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CULTURA | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2001 | ||
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OMAGGIO
ALLA LETTERATURA C'è chi dice che di letteratura nessuno vuole più sentire parlare. Lo dicono i critici togati che investono ogni briciola di energia cerebrale a far funerali su funerali alla letteratura con la elle maiuscola; lo dice il lettore di best sellers made rigorosamente in USA perché non si è mai sognato di leggere letteratura; lo dice il lettore di best sellers made in tutte le altre parti del mondo perché anche lui non si è mai sognato di leggere letteratura; lo dice il baricchiano di ferro perché il suo guru gli ha insegnato che se tu sei lì che ti leggi un libro e quel libro ti piace, bè è mica roba da ridere (il che non significa che non si voglia più sentire parlare di letteratura, ma fa il suo bell'effetto sul baricchiano suo seguace); lo dicono un po' tutti in via Roma il sabato pomeriggio e più o meno si può capire il perché. Alla faccia di tutte queste persone che sputacchiano qua e là il proprio sdegno nei confronti della letteratura, mai come quest'anno a Torino è possibile abbuffarcisi. Quasi un mese a parlare di letteratura. Mica roba da ridere. Dal 10 al 21 maggio, infatti, sotto la Mole saranno i libri a farla da padroni. Prima Giovani Parole, dal 10 al 16 maggio in Piazza Carignano, poi la Fiera del Libro, forse la più grande kermesse libraria italiana. Se l'ex Salone guarda a Francoforte, Giovani Parole si avvicina di più agli esperimenti della riuscita Festa Europea degli Autori di Cuneo e all'ottima esperienza del Festival di letteratura di Mantova. Mentre infatti la Fiera del Libro "tiene il piede in due scarpe", cioè si barcamena tra le due vocazioni commerciale e "culturale", Giovani Parole si pone esclusivamente come occasione di confronto tra gli autori e il loro pubblico. Da quest'anno però Giovani Parole cambia marcia, e la formula del maggio letterario è lì a testimoniarlo. Come già durante la prima edizione della manifestazione torinese, i molti autori presenti incontreranno i loro lettori dentro le librerie cittadine, e tutto questo grazie da un lato all'attivismo dell'équipe dell'Osservatorio Letterario Giovanile del Comune di Torino, e dall'altro a una forma di sinergia assai efficace proprio tra l'organizzazione della Fiera, quelli della settimana letteraria e gli operatori delle biblioteche civiche. Di comunicazione, sebbene letteraria, si parla in questa edizione di Giovani Parole che unirà le nuove tecnologie (con una redazione on line di 'ragazzi del 2006' inviati alla settimana letteraria) ai grandi classici, presentati da scrittori piemontesi e distribuiti gratuitamente nel tendone che ospiterà la manifestazione in Piazza Carignano e in alcune librerie, al coinvolgimento delle scuole cittadine, alla caccia di nuovi talenti letterari. Fin dalla sua nascita, infatti, Giovani Parole è da un lato il punto più alto e il luogo in cui confluiscono e idealmente si concludono le attività annuali dell'Osservatorio, e dall'altro, sull'esempio di Mantova, palcoscenico su cui si incontrano e confrontano grandi personalità del panorama letterario nostrano. A Torino, nelle tre scorse edizioni di Giovani Parole, è passato infatti il fior fiore degli scrittori italiani, da Dacia Maraini, che lo scorso anno ha inaugurato la manifestazione, a Vincenzo Consolo (più che uno scrittore un'istituzione letteraria vivente), da Tiziano Scarpa (senza dubbio il più genialoide scrittore under 40 oltre che l'unico ad avere il coraggio, in questi anni di finte euforie pop, di rilanciarsi, con Cos'è questo fracasso?, come intellettuale tout court) a Aldo Nove (altra punta del firmamento di casa nostra fastidiosamente - e a torto - etichettato ancora come 'cannibale'), da Francesco Biamonti (l'ultimo dei classici francesi in