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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2003 | ||
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PALLA
IN ACQUA!
Acqua, che passione! L'alternativa al nuoto, il più comune sport per chi ama immergersi e sguazzare in una piscina, è senza dubbio la pallanuoto, il classico sport che soddisfa la voglia di movimento al gioco con il pallone. Un'attività che si può considerare tra le più complete per sviluppare armoniosamente il fisico e consolidare lo spirito di gruppo. di Enrico Zambruno La pallanuoto in Italia è in continua ed esponenziale diffusione: i successi passati della nostra nazionale hanno fatto molto da traino, partendo dalle regioni solitamente con più tradizione per finire poi a quelle con poca. L'allenatore dei miracoli, che tra il 1992 ed il 1996 vinse tutto quella che c'era da vincere alla guida del famoso "Settebello" azzurro fu il croato Ratko Rudic, ora trainer degli Usa. Quella squadra, quei 13 uomini d'oro, fecero il giro del modo per la compattezza e per la tecnica che in ogni match mettevano in acqua. Una formazione praticamente imbattibile: una striscia vincente nata nel '92 con le Olimpiadi di Barcellona, uno dei momenti più alti dello sport italiano per tensione e suspance. Nella finalissima, di fronte i padroni di casa della Spagna, sospinti da 5000 spettatori alla piscina "Picornell", e gli azzurri: 6-6 dopo i tempi regolamentari, con i primi cinque supplementari che terminano 0-0. Una fatica impressionante per i giocatori in vasca, decisa al sesto extra-time dal partenopeo Ferdinando Gandolfi, che ammutolisce gli iberici e regala all'Italia il primo storico oro olimpico. Due anni dopo, è titolo Mondiale: 10-5 ancora alla Spagna, questa volta superata al Foro Italiaco di Roma. Dopo quel settembre, il tecnico Rudic decide di dare una svolta: addio a tutti i "vecchi" atleti, da Ferretti a Fiorillo, dai fratelli Porzio a Gandolfi, e via con la nuova linfa dei giovani. Per sua fortuna i risultati arrivano subito, agli Europei successivi di Vienna '95, ancora con il miglior podio possibile, raggiunto in una tesa finale contro l'Ungheria. Quello però sarà il massimo traguardo raggiunto da quel nuovo team, che l'anno dopo giungerà terzo alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Condite da un giallo: nella finale per il 3°/4° posto, nuovamente con i magiari, sul risultato di +1 per gli azzurri il secondo portiere Gerini si tuffa in acqua dalla panchina pochi centesimi prima che l'arbitro decreti la fine dell'incontro, per festeggiare. Come da regolamento, la gara viene sospesa ed all'Ungheria viene concesso un penalty: gol e pareggio. Per Angelini e compagni ci vogliono ancora due supplementari per avere la meglio sugli avversari. A Torino A Torino la pallanuoto è rappresentata nel migliore dei modi da tre società: nella categoria maschile, nel campionato nazionale di serie B figurano Torino '81 e Libertas Dino Rora, mentre i n campo femminile, in serie A2, c'è l'Esl Bernini. La Torino '81 è l'unica società piemontese con costanti partecipazioni a campionati di vertice. Dopo molti anni di serie A2, nel 2001 ha sfiorato la promozione in A1, dalla corrente stagioni milita in B anche a causa della chiusura, per ristrutturazione, della piscina Stadio. Una formazione molto giovane, una media d'età di 23 anni, che sta dando i suoi frutti come dimostrato ampiamente dal terzo posto alla fine del girone di andata. Allenata da Baldo Ciotola, ex giocatore della medesima società, la squadra subalpina è capitanata da Simone Aversa, faro e uomo guida da un decennio. Oltre al regista da segnalare Marco Piano, centroboa ligure, capocannoniere del torneo. Tra i pali l'affidabile Claudio Vasserot, un passato nella nazionale militare