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maggio/giugno 2001









 

 

 


I MISTERI DI PAESTUM
Il tempio di Nettuno, il museo archeologico e gli unici esempi di pittura murale della Magna Grecia.
Nella valle del Sele alla scoperta dei misteri e delle divinità.

di Daniela Finocchi
Se amate le emozioni e vi piacciono le sorprese, a Paestum arrivateci quand'è già scuro. La zona archeologica, con i templi illuminati ad effetto, vi apparirà all'improvviso, immersa nel buio solitario della piana.
Al mattino poi avrete tutto il tempo di rendervi conto che non si tratta del set cinematografico di qualche vecchio colossal americano, anche se le imponenti costruzioni, reduci da un recentissimo restauro conservativo, senza i licheni e le macchie del tempo hanno perso un po' del loro fascino vetusto. Ma certo, meglio così…
Prima di iniziare ad esplorare la zona e il centro monumentale, ci vorrà qualche minuto per orientarsi. Il comune in cui si trova il sito archeologico, infatti, non è omonimo ma si chiama Capaccio. Quest'ultimo è diviso nel paese vecchio, sulla vicina collina, e in quello nuovo e commerciale (Capaccio Scalo) a quattro chilometri dai templi. Questo perché, in epoca non precisabile (VIII-IX sec. d.C.), Paestum fu invasa dalla palude e abbandonata. Gli abitanti si trasferirono sulle vicine colline a fondarono il comune dove impiantarono il culto cristiano della Madonna del Granato, che conserva intatta l'immagine sacra della dea Hera, effigiata appunto con il melograno. Si tratta di uno dei casi più spettacolari che si conoscano di trasmissione del culto dal paganesimo al cristianesimo.
Nella pianura si alternano varie contrade e centri residenziali, così più che i nomi delle strade bisogna sapere in quale zona si deve andare: Archeologica, Licinella, Santavenere, Torre, e così via. Un territorio vasto, protetto dall'assoluto divieto di costruire, racchiuso tra i fiumi Sele e Solofrone. Ovunque ci si volti, si vedono campi dove pascolano le bufale, che si alternano a quelli coltivati. Nonostante questo, però, esistono molti alberghi e ristoranti, fioriti soprattutto negli ultimi anni.
L'antica Poseidonia vi attende. Tra le tante guide scritte, la più agile, sufficientemente approfondita ed economica è quella di Emanuele Greco. Se invece preferite la viva voce, rivolgetevi ad una delle quattro guide autorizzate e poliglotte, le richieste però sono numerose ed occorre prenotarsi presso l'Ufficio del Turismo. Meglio iniziare la visita dal museo, che si trova proprio al centro della città antica, in base ad una scelta abbastanza infelice operata negli anni '50. Saprà ammaliarvi e stupirvi più di mostre internazionali tanto pubblicizzate e osannate. Fermatevi prima nella piazzetta a lato, sulla quale si affacciano la Basilica paleocristiana e il palazzo De Maria, quindi concedetevi un gelato di fichi o fragole fresche al bar.
E poi via alla scoperta di una delle più belle raccolte del mondo, anche se pochi la conoscono, suggestiva e affascinante. Il museo ospita, infatti, una collezione ricchissima, in particolare di sculture metopali rinvenute nel santuario di Hera alla Foce del Sele. L'edificio, infatti, vuol riprodurre la struttura del tempio. Tra le metope non fatevi sfuggire la più curiosa, quella che ritrae Ercole mentre mostra un cinghiale al terrorizzato Euristeo che, molto poco regalmente, si nasconde in un vaso. Fulcro della raccolta è la "tomba del tuffatore" (anch'essa recentemente restaurata), che deve il nome al soggetto raffigurato all'interno e che rappresenta l'unico esempio di pittura funeraria appartenente al periodo greco! Un dipinto di profonda bellezza, ma soprattutto di sorprendente modernità. Ma vi sono altri misteri e curiosità, come gli otto vasi di bronzo ritrovati pieni di miele ancora commestibile… Al secondo piano si apre anche una nuovissima sala romana, dedicata esclusivamente ai reperti di quest'epoca. Inoltre, esiste una sezione didattica dedicata al turismo scolastico e "gestita" da giovani archeologi.
Fuori, illuminati dal sole e immersi in un prato fiorito, ecco invece il tempio di Cerere, l'anfiteatro, il tempio di Nettuno e la Basilica (il tempio più antico, risalente alla metà del VI sec. a.C.). Conviene passeggiare senza fretta tra questi colossi praticamente intatti, prospettive irreali che rendono secondaria ogni dissertazione scientifica. In estate diventano palcoscenico di spettacoli di "voci e luci" ed è facile immaginare la suggestione che si crea. Si svolgono anche diverse rassegne: a luglio il Festival della Comicità Premio Charlot, che ospita giovani cabarettisti da tutt'Italia; ad agosto il Festival Teatro, Danza e Musica Lirica (al lato nord del tempio di Cerere con 3 mila posti a sedere), nonché la Rassegna del Folklore del Cilento (nella piazzetta della Basilica). Proprio dentro le mura archeologiche si trova un ristorante (aperto anche di sera a luglio e agosto), che fu costruito negli anni '30 come posto di ristoro per i viaggiatori dell'epoca. Conserva i grandi saloni, i pavimenti a mosaico e le vetrate ad arco che danno sui templi.
Da non dimenticare la zona della città romana e l'anfiteatro. Ma vi sono altre aree archeologiche da scoprire. Intanto, per immergervi nella realtà locale, potete passare dal mercato ortofrutticolo. L'ingresso, aperto a tutti, costa poche migliaia di lire. All'interno un festoso vociare si insinua tra variopinti vegetali. Soprattutto carciofi (fino ad aprile) e fragole (da aprile ad agosto), che costituiscono il punto di forza di queste colture e vengono esportati in tutta Europa. Da qui, percorrendo una bella strada segnata dai pini mediterranei, si raggiunge un'altra zona di scavi, a ridosso del Sele, dove una sorgente lambisce i resti archeologici.
Vicino, in località Gromola, c'è una delle più antiche bufalare. Sono gli esempi più caratteristici di architettura locale, gli edifici cioè dove i guardiani di bufale producevano i formaggi, vivevano e dormivano ricavandosi delle nicchie scavate nel muro intorno al grande camino centrale. Un altro complesso simile si trova proprio di fronte alla zona archeologica. A poche centinaia di metri c'è la spiaggia, lunga ben 15 chilometri costeggiati interamente da un'immensa pineta. "Avvenne qui lo sbarco delle truppe americane il 9 settembre, e non a Salerno", sottolineano un po' risentiti gli abitanti più anziani. Molti campeggi si trovano proprio nel fitto del bosco. È il preludio della costiera del Cilento, che inizia poco dopo, bellissima ma chissà perché quasi sconosciuta. Eppure Paestum e il Parco Nazionale del Cilento sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Nei dintorni si possono fare delle bellissime escursioni, magari a cavallo, alla scoperta dei siti archeologici disseminati nella piana, oppure sulle tracce dei percorsi della tran-sumanza o delle bellezze naturalistiche (informazioni presso l'Ufficio Turistico).

