 1968 ha portato il meteo in tv con la trasmissione dagli ascolti record "Il tempo in Italia". Quando nel 1972 la Rai decise di ridurre lo spazio dedicato alla sua rubrica, ci fu quasi un'insurrezione popolare: "toglieteci tutto, ma non il nostro Bernacca" era il pensiero degli italiani. E così non solo venne riconfermato il programma tv, che mutò il nome in "Che tempo fa", ma si assistette ad un'ascesa della meteorologia che acquistò sempre maggiore popolarità, raggiungendo l'apoteosi ai giorni nostri. Ora non si dormono più sonni tranquilli, senza sapere se domani pioverà o farà bello. Conoscere cosa ci riserverà il cielo quindi, riduce l'incertezza e rassicura: l'hanno capito gli psicologi, i sociologi, ma soprattutto i giornalisti e gli addetti ai palinsesti dei canali televisivi di tutto il mondo. Così il meteo non è più relegato ai cinque minuti che precedono i telegiornali, ma occupa piuttosto una fetta sempre più grossa sui media e diventa spettacolo, oltre che business. Un network americano trasmette le previsioni 24 ore su 24, in diretta da tutti i quartieri di New York. In Gran Bretagna, per il meteo di in un notiziario regionale del Castleford e del West Yorkshire, la BBC ha ingaggiato addirittura un pappagallo meteoropatico che pare azzeccarci più di accreditati ufficiali dell'aeronautica. E negli ultimi anni, forse un po' in ritardo rispetto ai paesi anglosassoni, anche l'Italia ha assistito alla spettacolarizzazione del tempo: le cartine della penisola si sono fatte più accattivanti e variopinte, sono comparse nuvole, mari che s'increspano, fulmini psichedelici. Il linguaggio adottato dai meteorologi si è adattato a quello televisivo, e i termini immediati e semplici, come "aria calda o fredda", sono preferiti a quelli più tecnici, come "alta o bassa pressione". Nel 2003, sul telegiornale di Rete4 si è scelto di far condurre le previsioni del tempo non a un ufficiale della Marina Militare o a un meteorologo, ma una valletta e a un ex Miss Italia. E infine, sempre lo scorso anno, Rai3, per la prima volta nella storia della tv, ha realizzato un programma, che va in onda nel week end, interamente dedicato al meteo, "Che tempo che fa" condotto da Fabio Fazio. I giornali non sono da meno: basta sfogliare i quotidiani per accorgersi che quasi ogni giorno compaiono articoli dedicati al tempo. Se piove per tre giorni è presto "allarme alluvioni", se nevica fuori stagione la pagina intera sarà tutta dedicata al "tempo bizzoso", se invece la colonnina di mercurio ad agosto sale troppo è sicuramente "un'estate torrida". E se nel futuro si parlerà sempre di più del tempo, significa che la scienza della meteorologia ha bisogno di professionisti, giovani che abbiano passione da investire in questo settore. Per formare e preparare i futuri Bernacca, stanno nascendo scuole di specializzazione, master e corsi universitari specifici. Professione meteorologo Luca Mercalli e la Società Meteorologica
Italiana
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