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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2000 | ||
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L'ISEF
CAMBIA STRADA
di Marco Volpatto Sarà sL'Istituto Superiore di Educazione Fisica diventa Università e prende il nome di SUISM, "Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie". Non più quindi Professori di Educazione Fisica, ma Dottori in Scienze del movimento, quattro anni di corso e, soprattutto, una laurea valida in tutta Europa con specializzazioni in didattica dello sport, ginnastiche musicali, riabilitazione funzionale, discipline sportive dedicate all'handicap, movimento e terza età, gestione di società, centri ed impianti sportivi, tecniche d'allenamento per atleti di ogni livello. Si tratta di un passaggio storico: l'ISEF, nato a Torino nel 1959 per dare risposta all'esigenza di formazione dei docenti di educazione fisica per la scuola, non era più sufficiente. Il tempo e le svolte socio-economiche degli ultimi anni hanno trasformato radicalmente il pensiero e le tecniche legate al movimento avvicinando all'attività sportiva soggetti che non si pensava potessero o intendessero praticarla: anziani, disabili, un gran numero di semplici appassionati, addirittura si scovano, tra coloro che oggi affollano piscine, palestre e centri sportivi, persone che alle Medie inferiori avevano chiesto l'esonero dall'ora di ginnastica, e non si tratta di un paradosso. Il meccanismo si è ribaltato, sudore e fatica che un tempo rappresentavano una barriera, oggi si miscelano, si sommano con i valori aggiunti legati al piacere del sentirsi in forma, al miglioramento delle prestazioni, alla riscoperta della coordinazione, della bellezza, dell'integrità fisica. Si fa sport ad ogni età e (quasi) in ogni situazione psicofisica, alla ricerca di un benessere molte volte negato da un regime di vita divenuto frenetico, non più in armonia con la natura, poco attento alle esigenze di un organismo provato da ritmi ai quali non è preparato, essendo il motore meno allenato e forte e sano di quello dei nostri genitori e nonni. Si fa sport per passione o semplicemente per divertimento, si va in palestra per gioco, per stare in compagnia, per danzare, steppare, baccagliare, si frequenta un centro sportivo allo scopo di recuperare funzionalità motorie perdute in seguito a traumi od operazioni, ci si muove più, meglio, e con maggiore attenzione di quanto non si facesse qualche tempo addietro e lo si intende fare seguiti da esperti che sappiano seriamente il fatto loro sul tema movimento e sui suoi derivati più prossimi, vale a dire calcolo dei limiti psicofisici, studio dell'alimentazione, corretto impiego degli strumenti, personalizzazione precisa dei programmi di allenamento, dei carichi di lavoro, dei periodi di defaticamento. C'è bisogno quindi di specialisti preparati ed attenti che, a questo punto, solo una struttura universitaria aggiornata e moderna può garantire. Il Dottor Antonio Postiglione, Direttore amministrativo del SUISM di Torino e padre della riforma che presto coinvolgerà le Università di tutta Italia, ha capito per primo la direzione da prendere e da alcuni anni si è messo in movimento (politico) per guidare sul campo quella che oggi può essere considerata una vera e propria rivoluzione: "Con le esigenze sociali, -dice il "Post" come lo chiamano i suoi studenti- si sono andate trasformando anche quelle degli esperti del settore; da sempre gli ISEF di tutta Italia si aggiornano e di conseguenza aggiornano i loro studenti proponendo corsi parauniversitari (sette quelli di Torino, con sbocchi sicuri nel campo della ginnastica per la terza età, dei giochi infantili, delle discipline sportive dedicate all'handicap), non legati quindi al classico e fino a ieri univoco piano di studi, con l'obiettivo di trasmettere tutto ciò che è movimento, benessere, divertimento e salute, dall'aerobica alla riabilitazione, dalla corretta alimentazione ai corsi di recupero funzionale, con tanto di macchine, schede, musica e locali dedicati". Dai corsi di specializzazione ha preso il via la trasformazione dell'ISEF in Università, promossa in primo luogo proprio dagli isefini di Torino (le gazzelle, che ai tempi della "Pantera" misero in moto il grande ingranaggio sostenendo, con una protesta pacata ma ferma, l'esigenza di una profonda trasformazione strutturale), e fatta propria da sette Facoltà universitarie torinesi: Medicina, Farmacia, Lettere, Veterinaria, Scienze dell'educazione, Matematica e Psicologia. "Le prospettive diventano buone - dice Postiglione, - se lo studente fa seguire alla laurea una buona specializzazione nel campo che più si attiene alle proprie caratteristiche, seguendo un percorso chiaro tra i molteplici ai quali noi daremo l'opportunità di accedere, in maniera simile alla Facoltà di medicina che dopo la laurea prevede l'inserimento in una specialità che identifica il medico. Allo stesso modo noi creeremo lo specialista del movimento". Quattro i settori ai quali è possibile accedere: - Area didattico-educativa: è quella più vicina alla tradizione, dedicata alla formazione degli insegnanti di Educazione Fisica con la passione dell'insegnamento nella scuola. - Area tecnico-sportiva: per la formazione di preparatori atletici, personal trainer, allenatori, insegnanti di discipline tecnico-sportive specifiche i quali si inseriranno in seno alle società sportive o nell'ambito dei Comitati Olimpici. - Area manageriale: dalla quale usciranno i quadri delle società sportive, i futuri gestori di centri, palestre e club, oltre ai dirigenti delle strutture pubbliche e private dedicate alla pratica sportiva e al sostegno e alla promozione delle discipline minori. - Area della prevenzione e dell'educazione motoria: più vicino al campo medico, è il settore legato all'approfondimento delle tecniche di prevenzione degli infortuni, dei protocolli di recupero funzionale, dello studio del movimento con soggetti disabili e anziani in difficoltà. Il corso di laurea si articola in due bienni, il primo comprendente materie di base comuni a tutti, il secondo dedicato a materie inerenti l'area prescelta. E' possibile inoltre, dopo il primo biennio, optare per un terzo anno che porterà al "Diploma Universitario in Attività Motorie", la laurea breve dell'Università dello sport. Anche chi ha già in tasca il Diploma ISEF può, frequentando un anno integrativo e sostenendo cinque esami oltre alla discussione della tesi finale, ottenere la laurea in scienze motorie, mentre per coloro che negli anni '93 e '94 frequentarono con successo il quarto anno sperimentale è previsto, nell'ambito degli anni accademici 1999/2000 e 2000/2001, un percorso facilitato con due soli esami e la tesi. |
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