INFO

 

Come arrivare
In auto: Paestum si trova sulla statale 18, a 20 km. dal casello autostradale di Battipaglia (A3). È collegata con Salerno dalla Litoranea Salerno-Paestum (35 km).
In treno: Stazione di Salerno e da piazza Concordia (a 300 metri) servizio di autobus ogni ora.
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo
Piazza della Basilica Paleocristiana, Paestum, tel.0828.811016 fax 0828.722322 e-mail aastp@aol.it. Aperta tutti i giorni dalle 8 alle 20, la domenica dalle 9 alle 13. Informazioni, prenotazioni guide, itinerari, escursioni, ecc.

Cointur
Consorzio iniziative turistiche, un comodo servizio, completamente gratuito, messo a disposizione dal consorzio di alberghi, campeggi e villaggi della zona. Costantemente aggiornato sulla disponibilità alberghiera, fornisce ogni genere di indicazioni utili per i turisti. Attualmente in fase di "ristrutturazione", ma attivo presso l'esercizio del presidente Giuseppe Pagano, presso L'Esplanade tel. 0828.720034.

Shopping
Giovanni Giardullo, Via Torre di Mare 19, Paestum, tel.0828.811129 "imita" i reperti archeologici, ma non solo, utilizzando la terracotta grezza. Oggetti deliziosi ed economici realizzati con la tecnica tipica del Cilento, diversa da quella delle maioliche delle coste campane più a nord.
Val Calore, Via Donato Riccio 30, Castel San Lorenzo, tel. 0828.944035. A pochi chilometri da Paestum, una cantina ed un oleificio tra i più famosi della Campania. Punto vendita presso la struttura, orario 8-13 e 14-20, domenica 8,30-13,30.
Azienda Agricola Barlotti "La Bufalara", Via Torre di Mare 1, Paestum, tel. 0828.811146, sempre aperta, anche di domenica, dalle 8,30 alle 19,30. Muzzarella ammari'tata, r'cotta speciala, scamorza 'mbuttunata sono le specialità sempre fresche di giornata. Basta il suono così rotondo e morbido dei nomi a far presagire tutta la bontà dei prodotti. Ingrediente base, come si intuisce dalla denominazione, è il latte di bufala. E infatti le bufale (o meglio, le loro trisavole), sono lì dal 1700. Tra i clienti dell'azienda vi sono da sempre personaggi illustri: un tempo la regina, oggi Agnelli. Nel rispetto delle norme igieniche, si continua a lavorare rigorosamente "a mano", immersi nell'ambiente naturale con la Torre saracena come sfondo, tra vecchie cascine e praterie dove gli animali vivono allo stato brado. In tempi di "mucca pazza", da non perdere.

 
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