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CREARSI IL LAVORO CON ARTE!
Quando il lavoro non si trova, e sappiamo tutti quanto sia difficile in questo momento trovare un'occupazione, perché non crearselo? Per partire: assolutamente indispensabili iniziativa, intraprendenza, un buona dose di energia e dinamicità, un po' di senso dell'avventura e soprattutto creatività in abbondanza!

di Anna Golzio

Per un gruppo di ragazze di Torino è stato questo il punto di partenza nella realizzazione del progetto di auto imprenditoria giovanile locale che hanno chiamato "KreArte". Tutto parte dal quartiere in cui tutte abitano, la Circoscrizione VI di Torino, dalla difficoltà di trovare un lavoro, ancor di più per chi non ha un titolo di studio, ma dalla voglia di crearselo questo lavoro, non solo per guadagnare (anzi ogni avvio d'impresa all'inizio impone sacrifici e investimenti) ma "per realizzare una propria dimensione lavorativa flessibile ed in grado nel tempo di offrire soddisfazioni professionali". E così Erika, Lella, Valentina, Daniela, Cristina, Veronica, Adelaide, Anna Michela e Laura, tutte tra i 18 e i 34 anni, hanno deciso di provare a mettersi in proprio con l'aiuto e l'accompagnamento dello sportello lavoro gestito dalla Cooperativa Liberitutti in via Mascagni e GPL Uniti per il Quartiere, un'associazione di promozione sociale nata nell'ambito delle azioni di sviluppo locale partecipato dell'area corso Taranto promosse dal Progetto Speciale Periferie del Comune di Torino.
Lo sportello lavoro di via Mascagni, oltre al normale servizio di informazioni sulla creazione di imprese, in questo caso ha deciso di farsi vero e proprio promotore ed incubatore di un progetto di artigianato artistico che aspira a diventare impresa. Il traguardo che le ragazze si sono poste è la creazione di una piccola impresa di artigianato per la produzione di borse di stoffa, collane, decoupage, fiori secchi e oggetti di arredamento ma l'obiettivo non è né immediato né scontato in quanto frutto di un percorso di crescita e formazione che dapprima sfocerà in un'associazione e solo successivamente in una vera e propria attività autonoma. Questo autunno avevano aderito al progetto scritto e coordinato da Claudia Mattarella, della Cooperativa Liberitutti, 12 ragazze del quartiere, mentre ora formeranno l'associazione ed in seguito l'impresa solo cinque di loro.
La cosa bella di questo progetto però non è solo il suo tentativo di stimolare ed accompagnare alcune ragazze disoccupate all'auto imprenditoria ma il coinvolgimento del territorio che l'iniziativa ha messo in campo. All'insegna di un'azione di sviluppo locale e valorizzazione dell'area tramite un processo letteralmente partecipativo, infatti, si sono occupate della formazione delle ragazze una sarta specializzata volontaria, ora artigiana in pensione, e tre studentesse universitarie, con ottime capacità manuali per quanto riguarda la bigiotteria, il decoupage e il cartonnage.
La Cooperativa Liberitutti ha finanziato con un anticipo le spese per i materiali e le spese burocratiche. Il Comune di Torino è stato solidale dando alle ragazze il permesso di esporre durante tutto il mese di dicembre un banchetto di vendita in via Garibaldi e al Gran Balon.
Tutto il ricavato degli incassi di questi banchetti è servito prima di tutto a restituire il soldi anticipati dalla cooperativa e quindi è stato ripartito tra le ragazze.
Tentare la strada del lavoro autonomo è sempre un'avventura e in questo caso da subito la formazione e la produzione hanno coinciso. I locali utilizzati per la produzione sono stati messi a disposizione dalla cooperativa. Prezioso infine è stato l'apporto delle signore volontarie del salotto di GPL uniti per il quartiere che hanno dato una mano insegnando l'uncinetto, l'utilizzo del telaio e l'aromatizzazione dell'olio. Le collane VeCriDani di Veronica, Cristina e Daniela sono prodotte con bottoni di resina, vetro, legno, cristalli di murano e pietre dure. Lavorare insieme è anche un'esperienza di condivisione e ora il gruppo è ben affiatato, avendo dedicato tutti i giorni fin dall'inizio di ottobre mezza giornata alla produzione. Una delle ragazze racconta: "È stata una bella idea e spero che la cosa prosegua. A parte il freddo patito nei banchetti a dicembre mi son trovata bene con le ragazze e con Claudia. Ci ho creduto fin dall'inizio, tranne nei pochi momenti di scoraggiamento. Non avevano mai realizzato collane, ma poi ci ho preso la mano e ne ho fatte tantissime: è bello perché sono una mia creazione. Di sicuro l'affiatamento del gruppo è stato importante, noi siamo tutte amiche e ci vediamo anche dopo il lavoro!". Mettersi in proprio è sempre una scommessa, ma le ragazze hanno dimostrato molto estro, creatività e soprattutto non si sono risparmiate, la loro forza principale è stata il gruppo!


