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INFO
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INFORMAZIONI
IN RETE
Musei, monumenti, mezzi di comunicazione, eventi, divertimenti,
gastronomia e appuntamenti di ogni tipo. Tutto o quasi, in Andalusia,
è raggiungibile via internet. Ecco un approdo sicuro e
ricco di informazioni: www.andalusia.com.
GLI OSTELLI
Ci sono 19 ostelli in Andalusia, ben organizzati e, per quanto
ne sappiamo, ben gestiti. Info per tutti al seguente indirizzo:
Junta de Andalucia, Inturjoven, C/ Turia, 46 41011 Sevilla, tel.
++34 95 4990430, fax ++34 95 4990433.
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LA
MAGICA TERRA DI AL ANDALUS
È
il Sud della Spagna, ma per molti versi è anche il suo cuore.
L'Andalusia è una terra affascinante e suggestiva, unica sotto
più punti di vista: dall'arte alla storia sino alla ricca varietà
di paesaggi che offre il suo esteso territorio. La sua ricchezza deriva
dall'essere, in ogni senso, luogo d'incontro: tra Mediterraneo e Atlantico,
tra Europa e Africa e soprattutto tra popoli e culture.
La vasta regione attraversata dal Rio Guadalquivir è di per sé
un mondo da conoscere, esplorare e scoprire. E da vivere.
di Marco
Stolfo
L'Andalusia
è una terra magica, a partire dal nome, che deriva da Al Andalus,
il termine che corrisponde a "Paradiso" con il quale gli arabi
indicavano l'intera Penisola Iberica. La regione, la seconda per estensione
in Spagna, è un piccolo compendio, se non dell'universo, almeno
dell'Europa meridionale. Sole e mare a volontà da Almeria a Torremolinos,
da Marbella alla Costa de la Luz. Ma anche le alte cime della Sierra Nevada
e le mille gradazioni di colore di un paesaggio in cui convivono deserto
e campagna, pascoli, viti, uliveti e zone umide e paludose come lo stagno
di Fuente Piedra, vicino Antequera, e le Marismas create dall'ultima parte
del corso del Guadalquivir, che costituiscono l'esteso Parco di Doñana,
luogo privilegiato di passaggio di uccelli migratori sulla rotta tra Africa
e Europa. E poi c'è la gente di Andalusia, calorosa e ospitale
e orgogliosa della propria storia, dei propri costumi e del proprio territorio.
Terra di colori, calore, sapori e musica, la regione ha anche un ricchissimo
patrimonio artistico. Ecco, in breve, alcuni dei tantissimi itinerari
possibili.
Malaga,
il primo approdo
Malaga, aeroporto "Pablo Ruiz Picasso". È il primo
approdo in Andalusia per chi arriva da fuori, ma la città fondata
dai Fenici con il nome di Malaca merita una visita, perché offre
monumenti, musei e suggestioni artistiche e letterarie. Si consiglia
una tapa, il tipico spuntino spagnolo, nel locale che si trova in Plaza
de la Constitución. Oltre a soddisfare l'appetito, c'è
la possibilità di assaporare l'atmosfera un po' decadente del
vecchio caffè, che con le foto d'epoca della piazza appese ai
muri e le pareti ricoperte da piastrelle in stile sa molto di Spagna,
ma anche di Sudamerica. Pochi metri e ci si trova di fronte alla Cattedrale,
edificata tra i secoli XVI e XVIII. Nelle vicinanze c'è anche
la Iglesia del Sagrario, con la sua facciata in stile gotico-isabellino.
Risalendo verso nord, superato il Pasaje de Chinitas, si giunge alla
chiesa quattrocentesca di Santiago e quindi in Plaza de la Merced, dove
si trovano la casa natale di Picasso e la sede della fondazione intitolata
al pittore. A breve distanza c'è il Teatro romano e, arrampicandosi
sulla collina, si entra nell'Alcazaba, il palazzo fortificato considerato
uno dei più interessanti esempi dell'architettura islamica in
Spagna, che domina la città, insieme al vicino Castello di Gibralfaro,
di origine fenicia e ricostruito dagli arabi. Per completare la visita
alla città non possono mancare un salto in spiaggia e un tuffo
in mare: o ci si sposta decisamente verso est in direzione Bellavista
o El Palo, oppure ci si ferma alla Malagueta, la spiaggia preferita
di Picasso, subito dopo il porto e la Plaza de Toros.
