InformaGiovani società

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2003

maggio/giugno 2003









pozzo africano

Info

Settore Cooperazione internazionale e Pace
del Comune di Torino,
via delle Orfane 22 - Torino
cooperazione.internazionale...

























 


DA RIFIUTO A RISORSA
Si chiama "Da rifiuto a risorsa" e coinvolge enti pubblici, istituti scolastici e associazioni torinesi e di alcuni paesi africani. È un progetto nato nell'autunno del 2001 con l'obiettivo di promuovere lo scambio di esperienze e sviluppare attività di formazione sul tema della produzione, raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti in ambiente urbano.

di Fabrizio Cellai

Un progetto del settore Cooperazione Internazionale e Pace della città di Torino, cofinanziato dalla Regione Piemonte, che nasce sull'esperienza di un altro progetto , "Riso, TÔ e tagliolini", avviato nel 1999 all'interno di un programma di cooperazione educativa e di sicurezza alimentare nella regione africana del Sahel.
"Il progetto 'Riso, TÔ e tagliolini' - spiega Maura Favero del Settore Cooperazione Internazionale e Pace del Comune di Torino - che nel biennio 2000-2001 aveva coinvolto tre scuole superiori del torinese e quattro istituti di altrettante città del Senegal e del Burkina Faso, insieme al supporto delle Organizzazioni Non governative LVIA e CISV, ha offerto lo spunto per questo nuovo progetto sul tema dei rifiuti, il cui scopo è stato quello di dar vita a uno scambio culturale non solo tra scuole, ma anche tra città attraverso il confronto di buone pratiche sul tema scottante della gestione dei rifiuti".
"Da rifiuto a risorsa" nasce all'interno di quel nuovo modo di operare nel campo della solidarietà internazionale che va sotto il nome di cooperazione decentrata e che si pone, in questo caso, quattro obiettivi specifici: sviluppare la cooperazione tra le istituzioni locali, le ong e le scuole su temi pratici quali i modelli di consumo, l'impatto ambientale dei rifiuti e il loro possibile riciclaggio; in secondo luogo favorire un lavoro comune tra tecnici e studenti per l'analisi, la valutazione e l'ideazione di progetti di recupero ambientale del proprio territorio; poi il sostegno dell'interscambio scolastico finalizzato al confronto e allo scambio di esperienze e di idee che vedono protagonisti i giovani studenti; infine la volontà di valorizzare e diffondere esperienze significative nel campo della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti.
Ma perché creare un terreno di confronto proprio con i rifiuti? I numeri aiutano a farci capire l'importanza del tema.
Sulla Terra brulicano oggi più di sei miliardi di persone. Di questi, solo un'esigua parte, il 20% circa consuma più dell'80% delle risorse globali, producendo proporzionalmente molti più rifiuti. I problemi che ne derivano, tuttavia, toccano tutto il pianeta: specie animali e vegetali in via d'estinzione e flussi migratori di profughi che fuggono dalle proprie terre a causa dell'inesorabile processo di desertificazione. E poi cosa succederà quando anche una parte del restante 80% dei poveri consumerà con lo stesso ritmo dei ricchi di oggi, quel 20% abituato a vivere in una società dove il pilastro principale è il consumismo?
Uno sviluppo insostenibile, rispondono gli studiosi; uno sviluppo (termine alquanto ambiguo) che rischia di portare a una saturazione del nostro pianeta provocata dagli scarti e dai residui della produzione e del consumo.
Insomma, quello dei rifiuti è un problema "democratico", che non fa discriminazioni tra Nord e Sud del mondo perché anche se le emissioni di gas, così come l'inquinamento delle acque e altro ancora, sono principalmente prodotte da paesi sviluppati, le conseguenze si ripercuotono su tutta la nostra amata Terra.
