articoli maggio/giungo 2002
SPECIALE





 

 


FIDO, SILVESTRO E TITTI TORINESI D'ECCEZIONE

di Giovanni Monaco

In Italia sono 54 milioni, non hanno cittadinanza e non sono persone. Sono i nostri migliori amici, però: sei milioni di cani, sette di gatti, 41 milioni di uccelli e di pesci cui corrisponde, secondo gli ultimi dati, una passione incontrollabile da parte degli altri abitanti, quelli con la carta d'identità e il codice fiscale. A Torino, tra i vari Fido, Silvestro e Titti, si contano centinaia di migliaia di individui, la maggioranza dei casi (lo impone la natura metropolitana del nostro territorio) felicemente "accasati" presso una delle famiglie recentemente censite dall'Istat.
Dove ci sono le passioni, ecco i soldi. Cresce così l'interesse (sociale ed economico) per gli animali domestici. In seguito vedremo quanto si spende per mantenerli, quanto si specula abbandonandoli e quanto per seppellirli. Intanto non stupiamoci se la Città di Torino ha stanziato due miliardi e 644 milioni di lire per realizzare su di un'area di 13 mila metri quadri un canile speciale in strada Cuorgné: non uno spartano recinto per diseredati, ma un rifugio ben attrezzato con camerette a quattro cucce, cambio di acqua tre volte a giorno, vista su parco, passeggiate in veranda o nei prati riservati e ombreggiati da alberi da frutta, possibilità di attività extra come compagni di gioco.
Il nuovo canile rifugio di Torino offrirà tutto questo ai suoi 84 ospiti che avranno anche, come coinquilini, 80 gatti. Il progetto, dell'ufficio tecnico del Comune è stato approvato pochi giorni fa e prevede uffici amministrativi e veterinari, sala polifunzionale, cucina, casa del custode. I cani saranno sistemati in sei padiglioni invernali, affiancati da zona pulizia e sala veterinaria. Una nursery con cucce termiche servirà per curare i più deboli. Il gattile è una grande stanza attrezzata con tettoia esterna e prato recintato. La gestione dovrebbe essere affidata a cooperative.
Intanto, i nostri migliori amici, ci vengono proposti anche come possibili medici. Mutua o non mutua, un'etologa ha recentemente illustrato proprio a Torino il valore terapeutico che la loro vicinanza assicura ai vecchi come ai bambini. È confermato che il 98 per cento dei proprietari è abituato a "parlarci insieme", mentre l'80 ci chiacchiera come con una persona e il 28 per cento fa loro abituali confidenze. Si spiega anche così l'interesse per la cosiddetta pet-terapy (la terapia anglosassone ancorata all'animale domestico prediletto), che è scoppiata in Italia negli anni Sessanta: accarezzare il proprio gatto o portare a spasso il proprio cane aiuta a star bene, grazie al calore del rapporto spontaneo che l'animale sa offrire. Per carità. non fanno miracoli ma la loro vicinanza risulta utile in ogni caso. Tra gli ultimi traguardi raggiunti: cani per sordi che riescono a riconoscere nove suoni, dall'allarme al timer di cucina al telefono e al campanello, cani per epilettici che avvertono gli attacchi del male in anticipo, cani per disabili che aprono le ante dei mobili e reggono la borsa della spesa. E tanti, tantissimi altri pronti soprattutto ad amare ed essere amati.
Forse anche per questo, moltissimi anziani torinesi hanno recentemente affermato di essere assolutamente disponibili ad adottare un randagio, in un sondaggio messo in piedi dall'Università della Terza Età. La ricerca ha svelato che il 75 per cento degli intervistati non ha alcun problema di rapporto con gli animali, mentre il 78 per cento ne possiede o ne ha posseduto almeno uno. E, dato che ha stupito gli stessi promotori dell'iniziativa, il 26 per cento ha espresso ampia di-sponibilità a far proprio un animale abbandonato nell'ambito di strutture protette loro destinate, mentre un altro 23 per cento vorrebbe occuparsi di animali in altri modi.
Tanto amore, passione e buona volontà, quindi. Ma ogni rosa ha le sue spine e, in questo panorama da libro cuore, il rischio di pungersi arriva d'estate. Per cercare di ridurre l'abitudine tutta italiana (e anche torinese, naturalmente) di abbandonare ad agosto quelli che fino a luglio sono stati i gingilli viventi per genitori e figli di egoistissime famiglie, c'è già un'associazione che pensa di creare un altro canile-gattile. Questo, però, specificamente ideato per la questione abbandoni e perciò funzionante soltanto da giugno ad agosto, quando la gente in vacanza non sa come sistemare gli animali domestici. Non tutti possono pagare da 10 a 30 mila lire al giorno per una pensione privata. Meglio chiedere un'offerta libera anche minima, pretendendo che chi consegna un animale si impegni a riprenderlo al rientro.
D'altra parte, come è caratteristico delle contraddizioni di noi italiani, se siamo il Paese degli abbandoni estivi, siamo anche uno di quelli che spende di più per i "migliori amici dell'uomo". Il mercato dell'alimentazione per cani e gatti, sulla nostra Penisola è valutato circa 1.339 miliardi di vecchie lire, una cifra enorme che anche in euro fa piuttosto impressione. In Italia la crescita percentuale del mercato del cibo per animali domestici è seconda solo a quella dei surgelati, mentre il cibo per gatti occupa il secondo posto per numero di atti di acquisto (27 per anno), preceduto solo dalla pasta. Gli alimenti per gatti, infine, sono in seconda posizione come spesa media degli italiani dopo pasta e caffè, mentre il cibo per cani è al quinto posto.
Ma i problemi non finiscono con la vita degli animali. Proseguono, pur non metafisicamente, anche quando questi esalano l'ultimo respiro. E per risolvere tali questioni, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato una legge che fissa i criteri e disciplina le modalità per l'istituzione di cimiteri per cani, gatti, criceti, uccelli da gabbia, cavalli sportivi ed altri animali domestici di piccole dimensioni. La decisione di regolamentare questo settore nasce dalla necessità di dare una risposta alle innumerevoli richieste dei proprietari degli animali di affezione e di evitare, al tempo stesso, la possibilità di speculazione, sempre presenti. In mancanza di norme sono già stati creati almeno tre luoghi di sepoltura per le spoglie animali: due in provincia di Torino (uno nei dintorni di Piossasco e l'altro nei pressi di Moncalieri, con tanto di lapidi, foto dei "cari estinti" e dediche incise sul marmo) e uno nel Saluzzese.

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