Almería
e oltre
Almería ha una struttura per certi versi simile a quella di Malaga:
il golfo, il fiume che costeggia la città e sfocia nel Mediterraneo
e la Alcazaba. Se è possibile qui fa ancora più caldo
e il clima è ancora più secco, così come il terreno.
Basta dirigere lo sguardo verso il Cerro de San Cristobal su cui si
inerpicano le possenti mura arabe: è veramente difficile trovare
un po' di verde. Diversa la situazione nella provincia, dove accanto
a zone desertiche - è il caso di Tabernas - ci sono campagne
fertili come Níjar o El Ejido, nonché valli smeraldine,
verso la Sierra Nevada, una delle tante stranezze del paesaggio andaluso:
è una delle catene montuose più alte d'Europa (la cima
più elevata è il Mulhacen, 3478 m s.l.m.) e si trova a
un'ora e mezzo dal mare e "quasi in Africa".
L'entroterra di Almería e le vicine zone appartenenti alle provincie
di Granada e Jaen sono particolarmente interessanti per chi si interessa
di archeologia e di siti preistorici, a partire da Los Millares. Siamo
in una zona solo parzialmente toccata dagli itinerari turistici, ma
per i viaggiatori più curiosi non mancano "posti" che
meritano essere visitati, anzi: dal castello di Vélez-Blanco,
ai confini con Murcia, a Baños de la Encina e Segura de la Sierra,
vicino a Jaen, sino a Lacalahorra e ai villaggi di montagna delle Alpujarras.
Tra
Alhambra e Albaicin
Arrivare a Granada significa abbandonare le "strade blu" dell'Andalusia,
raggiungere una delle città più belle e più ricche
di storia della regione - fu la capitale dell'ultimo regno islamico,
"riconquistato" solo nel 1492 - e quindi una delle sue principali
attrazioni turistiche. La principale è il complesso della Alhambra
e del Generalife, originariamente separati, che si estende su una delle
alture che dominano la città. Al suo interno è possibile
trovare diverse testimonianze del glorioso passato di Granada, a partire
dalle espressioni artistiche corrispondenti alle diverse dominazioni
arabe.
La Alhambra era nel contempo fortificazione e residenza, e si vede.
Esternamente è circondata da mura imponenti, che hanno un prolungamento
verso la città bassa con le Torres Bermejas. Internamente è
un susseguirsi di giardini, giochi d'acqua e costruzioni. I suoi patios
sono conosciuti in tutto il mondo: il Patio de los Leones, con le sue
finissime colonne e al centro la fontana dei leoni da cui prende il
nome, che risale a un precedente insediamento ebraico, e il Patio de
los Arrayanes, al quale si accede attraverso un corridoio ricco di decorazioni.
In più vi è anche un esempio di architettura rinascimentale
fiorentina: è il Palazzo di Carlo V, il cui profilo massiccio
contrasta un po' con la delicatezza delle forme degli altri edifici.
Granada non è solo la Alhambra: dal punto di vista artistico
e architettonico, a partire dalla Plaza Bib-Rambla, alle cui spalle
si erge la Cattedrale, con l'annessa Cappella Reale, è anche
città rinascimentale e barocca. È bello perdersi e ritrovarsi
nelle sue strade, a partire dalla Alcaicería, il piccolo mercato
di origine araba che è un vero giacimento (o una trappola?) per
i turisti in cerca di souvenir, sino alla vecchia sede dell'Università.
Non di sola arte vive il viaggiatore: un paio di tapas nei locali della
zona universitaria placano la fame e sono una buona scusa per informarsi
sulle opportunità della sempre vivace movida cittadina. E poi
via, alla "conquista" dell'Albaicin, la parte più antica
della città che si trova su un'altura alla base della quale scorre
una lunga muraglia. Vi si accede passando la porta di Elvira e salendo
lungo una delle tante stradine strette e tortuose che si inerpicano
in mezzo ai carmenes, le tipiche case bianche del quartiere tra le quali
si allargano alcune piazzette, come il Mirador di San Nicolás,
che offre una splendida vista sulla Alhambra.
Cordoba.
La città delle tre culture
Cordoba, dove il termometro d'estate supera i 45°, sembra un'oasi
nel deserto. L'antica capitale del califfato si mostra in tutto il suo
splendore, con il ponte romano e i resti dei mulini arabi sul Guadalquivir,
i campanili delle sue chiese, le mura che la cingono parzialmente, le
piccole case che compongono il suo centro storico - quel casco antiguo
dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO - e il profilo
della Mezquita Catedral. Si tratta del monumento più importante
della città, in quanto con le sue stratificazioni e i suoi ampliamenti
ne rappresenta la storia: in origine era una moschea, edificata dal
785 su un'antica basilica visigota, che si è allargata successivamente
ed è stata riconvertita in cattedrale dal secolo XV.
