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Info
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IPSE
DIXIT
"Di
tutti i crimini neri che l'uomo commette contro Dio e il Creato,
la vivisezione è il più nero" - Mahatma Ghandi
"Grandezza e progresso morale di una nazione si giudicano
in base al modo in cui tratta gli animali"- Mahatma Ghandi
"L'uccisione
di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell'uccisione
di un uomo". - Leonardo da Vinci
"Dei
barbari afferrano questo cane, che supera tanto l'uomo in amicizia;
lo inchiodano su una tavola, e lo sezionano vivo
"
"Rispondimi,
meccanicista, la natura ha forse sistemato tutte le molle del
sentimento in quest'animale perché non senta?" -
Voltaire
"L'uomo
è l'unico animale che arrossisce, ma è anche l'unico
che ne ha bisogno" - Mark Twai
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USA
E GETTA
Da
sempre provoca proteste e indignazione nei movimenti animalisti, ma
da qualche anno in qua anche nella società civile in generale.
Chi la pratica preferisce chiamarla, con un eufemismo, infelice come
quasi tutti gli eufemismi, "sperimentazione animale". Ma per
il resto del mondo il termine per identificare una delle pratiche più
becere rimane lo stesso, vivisezione.
Vivisezione significa effettuare sperimentazioni di vario tipo su animali
vivi.
Si passa dall'inoculazione di sostanze chimiche di ogni tipo finalizzata,
spesso ma non sempre, allo studio di nuove medicine (ma anche a quello
di nuovi cosmetici), fino a vere e proprie torture, fisiche e psicologiche,
per studiare le reazioni della "cavia" in particolari condizioni
di stress.
di
Sergio
Capelli
Con
martello e scalpello
Sono
molti i casi, spesso documentati con immagini fotografiche shock, di vere
e proprie violenze fisiche. Cani, gatti, conigli, scimmie, pecore, criceti
non c'è genere animale che sia escluso dalla vivisezione.
Spesso più che laboratori scientifici, si tratta di vere e proprie
"officine dell'orrore". Scimmie a cui vengono cucite le palpebre
e impiantati apparecchi sonar sul cranio per "sostituire" gli
occhi, coppie di gatti cucite insieme per simulare gemelli siamesi, animali
intrappolati e immobilizzati in macchine di contenzione, quadrupedi a
cui vengono inferte dolorosissime ferite al fine di studiarne il comportamento
successivo
Insomma il repertorio è lungo e truce, tanto da
far invidia al dott. Mengele.
Chi
a favore
Come
sempre accade in questi casi, gli schieramenti sono separati da abissi
incolmabili.
Chi vede nella vivisezione una pratica giusta, indispensabile per la
salute dell'uomo, un "sacrificio" da affrontare, si appella
alla libertà della scienza, lanciando dardi contro i presunti
anatemi del moderno oscurantismo.
"
Non vi è infatti oggi altra possibilità che
l'impiego degli animali se si vogliono avere a disposizione modelli
di malattie umane su cui saggiare nuove forme di terapia
D'altra
parte se guardiamo alla storia della medicina troviamo che ogni scoperta
significativa che ha dato risultati pratici anche per l'uomo è
passata attraverso l'impiego di animali
La nostra società
utilizza i prodotti della scienza, ma la sua cultura non ha assorbito
gli sviluppi delle conoscenze scientifiche; la scuola riserva uno spazio
troppo ristretto alle discipline scientifiche e soprattutto non dà
le informazioni fondamentali per capire vantaggi e limiti di ciò
che viene prodotto dalla scienza
" (da "Ricerca Scientifica
e Società" di Silvio Garattini - direttore dell'Istituto
di Ricerche farmacologiche Mario Negri; il testo integrale è
leggibile su http://www.progettogaia.it/dirittianim/vivisezione/vivisez01.htm).
e
chi contro
Inutile
fare la lista delle associazioni che si sono, ormai da decenni, schierate
contro la vivisezione.
Ma le loro ragioni? Due i filoni: etico e scientifico. Innanzitutto
l'affermazione dei diritti degli animali. Superando l'idea di un mondo
che gira solo ed esclusivamente intorno all'uomo, non può non
sorgere una domanda: è giusto torturare a morte gli animali?
Perché sperimentare su di loro cure e farmaci che poi dovranno
essere utilizzati sugli esseri umani?
