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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2003 | ||
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E TU: TUTTI PAZZI PER GLI SPAZI
Forse è capitato anche a voi di vedere in giro per la città dei post-it gialli con la scritta "TO&TU. Guardati intorno", appiccicati su finestre, porte, automobili, fermate degli autobus, o nelle bacheche di scuole e sedi universitarie, oppure altrove, in locali, negozi, supermercati. di Marco Stolfo Magari qualcuno se li è trovati anche attaccati sulla schiena, modello pesce d'aprile. Se nell'arco dell'ultimo mese e mezzo vi è successo qualcosa del genere, oppure vi siete imbattuti in cartoline e manifesti che abbinavano lo stesso logo alla frase "La tua città, la tua creatività", allora significa che siete stati colpiti dalla "guerilla marketing" che promuove i tredici spazi di aggregazione per i giovani esistenti a Torino e ne annuncia la creazione di altri sette, nell'arco di un paio di anni. La parola d'ordine è "protagonismo giovanile", la sostanza è la presenza sul territorio di realtà che insieme, "in rete", si presentano con le proprie specifiche identità e aprono le porte alla totalità delle ragazze e dei ragazzi della città. Si tratta di spazi dedicati all'incontro, alla creatività, all'espressione e alla conoscenza di se stessi e degli altri, tra corsi e laboratori, arte e spettacolo, giochi e feste, nuovi media e amplificatori, maschere e parole, colori e palcoscenici, graffiti e animazione. Bella storia! Ma anche una storia lunga, che viene da lontano: provate a chiedere ai vostri fratelli maggiori notizie del leggendario "centro di Via Cigna" oppure di quello che un tempo si chiamava "Musik". E larga: estesa a macchia d'olio nella geografia della metropoli. A questa realtà Comune e Circoscrizioni sembrano intenzionati, insieme, a dare nuova visibilità e particolare sostegno. Dal quartiere alla città, e viceversa "L'idea guida - spiega il vicesindaco, Marco Calgaro - è rendere disponibili per i ragazzi una rete di spazi opportunamente attrezzati, che possono essere contemporaneamente luoghi di informazione, di aggregazione e di promozione di iniziative". Interessante, ma qual è la novità? "Il nostro intento - aggiunge - è valorizzare il radicamento territoriale e la qualità di offerta espressi da ogni singola realtà su specifici temi o attività, affinché ciascuna di esse si configuri sia come un punto di riferimento a livello di quartiere sia come una potenziale attrattiva per i giovani dell'intera città". Dal punto vista organizzativo, secondo Pasquale Salerno del Settore Gioventù della Città di Torino, che coordina la rete dei centri torinesi, "l'innovazione è rappresentata dal nuovo rapporto tra centro e periferie, con le Circoscrizioni che intervengono maggiormente nell'elaborazione delle politiche giovanili". Anche Eleonora Artesio, presidente della Circoscrizione VI, insiste su questo punto: "Alla luce delle esperienze passate, si è giunti in questi anni a una fruttuosa condivisione della progettualità, con l'apertura di un tavolo di lavoro "Giovani territorio" nel quale quartieri e livello centrale collaborano sulla base delle diverse esperienze e conoscenze". Protagonismo giovanile, ma anche protagonismo delle Circoscrizioni, quindi. Lo confermano Juri Bossuto, presidente a Santa Rita-Mirafiori Nord, e Giovanni Barberis, che guida la Circoscrizione VII. "Nell'ottica - aggiunge Bossuto - di offrire più opportunità ai ragazzi. La collaborazione fattiva centro-periferie comporta proprio la promozione delle relazioni tra i vari centri giovanili. Un tempo erano ben radicati nel quartiere ma spesso isolati e autoreferenziali. Il processo che si è avviato ora, invece, va nella direzione, più stimolante per i ragazzi, per cui entrare in uno solo di questi spazi significa accedere direttamente anche a quanto offrono le altre realtà". Protagonismo che? Prima di cominciare l'esplorazione dei "Centri del protagonismo giovanile" torinesi, c'è ancora una domanda che sorge spontanea: ma che cos'è 'sto protagonismo giovanile? Secondo Pasquale Salerno "essere protagonisti significa utilizzare spazi e strumenti per esprimere se stessi e le proprie idee, quindi decidere, elaborare e realizzare progetti, dalla semplice festa alla creazione di un gruppo musicale, dall'organizzazione di un evento culturale alla partecipazione a laboratori di scultura, teatro o scrittura creativa, dalla