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maggio/giugno 2001







 

 

 


TANTI MUSEI

di Serenella Sciortino
Dopo partenze, rientri e soste intelligenti, anche gli itinerari delle nostre vacanze possono diventare tali. Come? Ricordandoci che oltre a coste, vette, spiagge e valli meravigliose la penisola italiana ospita musei e centri culturali di rilievo. Ma se vi si rizzano i capelli in testa all'idea della coda interminabile di fronte agli Uffizi nell'afosa estate fiorentina, o se conoscete a memoria ogni antro dei Musei Vaticani dopo questo lungo anno giubilare, provate a scoprire alcune ricchezze ancora per molti inesplorate, magari con l'aiuto di un sito internet, su cui trovare giorni e orari di apertura, numeri di telefono e aggiornamenti sui molti musei italiani: www.museionline.it.
Se ancora siete incerti tra mare e cultura, tra un bagno e l'altro potrete visitare il Museo delle tradizioni religiose (San Salvatore di Fitalia - Messina) e trovare una testimonianza completa dei diversi aspetti della religiosità popolare e una raccolta di 500 ex voto dal '700 al '900.
Se volete immergervi nella storia del nostro Paese, non dimenticate che Torino ha ospitato il primo parlamento italiano, nel Palazzo Carignano, ora sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che documenta la storia d'Italia dal 1706 al 1945. Per riflettere sulla nostra storia più recente potete visitare il Museo dello Sbarco Alleato (Nettuno - Roma) che, con fotografie e materiale bellico, ricorda le battaglie di liberazione di Anzio e Nettuno, fino alla Liberazione di Roma; non rinunciate alla suggestiva visita al Museo Storico della Liberazione di Roma, ospitato nello stabile di Via Tasso, carcere delle SS, in cui visitare 10 celle rimaste assolutamente inalterate, drammatica testimonianza storica, umana e morale di quei giorni.
In un percorso che non vuole dimenticare l'importanza della Piccola Storia, fatta dalla gente comune, si inseriscono il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (San Michele all'Adige - Trento) e il Museo della Gente dell'Appennino Pistoiese (Cutigliano - Pistoia): entrambi dedicati alla vita e al lavoro della civiltà contadina, con particolare attenzione agli aspetti non materiali della cultura dei rispettivi luoghi presi in esame, come il folclore, il rapporto e l'adattamento alla montagna e al bosco, la nascita e gli usi nuziali, le bande e il tema del sacro.
I luoghi del lavoro sono il tema portante del Museo dello Spazzacamino (S. Maria Maggiore - Verbania), che ospita attrezzi, fotografie e testimonianze varie; del Museo della Miniera della Guia (Macugnaga - Verbania), del Museo della Miniera di Paola (Prali - Torino) e del Museo della Miniera (Massa marittima - Grosseto): allestiti in gallerie e vecchie miniere, ancora esplorabili, entrambi espongono gli attrezzi del lavoro quotidiano dei minatori e illustrano i vari sistemi di estrazione del minerale.
Per terminare la nostra lunga escursione per l'Italia, durata quasi un'estate intera, passiamo a un "science centre" che mira a raggiungere i più alti livelli europei: la Città della Scienza di Napoli, in cui è allestito il Museo Vivo della Scienza, grazie a innovativi criteri espositivi permette ai visitatori di ogni età di conoscere, giocare e interagire con esperienze scientifiche e tecnologiche su fisica, matematica, biologia, chimica, percezione, astronomia, vulcanologia e storia della scienza, attraverso strumenti del passato.
Per chi ha uno spirito istrionico, sono imperdibili sia il Museo Nazionale del Cinema (Torino), che il Museo dell'Attore Napoletano (Napoli). Ospitato nella Mole Antonelliana, monumento simbolo della città piemontese, il museo del cinema è in realtà un percorso interattivo che integra zone espositive con proiezioni, effetti di luce e scenografie suggestive. Anche il museo napoletano è situato nel cuore del capoluogo partenopeo e raccoglie 400 cimeli appartenuti a famosi attori napoletani: dalla bombetta di Totò a uno smoking di Peppino De Filippo.
E per finire il Museo della Donna (Merano - Bolzano), una delle più complete collezioni d'Europa di abiti e accessori femminili, databili tra il 1820 e il 1990; e il Museo del Cioccolato (Norma - Latina), ospitato all'interno di un'industria dolciaria che, oltre ad una raccolta di vecchie confezioni, racconta la storia del cioccolato, dalla civiltà maya all'introduzione in Europa, e delle diverse fasi della lavorazione, dalla raccolta della pianta al prodotto finito.
E se ancora la nostra sete di cultura non è stata soddisfatta… perché non continuare le vacanze?
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