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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 03/2000 | ||
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RECENSIONI
Nulla di personale . viaggiante! di Domenico Ippolito Scolastica ed., Carmagnola (TO), 1999, L. 10.000 Ci sono ambienti lavorativi che provocano,
subiscono, le situazioni più diverse, vi assistono, tragiche o comiche
che siano. La ferrovia, coi suoi treni, i viaggi, il personale e i viaggiatori,
non può che essere uno di questi naturali palcoscenici che Domenico
Ippolito, da capotreno FS del deposito Torino Porta Nuova, qual egli è,
osserva e traduce in racconti. Nulla di personale. viaggiante! è
dunque raccolta, non solo strutturale, di racconti, battute, scenette,
avvenimenti quotidiani semiseri di cui i treni si rendono testimoni inconsapevoli
e casuali. "Nulla di personale.viaggiante! nasce dall'idea di far
passare un momento lieto, durante il viaggio a bordo dei treni, o immaginario,
a chiunque abbia un momento da dedicare a se stesso e al mondo che lo circonda"
recita una breve postfazione.
a cura di Massimo
Bonato
Un concentrato di energia, voglia
di divertirsi e coscienza della propria specificità linguistica
e culturale, intesa non come una reliquia da conservare ma come una parte
di sé da vivere quotidianamente. Sono i Lou Seriol, battagliera
band occitana che in questi anni si è fatta conoscere e apprezzare
nelle Valli della provincia di Cuneo, ma anche a Torino e altrove, in Italia
e all'estero, in virtù dei suoi concerti dinamici e sinceri. Un
mese fa è finalmente uscito il loro primo disco, Persi Pien, che
come le pesche ripiene a cui si riferisce il titolo ha un contenuto gustoso
e saporito. In tutto tredici brani, che costituiscono l'asse portante dei
loro spettacoli, tra motivi che fanno parte della tradizione, come Vos
te maridar Rosetta o La dançarem pus, interpretata anche dai "fratelli
maggiori" Lou Dalfin, e pezzi originali, alcuni già diventati autentici
inni della band, come Sigla d'Oc e La marìo. Melodie e strumenti
tradizionali incontrano chitarra elettrica, basso e batteria, si mescolano
con il rock, il reggae e lo ska e i risultati sono convincenti, assumendo
ora un tono festaiolo ora un piglio barricadero, in una gamma di sfumature
che va da Beu beu e Odad a Autonomia e La derniero. La miscela folk-punk
è ovviamente abbinata a efficaci liriche in lingua madre e anche
su disco mantiene la carica esplosiva che i Lou Seriol assicurano dal vivo.
Da non perdere.
a cura di Marco
Stolfo
Vivo
Tra Torino e il Canavese si moltiplicano i gruppi che si cimentano con lo ska. Gli Stiliti, big band di nove elementi attiva già da alcuni anni sui palchi regionali e non solo, si stanno accreditando tra i più interessanti interpreti nostrani di questo genere nato in Giamaica, cresciuto in Gran Bretagna e da lì diffuso in tutto il mondo. Ne è una valida testimonianza l'esordio su cd intitolato Vivo che contiene otto brani confezionati con gusto, mestiere e una certa originalità. E' abbastanza facile divertirsi e divertire con melodie semplici e chitarre in levare; è un po' più difficile armonizzare sezione ritmica, voci, tastiere e fiati, imprimendo alla musica suonata un proprio marchio di fabbrica. Gli Stiliti sembrano ben avviati proprio in questa direzione, come si sente nelle varie tracce del disco, sulla cui copertina un bollino sembra assicurare l'ascoltatore sulle peculiarità del suono della band: 100 % ska. Ma c'è anche dell'altro: ad esempio il reggae danzereccio di Ho fatto un sogno oppure i fiati dal vago sapore balcanico de Il cassetto dei sogni, efficace brano di apertura. Per contatti: e-mail spino.ska@libero.it. a cura di Marco
Stolfo
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