partecipazione alla definizione del calendario delle iniziative del singolo luogo di aggregazione all'assunzione di responsabilità dirette nella sua gestione e nel suo mantenimento". Una risposta simile arriva da chi frequenta i centri di aggregazione e per conto di associazioni o cooperative se ne occupa con continuità. Alessandro Mendola ha 22 anni e per conto dell'ACMOS segue le attività del "Cavallo Goloso" di Via Bardassano 4. "Protagonismo significa fare e progettare insieme agli altri - spiega - ed essere protagonista significa essere attivi e condividere idee, interessi, esperienze". È della stessa opinione Cristiana Rubatto di "Terra del Fuoco", che coordina le attività del centro di aggregazione di Borgo San Paolo. "Vuol dire avere idee e darsi da fare per realizzarle, ovviamente non da soli, come conferma la nostra esperienza di studenti che si sono messi insieme per realizzare inziative", racconta Cristiana, ripercorrendo le tappe che hanno portato lei e altri ragazzi a dar vita all'associazione che opera in Via Millio 20 e che collabora con diversi altri sodalizi cittadini. El Barrio e la Barriera Ma dove sono e cosa fanno i "Centri del protagonismo giovanile"? Per scoprirlo cominciamo il nostro viaggio dal profondo nord della città. A poche centinaia di metri dalle nostrane torri gemelle che troneggiano all'imbocco dell'autostrada per Milano troviamo uno degli ultimi nati tra gli spazi giovanili torinesi. Si tratta di "El Barrio", attivo dal 2002 nei locali della ex scuola elementare di Strada Cuorgnè 81. Qui ci si ritrova tutti i giorni, dal mattino alla sera, e l'offerta di opportunità è assai articolata, dai corsi di batik all'improvvisazione teatrale, dal montaggio video alla radiofonia, dagli incontri sull'attualità alle iniziative che riguardano la solidarietà internazionale. Considerata la varietà di attività, che vengono programmate collettivamente ogni tre mesi dai diversi gruppi presenti, "El Barrio" si rivolge a un'ampia fascia d'età che comprende adolescenti e 30enni. Caos e intercultura Non molto distante da qui, ma oltre la ferrovia Torino-Milano e quindi già in Borgata Vittoria, si trova un altro spazio che tiene aperto molte ore al giorno, compresa la domenica. Si tratta di "Alouan", attivo dal 2001 e gestito dall'associazione Alouanur nei locali di una ex scuola materna. Il tratto distintivo di "Alouan", accanto all'estensione dell'orario di apertura e a animazione e laboratori, è l'interculturalità. Nella stessa Circoscrizione - la Quinta - ma in zona Lucento, si trova un altro spazio inserito nella rete dei centri giovanili, vale a dire il centro culturale Principessa Isabella, che ha la particolarità di essere gestito direttamente dall'amministrazione, offre sale prove musicali, un piccolo teatro per spettacoli e incontri di vario genere e ospita anche un gruppo impegnato in ricerche di storia locale. Ma non basta. Non molto distante da qui, alle Vallette, ha aperto i battenti l'Officina Caos, spazio gestito dalla Cooperativa Stalker Teatro, votato alla sperimentazione teatrale e aperto tutti i giorni da lunedì a venerdì, presso il quale si organizzano corsi e laboratori creativi. Tutti pazzi per gli sPAZI Nel cuore di Barriera di Milano, in Via Cigna 211, pulsa il cuore musicale dello sPAZIO 211, centro giovanile attivo ormai da vent'anni, punto di riferimento per chi suona in città e non solo. Come spiega Gianluca Gozzi dell'associazione sPAZImUSICALI (si scrive così), il sodalizio fondato da alcuni ragazzi che già frequentavano quella struttura e che dal 1999 si occupa della sua gestione, "sPAZIO 211 è un incubatore di varie attività culturali e creative: videoarte, grafica, fotografia, internet". Le sale prove e lo studio di registrazione hanno visto muoversi se non tutti, almeno la maggior parte dei gruppi più significativi della Torino "città del rock", e adesso la musica, soprattutto in estate, si impadronisce anche del cortile "che - promette Gianluca - vedrà prossimamente sul palco band italiane e straniere di culto per una serie di concerti a ingresso gratuito". Dentro e oltre Un altro posto "storico" si trova dalla parte opposta della città, all'incrocio tra i corsi Siracusa e Tazzoli. Dal 1996 si chiama "CentroDentro" e ospita soprattutto attività che hanno a che fare con la musica: sale per provare e registrare e locali dove trovarsi per piccoli concerti o per organizzare iniziative e progetti da realizzare nel territorio. Le altre attività