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INFO
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Notizie
e materiale utili si possono reperire presso il Centro Informagiovani
di Torino, via delle Orfane 20, tel. 011.4424977, dal martedì
al sabato, dalle ore 9.30 alle 18.30
e-mail: centroinformagiovani
oppure
nei punti Informagiovani circoscrizionali, presso le Organizzazioni
sindacali e i Distretti scolastici.
Le schede dettagliate dei corsi avviati e di quelli in fase di
approvazione si possono trovare sul sito della Regione Piemonte:
www.regione.piemonte.it
sull'icona "orientamento alla "formazione". |
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QUESTO
CORSO FA PER ME
La formazione di ognuno di noi altro non è che la maturazione
delle proprie facoltà psichiche e intelletuali, dovute allo studio
ed all'esperienza. Partendo da questa considerazione sarà lecito
porsi delle domande sul proprio futuro, ad esempio."Cosa farò
da grande?"
di Manuela
Giambona
La
formazione professionale
La
formazione professionale, in base alla Legge Regionale n.63 del 1995,
organizza ogni anno corsi di vario genere con l'obiettivo di formare giovani
e adulti avviandoli al mondo del lavoro. Nel conseguire l'obiettivo preposto,
la FP osserva con attenzione i bisogni di professionalità del mondo
produttivo, guardando concretamente alle esigenze ed ai problemi degli
utenti. Si occupa inoltre dell'aggiornamento formativo di chi lavora e
si impegna a migliorare il disagio sociale delle fasce marginali della
popolazione.
I
corsi
I
corsi sono gratuiti e
vengono organizzati dai Centri di FP situati in vari comuni del territorio
regionale, presso Enti pubblici, Aziende, Istituzioni. Gli unici corsi
a pagamento sono quelli organizzati da strutture private, con il riconoscimento
della Provincia.
Sono corsi per tutte le utenze, con particolare attenzione all'area
tecnica e scientifica, e prevedono molte ore di laboratorio. L'informatica
va per la maggiore, ma non sono affatto trascurate le discipline artistiche,
lo spettacolo, l'edilizia, il commercio, la salute, l'alimentazione,
l'ambiente.
Le certificazioni rilasciate, ad eccezione dell'Attestato di Frequenza,
sono riconosciute dagli Enti Pubblici. Gli Enti privati che non hanno
il riconoscimento della Provincia rilasciano titoli non validi, anche
se talvolta ugualmente spendibili nel mercato del lavoro (vedi i corsi
del Fondo Sociale Europeo).
La frequenza, diurna, preserale o serale è obbligatoria e i corsi
hanno solitamente inizio ad ottobre; quelli brevi possono cominciare
anche durante l'anno. Le iscrizioni hanno precise scadenze e possono
prevedere anche preiscrizioni, per cui è richiesta una particolare
attenzione.
Si rende necessaria a questo punto una distinzione tra corsi di I°
livello - a cui è possibile accedere con la Licenza di scuola
media inferiore o con l'"Obbligo scolastico" assolto, attualmente
portato al 15° anno di età - e corsi di 2° livello, per
chi ha già una Qualifica, un Diploma di scuola media superiore
o una Laurea.
Alcuni corsi prevedono dei test di ingresso ed è comunque attivo,
all'interno di ogni istituto, un servizio di Orientamento Professionale
il cui scopo è, attraverso un colloquio iniziale, aiutare ogni
allievo a focalizzare le proprie attitudini. "Durante la prima
settimana - spiega il prof. Bresci dell'Istituto IAL San Luca - si illustrano
le caratteristiche dei corsi, con la partecipazione di datori di lavoro
che rispondono alle domande dell'utenza. È fondamentale la presenza
di uno psicologo, che aiuta l'individuo nella scelta dell'indirizzo".
Questi corsi prevedono inoltre l'integrazione tra la scuola professionale
e la scuola di Stato, per impedire l'abbandono da parte degli studenti
e per inserirli nel mondo del lavoro. Per i corsi di I° livello,
dopo aver ottenuto la Qualifica Professionale Regionale ed aver superato
un esame, è possibile l'inserimento al terzo anno di una scuola
pubblica, per poi ottenere il diploma di Maturità. "Questo
è stato per noi un input per entrare in un circuito con pari
dignità rispetto alla scuola di Stato" dice il prof. Tumolo
(Istituto IAL "San Luca").
Programmazione
dei corsi
I
corsi richiedono continui studi e documentazioni e qualsiasi modifica
è il risultato di costanti ricerche da parte degli organi preposti
a tale attività. Il 12 ottobre 1998 il presidente della regione
Enzo Ghigo ha firmato un Protocollo di Intesa Interistituzionale Regionale
sull'Orientamento Scolastico, Universitario e Professionale, che ha
il compito di promuovere nuove iniziative scolastiche e professionali
su base regionale. Ogni anno vengono studiati nuovi corsi, in linea
con le richieste delle aziende. "I corsi devono rispondere non
solo al mero saper fare qualcosa, ma sono come dei contenitori che vanno
riempiti anche di cultura. Discipline quali l'informatica, la lingua
straniera, l'economia, sono elementi di stimolo nuovo per la formazione",
afferma il prof. Marvaso.
Anche l'utenza è del tutto nuova: diplomati, laureati, giovani
che, terminata la scuola dell'obbligo, vogliono raggiungere un'indipendenza
economica e crescere all'interno di un'azienda, portatori di handicap,
persone con problemi di inserimento sociale (di cui si occupa specificamente
il SIL, Servizio Inserimento Lavorativo).
Stages
Al
termine del percorso di studi i corsi di formazione professionale prevedono
un tirocinio pratico in un'azienda la cui durata varia indicativamente
dalle 400 ore per il I° livello alle 200-300 per il II° livello.
L'istituto contatta l'azienda, organizza un collettivo e presenta al
datore di lavoro un profilo dettagliato dello studente. Lo stage o tirocinio
è altamente formativo "fornisce all'utente una visione più
precisa del mondo del lavoro ed amplia le conoscenze specifiche",
sostiene la prof.ssa Corio dell'Istituto C.S.F. di Moncalieri.
Durante il periodo di tirocinio vi è un continuo monitoraggio
da parte dell'istituto, che verifica il buon andamento della collaborazione
con l'azienda. L'impiego non avviene automaticamente e dipende dalle
esigenze e dalla disponibilità dell'azienda, oltre che dal comportamento
dell'allievo. Terminato lo stage, si ritorna in istituto per sostenere
l'esame regionale.
Aspettative
"Questi
corsi non risolvono il problema della disoccupazione, ma sono molto
utili per inserirsi nel mondo del lavoro. Non si può pensare
di introdursi in un'azienda senza le conoscenze di base. Non siamo l'Ufficio
di Collocamento, ma una buona parte dei nostri ragazzi trova un impiego",
sostiene la prof.ssa Corio. L'istituto segue lo studente anche nel periodo
successivo al completamento del corso, fino a quando riceve richieste
dalle aziende. Inoltre la Regione, con il "follow-up", ricerca
continuamente nuove figure professionali da impiegare. "La nostra
soddisfazione" dice il prof. Tumolo, "non sta nel rilasciare
un pezzo di carta ma nel sapere che i nostri allievi trovano lavoro".
Nessuna scuola garantisce il lavoro immediato, la frequenza di uno di
questi corsi è però un buon trampolino di lancio. Buon
Lavoro!
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