articoli maggio/giungo 2002
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IPSE DIXIT

"Di tutti i crimini neri che l'uomo commette contro Dio e il Creato, la vivisezione è il più nero" - Mahatma Ghandi

"Grandezza e progresso morale di una nazione si giudicano in base al modo in cui tratta gli animali"- Mahatma Ghandi

"L'uccisione di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell'uccisione di un uomo". - Leonardo da Vinci

"Dei barbari afferrano questo cane, che supera tanto l'uomo in amicizia; lo inchiodano su una tavola, e lo sezionano vivo…"

"Rispondimi, meccanicista, la natura ha forse sistemato tutte le molle del sentimento in quest'animale perché non senta?" - Voltaire

"L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è anche l'unico che ne ha bisogno" - Mark Twai

 

 

 

USA E GETTA
Da sempre provoca proteste e indignazione nei movimenti animalisti, ma da qualche anno in qua anche nella società civile in generale. Chi la pratica preferisce chiamarla, con un eufemismo, infelice come quasi tutti gli eufemismi, "sperimentazione animale". Ma per il resto del mondo il termine per identificare una delle pratiche più becere rimane lo stesso, vivisezione.
Vivisezione significa effettuare sperimentazioni di vario tipo su animali vivi.
Si passa dall'inoculazione di sostanze chimiche di ogni tipo finalizzata, spesso ma non sempre, allo studio di nuove medicine (ma anche a quello di nuovi cosmetici), fino a vere e proprie torture, fisiche e psicologiche, per studiare le reazioni della "cavia" in particolari condizioni di stress.

di Sergio Capelli
Con martello e scalpello
Sono molti i casi, spesso documentati con immagini fotografiche shock, di vere e proprie violenze fisiche. Cani, gatti, conigli, scimmie, pecore, criceti… non c'è genere animale che sia escluso dalla vivisezione.
Spesso più che laboratori scientifici, si tratta di vere e proprie "officine dell'orrore". Scimmie a cui vengono cucite le palpebre e impiantati apparecchi sonar sul cranio per "sostituire" gli occhi, coppie di gatti cucite insieme per simulare gemelli siamesi, animali intrappolati e immobilizzati in macchine di contenzione, quadrupedi a cui vengono inferte dolorosissime ferite al fine di studiarne il comportamento successivo… Insomma il repertorio è lungo e truce, tanto da far invidia al dott. Mengele.

Chi a favore…
Come sempre accade in questi casi, gli schieramenti sono separati da abissi incolmabili.
Chi vede nella vivisezione una pratica giusta, indispensabile per la salute dell'uomo, un "sacrificio" da affrontare, si appella alla libertà della scienza, lanciando dardi contro i presunti anatemi del moderno oscurantismo.
"…Non vi è infatti oggi altra possibilità che l'impiego degli animali se si vogliono avere a disposizione modelli di malattie umane su cui saggiare nuove forme di terapia … D'altra parte se guardiamo alla storia della medicina troviamo che ogni scoperta significativa che ha dato risultati pratici anche per l'uomo è passata attraverso l'impiego di animali… La nostra società utilizza i prodotti della scienza, ma la sua cultura non ha assorbito gli sviluppi delle conoscenze scientifiche; la scuola riserva uno spazio troppo ristretto alle discipline scientifiche e soprattutto non dà le informazioni fondamentali per capire vantaggi e limiti di ciò che viene prodotto dalla scienza…" (da "Ricerca Scientifica e Società" di Silvio Garattini - direttore dell'Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri; il testo integrale è leggibile su http://www.progettogaia.it/dirittianim/vivisezione/vivisez01.htm).

…e chi contro
Inutile fare la lista delle associazioni che si sono, ormai da decenni, schierate contro la vivisezione.
Ma le loro ragioni? Due i filoni: etico e scientifico. Innanzitutto l'affermazione dei diritti degli animali. Superando l'idea di un mondo che gira solo ed esclusivamente intorno all'uomo, non può non sorgere una domanda: è giusto torturare a morte gli animali? Perché sperimentare su di loro cure e farmaci che poi dovranno essere utilizzati sugli esseri umani?
Ma non solo… Ci sono anche aspetti scientifici. Le sperimentazioni animali, affermano gli animalisti (nelle cui fila si contano anche numerosi scienziati), non sono attendibili, non sempre le reazioni delle "cavie" sono paragonabili a quelle umane. Un dato, pubblicato sul bollettino di informazione sui farmaci del 1983, parla chiaro: dal 1972 al 1983 sono stati ritirati dal commercio 22.621 medicinali, che però avevano passato i test di tossicità sugli animali. Persino la penicillina è tossica per cavie e criceti. Chissà cosa sarebbe successo se fosse stata subito sperimentata sugli animali.