Ma non solo
Ci sono anche aspetti scientifici. Le sperimentazioni
animali, affermano gli animalisti (nelle cui fila si contano anche numerosi
scienziati), non sono attendibili, non sempre le reazioni delle "cavie"
sono paragonabili a quelle umane. Un dato, pubblicato sul bollettino
di informazione sui farmaci del 1983, parla chiaro: dal 1972 al 1983
sono stati ritirati dal commercio 22.621 medicinali, che però
avevano passato i test di tossicità sugli animali. Persino la
penicillina è tossica per cavie e criceti. Chissà cosa
sarebbe successo se fosse stata subito sperimentata sugli animali.
"La
Morte ti fa Bella"
Sono
molte le case produttrici di cosmetici che testano i prodotti sugli
animali. Prodotti per la bellezza per i quali vengono torturati e a
volte geneticamente modificati animali-cavie. Il fronte antivivisezionista
ha lanciato numerose campagne di boicottaggio nei confronti di queste
aziende, il cui nome è reso pubblico in numerosi siti web. Se,
pur sbagliando, la vita animale è considerata di minor importanza
rispetto a quella umana e quindi si possono giudicare "giuste"
le sperimentazioni farmaceutiche, lo stesso può valere per quelle
finalizzate alla creazione di prodotti per la cosmesi? Anche una ruga
può essere più importante di una vita animale?
Oltre
la vivisezione: toreri e combattimenti
Ma
le associazioni animaliste (Lega Anti-Vivisezione su tutte) non puntano
il dito solo contro le pratiche legate alla vivisezione e alla sperimentazione
animale.
Sono molti i contesti in cui i diritti degli animali vengono violati.
In primis le corride. Ultima ragione di scandalo, nell'ambito di una
battaglia contro queste "manifestazioni culturali", è
stata l'uscita del film Habla con ella - Parla con lei di Pedro Almodovar.
L'accusa lanciata nei confronti del regista iberico è quella
di aver utilizzato tori veri in alcune scene del suo film, matandone
sei. Quasi automatica è partita la campagna di boicottaggio.
In Italia, da alcuni anni sta prendendo piede la piaga dei combattimenti
clandestini fra cani. Ogni anno nel nostro Paese più di 5.000
cani sono vittime dei combattimenti collegati alle scommesse clandestine.
Nelle lotte i cani sono aizzati con inaudita crudeltà da padroni
senza scrupoli e sono costretti a sbranarsi spesso fino alla morte di
uno dei due contendenti. Gli animali sono sottoposti a violentissime
forme di addestramento: chiusi fin da cuccioli in sacchi, presi a bastonate,
lasciati per giornate intere al buio senza mangiare, nutriti con carne
cruda o direttamente con cani e gatti randagi o rubati, costretti a
correre per undici ore di seguito. A causa dei devastanti maltrattamenti
che condizionano il comportamento dell'animale, Pit Bull, Rottweiler,
Bull Mastiff e altre razze, sono oggi considerati veri e propri "mostri",
possenti e crudeli creature pronte ad uccidere ed aggredire. E così
oltre alle violenze subite, questi animali diventano vittime di una
criminalizzazione sempre più diffusa.
Se, come diceva il Mahatma Ghandi, "Grandezza e progresso morale
di una nazione si giudicano in base al modo in cui tratta gli animali"
CLICCA
SU...
http://www.infolav.org
http://digilander.iol.it/animalisti/vivisezione.htm
http://www.novivisezione.org
http://www.geocities.com/Paris/Bistro/9971/vivisezi.html
http://www.notiziarioanimalista.it/
http://www.animalitalia.it/
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SI
PUO' DIRE DI NO
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"I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio
del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione
riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,
dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle
libertà fondamentali e dal Patto internazionale relativo
ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti
gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza
ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale". Così
recita l'art.1 della legge 413 del 1993, che dà possibilità
a studenti e lavoratori dipendenti pubblici e privati di non partecipare
ad attività di ricerca che implichino l'utilizzo di animali:
la legge sottolinea l'obbligo di non discriminazione nei confronti
di queste persone. In particolare, per ciò che concerne le
Università, sancisce il dovere per gli organi competenti,
di rendere facoltative le lezioni che la prevedono, di offrire attività
alternative agli studenti, di pubblicizzare il diritto all'obiezione
di coscienza. Chi frequentasse facoltà medico scientifiche
che prevedono sperimentazione animale in alcune materie può,
qualora lo desideri, informarsi presso la segreteria o comunicare
al professore della materia in questione che intende non seguire
il corso, senza timore di essere discriminato. È una scelta,
giuridicamente tutelata.
di Viviana
Masi |
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