Un tema, quello dei rifiuti, affrontato con entusiasmo dai ragazzi delle scuole coinvolte che ha visto come protagonisti gli studenti dell'Istituto Regina Margherita e Boselli di Torino, il Vittone (ex Lagrange) di Chieri, il lycée Ryalè di Tenkodogo in Burkina Faso, il Lycée Malick Sall di Louga e quello Demba Diop di Mbour in Senegal. Il coordinamento è stato affidato al Settore Pace e Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Centro Interculturale del Comune di Torino, alle ong CISV, LVIA e MAIS, con il supporto dell'AMIAT di Torino che ha aperto la discarica di via Germagnano e altri suoi centri di smaltimento rifiuti ai giovani protagonisti.
Tre sono state le fasi di realizzazione del progetto, spiega Maura Favero: "Nella prima, compresa tra la fine del 2001 e metà 2002 si sono avviate le relazioni con le amministrazioni locali delle città africane coinvolte in collaborazione con le ong presenti sul territorio. Si è avviato un lavoro di ricerca, sempre da parte delle ong, per individuare il metodo migliore di coinvolgimento degli studenti e delle istituzioni nel progetto. La prima fase si è poi conclusa con l'avvio del lavoro sulle tematiche dei rifiuti nelle scuole di Torino, del Senegal e del Burkina Faso ed uno scambio tra le scuole realizzato in Senegal. La seconda fase, a cavallo tra luglio e settembre del 2002, ha visto l'organizzazione e la realizzazione di una settimana di lavoro a Torino, durante la quale sono stati invitati i tecnici responsabili delle città africane. La terza fase, a fine 2002, è stata impiegata nella realizzazione di una pubblicazione bilingue sul progetto e di un video, da utilizzare come strumento di sensibilizzazione nelle scuole e nelle amministrazioni, volto a stimolare quelle attività di cooperazione decentrata di cui parlavamo prima".
Il 2003 sarà il terzo anno del progetto che cercherà ancora di più la valorizzazione del protagonismo giovanile e il coinvolgimento delle realtà nelle quali i ragazzi si trovano ad agire. "È la voce diretta dei ragazzi quella che ci interessa - confermano alcuni organizzatori dell'ong Cisv -". Da qui l'idea di allargare a tutto il quartiere dove sorge la scuola le attività dei ragazzi come le sfilate con vestiti fatti di materiali riciclati o l'esposizione di strumenti musicali anch'essi assemblati grazie agli scarti della nostra società.
Un protagonismo giovanile che ha trovato nei rifiuti un terreno fertile e creato entusiasmo tra i giovani attori del progetto: "Le visite alla discarica e all'impianto di compostaggio, o 'magic shit tour' come le hanno soprannominate i partecipanti, - continua la Favero - sono state vissute con grande interesse dagli studenti che hanno potuto prendere contatto con il rifiuto, non solo da un punto di vista visivo".
Contatto che alcuni ragazzi africani vivevano quotidianamente all'interno del recinto della propria scuola e non soltanto sui cigli delle strade dove si accumulano montagne di sacchetti di plastica, spesso ruminati e ingeriti dalle vacche che pascolano liberamente nelle cittadine del Sahel.
E così, sia gli studenti torinesi che i loro colleghi senegalesi e del Burkina, hanno dovuto pensare e progettare soluzioni per risolvere i problemi che nascono attorno alla questione rifiuti.
Il programma del 2003 si focalizzerà sulla giornata mondiale dell'ambiente del 5 giugno e a ottobre il progetto dovrebbe chiudersi con un seminario a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, città con cui Torino ha firmato un accordo di cooperazione.
In fondo, con i suoi problemi ambientali, al Nord come al Sud del mondo, è in gioco il futuro del nostro pianeta che ha estremamente bisogno che i suoi abitanti se ne prendano cura, a partire dai giovani.
"Da rifiuto a risorsa" più che un titolo sembra essere un auspicio; l'auspicio che l'attenzione posta ad un problema spesso sottovalutato come quello dei rifiuti diventi produttrice di risorse, idee, progetti e di scambi di buone abitudini.
 
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO
 

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave