articoli maggio/giugno 2002
SOCIETA'







INFO
  • Croce Rossa Italiana: via Bologna 171, Torino, tel. O11.2445411 fax 011.232578
    www.cri.it: sito ufficiale della Croce Rossa Italiana www.dsmnet.it/micr/: museo internazionale della Croce Rossa "Henry Dunant" di Castiglione delle Stiviere (MN)

  • Croce Verde Torino: via Dorè 4, Torino, tel. 011.549000 fax 011.5621806 www.croceverde.org: sito ufficiale della Croce Verde Torino


NATI PER SOCCORRERE

di Enzo Specchio

Si sente spesso affermare che una delle grandi risorse dell'Italia è rappresentata dal volontariato, fenomeno che negli ultimi decenni ha visto un numero sempre crescente di persone disposte a dare il proprio contributo sotto molti punti di vista: umano, tecnico, materiale, intellettuale, artistico, etc. La parola "volontariato" presenta naturalmente svariate sfaccettature; può essere laico o religioso, politico o meno, nazionale od internazionale. Ciò che però accomuna i milioni d'individui che decidono di diventare volontari, secondo l'accezione più corrente, implicante cioè un'attività non retribuita, è il desiderio di fare qualcosa per gli altri e, allo stesso tempo, per se stessi. Nell'ambito del volontariato un grande numero di uomini e donne decide di prestare la propria opera in ambito sanitario; la Croce Rossa Italiana è un esempio paradigmatico di questo aspetto del fenomeno.
A Torino, in via Bologna 171, hanno sede amministrativa e operativa il Comitato Regionale e il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana. Di norma, per quanto riguarda i comuni, esistono i cosiddetti "comitati locali", ma nel caso di alcune grandi città come Torino, il comitato provinciale funge anche da comitato locale. Il personale della Croce Rossa è costituito in maggioranza da personale volontario, civile e militare; in Piemonte i volontari del soccorso sono circa diciottomila, ed i soci attivi circa trentamila.
In Croce Rossa esistono sei tipologie di volontariato: il corpo militare, le infermiere volontarie, il comitato nazionale femminile, i volontari del soccorso, i pionieri e i donatori di sangue. Il corpo militare è costituito da personale definito "ausiliario alle Forze Armate"; è composto da soli uomini e, similmente all'Esercito, comprende Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa, che possono essere impiegati sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra. Il corpo militare è la più antica componente della Croce Rossa Internazionale.
Le infermiere volontarie sono anch'esse ausiliarie alle Forze Armate; effettuano missioni in Italia e all'estero non solo in tempo di guerra, ma anche per operazioni di cooperazione e sviluppo. Quando sono in missione all'estero percepiscono uno stipendio; si diventa infermiera volontaria o "sorella" dopo un corso teorico - pratico della durata di due anni. Il comitato nazionale femminile ha il compito di coordinare e promuovere le iniziative tendenti ad integrare l'assistenza sanitaria e sociale in favore di cittadini, profughi ed immigrati che ne abbiano necessità, sia presso le strutture pubbliche, sia in situazioni di emergenza o calamità. Inoltre le volontarie svolgono attività di raccolta di fondi e, in pratica, fungono da vere e proprie "dame di beneficenza" della Croce Rossa.
I volontari del soccorso, che solitamente si possono notare sulle ambulanze, sono la componente più numerosa. Sono persone maggiorenni, di entrambi i sessi, le quali dedicano alla Croce Rossa una considerevole parte del proprio tempo libero (dalle sei alle dodici ore la settimana in media), essenzialmente per quanto riguarda le attività di primo soccorso, trasporto infermi, educazione sanitaria e protezione civile. Inoltre, nell'ambito del sistema definito "urgenza ed emergenza con ambulanze" (ad esempio il 118), prestano servizio in molte località 24 ore su 24.
Per diventare volontari del soccorso bisogna frequentare un corso di tre mesi, un esame ed un successivo tirocinio della durata di altri tre mesi. I corsi riguardano il primo soccorso, l'educazione sanitaria e i rudimenti del diritto internazionale umanitario e della protezione civile, nonché la preparazione degli interventi da effettuare in caso di calamità naturali o situazioni d'emergenza; l'età massima è di sessantacinque anni.
I pionieri sono la componente più giovane della Croce Rossa; è infatti possibile iscriversi sin dal quattordicesimo anno di età. I ragazzi e le ragazze intenzionati a diventare pionieri, similmente ai volontari del soccorso, devono seguire un corso di tre mesi con esame finale, e poi un tirocinio di tre mesi.
La componente dei donatori di sangue, formatasi nell'immediato dopoguerra, pratica e promuove la donazione periodica del sangue, diffondendo la cultura trasfusionale nelle scuole, nelle fabbriche, nelle comunità e fra i singoli cittadini, facendo anche opera d'informazione riguardo le problematiche connesse al buon uso del sangue.
Queste sono le sei componenti fondamentali della Croce Rossa; esistono inoltre le unità cinofile, le unità per il soccorso montano e l'OPSA, acronimo di "operatori polivalenti di soccorso in acqua".
Recentemente a Torino è entrata in funzione l'unità mobile di assistenza chiamata "senza fissa dimora"; consiste di un mezzo (un pulmino) recante a bordo un gruppo di pionieri, che compie ad intervalli regolari il giro della città per prestare soccorso alle persone che in "burocratese" vengono definite "sfd", senza fissa dimora, per l'appunto. L'ispettore locale della C.R.I. Giuseppe Vernero, riguardo a quest'unità mobile di assistenza, afferma: "L'unità di strada che opera in Torino, essenzialmente nelle zone più 'calde' come il centro e i pressi della stazione Porta Nuova, gira soprattutto durante i fine settimana; è costituita da una squadra composta da una decina di elementi fra pionieri e volontari, con una maggioranza dei primi. Porta generalmente bevande calde a chi si trova per strada, valutandone anche le condizioni generali di salute. Quando i volontari notano piccole ferite, piaghe o simili, provvedono alla medicazione sul posto; nel caso di gravi ferite o patologie viene chiamato il 118, in modo che l'interessato possa essere portato al pronto soccorso per le cure necessarie, e poi per eventuali esami diagnostici."
Il presidente provinciale della C.R.I. Antonio Calvano precisa: "La Croce Rossa Italiana, nel suo genere particolare, è un ente pubblico, che tuttavia per le varie attività che svolge si avvale essenzialmente di volontari; questa particolarità è una risorsa sia dal punto di vista istituzionale, sia dal punto di vista umano. La Croce Rossa si interessa molto anche delle problematiche inerenti il diritto internazionale; è inoltre un organismo di protezione civile, in quanto interviene in situazioni di emergenza sul territorio nazionale, affiancando così i volontari alle altre forze istituzionali." Infatti, in base alla legge n° 225 del 24 febbraio 1992, riguardante l'istituzione del servizio nazionale della protezione civile (ora agenzia nazionale), la Croce Rossa è a tutti gli effetti una delle strutture operative del servizio, con il corpo nazionale dei vigili del fuoco, le forze armate, le forze di polizia, il corpo forestale dello stato, i servizi tecnici nazionali, i gruppi nazionali di ricerca scientifica, le strutture del servizio sanitario nazionale, le organizzazioni di volontariato e il corpo nazionale del soccorso alpino. Chi fosse intenzionato a saperne di più o a diventare un volontario, può rivolgersi agli uffici di via Bologna 171 a Torino, oppure telefonare al numero 011/2445411.
A Torino opera inoltre la Croce Verde, che affianca la Croce Rossa per quanto riguarda il servizio "118". Nacque nel 1907 nel capoluogo piemontese, e divenne quasi subito operativa per la pronta adesione di un nucleo di Militi Volontari. Lo scopo fu, ed è tuttora, soccorrere gli infortunati e gli ammalati; il celebre criminologo Cesare Lombroso ne fu il primo presidente. Sul territorio nazionale esistono numerose associazioni denominate "Croce Verde"; hanno medesime finalità ma sono autonome.
Presso la sede di Torino di via Dorè 4, per quanto riguarda il volontariato, si svolgono colloqui informativi il primo mercoledì di ogni mese alle ore 21.00. Le domande compilate nel corso del colloquio non sono vincolanti per l'ingresso nell'associazione, ma valutate in relazione alle necessità.

INFO

 


Andò così

Nell'estate del 1859 le truppe francesi e quelle austriache si fronteggiarono sulla piana di Solferino. La battaglia infuriò per ben sedici ore fra atrocità d'ogni tipo; uno scontro come tanti, praticamente all'"arma bianca", se non fosse per il fatto che ebbe come spettatore un uomo d'indole particolarmente altruista ed economicamente benestante: il ginevrino Henry Dunant, che si trovava lì di passaggio, recandosi per affari presso Napoleone III. Dunant interruppe il viaggio, deciso a far qualcosa per aiutare la moltitudine di feriti che giaceva sul campo praticamente priva di soccorsi.
Un tempo, in guerra, non si andava tanto per il sottile… e neppure oggi; tuttavia, fatte le debite eccezioni, per quanto riguarda i diritti di feriti e prigionieri molte innovazioni umanitarie sono state introdotte, in gran parte proprio a partire da cosa pensò e fece Dunant a Solferino. Egli innanzitutto organizzò le donne della vicina città di Castiglione per medicare i feriti, nonché cibarli e dissetarli, dopodiché numerose chiese furono trasformate in ospedali di fortuna.
Quando tutto quello che si poteva fare venne portato a termine, compresa la sepoltura dei morti, Henry Dunant riprese il suo viaggio, per tornare poi in Svizzera. Per circa tre anni non fece più nulla di simile, tuttavia rifletté a lungo sull'esperienza, da cui rimase talmente colpito da scrivere in seguito un libro intitolato "Un ricordo di Solferino", in cui, oltre alla descrizione dei fatti, volle dare voce ad alcune proposte ed osservazioni, che costituirono poi le fondamenta dell'organismo internazionale denominato "Croce Rossa".
Due aspetti di quegli eventi lo colpirono in particolare: l'estrema atrocità della guerra e la disponibilità dei volontari ad aiutare; egli notò infatti che esistono persone le quali, sul campo, sono disposte a prestare soccorso in maniera neutrale, decise ad aiutare i feriti di tutte le parti in conflitto, indipendentemente dalla bandiera o dall'ideologia che portano in battaglia.
Questa è storia; da allora sono stati compiuti i classici "passi da gigante". Tuttavia, come ribadito durante la venticinquesima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, i sette principi fondamentali del movimento restano: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità, universalità. Il simbolo della mezzaluna rossa affianca e talvolta sostituisce la croce tradizionale nei Paesi in cui viene professata la religione musulmana.
 
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