L'idea d'impresa e il Business Plan

Come abbiamo detto metter su un'impresa non è cosa immediata, implica una progettualità e un percorso di formazione e allora da cosa si parte? Come nasce l'idea di metter su un'attività? La mia idea può dar vita ad un progetto concreto? Per rispondere a questa domanda è necessario rimanere con i piedi per terra e partire definendo con esattezza la propria idea d'impresa: qual è il prodotto o servizio che si vuole offrire? Qual è il mercato a cui ci si rivolge? In che cosa si differenzia rispetto ai prodotti già esistenti?
Lo strumento che permette di concretizzare l'idea imprenditoriale e di presentare il proprio progetto d'impresa è il Business Plan. Un buon Business Plan deve essere chiaro, efficace e credibile, così da essere il modo migliore per presentare l'impresa a finanziatori esterni, soci finanziatori, clienti e al mercato.
Il progetto d'impresa deve analizzare i singoli aspetti gestionali e delle relative fattibilità, quindi verificare la validità dell'idea, definire il prodotto, identificare il mercato e prevedere il fabbisogno di capitali. Per essere credibile il Business Plan non deve enfatizzare solo i punti di forza aziendali ma deve anche illustrare in maniera realistica i problemi e gli ostacoli che si possono presentare. Nel momento in cui un futuro imprenditore vuol dar vita alla sua idea, già nella presentazione del progetto è costretto a fare delle scelte e a prendere delle decisioni. Infatti si deve indicare la struttura giuridica dell'impresa da avviare (ditta, s.r.l, cooperativa ecc.), presentare la struttura fisica, il luogo in cui realizzarla, illustrare un piano di marketing che analizzi le possibilità di sviluppo, preventivare i traguardi economici e dimostrare le capacità di rimborso del prodotto investito.


A chi ci si rivolge?

Dicevamo che le ragazze di KreArte sono partite con il supporto di una cooperativa attiva nel loro quartiere, ma poi quali sono stati i primi scogli che hanno dovuto affrontare? Lo scoglio più grande per loro come per la maggior parte delle persone è economico. Infatti il piccolo anticipo fornito dalla cooperativa è stato sufficiente solo per il materiale d'inizio ma, volendo passare dai banchetti in strada all'apertura di un negozio, è necessario trovare il locale adatto e i soldi per l'affitto e le spese. Inoltre per le ragazze è venuto il momento di passare dall'associazione alla scelta della forma giuridica da dare alla loro impresa. Costituiranno a loro volta una cooperativa o è meglio scegliere altre formule? Per sciogliere questi nodi e districarsi nella selva di leggi che finanziano l'imprenditoria può essere utile ed appropriato chiedere un aiuto specifico… ma a chi?
Loro ad esempio si sono rivolte al servizio MIP (Mettersi In Proprio) della Provincia di Torino. Il MIP affianca ai futuri imprenditori un tutor che segue la progettazione dell'idea imprenditoriale, la strutturazione del Business Plan e quindi l'accesso ai finanziamenti previsti.
Un altro punto di riferimento, soprattutto per le persone di provenienza estera è il progetto Dedalo del CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) in collaborazione con l'Associazione Alma Terra, il cui obiettivo è di offrire agli stranieri la possibilità di intraprendere un'attività di lavoro in proprio attraverso il supporto di un loro connazionale in grado di aiutarli a risolvere tutti i problemi che la burocrazia frappone alla creazione di una nuova impresa. Il progetto Dedalo si rivolge inoltre anche a coloro che un'attività l'hanno già iniziata e vogliono migliorarne la gestione o essere certi che l'impresa risponda in pieno agli obblighi di legge.

 
Info
 
 
MIP Mettersi In Proprio: Servizio per la creazione d'impresa - Misura D3 - P.O.R. Obiettivo 3 - Regione Piemonte - 2000-2006. Provincia di Torino, Concertazione Territoriale - Via Maria Vittoria 12, 10123 Torino. Riceve esclusivamente su appuntamento telefonico. Numero verde: 800-146766.
CNA - Creazione di Impresa: Via Avellino 6, Torino, tel. 011.4617717-645641
Città di Torino - Sportello Imprese Torino (Sportello Unico): C.so Re Umberto 5, Torino. Riceve esclusivamente su appuntamento telefonico. Tel. 011.4431500
Camera di Commercio di Torino - Ufficio Formazione e Assistenza alle Imprese: Via San Francesco da Paola 37. Orario: lun/mar/mer/gio 9.00-12.15 /14.30-15.45, venerdì 9.00-12.15, tel. 011.5716652-353351


Info dalla rete

www.mettersinproprio.it
www.sportellounico.comune.torino.it
www.to.camcom.it
www.finpiemonte.it sito con leggi e bandi per i finanziamenti regionali
www.opportunitalia.it
www.l215.it il sito della Legge per l'imprenditoria femminile 215 del '92.
www.osservatoriodonna.igol.it il sito dell'Osservatorio per l'imprenditorialità femminile
www.sole.ilsole24ore.com/economiaimpresa/
www.impresando.it
www.jobtel.it/guideautoforma/impresa/


 
 
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