articoli maggio/giungo 2002
SPECIALE






Quando l'amore va al
di là…
"Qui riposa Fido, compagno fedele, amico di giornate trascorse felici all'aria aperta": ecco un facsimile delle infinite dediche intarsiate sopra le lapidi dei cimiteri per amici a quattro zampe. L'antropomorfizzazione, ossia quel processo mentale che, in modo forzato, attribuisce agli animali intenzioni ed elaborazioni tipiche degli uomini, ha portato alla costruzione di cimiteri, veri e virtuali, dove poter seppellire il proprio cane, gatto, ma anche criceti, pappagalli, conigli, iguane e tartarughe.
Nel "Parco degli affetti" (3000 mq di prato) di Aulla (Massa Carrara) riposano animali provenienti da tutta Italia. A Torino esiste addirittura una ditta specializzata nella fornitura di lapidine e arredi, nella cremazione e tumulazione dei fidi compagni. L'usanza non è del tutto nuova: Jean-Louis Gouran, uno studioso francese di cavalli, ha scoperto il più grande cimitero equino del mondo, alla periferia di San Pietroburgo, contenente 120 pietre tombali di cavalli appartenuti agli zar di Russia tra il 1828 e il 1917.
Sepolture on line è possibile trovarle invece nei siti www.amicianimali.it, www.masterdog.it e www.animalparadise.net: qui si può inserire la foto del proprio cane o gatto, scegliere il luogo, l'epitaffio, persino la musica di sottofondo che inizierà a suonare appena cliccata la pagina dell'animale defunto. Non mancano poi chat e forum, questa volta dedicate interamente ai padroni rimasti soli.

 

 