"La Morte ti fa Bella"
Sono molte le case produttrici di cosmetici che testano i prodotti sugli animali. Prodotti per la bellezza per i quali vengono torturati e a volte geneticamente modificati animali-cavie. Il fronte antivivisezionista ha lanciato numerose campagne di boicottaggio nei confronti di queste aziende, il cui nome è reso pubblico in numerosi siti web. Se, pur sbagliando, la vita animale è considerata di minor importanza rispetto a quella umana e quindi si possono giudicare "giuste" le sperimentazioni farmaceutiche, lo stesso può valere per quelle finalizzate alla creazione di prodotti per la cosmesi? Anche una ruga può essere più importante di una vita animale?

Oltre la vivisezione: toreri e combattimenti
Ma le associazioni animaliste (Lega Anti-Vivisezione su tutte) non puntano il dito solo contro le pratiche legate alla vivisezione e alla sperimentazione animale.
Sono molti i contesti in cui i diritti degli animali vengono violati. In primis le corride. Ultima ragione di scandalo, nell'ambito di una battaglia contro queste "manifestazioni culturali", è stata l'uscita del film Habla con ella - Parla con lei di Pedro Almodovar. L'accusa lanciata nei confronti del regista iberico è quella di aver utilizzato tori veri in alcune scene del suo film, matandone sei. Quasi automatica è partita la campagna di boicottaggio.
In Italia, da alcuni anni sta prendendo piede la piaga dei combattimenti clandestini fra cani. Ogni anno nel nostro Paese più di 5.000 cani sono vittime dei combattimenti collegati alle scommesse clandestine. Nelle lotte i cani sono aizzati con inaudita crudeltà da padroni senza scrupoli e sono costretti a sbranarsi spesso fino alla morte di uno dei due contendenti. Gli animali sono sottoposti a violentissime forme di addestramento: chiusi fin da cuccioli in sacchi, presi a bastonate, lasciati per giornate intere al buio senza mangiare, nutriti con carne cruda o direttamente con cani e gatti randagi o rubati, costretti a correre per undici ore di seguito. A causa dei devastanti maltrattamenti che condizionano il comportamento dell'animale, Pit Bull, Rottweiler, Bull Mastiff e altre razze, sono oggi considerati veri e propri "mostri", possenti e crudeli creature pronte ad uccidere ed aggredire. E così oltre alle violenze subite, questi animali diventano vittime di una criminalizzazione sempre più diffusa.
Se, come diceva il Mahatma Ghandi, "Grandezza e progresso morale di una nazione si giudicano in base al modo in cui tratta gli animali"…

CLICCA SU...
http://www.infolav.org
http://digilander.iol.it/animalisti/vivisezione.htm
http://www.novivisezione.org
http://www.geocities.com/Paris/Bistro/9971/vivisezi.html
http://www.notiziarioanimalista.it/
http://www.animalitalia.it/

SI PUO' DIRE DI NO



"I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale". Così recita l'art.1 della legge 413 del 1993, che dà possibilità a studenti e lavoratori dipendenti pubblici e privati di non partecipare ad attività di ricerca che implichino l'utilizzo di animali: la legge sottolinea l'obbligo di non discriminazione nei confronti di queste persone. In particolare, per ciò che concerne le Università, sancisce il dovere per gli organi competenti, di rendere facoltative le lezioni che la prevedono, di offrire attività alternative agli studenti, di pubblicizzare il diritto all'obiezione di coscienza. Chi frequentasse facoltà medico scientifiche che prevedono sperimentazione animale in alcune materie può, qualora lo desideri, informarsi presso la segreteria o comunicare al professore della materia in questione che intende non seguire il corso, senza timore di essere discriminato. È una scelta, giuridicamente tutelata.

di
Viviana Masi
 
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