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UN
ANNO AL SERVIZIO DELLA COMUNITA'
Naia
e obiezione di coscienza addio
di Fabrizio
Cellai
L'ultima
cartolina arriverà ai nati del 1985, poi basta. La riforma del
servizio militare (legge del 14 novembre 2000, n.331) prevede infatti
la trasformazione dello strumento militare nazionale dal modello misto,
che comprende militari di leva e volontari, a quello interamente professionale,
in altre parole composto esclusivamente da volontari. A ruota è
arrivata la legge n. 64 del 6 marzo 2001 sul servizio civile nazionale
volontario. Entrambe le riforme diventeranno operative nel 2006.
La nuova naia
Cominciamo dalla naia. Arrivato in Italia con Napoleone nel 1802 (anche
se il vero ideatore era stato, quasi tre secoli prima, Niccolò
Machiavelli che non si fidava dei "mercenari" di Firenze),
il servizio militare obbligatorio si congeda dopo due secoli di storia
o, meglio, viene sospeso perché, in casi eccezionali di grave
crisi (come l'entrata in guerra dell'Italia), la leva tornerebbe in
vigore secondo quanto stabilito dall'art. 52 della Costituzione.
La nuova norma, almeno nell'intento del legislatore, dovrebbe rispondere
alla necessità storica di creare un esercito più snello
ed efficiente, in grado di far fronte ai mutati impegni operativi delle
nostre Forze armate sempre più coinvolte in missioni internazionali
di pace. Lo stesso ministro della Difesa, Sergio Mattarella, all'indomani
della definitiva approvazione al Senato della nuova legge, aveva sottolineato
come "avere Forze armate professionali, più agili, meglio
addestrate, sia l'unica via per svolgere bene le nuove missioni".
Obiettivo da raggiungere entro il 2006; in sei anni le nostre truppe
scenderanno dalle attuali 270 mila a 190 mila unità e, altra
grande novità, anche le donne potranno essere arruolate.
Dal gennaio 2007, lo Stato italiano conterà unicamente su di
un esercito composto da volontari in servizio permanente, come già
accade in Gran Bretagna e come accadrà anche in Francia (dal
2002) e in Spagna (dal 2003).
Il periodo di ferma andrà da uno a cinque anni e la legge prevede
una serie d'incentivi che spaziano da un "adeguato" trattamento
economico (si parla di uno stipendio mensile sui due milioni lordi)
alla possibilità, una volta finita la ferma, di sbocchi occupazionali
agevolati nelle forze di polizia, nei vigili del fuoco, nella pubblica
amministrazione, nonché a facilitazioni per il collocamento sul
mercato del lavoro privato.
Infine, le spese per attuare la riforma che passeranno dai circa 362
miliardi per quest'anno agli oltre mille previsti per il 2006.
e quel che resta dell'obiezione
Per questa fatidica data (il 2006, con la sospensione del servizio obbligatorio
di leva), accanto all'esercito professionale, ci sarà il "battaglione
dei volontari" in servizio civile formato da ragazzi e ragazze
che potranno dedicare un anno all'impegno (retribuito) nella solidarietà,
nella cooperazione, nella cultura o nella protezione civile. Saranno
ammessi, recita il disegno di legge recentemente approvato dal Senato,
uomini e donne dai diciotto ai venticinque anni, secondo requisiti oggettivi
e non discriminatori e nei limiti delle disponibilità finanziarie
previste annualmente dal Governo.
I nuovi volontari, prosegue il testo, "concorreranno alla difesa
della Patria con mezzi non militari" ispirandosi ai valori della
solidarietà sociale, della cooperazione tra i popoli e dell'educazione
alla pace. E per conseguire questi scopi si lavorerà nei settori
dell'ambiente, storico-artistico, culturale, di protezione civile; ma
anche nei settori della formazione civica, della tutela dei diritti
sociali e dei servizi alla persona.
Il servizio durerà dodici mesi e lo stipendio verrà stabilito
dal Governo con appositi decreti legislativi.
Una delle novità più importanti introdotte dalla nuova
legge è rappresentata dall'aggancio tra l'esperienza del servizio
civile e il cosiddetto sistema dei crediti formativi. Crediti che potranno
essere riconosciuti dalle università italiane per il conseguimento
dei titoli di studio da loro rilasciati. In pratica i futuri volontari
che faranno l'esperienza del servizio civile in un ambito rilevante
per la loro formazione professionale, potranno farla valere come periodo
di tirocinio, come punteggio nel corso di studi universitari o come
titolo necessario per l'acquisizione di specifiche professioni o mestieri.
In questo modo l'anno di servizio civile potrebbe diventare un importante
momento di qualificazione professionale.
Da sottolineare un altro aspetto della riforma e cioè la possibilità
per i volontari di essere impiegati in missioni all'estero andando a
formare i cosiddetti "Caschi bianchi". Le occupazioni di questi
volontari spazieranno dalla cooperazione internazionale all'impiego
in istituti internazionali di cultura in ambito di iniziative assunte
dall'Unione europea.