che prima si svolgevano al suo interno - animazione, feste, giochi e laboratori di video, informatica, fotografia e teatro - hanno trovato nuovi spazi ne "L'isola che non c'è", l'ultimo nato tra i Centri del protagonismo giovanile, che occupa i locali di un ex asilo in Via Rubino ed è gestito dalla cooperativa "Esserci". A sud della Fiat si trova il Centro di produzione musicale di Via Plava, gestito dall'associazione "Il Laboratorio". Nel prossimo futuro del centro di aggregazione di Mirafiori Sud si prevedono un trasloco e un ampliamento. Come ricorda Maurizio Trombotto, presidente della Circoscrizione X, "Nella seconda metà di quest'anno saranno disponibili i nuovi locali di Strada delle Cacce, dove accanto alla musica sarà più facile avviare nuove attività". Tra Ville e Cecchi Point Un altro spazio destinato a crescere anche fisicamente è il "Cecchi Point", che si trova in zona Aurora, alle spalle del Balôn, e fino a un paio di anni fa si chiamava "CentroAnch'Io". Adesso è gestito dall'associazione "Il campanile", che insieme alla Cooperativa Animazione Valdocco organizza attività aggregative e laboratori video. Comune e Circoscrizione VII hanno in programma il recupero dell'attigua ex-falegnameria allo scopo di farne uno degli spazi per la creatività giovanile più importanti a livello cittadino. Anche a Borgo San Paolo, in Via Caraglio, è in fase di progettazione un nuovo centro destinato a diventare un punto di riferimento per tutta la città. Nel frattempo, nello stesso quartiere è già in funzione l'"Elettronic Free Lab", che si caratterizza per le molte attività legate ai nuovi media e ai nuovi linguaggi espressivi. In Via Millio 20 ogni pomeriggio è possibile frequentare corsi di musica e giocoleria o laboratori per dj, graffitari e webmaster. Lo spazio gestito dall'associazione "Terra del Fuoco" funziona anche come punto informativo, non solo per ciò che concerne la creatività e il divertimento ma anche rispetto a lavoro e orientamento agli studi. Inoltre nei suoi locali hanno luogo mostre fotografiche e cineforum e vengono preparate jam session da svolgere all'esterno a colpi di mixer e bombolette spray. Protagonismo giovanile può voler dire anche riutilizzare una villa in collina, abbandonata da decenni, e trasformarla in uno spazio dedicato alle nuove tendenze dell'arte contemporanea. È quanto è successo a Villa Capriglio, storica residenza di fine '700, scoperta e reinventata a partire dal 1999 per merito dell'associazione "I Leonardi" che vi organizza atelier di pittura e scultura, mostre, installazioni, performance e proiezioni video. Lo spazio ideale per curiosi e sperimentatori. A Cavallo della Tigre Tra il Po e la collina si trova il centro giovanile che ha la denominazione più bizzarra. Si tratta del "Cavallo Goloso", che ha sede in via Bardassano 5/A e prende il nome dal tormentone legato a una campagna pubblicitaria di una caramella. Nei locali che furono un tempo sede di uffici comunali e già da anni luogo di aggregazione per ragazzi e adolescenti l'associazione ACMOS coordina dall'inizio dell'anno un articolato programma di iniziative. Ogni pomeriggio ci sono attività ludico-aggregative, gruppi di discussione sull'attualità e tornei di basket in cortile. Di sera invece si alternano laboratori teatrali, feste, concerti e cineforum. Un classico l'appuntamento del sabato: ogni settimana c'è un dj set che fa ballare almeno duecento persone. Quella che era la gabbia dei felini dello zoo di Torino è diventata dal 1997 una struttura polivalente, la Casa della tigre, che abitualmente ospita mostre e istallazioni interattive di carattere didattico riguardanti sviluppo sostenibile, scienza, ambiente e ecologia ed è sede di corsi e laboratori, organizzati dalla cooperativa Radio Torino Popolare. Uno di questi è "Vengo e video", ormai giunto alla quinta edizione. Chi vi partecipa, dopo venti lezioni, dovrebbe riuscire ad avere una certa mano nelle riprese e nel montaggio digitale, tanto da potersi anche cimentare nella realizzazione di un cortometraggio. Sempre alla Casa della tigre gli aspiranti registi possono provare l'ebbrezza di partecipare a un festival. Qui infatti a inizio estate si svolge "Comincio da tre", rassegna alla quale ogni anno prendono parte più di più di cento "corti" di giovani autori proveniente da tutta Italia e le cui migliori opere trovano anche spazio nel corso del successivo Torino Film Festival.
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