con la quale ha conquistato anche un secondo posto ai Mondiali di San Pietroburgo; in difesa i giovani Paolo Monte e Roberto Garavaglia; in attacco il mancino Roberto Ruscello che con Blonna, Zambruno, Tamburini, i fratelli Marchetti, Strona, Carmignani, Guidotti completano la rosa insieme ai giovanissimi Seinera e Finotti. Sull'altra sponda del Po c'è la Libertas Dino Rora, guidata in panchina da Bruno Bordone, ex atleta dal grande passato in serie A con la Torino '81. Da alcuni anni affacciatasi all'importante campionati di serie B è stata adeguatamente rinforzata con giocatori di esperienza quali l'esperto portiere Bertolotti, dal sempre velocissimo bomber De Rosa, dai coriacei Cattaneo e Rinaldi, dai centroboa Campanelli e Bissaco. Insieme agli esperti Fiore e Costa, completano la rosa Audano, Gigaro, De March, Regoli, Barile ed i giovani Scaglia, Giachino e Truccero. In campo femminile la E.S.L Nuoto Torino, allenata da quest'anno da Marco Capobianco subentrato a coach Luca Carlino. Figlio d'arte (suo padre ha fondato insieme a Mattia Aversa l'attuale Torino '81) il partenopeo può contare su giocatrici di valore, come la torinese Arianna Spiller e la russa Olga Letchouch, unica straniera del settebello rosa. Come si gioca La pallanuoto in Italia comprende cinque categorie, tre delle quali nazionali (A1, A2 e serie B), e due interregionali (C e D): a seguire tutti i campionati giovanili, da quello juniores, passando per gli allievi e ragazzi, finendo per gli esordienti. "Waterpolo", questa la denominazione inglese della pallanuoto, si gioca in sette: quattordici elementi in tutto in acqua, suddivisi equamente in due differenti formazioni. Per distinguersi, la squadra di casa indossa una calotta (una cuffia particolare, dotata di una protezione per le orecchie) bianca, mentre quella ospite ne indossa una di colore blu. Lo scopo del gioco, manco a dirlo, è fare goal. Le frazioni di gioco, in tutto quattro, sono solitamente di sette minuti effettivi, tranne le prime due serie nazionali che ne fanno giocare ben nove. Una gara dura mediamente, tra interruzioni arbitrali, time out e varie circa un'ora e dieci minuti. Il primo pallone giocabile di ogni parziale non è deciso ne da una monetina, ne da un sorteggio: i due elementi più veloci di ogni team nuotano dalle due estremità della piscina, sfidandosi sullo scatto breve di quindici metri dal fischio dell'arbitro: il primo che arriva conquista la sfera e la conseguente prima azione d'attacco. Una piscina, per essere idonea, deve essere almeno lunga 25 metri, con una profondità minima di 180 cm (preferibile però di 200) ed una larghezza compresa tra 10 e 20 metri. I pallone ha un colore originale: giallo forte, facilmente distinguibile così dagli atleti in vasca. Già detto che ogni squadra è composta in acqua da 7 elementi, bisogna citare anche coloro pronti a subentrare: a disposizione del mister un massimo di altri sei elementi, pronti a subentrare per far riposare i titolari. Come nel volley, innumerevoli i cambi, con l'obbligo di essere effettuati alla fine di una parziale, in un time out, dopo la segnatura di un goal oppure per un sostituire un giocatore infortunato. Una gara vede solitamente la presenza di due arbitri sul piano vasca: dalla serie B in avanti, però, il direttore di gara sarà solo uno. La città di Torino ha un'ottima tradizione arbitrale: tre nomi su tutti, uno dei quali addirittura internazionale. Si tratta della prima donna a divenire tale in Italia: Cristina Taccini, ex nuotatrice, è riuscita nell'impresa di eguagliare i più rinomati colleghi maschi. Come lei, nel massimo campionato anche Enzo Carannante, un veterano del fischietto, e Gianluca Fassino, ora in A2 ma prossimo alla serie A1.
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