InformaGiovani RECENSIONI

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maggio/giugno 2003








copertina egin




 










copertina supershock

 

 

 

 



copertina libro

RECENSIONI



EGIN
Il colore delle idee
Cd Autoprodotto, euro 8

È finalmente disponibile il nuovo disco degli Egin, interessante e credibile formazione torinese artefice di una patchanka vibrante, babelica e ricca di sfumature. Il gruppo dal nome basco ("Egin" significa "fare, agire"), che usa l'euskera almeno per una parte delle sue composizioni e nutre passione e attenzione particolari tanto per la storia e la tradizione musicale quanto per le vicende contemporanee delle sette province a cavallo dei Pirenei, offre una prova convincente sia sotto il profilo dell'ispirazione sia dal punto di vista dell'esecuzione e della produzione. "Il colore delle idee" - è questo il titolo della raccolta, declinato anche in basco, francese, inglese, spagnolo e nel piemontese della provincia di Alessandria - è una raccolta ad alto dosaggio di passione, memoria e energia, che per intensità e qualità fa sembrare quasi acerbo il precedente "Storia grama". Lo testimonia ciascuno dei suoi diciotto brani (17 quelli dichiarati in copertina), che abbracciano un ampio ventaglio di influenze, dal folk al dub, e tracciano un percorso di suoni, fatti, personaggi e, naturalmente, idee, che si sviluppa tra Torino e il Sudamerica (c'è anche "El Martillo" di Victor Jara suonato alla Pogues), l'Irlanda e Parigi, Euskal Herria e il Monferrato. Buon ascolto, anzi: buon viaggio.
Per saperne di più: eginherria@yahoo.it.
Marco Stolfo

SUPERSHOCK
Les fleurs du mal

Cd Autoprodotto, euro 10

Atmosfere oscure e decadenti, immagini in bianco e nero e testi in inglese, in bilico tra introspezione e inquietudine. È quanto si può trovare nel disco d'esordio dei Supershock, trio torinese in bilico tra indie rock contemporaneo e dark wave anni '80, che trova in Baudelaire, citato nel titolo, il proprio nume tutelare, e manifesta con la propria denominazione l'intenzione di voler shockare chi si mette all'ascolto. "Les fleurs du mal" è articolato in sette brani, in cui vengono dosati con equilibrio e una certa varietà bassi pulsanti, voci lamentose, scariche di chitarra, flauti, archi e tastieroni e tastierine. In "For Years" si sentono qua e là echi di Radiohead e Cocteau Twins, "Friends" si fa notare per l'attacco dirompente, mentre "July" assume i toni della ballata nel contempo acida e eterea. Non male neppure le successive tracce, che hanno il merito di conservare sia una condivisa impronta stilistica sia una singola e specifica identità, come si nota in particolare nella nebbiosa "Completely Lost" e nella più pimpante "Queen Bee".
Info in rete: www.supershock.net.
Marco Stolfo

Chiara Marchelli
Angeli e cani

Marsilio Editori, euro 16,50

È il primo romanzo di Chiara Marchelli (classe '72, originaria di Aosta), che esordisce con Marsilio con 'Angeli e cani', e compone una storia fatta di ambienti e storie diverse: luoghi lavorativi e professionali, soprattutto, ma spesso anche luoghi di memoria e di crescita, che la protagonista, Lena, ritrova dopo un lungo distacco. Il percorso che s'impegna a compiere infatti è a ritroso: trasferitasi a New York, dove lavora per le pagine culturali di un quotidiano, accetta, proprio per lavoro (passando alla cronaca, fatto di per sé già significativo) di tornare in Val d'Aosta per seguire una vicenda misteriosa, e triste, di sfruttamento di minori. Ma in questo modo le memorie riaffiorano e conducono la protagonista a rielaborare anche le proprie vicende personali. Attorno al nucleo principale della storia, ben descritto, quello che resta del libro sono soprattutto le immagini, le sensazioni e gli odori, le esperienze e le riflessioni minime, intime della Lena quotidiana, con un andirivieni continuo di tempi e luoghi narrativi davvero originale, a volte sorprendente: i nomi e gli appuntamenti non dati, gli indirizzi e gli spazi, i volti delle persone che Lena ritrova, e la sensazione dell'avvenuto distacco. Finché impara 'la necessità di proseguire per qualche necessità che nemmeno cercava più, come fosse superfluo, e potesse mascherare a suon di prudenza la realtà'.
Tiziana Catenazzo
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