Arrivato il 2006, l'Ufficio Nazionale del Servizio Civile (che fino
ad allora coordinerà la gestione degli ultimi obiettori) si trasformerà
in Agenzia per il Servizio Civile con una sede centrale e altre a carattere
regionale dotate di autonomia gestionale e operativa.
Di fronte a tutte queste novità, per le associazioni e gli enti
locali che sino ad oggi hanno organizzato l'importante "esercito"
degli obiettori di coscienza, si apre una fase delicata di transizione
nella quale ripensare e ridisegnare il senso del servizio e progettare
nuove strategie.
In questi anni di transizione, ci sarà comunque l'opportunità
di sperimentare l'anno di servizio civile volontario. Infatti i ragazzi
riformati per inabilità al servizio militare potranno fare richiesta
al Ministero della Difesa e sperare che il contingente di obiettori
stabilito anno per anno dalla Presidenza del Consiglio non sia già
al completo.
Un
servizio civile anche per le ragazze
Nell'ambito del volontariato femminile la realtà torinese offre
varie opportunità con caratteristiche differenti.
La Caritas, la Gi.O.C. e il Vides offrono da molti anni l'Anno di Volontariato
Sociale, una proposta rivolta alle ragazze e a quei ragazzi che, essendo
stati riformati alla visita di leva, non possono fare il servizio civile.
Si tratta di un periodo di servizio a tempo pieno, della durata di un
anno, negli stessi ambiti degli obiettori di coscienza (assistenza,
animazione con gruppi giovanili, servizi nel campo della pace e della
difesa popolare nonviolenta). Questa esperienza si basa su tre aspetti:
il servizio verso soggetti svantaggiati; la formazione, per capire le
cause profonde delle situazioni di emarginazione; la comunità
come occasione di condivisione delle esperienze.
Le ACLI con il Progetto Abito Civile offrono la possibilità di
realizzare un progetto personalizzato in ambito sociale con supporto
di tutor, formazione e momenti comunitari.
Il Comune di Torino, aderendo ad un progetto pilota promosso dal Dipartimento
Affari Sociali-Presidenza del Consiglio dei Ministri, permette alle
ragazze italiane di vivere l'esperienza formativa del Servizio Civile
Volontario Femminile. Tale esperienza è rivolta alle giovani
volontarie tra i 18 ed i 29 anni e prevede un impegno di 36 ore la settimana
per 10 mesi, di cui 7 su progetti in servizi socio educativi e culturali
e 3 svolti all'estero con il Servizio Volontario Europeo. Le volontarie
possono scegliere un Paese europeo e per partecipare è sufficiente
conoscere una lingua straniera a livello scolastico. Alla fine si ottiene
un Certificato di Partecipazione dalla Commissione Europea e si ha la
possibilità di accedere al Futur Capital (finanziamento fino
a 10 milioni per un progetto di formazione o di imprenditoria). La formazione
delle volontarie comprende un corso generale più un addestramento
specifico legato ai progetti in cui verranno inserite. Un "tutor"
le seguirà durante il periodo del servizio. Il nuovo bando di
partecipazione uscirà entro fine anno.
Dubbi, speranze, incertezze s'intrecciano nei commenti sulla riforma
del servizio civile. C'è chi vi legge una penalizzazione rispetto
ai colleghi militari, chi prevede una scarsa presa sulla futura popolazione
giovanile. Resta comunque l'importanza di una scelta spesa nel volontariato
e, si spera, di un'utile esperienza individuale e professionale.
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INFO
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Servicio
militare
- www.difesa.it/ministro3/notizie.
Pagine del Ministero della Difesa dedicate
all'iter della riforma.
- Legge
14 novembre 2000, n. 331 "Norme per l'istituzione del servizio
militare
professionale", G.U. n. 269 del 17.11.2000.
Servizio
civile
- Legge
6 marzo 2001, n. 64
- Siti
internet: www.serviziocivile.it;
www.peacelink.it/users/loc/;
www.caritas.it; www.cri.it;
www.arci.it .
- Ufficio
Nazionale per il Servizio Civile tel. 848800715
- Ufficio
Servizio Civile Comune di Torino, via Assarotti 2, tel. 011.4424978,
www.comune.torino.it/infogio/servciv/
- Ufficio
Volontariato Giovanile Comune di Torino, via Assarotti 2, tel.
011.4424937,
e-mail volont@comune.torino.it
- Comunità
A.V.S. Caritas, tel. 011.2268441, e-mail: avs-to@libero.it
- ACLI
Torino, tel. 011.5612012, e-mail: acli@arpnet.it
- Gi.O.C,
tel. 011.541806, e-mail: gioc@arpnet.it
- VIDES,
tel. 011.5211493
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