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INFO
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- Croce
Rossa Italiana: via Bologna 171, Torino, tel. O11.2445411 fax
011.232578
www.cri.it: sito ufficiale della
Croce Rossa Italiana www.dsmnet.it/micr/:
museo internazionale della Croce Rossa "Henry Dunant"
di Castiglione delle Stiviere (MN)
- Croce
Verde Torino: via Dorè 4, Torino, tel. 011.549000 fax
011.5621806 www.croceverde.org:
sito ufficiale della Croce Verde Torino
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NATI
PER SOCCORRERE
di Enzo
Specchio
Si sente
spesso affermare che una delle grandi risorse dell'Italia è rappresentata
dal volontariato, fenomeno che negli ultimi decenni ha visto un numero
sempre crescente di persone disposte a dare il proprio contributo sotto
molti punti di vista: umano, tecnico, materiale, intellettuale, artistico,
etc. La parola "volontariato" presenta naturalmente svariate
sfaccettature; può essere laico o religioso, politico o meno,
nazionale od internazionale. Ciò che però accomuna i milioni
d'individui che decidono di diventare volontari, secondo l'accezione
più corrente, implicante cioè un'attività non retribuita,
è il desiderio di fare qualcosa per gli altri e, allo stesso
tempo, per se stessi. Nell'ambito del volontariato un grande numero
di uomini e donne decide di prestare la propria opera in ambito sanitario;
la Croce Rossa Italiana è un esempio paradigmatico di questo
aspetto del fenomeno.
A Torino, in via Bologna 171, hanno sede amministrativa e operativa
il Comitato Regionale e il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana.
Di norma, per quanto riguarda i comuni, esistono i cosiddetti "comitati
locali", ma nel caso di alcune grandi città come Torino,
il comitato provinciale funge anche da comitato locale. Il personale
della Croce Rossa è costituito in maggioranza da personale volontario,
civile e militare; in Piemonte i volontari del soccorso sono circa diciottomila,
ed i soci attivi circa trentamila.
In Croce Rossa esistono sei tipologie di volontariato: il corpo militare,
le infermiere volontarie, il comitato nazionale femminile, i volontari
del soccorso, i pionieri e i donatori di sangue. Il corpo militare è
costituito da personale definito "ausiliario alle Forze Armate";
è composto da soli uomini e, similmente all'Esercito, comprende
Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa, che possono essere impiegati
sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra. Il corpo militare è
la più antica componente della Croce Rossa Internazionale.
Le infermiere volontarie sono anch'esse ausiliarie alle Forze Armate;
effettuano missioni in Italia e all'estero non solo in tempo di guerra,
ma anche per operazioni di cooperazione e sviluppo. Quando sono in missione
all'estero percepiscono uno stipendio; si diventa infermiera volontaria
o "sorella" dopo un corso teorico - pratico della durata di
due anni. Il comitato nazionale femminile ha il compito di coordinare
e promuovere le iniziative tendenti ad integrare l'assistenza sanitaria
e sociale in favore di cittadini, profughi ed immigrati che ne abbiano
necessità, sia presso le strutture pubbliche, sia in situazioni
di emergenza o calamità. Inoltre le volontarie svolgono attività
di raccolta di fondi e, in pratica, fungono da vere e proprie "dame
di beneficenza" della Croce Rossa.
I volontari del soccorso, che solitamente si possono notare sulle ambulanze,
sono la componente più numerosa. Sono persone maggiorenni, di
entrambi i sessi, le quali dedicano alla Croce Rossa una considerevole
parte del proprio tempo libero (dalle sei alle dodici ore la settimana
in media), essenzialmente per quanto riguarda le attività di
primo soccorso, trasporto infermi, educazione sanitaria e protezione
civile. Inoltre, nell'ambito del sistema definito "urgenza ed emergenza
con ambulanze" (ad esempio il 118), prestano servizio in molte
località 24 ore su 24.
Per diventare volontari del soccorso bisogna frequentare un corso di
tre mesi, un esame ed un successivo tirocinio della durata di altri
tre mesi. I corsi riguardano il primo soccorso, l'educazione sanitaria
e i rudimenti del diritto internazionale umanitario e della protezione
civile, nonché la preparazione degli interventi da effettuare
in caso di calamità naturali o situazioni d'emergenza; l'età
massima è di sessantacinque anni.
I pionieri sono la componente più giovane della Croce Rossa;
è infatti possibile iscriversi sin dal quattordicesimo anno di
età. I ragazzi e le ragazze intenzionati a diventare pionieri,
similmente ai volontari del soccorso, devono seguire un corso di tre
mesi con esame finale, e poi un tirocinio di tre mesi.
La componente dei donatori di sangue, formatasi nell'immediato dopoguerra,
pratica e promuove la donazione periodica del sangue, diffondendo la
cultura trasfusionale nelle scuole, nelle fabbriche, nelle comunità
e fra i singoli cittadini, facendo anche opera d'informazione riguardo
le problematiche connesse al buon uso del sangue.
Queste sono le sei componenti fondamentali della Croce Rossa; esistono
inoltre le unità cinofile, le unità per il soccorso montano
e l'OPSA, acronimo di "operatori polivalenti di soccorso in acqua".