STRAPAZZAMI DI COCCOLE

di Miriam Massone

Angela e i suoi gatti. Lei, una giovane signora di un paesino della campagna alessandrina. Loro sono Cettina, Timidone, Chicca, Udinì, il Rosso, Ercolino e tanti, tanti altri, tutti vivaci, alcuni randagi, altri no, alcuni senza padrone, raminghi, vagabondi, altri coccolati aristocratici con pedigree. Ai suoi amici baffuti Angela ha regalato un'intera casetta, adiacente alla sua, dove tra scale a pioli, palline da tennis, vecchie scatole e morbide poltrone, Ercolino e company giocano, si affilano le unghie, si rincorrono e si svagano più che mai. Ma la casa resta sempre aperta per nuovi ospiti e da Angela, anche l'ultimo arrivato trova sempre un posto. Ai micini più timidi e impauriti è destinata l'intera mansarda, dove possono riposare tranquilli e osservare dall'alto i compagni, prima di buttarsi a capofitto in rocambolesche baruffe. Inoltre la dolce gattara s'impegna a mantenere i randagi e fa collette per garantire le cure veterinarie a tutti i gatti del paese. La sua è una sensibilità fuori dal comune ed anche i gatti l'avvertono, tanto da non lasciarla mai sola e se qualche volta sembrano spariti, in cerca di avventure fuori dal cancello del giardino, appena si fa notte ricompaiono, pronti ad andare a dormire, tutti insieme nel lettone, con la loro Angela.
Attrazione, trasporto, intesa, dedizione: questa "corrispondenza d'amorosi sensi" per molti può trasformarsi in una vera e propria fonte di soddisfazione. Quando poi accarezzare, coccolare, prendersi a cuore il benessere del proprio animale da compagnia, riesce a migliorare le condizioni psicofisiche di una persona, si parla di pet therapy. Il termine definisce un processo curativo, un'amicizia sincera e una fiducia incondizionata, basata sulla stretta relazione fra uomo e animale. Il contatto tattile, visivo e affettivo con il proprio pet (piccolo animale domestico) è un'efficace medicina alternativa soprattutto per chi è affetto da problemi fisici o psichici come difficoltà motorie, disturbi comportamentali infantili, autismo, ansia e depressione. Il primo a capirlo fu il neuropsicologo americano Boris Levison che nel suo libro "The dog as a cotherapist", racconta la storia di un piccolo paziente che grazie all'intenso rapporto di amicizia instaurato col suo cane, riuscì ad aumentare l'autostima e a migliorare il comportamento.
Ma in cosa consiste concretamente la pet therapy? La procedura prevede un incontro preliminare con uno staff di esperti medici, veterinari, neuropsichiatri, addestratori di animali, che stabilisce un programma e sceglie l'animale più adatto a curare specificatamente quel paziente e quella malattia. Può trattarsi di un cane o di un gattino oppure persino di un cavallo o un delfino.
In quest'ultimo caso abbiamo a che fare con la delfino-terapia. Nata negli Stati Uniti all'inizio degli anni settanta, oggi si sta diffondendo anche in Italia, grazie soprattutto al lavoro dell'associazione Sitaca (Società Italiana Terapie ed Attività con Animali). Ciò che più affascina di questi mammiferi acquatici dall'espressione sorridente, è proprio l'aspetto su cui punta la delfino-terapia, ossia l'umore e il carattere. I delfini sono socievoli, divertenti, estrosi, amano giocare e per nulla intimoriti dall'uomo, in particolare il tursiope, la specie utilizzata come co-terapeuta per aiutare quei pazienti affetti da disturbi intellettivi, ma anche da stress post-traumatico, autismo e problemi di riabilitazione fisica. Questi vivaci animali sono in grado di stimolare emozioni nel paziente, sviluppare l'attitudine alla comunicazione. Attenzione però: sarebbe errato e riduttivo credere di potersi immergere in acqua, fare una nuotata insieme ai delfini e come per magia uscire dalla piscina già guariti. Ci vuole costanza e un percorso lento e minuzioso, fatto di piccoli passi in cui l'uomo e l'animale imparano prima a conoscersi, poi a diventare amici ed aiutarsi.
Lo stesso principio va rispettato anche nell'ippoterapia, quell'insieme di tecniche rieducative per il superamento di danni sensoriali, cognitivi e comportamentali riconosciuta ufficialmente dalla scienza medica già ai tempi della prima guerra mondiale. Qui il protagonista indiscusso è il cavallo. Prendersi cura dell'animale, pettinarlo, strigliarlo, sellarlo, badare al suo sostentamento, sviluppa nel paziente il senso di responsabilità. Riuscire a cavalcare e divertirsi insieme a lui, imparare a fidarsi del cavallo, a non averne paura, migliora tutta una serie di attività psicologiche e cerebrali: aumenta la stima verso se stessi, le capacità relazionali, il senso di sicurezza, la coordinazione e l'attenzione. In alcuni maneggi si possono incontrare anche ragazzi non vedenti che praticando l'ippoterapia, hanno sensibilmente ridotto l'ansia dell'incertezza di chi è costretto a vivere senza poter vedere. L'ondeggiante andamento del 'trotto' e del 'passo' infine, rinforza la muscolatura e le articolazioni.
Ma come possono aiutarci invece i piccoli animali domestici, che abitano la maggior parte delle nostre case (solo per i cani, il Comune di Torino ne ha censiti 33mila. 600mila in tutto il Piemonte)?
Le potenzialità di questi animali sono davvero moltissime e grande è l'aiuto che ci danno, già nel semplice svolgimento della vita quotidiana, a cominciare dalla compagnia. Non sono pochi gli anziani che si sentono più felici e sicuri quando tra le mura dell'appartamento, scodinzola un cagnolino. Sentono meno il peso della solitudine se possono contare sulla presenza di un amico a quattro zampe con cui uscire e tornano a sentirsi socialmente utili, se riescono a occuparsi di una colonia felina di gatti randagi, situata in qualche cortile vicino alla propria casa.
Gli allevatori hanno selezionato oltre 400 razze canine al mondo, tra queste alcune, come il "pechinese" e il "pinscher nano", per l'indole docile e paziente, sono particolarmente adatte proprio a chi vive solo e trascorre molto tempo in casa. Le doti del cane, la sua spiccata disponibilità e propensione al gioco sono di grande aiuto nel combattere la timidezza: è stato dimostrato che una persona che passeggia insieme al suo Fido, ha molta più probabilità di far amicizia e conoscere gente, se non altro perché si vedrà costretto a rispondere a domande del tipo: "Carino, come si chiama? Quanti anni ha? Di che razza è?". In pet therapy i cani vengono usati come co-terapisti di pazienti con patologie croniche e depressive. Sono diversi i casi dove il metodo è stato applicato con successo: a Torino, i cani "2hanno dato una mano" ai medici che si occupavano di due malati psichiatrici; altri esempi a Milano presso l'Unità di Cure Palliative, all'Ospedale di Assisi, a Venezia, dove il cane Botolo, lavora insieme agli psicologi che hanno in cura un gruppo di malati di Alzheimer, e a Roma, dove è stata realizzata una ricerca sull'interazione uomo-animale nelle case di riposo comunale.
"Se la raccolse sul petto, le lisciò i morbidi fianchi che gli parvero un po' incavi, le tolse, dal pelame negletto, fili di ragnatele, minuscoli fuscelli di pino e d'olmo… Ella si riprendeva rapidamente, riconduceva sui suoi lineamenti, nei suoi occhi d'oro puro un'espressione familiare e la dignità di gatto…". È la scrittrice Colette a regalarci questa immagine sul rapporto fra un essere umano e il felino più amato e coccolato. "Un animale solitario e individualista" - affermano molti, ma pochi sanno che il gatto si affeziona presto al padrone e concede facilmente interminabili strusciate e loquaci fusa. È stato osservato che proprio il pacioso e prolungato suono delle fusa, la morbidezza e la consistenza del pelo, risultano graditi ai bambini non vedenti. La presenza costante di un gatto è un ottimo farmaco capace di sedare l'ansia e donare loro uno stato di quiete. L'effetto tranquillizzante è efficace anche nel calmare chi soffre d'irrequietezza, al limite della crisi di panico. Tra le razze giudicate più adatte a svolgere questo compito troviamo il "birmano", il "thailandese korat" e il "devon rex".
Benefici, dal rapporto col gatto, se ne possono avere anche solo osservandolo. Il suo atteggiamento nei confronti di un ospite o di uno sconosciuto, è di estrema attenzione verso ogni tipo di messaggio, corporeo e verbale: non cercherà mai di conoscerlo e andargli incontro se prima non avrà captato quanti più segnali possibili sul nuovo arrivato. Orecchie dritte, baffi in avanti, pupille dilatate, disposto in posizione tale da riuscire a vedere, senza essere a sua volta visto, il gatto in pochi minuti sarà in grado di elaborare e valutare tutte le informazioni e decidere se uscire allo scoperto e farsi conoscere oppure restare nascosto ancora un po' per scoprire altri indizi. Indubbiamente una spiccata capacità di osservazione che andrebbe imitata. Accreditati studiosi del settore, spiegano inoltre che le tecniche di rilassamento corporeo adottate dai gatti, sono le migliori in assoluto. Da loro dunque dovremmo imparare a distendere la colonna vertebrale ed abbandonare i nostri muscoli.
Nel mondo dei piccoli animali domestici arriva un'altra lezione che ci insegna distensione e relax; sono i pesciolini rossi e tropicali. Molti medici e dentisti hanno installato nelle sale d'aspetto dei loro studi grandi acquari non a scopo di abbellimento, ma perché sembra che l'osservazione del lento nuotare dei pesci, abbatta lo stress e calmi gli animi dei loro pazienti in attesa di essere visitati.
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