Italia) a Vincenzo Cerami (che alla brillante carriera di scrittore continua a unire l'altrettanto spumeggiante carriera da sceneggiatore cinematografico di e con Roberto Benigni), da Matteo Galiazzo (con Scarpa il migliore autore under 40 della scuderia Einaudi) a Laura Mancinelli, da Nicoletta Vallorani (squisita spadaccina del noir e della fantascienza nostrana) al grande Patrick Raynal (cattivissimo giallista nizzardo, oltre che acuto direttore della prestigiosa collana 'Noir' di Gallimard - quella che, per restare in Italia, ha traghettato al di là delle Alpi Carlo Lucarelli, Marcello Fois e la stessa Nicoletta Vallorani). Ce n'è stato, quindi, e ce ne sarà per tutti i gusti e sarà impossibile rimanere delusi. Nell'edizione 2001 di Giovani Parole - Settimana letteraria, incontreremo Dario Voltolini e Nicola Campogrande, Alessandro Barbero, Ernesto Ferrero, Lorenzo Mondo, Giampaolo Proni, Maurizio Crosetti, Claudio Giacchino, Enzo Rossotti, Piero Soria e molti altri ancora. Altro fiore all'occhiello di Giovani Parole è Opere d'inchiostro - Microracconti, un'antologia, edita da Rubbettino, che raccoglie i migliori racconti e le migliori poesie pervenute da tutta Italia all'Osservatorio Letterario e smistate poi da una commissione giudicatrice di gran lustro (Dalia Oggero, editor per la narrativa italiana alla casa editrice Einaudi, Giovanni Tesio, firma del giornalismo culturale su La Stampa, Vincenzo Jacomuzzi, docente universitario e fine divulgatore culturale e Barbara Lanati, docente universitaria, scrittrice e traduttrice). Non è un caso se dagli uffici dell'Osservatorio siano passati, più o meno per caso, aspiranti autori poi finiti sui banchi delle librerie, tra cui ricordiamo Marco Bosonetto (l'autore di Il sottolineatore solitario e di Nonno Rosenstein, ultimo suo romanzo uscito) ed Enrico Remmert, che con Rossenotti ha creato un piccolo cult book per gli under 25. E ancora, Paola Mastrocola, Younis Tawfik. Ma non è tutto. Giovani Parole riserva infatti uno spazio speciale ai ragazzi delle scuole elementari e medie, che potranno incontrare, durante il maggio, gli autori dei libri che hanno letto in classe in compagnia di un giovane scrittore torinese. Andrea Cotti, Paola Zannoner, Lia Levi, Teresa Buongiorno, Angelo Petrosino e Claudio Madia sono i nomi degli scrittori per l'infanzia e la preadolescenza che si sono resi disponibili all'assalto di domande dei curiosissimi studenti di medie ed elementari. Le esperienze degli scorsi anni fanno pensare a questo genere di incontri con molto ottimismo. La scorsa edizione aveva infatti visto plotoni di ragazzini lanciarsi sotto il tendone letterario di Piazza Carignano e bombardare lo scrittore di turno di simpatiche e insaziabili domande. Anche quello con gli scrittori per i più piccoli rientra in quella vocazione spiccatamente socializzante che da quattro anni distingue Giovani Parole dagli altri festival letterari o similtali, e che fa pensare alla letteratura non come a un contenitore pieno soltanto di frasoni ad effetto e grandi verità sull'universo, sull'uomo e quant'altro, ma come a un luogo cartaceo che trascina verso la comunicazione. E non è un caso che a organizzare Giovani Parole ci sia, oltre all'Osservatorio Letterario Giovanile e alla Fiera del Libro, anche il Sistema Bibliotecario Urbano, che negli anni sempre più (autonomamente o insieme all'Osservatorio) si sta attivando per promuovere, fuori dalle mura della biblioteca, un invito alla lettura. Uscire fuori dalla biblioteca per riportare la città dentro le biblioteche. Potrebbe essere sintetizzato così il loro intervento. Uno, dieci, centomila sforzi per ridare alla biblioteca, alla lettura, alla letteratura quello che è suo: un'anima socializzante, un gioco a scambiarsi esperienze, un modo di essere, e di diventare, anche nel silenzio delle parole scritte.
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