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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2004 | ||
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| NUOVE
PROFESSIONI VECCHI MESTIERI Quando si può parlare di "nuove professioni"? Esiste una battuta in merito: quando è necessario più di un quarto d'ora per spiegare alla mamma che lavoro fai per vivere e lei, quasi sempre, non lo capisce. di Daniela Finocchi Battute a parte, la verità è che si tratta di lavori complessi, non solo perché frutto di moderne tecnologie, ma anche perché uniscono diverse specializzazioni, complementari fra loro. Internet, per esempio, ha dato vita a figure un tempo inesistenti, quali il gestore di internet provider (che fornisce accessi in rete a privati e aziende), i grafici che preparano siti a pagamento, i webmaster (che gestiscono i siti curandone l'aggiornamento e il funzionamento giornaliero), ma anche gli esperti che curano gli aspetti commerciali del settore e i più disparati consulenti. E che dire dei fondatori di motori di ricerca, come Jerry Yang e David Filo che hanno creato con Yahoo! una delle prime aziende virtuali della storia! Ma gli esempi potrebbero continuare all'infinito, soprattutto in campi in cui l'impiego delle nuove tecnologie è più visibile, come nella grafica editoriale, nel settore degli audiovisivi (ecco quindi specializzazioni quali "ideatore e sviluppatore di videogame") sino ad arrivare allo spettacolo ed alla pubblicità (basti pensare all'animazione o agli effetti speciali). Molte informazioni su questi temi, i corsi per specializzarsi e le prospettive di lavoro si possono trovare nel sito dell'Asifa (www.asifaitalia.org). Potrete scoprire che in Italia esistono quattro scuole di tecniche di animazione (una delle quali è un istituto statale: la Scuola di Animazione del Centro sperimentale di Cinematografia di Roma, con sede a Chieri) oppure che fra le più attive scuole superiori in fatto di tecniche digitali c'è il Primo liceo artistico di Torino. Non è un caso che la professione di "orientatore" abbia acquisito sempre maggiore importanza negli ultimi anni e se prima le si attribuiva una semplice valenza informativa, oggi si avvicina sempre più alla formazione, acquisendone i caratteri e la pratica. "Una delle maggiori novità del nostro tempo - sostengono Sergio Bologna e Andrea Fumagalli autori del libro "Lavoro autonomo di seconda generazione" - è che le moderne tecnologie hanno sviluppato nuove forme di lavoro autonomo e tra i campi in cui questa forma di lavoro si sta sviluppando c'è la nuova economia della comunicazione". Altra grande opportunità, in questo senso, è quella del telelavoro, anche se in Italia non ha ancora sviluppato appieno le sue potenzialità. Il lavoro a distanza trova diverse forme di sperimentazione (quali le riviste nate in rete) e sbocchi più collaudati (come il telemarketing). Occorre però fare un distinguo. "Negli ultimi anni - dice Monica Pagliardi, responsabile teleselling Italia ed estero Edizioni Esav-PGE - si è abusato di questo strumento. Sono nate società specializzate nello svolgere il lavoro per le aziende, che spesso hanno stravolto le più elementari regole commerciali. Ecco così il dilagare di vendite selvagge, scorrette, aggressive che hanno reso i consumatori diffidenti e prevenuti verso il telemarketing. I ragazzi reclutati da queste società (cui non è stata fatta alcuna formazione) sono stati sfruttati, sottopagati e incitati a utilizzare metodi d'assalto pur di piazzare il prodotto. Per questo, si è andata ora sviluppando una tecnica più raffinata e attenta alle esigenze del pubblico. Le aziende si sono ora attrezzate per svolgere al loro interno il teleselling, che somma competenze commerciali e psicologiche, nonché un'approfondita analisi e conoscenza del prodotto. Il nostro sforzo maggiore è quello di creare professionalità intorno a un lavoro che, se svolto con la giusta