RECENSIONI

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maggio/giugno 2000

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

RECENSIONI


Nulla di personale . 
viaggiante!
di
Domenico Ippolito
Scolastica ed., Carmagnola (TO), 1999, L. 10.000

Ci sono ambienti lavorativi che provocano, subiscono, le situazioni più diverse, vi assistono, tragiche o comiche che siano. La ferrovia, coi suoi treni, i viaggi, il personale e i viaggiatori, non può che essere uno di questi naturali palcoscenici che Domenico Ippolito, da capotreno FS del deposito Torino Porta Nuova, qual egli è, osserva e traduce in racconti. Nulla di personale. viaggiante! è dunque raccolta, non solo strutturale, di racconti, battute, scenette, avvenimenti quotidiani semiseri di cui i treni si rendono testimoni inconsapevoli e casuali. "Nulla di personale.viaggiante!  nasce dall'idea di far passare un momento lieto, durante il viaggio a bordo dei treni, o immaginario, a chiunque abbia un momento da dedicare a se stesso e al mondo che lo circonda" recita una breve postfazione.
Ecco allora che il capotreno Giore ci accompagna di scompartimento in scompartimento, di stazione in stazione, di viaggio in viaggio con uno sguardo sornione, distaccato e tuttavia presente, col passo dinoccolato dell'uomo qualunque che s'immerge suo malgrado nelle vite altrui, dei passeggeri e dei colleghi, che finiscono col formare pure il pubblico di questa lettura. Scrittura ambientale si direbbe allora, di chi l'ambiente lo conosce bene e indugia a volte in ammiccamenti camerateschi, godibili da chi all'ambiente appartiene, e vi si riconosce; scrittura briosa, ironica (Modane era una ridente cittadina francese, al confine con l'Italia. Si poteva permettere di essere ridente grazie al fatto che gli studi dentistici spuntavano come funghi.) e generosa di un'enfasi a volte compiaciuta dai giochi  di parole che una facile semantica produce, avvolgendosi su se stessa e finendo per risultare antieconomica per la fluidità narrativa (.e aveva tutti i denti curati, anche se non per questo, però, avrebbe potuto celebrare messa!) 
Ma tant'è! Se è il sorriso che questa scrittura vuole aiutare a emergere, ci riesce comunque, anche con qualche parola di troppo.

a cura di Massimo Bonato


Persi Pien
di
Lou Seriol
Cd autoprodotto, L. 25.000

Un concentrato di energia, voglia di divertirsi e coscienza della propria specificità linguistica e culturale, intesa non come una reliquia da conservare ma come una parte di sé da vivere quotidianamente. Sono i Lou Seriol, battagliera band occitana che in questi anni si è fatta conoscere e apprezzare nelle Valli della provincia di Cuneo, ma anche a Torino e altrove, in Italia e all'estero, in virtù dei suoi concerti dinamici e sinceri. Un mese fa è finalmente uscito il loro primo disco, Persi Pien, che come le pesche ripiene a cui si riferisce il titolo ha un contenuto gustoso e saporito. In tutto tredici brani, che costituiscono l'asse portante dei loro spettacoli, tra motivi che fanno parte della tradizione, come Vos te maridar Rosetta o La dançarem pus, interpretata anche dai "fratelli maggiori" Lou Dalfin, e pezzi originali, alcuni già diventati autentici inni della band, come Sigla d'Oc e La marìo. Melodie e strumenti tradizionali incontrano chitarra elettrica, basso e batteria, si mescolano con il rock, il reggae e lo ska e i risultati sono convincenti, assumendo ora un tono festaiolo ora un piglio barricadero, in una gamma di sfumature che va da Beu beu e Odad a Autonomia e La derniero. La miscela folk-punk è ovviamente abbinata a efficaci liriche in lingua madre e anche su disco mantiene la carica esplosiva che i Lou Seriol assicurano dal vivo. Da non perdere. 
Informazioni in rete all'indirizzo www.louseriol.nu.

a cura di Marco Stolfo

Vivo
degli
Stiliti
Cd Stiliti/UAZ record, 
L. 21.000

Tra Torino e il Canavese si moltiplicano i gruppi che si cimentano con lo ska. Gli Stiliti, big band di nove elementi attiva già da alcuni anni sui palchi regionali e non solo, si stanno accreditando tra i più interessanti interpreti nostrani di questo genere nato in Giamaica, cresciuto in Gran Bretagna e da lì diffuso in tutto il mondo. Ne è una valida testimonianza l'esordio su cd intitolato Vivo che contiene otto brani confezionati con gusto, mestiere e una certa originalità. E' abbastanza facile divertirsi e divertire con melodie semplici e chitarre in levare; è un po' più difficile armonizzare sezione ritmica, voci, tastiere e fiati, imprimendo alla musica suonata un proprio marchio di fabbrica. Gli Stiliti sembrano ben avviati proprio in questa direzione, come si sente nelle varie tracce del disco, sulla cui copertina un bollino sembra assicurare l'ascoltatore sulle peculiarità del suono della band: 100 % ska. Ma c'è anche dell'altro: ad esempio il reggae danzereccio di Ho fatto un sogno oppure i fiati dal vago sapore balcanico de Il cassetto dei sogni, efficace brano di apertura. Per contatti: e-mail spino.ska@libero.it.

a cura di Marco Stolfo
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