FERMENTI

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maggio/giugno 2001







 

 

 


RUOTINE PER SROTELLARE IN CITTA'

di Luigi Urru
Avvistato sul marciapiedi di Via Carlo Alberto, sotto i portici di Piazza Castello, tra le rotaie del tram in Via XX Settembre, sulla pista ciclabile di Via Bertola, alla pensilina degli autobus in via Milano. In centro dilaga, zigzagando abilmente tra turisti, sporte della spesa, torme di giovanotti impomatati che fanno le vasche. Dilaga e srotella. Srotella che è un piacere, il monopattino. Semplice, pratico, ludico e chic: molto chic. Altro che attrezzo povero per Giovani Marmotte e bambini di rione popolare. Il monopattino lo estraggono dal baule della berlina i giovani manager. Insieme agli occhiali scuri e alla ventiquattrore. Clic clac, lo apri, gli tiri su il piantone del manubrio e via in ufficio. Dove, clic clac, lo riponi accanto alla scrivania. Quasi invisibile. Quasi. Perché da lì a mezz'ora il collega scorge la pedana luccicante di metallo satinato, intravede una ruotina, e s'avvicina curioso con quel fare senza importanza mentre in corpo gli rimestano i sogni i ricordi i desideri dell'infanzia e manco a dirlo una punta d'invidia. No, il gioiellino non si tocca. L'idea buona è tua, di lasciare l'auto oltre il perimetro della zona blu, dimenticare parchimetro e vigili urbani e percorrere gli ultimi cinquecento metri a passo spinta. Evviva la circolazione, quella del sangue. Evviva le due ruote, minime, scattanti, e senza pedali. Pardon, possono essere anche tre nei modelli per artritici e ottuagenari bisognosi di stabilità. Il nome non cambia, le rime nemmeno: con single, mononucleosi (quella del primo bacio) e dalla prossima estate, sicuramente, anche monokini. Lo vedremo sulle passeggiate a mare, nei centri commerciali pavimentati a lucido e nelle isole pedonali dove persino la bicicletta fatica a trovare traiettoria. Il monopattino è mobile, sbarazzino, rompe le convenzioni, attira gli sguardi. Fa tanto new. Una forma nuova eppure antica di centocinquant'anni almeno - ma chi se lo ricordava ancora? E chi l'avrà estratto dal cilindro di mago impietosito dal collasso del traffico urbano: un assessore, un ecologista, un pubblicitario in vena di farsi beffe degli Agnelli… che se poi non siete manager, o non lo siete ancora, o non ve ne frega niente, il monopattino sta comunque bene anche a voi. Per andare a scuola, a comprare latte e pane, o passare dall'amico in fondo al corso. Leggero, agile, pieghevole, originale, con un che di elegante e un non so che di esotico. È più bello del motorino e già classico quanto la Vespa. Niente patente, niente fumi, nemmeno una catena per legarlo alla rastrelliera. È sempre con voi, ve lo portate in classe, al cinema, o ci portate a spasso il cane. Il monopattino vi duplica l'andatura se rischiate di perdere il treno o siete in ritardo per l'appuntamento con la fidanzata. Vi ringalluzzisce le gambe e la voglia di andare, ché a fermarlo sono solo la ghiaia e i pavé sconnessi. E in quei supermercati di periferia lo fate vostro con meno di due centoni e passata la cassa già lo inforcate per raggiungere l'uscita. O ve lo fate regalare a Natale, a Pasqua, al compleanno, tutto l'anno: è il regalo perfetto, meglio di un libro, un profumo, un compact. E se i soldi li caccia la mamma, sappiate che esistono anche le versioni iperleggere e ipertecnologiche che anziché arrivare dalla Tailandia sono importate dagli States. Le espongono le boutique di Via Lagrange in mezzo a completi di lino coloniale e maglioncini di cachemire griffati da nomi famosi. Motivi di targetting commerciale, mi dicono. O di corporate design. Non importa. Il monopattino dribbla tutti con algida nonchalance: il traffico, le mode e anche il codice della strada. Che non lo prende in considerazione, come non fosse un veicolo. Persino il vocabolario lo definisce giocattolo: somma insipienza compilatoria. Noi giochiamoci finché ci pare, che gli altri ce lo invidieranno e verranno quindi a dirci di averlo visto sulla Friedrichstrasse a Berlino. O accanto all'I-Mac del collega di lavoro. Scommettiamo che allora se lo comprano?
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