preparazione, può dare molte soddisfazioni e può essere molto remunerativo". Per favorire lo sviluppo delle imprese e lo scambio, occorre poi creare ambienti tecnologici e culturali in grado di stimolare i lavoratori. Ecco quindi gli "incubator", vere e proprie fucine d'imprenditorialità. Un contenitore di questo tipo è il Centro Multimediale sorto a Terni, già capitale dell'acciaio, specializzato nelle imprese di comunicazione e cultura. All'interno si sperimenta quello che potrebbe diventare l'impresa del futuro: oltre 20 mila metri quadri dove convivono circa trenta aziende all'avanguardia nel settore della multimedialità. Ma le nuove professioni non sono determinate solo dalla tecnologia e magari nascono proprio per rimediare ai danni provocati dal progresso. È il caso di tutti i lavori che riguardano il turismo, la promozione del territorio e della cultura, la difesa dell'ambiente e dei prodotti tipici (il "Salone del gusto" insegna), lo sfruttamento di energie alternative. Oppure quelli che riguardano la solidarietà sociale e il commercio equo-solidale. Inoltre, è andato via via aumentando il senso di responsabilità delle aziende nei confronti dei consumatori e si sono sviluppati settori, quale la certificazione etica, un tempo inimmaginabili. Molte opportunità nascono anche grazie a nuove realtà politiche quali l'Unione Europea: per esempio, ci sono professionisti che si sono specializzati nella ricerca e "conquista" di progetti finanziati dall'Unione e nella conseguente rendicontazione per conto terzi. Che dire poi dei servizi frutto dell'immigrazione: basti pensare al dilagare dei phone center o delle agenzie per il trasferimento di denaro. Accanto a tutto ciò, continuano a convivere i vecchi mestieri. Alcuni non sono stati mai abbandonati perché non se ne può fare a meno (per esempio, l'idraulico) altri vengono rivalutati e recuperati (come nel caso dell'artigianato di qualità). Raramente però si pensa a come siano cambiati nel tempo e a quanto beneficino delle nuove tecnologie. Eppure sono veramente tante le attività umane apparentemente immutate nei secoli, ma che in realtà non sono più le stesse. Qualche esempio? I medici: continuano a curare i pazienti, ma possono farlo con strumenti che gli consentono diagnosi veloci e approfondite, con procedure sempre meno intrusive e dolorose e possono intervenire anche a distanza. Gli architetti: continuano a progettare ambienti e spazi, ma la possibilità di ricorrere a strumenti tecnologici trasforma la natura stessa del lavoro, anche nella sua fase ideativa. Anche giudici e avvocati sono cambiati da quando l'unico strumento di ricerca era la carta. L'esempio più eclatante è la banca dati della direzione nazionale antimafia, nata per un'intuizione del giudice Falcone. Gli archivi digitali, in genere, oltre a diffondere rapidamente le informazioni, aumentano la trasparenza all'interno del sistema giuridico. Al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino, la tecnologia ha rivoluzionato persino il sistema delle chiamate. I vigili consultano un archivio digitale, che permette loro di vedere che tipo di mezzi sono disponibili, ma anche di capire il percorso migliore per arrivare a destinazione. Nel sito della CGIL, invece, si parla di "agricoltura telematica" e della promozione e diffusione di tecnologie di difesa ecocompatibili. Un completo panorama delle opportunità è stato offerto l'anno scorso dalla manifestazione, tenutasi a Torino, "Mestieri in mostra", che voleva promuovere l'incontro fra giovani e professioni (vecchie e nuove) e che si ripeterà l'autunno prossimo. Altra esperienza da ricordare è la Città dei Mestieri di Milano, dove si informa e si consiglia su oltre 200 mestieri e i relativi percorsi formativi/professionali (Città dei Mestieri, presso Museo della Scienza e della Tecnologia, via S. Vittore 21, 10123 WWW www.istruzione.it:
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