Recentemente a Torino è entrata in funzione l'unità mobile
di assistenza chiamata "senza fissa dimora"; consiste di un
mezzo (un pulmino) recante a bordo un gruppo di pionieri, che compie
ad intervalli regolari il giro della città per prestare soccorso
alle persone che in "burocratese" vengono definite "sfd",
senza fissa dimora, per l'appunto. L'ispettore locale della C.R.I. Giuseppe
Vernero, riguardo a quest'unità mobile di assistenza, afferma:
"L'unità di strada che opera in Torino, essenzialmente nelle
zone più 'calde' come il centro e i pressi della stazione Porta
Nuova, gira soprattutto durante i fine settimana; è costituita
da una squadra composta da una decina di elementi fra pionieri e volontari,
con una maggioranza dei primi. Porta generalmente bevande calde a chi
si trova per strada, valutandone anche le condizioni generali di salute.
Quando i volontari notano piccole ferite, piaghe o simili, provvedono
alla medicazione sul posto; nel caso di gravi ferite o patologie viene
chiamato il 118, in modo che l'interessato possa essere portato al pronto
soccorso per le cure necessarie, e poi per eventuali esami diagnostici."
Il presidente provinciale della C.R.I. Antonio Calvano precisa: "La
Croce Rossa Italiana, nel suo genere particolare, è un ente pubblico,
che tuttavia per le varie attività che svolge si avvale essenzialmente
di volontari; questa particolarità è una risorsa sia dal
punto di vista istituzionale, sia dal punto di vista umano. La Croce
Rossa si interessa molto anche delle problematiche inerenti il diritto
internazionale; è inoltre un organismo di protezione civile,
in quanto interviene in situazioni di emergenza sul territorio nazionale,
affiancando così i volontari alle altre forze istituzionali."
Infatti, in base alla legge n° 225 del 24 febbraio 1992, riguardante
l'istituzione del servizio nazionale della protezione civile (ora agenzia
nazionale), la Croce Rossa è a tutti gli effetti una delle strutture
operative del servizio, con il corpo nazionale dei vigili del fuoco,
le forze armate, le forze di polizia, il corpo forestale dello stato,
i servizi tecnici nazionali, i gruppi nazionali di ricerca scientifica,
le strutture del servizio sanitario nazionale, le organizzazioni di
volontariato e il corpo nazionale del soccorso alpino. Chi fosse intenzionato
a saperne di più o a diventare un volontario, può rivolgersi
agli uffici di via Bologna 171 a Torino, oppure telefonare al numero
011/2445411.
A
Torino opera inoltre la Croce Verde, che affianca la Croce Rossa
per quanto riguarda il servizio "118". Nacque nel 1907 nel
capoluogo piemontese, e divenne quasi subito operativa per la pronta
adesione di un nucleo di Militi Volontari. Lo scopo fu, ed è
tuttora, soccorrere gli infortunati e gli ammalati; il celebre criminologo
Cesare Lombroso ne fu il primo presidente. Sul territorio nazionale
esistono numerose associazioni denominate "Croce Verde"; hanno
medesime finalità ma sono autonome.
Presso la sede di Torino di via Dorè 4, per quanto riguarda il
volontariato, si svolgono colloqui informativi il primo mercoledì
di ogni mese alle ore 21.00. Le domande compilate nel corso del colloquio
non sono vincolanti per l'ingresso nell'associazione, ma valutate in
relazione alle necessità.
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INFO
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Andò così
Nell'estate del 1859 le truppe francesi e quelle austriache si fronteggiarono
sulla piana di Solferino. La battaglia infuriò per ben sedici
ore fra atrocità d'ogni tipo; uno scontro come tanti, praticamente
all'"arma bianca", se non fosse per il fatto che ebbe
come spettatore un uomo d'indole particolarmente altruista ed economicamente
benestante: il ginevrino Henry Dunant, che si trovava lì
di passaggio, recandosi per affari presso Napoleone III. Dunant
interruppe il viaggio, deciso a far qualcosa per aiutare la moltitudine
di feriti che giaceva sul campo praticamente priva di soccorsi.
Un tempo, in guerra, non si andava tanto per il sottile
e
neppure oggi; tuttavia, fatte le debite eccezioni, per quanto riguarda
i diritti di feriti e prigionieri molte innovazioni umanitarie sono
state introdotte, in gran parte proprio a partire da cosa pensò
e fece Dunant a Solferino. Egli innanzitutto organizzò le
donne della vicina città di Castiglione per medicare i feriti,
nonché cibarli e dissetarli, dopodiché numerose chiese
furono trasformate in ospedali di fortuna.
Quando tutto quello che si poteva fare venne portato a termine,
compresa la sepoltura dei morti, Henry Dunant riprese il suo viaggio,
per tornare poi in Svizzera. Per circa tre anni non fece più
nulla di simile, tuttavia rifletté a lungo sull'esperienza,
da cui rimase talmente colpito da scrivere in seguito un libro intitolato
"Un ricordo di Solferino", in cui, oltre alla descrizione
dei fatti, volle dare voce ad alcune proposte ed osservazioni, che
costituirono poi le fondamenta dell'organismo internazionale denominato
"Croce Rossa".
Due aspetti di quegli eventi lo colpirono in particolare: l'estrema
atrocità della guerra e la disponibilità dei volontari
ad aiutare; egli notò infatti che esistono persone le quali,
sul campo, sono disposte a prestare soccorso in maniera neutrale,
decise ad aiutare i feriti di tutte le parti in conflitto, indipendentemente
dalla bandiera o dall'ideologia che portano in battaglia.
Questa è storia; da allora sono stati compiuti i classici
"passi da gigante". Tuttavia, come ribadito durante la
venticinquesima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della
Mezzaluna Rossa, i sette principi fondamentali del movimento restano:
umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza,
volontariato, unità, universalità. Il simbolo della
mezzaluna rossa affianca e talvolta sostituisce la croce tradizionale
nei Paesi in cui viene professata la religione musulmana. |
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