Uno degli aspetti per cui Cordoba è una città unica risiede
nella convivenza pacifica al suo interno per alcuni secoli di ebrei,
cristiani e mussulmani. L'incontro tra le tre culture che caratterizza
le città dell'intera regione ha lasciato qui le tracce più
profonde. Qui nacquero il filosofo arabo Averroè e il pensatore
sefardita Maimonides e regnò Alfonso X. A testimonianza di quel
periodo d'oro, bruscamente interrotto nel 1492, rimangono, tra l'altro,
il quartiere della Juderia, la sinagoga e i reperti e le installazioni
contenute nel museo della Torre della Calahorra.
Cordoba, che è anche sede universitaria, è una città
vivace, offre feste e spettacoli di musica e danza tutto l'anno. La
sua vita notturna è divisa tra El Brillante e l'Arenal, una specie
di Murazzi dove accanto al nightclubbing è anche possibile trovare
famigliole che fanno il picnic. Nei dintorni meritano una visita almeno
l'area archeologica di Medina Azahara, coi resti dell'omonima città-palazzo
califfale, il castello di Almodóvar del Rio e Montilla, centro
noto per i suoi vini e per le sue fiestas (a metà luglio e per
la vendemmia).
Siviglia
e la costa atlantica
La trasformazione delle moschee in chiese e dei minareti in campanili
è una costante dell'Andalusia, da Malaga a Cordoba sino al capoluogo
della regione, Siviglia. La città, che deve il suo splendore
durato quattro secoli ai rapporti con le colonie americane, è
dominata dalla splendida Torre Giralda - un ex minareto costruito in
modo da essere risalibile anche a cavallo - e dalla Cattedrale, nonché
dal complesso dei Reales Alcazares, ricco, ancor più dell'analogo
aggregato architettonico di Cordoba, di ambienti in stile mudejar, delicati
patios e lussureggianti giardini.
Nelle vicinanze si entra nel Barrio de Santa Cruz, l'antica Juderia,
con le sue caratteristiche abitazioni bianche. Un po' più distanti
il quartiere della Macarena e, oltre il Guadalquivir dalla parte opposta
della Torre de Oro, l'ancor più affascinate Triana, la zona dei
pescatori, delle maioliche e dei gitani, nonché il cuore pulsante
della musica - il flamenco in tutte le sue forme - e della movida.
Oltre la Porta di Jerez si estende la zona del parco, urbanizzata a
partire da metà Ottocento, e dalla parte opposta alla Isla de
la Cartuja gli amanti dell'architettura contemporanea troveranno il
modernissimo quartiere espositivo.
Le nostre proposte finiscono qui. L'Andalusia invece continua a ovest
verso l'Atlantico e a sud verso Gibilterra. Huelva, Cadice, Jerez, Sanlúcar
de Barrameda, Tarifa regalano altre mille sorprese, tra borghi, monasteri,
segreti colombiani, leggende gitane e coloniali, storie di emigrazione,
specialità gastronomiche e ancora ottimi vini. Continuate pure
il vostro viaggio.
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INFO
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FLAMENCO
Canto più chitarra più danza, uguale Flamenco, l'espressione
gitana e andalusa per antonomasia. Diverse le sue forme: la più
antica si riferisce al canto senza chitarra, nelle varianti debla,
saeta (tipica della Settimana Santa), tomà e martinete;
le principali varianti del canto con chitarra sono la caña,
le serranas e le rondeñas; il canto con il ballo, la forma
più affascinante e conosciuta, si divide in alegrias, sevillianas,
bulerias, tanguillos e malagueñas.
BREVISSIMO
GLOSSARIO ARTE E STORIA
Mozarabe
= stile preromanico sviluppato in Spagna in territorio mussulmano
da artisti cristiani
Mudejar = raffinato stile-arabo ispanico (a partire dal secolo
XII)
Nazarì = stile arabo ispanico tipico di Granada
Marranos = espressione dispregiativa con cui si indicavano gli
ebrei, perseguitati durante la Reconquista
Moriscos = arabi convertiti al cristianesimo, comunque perseguitati
durante la Reconquista
Reconquista = serie di guerre con le quali i re cristiani hanno
conquistato e unificato la Spagna, ai danni di arabi ed ebrei.
Juderias = quartieri anticamente abitati dagli ebrei
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