VACANZE

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maggio/giugno 2000

 
 
 


SCUOLE DI VELA
(Torino e dintorni)
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Centro Nautico di Levante C.so Francia 75, Torino 
tel. 011/4430576 
E-mail: levante@iol.it
www.levante-cnl.org

Eritros Viaggi
Via Ormea 23, Torino tel.011/6508276 
E-mail: eritros@sertez.it

Lega Navale Italiana sezione di Torino 
C.so Unione Sovietica 316, Torino tel.011/6197643 E-mail Inito@tin.it Internet: www.leganavale.it

Circolo Nautico Torino Strada Lungolano 20, Viverone (Vercelli) tel.011/3852021

Scuola di Vela d'altura di Giorgio Pastoris Via Gattinara 6, Viverone (Vercelli) tel. 0161/987088

Velisti non si nasce, si diventa
le regole, i corsi, i costi e le curiosità di uno sport che naviga a vele spiegate
di Guendalina di Marco

Sarà stato l'effetto delle imprese di Soldini, delle notti insonni passate davanti al televisore, sognando che Luna Rossa vincesse la Coppa America, a spingere un numero sempre maggiore di persone ad accostarsi ad uno sport particolare e quanto mai affascinante come la vela. Uno sport che con il tempo è diventato sempre meno elitario e scelto da tanti come alternativa più "movimentata" ad una vacanza tradizionale da passare tra castelli di sabbia sulla spiaggia e tranquille nuotate.
Sport o vacanza?
La vela è sport e vacanza. Un connubio perfetto tra la passione sportiva e la vacanza che predilige l'amore per la natura, anzi quasi la sua venerazione. E' proprio il fascino e l'essere misterioso di un mare con il quale si impara a convivere a stretto contatto a fare della vela non solo uno sport, ma una "vacanza", se vogliamo chiamarla così, di riflessione. Andando per mare ci si sveste delle convenzioni sociali per riscoprire le emozioni primitive dello stare in gruppo, come in una sorta di tribù, uniti nella condivisione delle fatiche, delle gioie e delle paure.
Quanto invece al lato sportivo vero e proprio, quello più sprintoso della vacanza, la vela si propone ai suoi adepti come una disciplina dalle grandi soddisfazioni, che si assaporano col tempo grazie ad una buona preparazione tecnica e un costante allenamento mentale, perché la vela è uno sport tutt'altro che meccanico: senza testa non si naviga.
Uno sport competitivo?
Guardando le regate di Luna Rossa, che tanti aspiranti velisti ha raccolto nei corsi delle scuole di vela, tutt'altro viene da pensare che ad uno sport tranquillo, dove si ha il tempo addirittura di riflettere su se stessi e sulla natura. La competitività per un velista che si cimenta in una regata, in cui l'obiettivo è quello di coprire un determinato tragitto nel minor tempo possibile, è scontata. Ma si è fuori strada, anzi fuori rotta se si pensa che andare in vela voglia dire solo questo. L'agonismo delle regate per la Coppa America è agonismo allo stato puro, un esempio di altissima perfezione tecnica e di spettacolo. Qualsiasi altra regata, che non sia per la Coppa America, ha certo alla base una radice agonistica, ma molto più morbida ed elastica e meno spettacolare. Andare in barca a vela vuol dire altro, la competitività nasce nel contesto delle regate perché sono delle gare che come tali vanno considerate. La vela è invece uno sport spesso tranquillo, per il quale si lavora, ci si anima, si è a contatto con gli altri, ma senza competitività. 
A scuola di vela
Fare vela è un modo diverso di vivere il mare. Vuol dire imparare ad amarlo davvero per la sua bellezza, ma anche a temerlo quando vento e condizioni climatiche sfavorevoli imperversano. Vuol dire, specie quando si partecipa ad un corso, "fare ambiente", a detta dei velisti, dare vita cioè ad un gruppo di persone che vivono a stretto contatto tra loro, accomunati da un'unica grande passione, la vela appunto. Si diventa membri di una vera e propria comunità marina. Ci si sveglia al mattino relativamente presto, si fa colazione tutti insieme, si impara a lezione a diventare marinai, a conoscere i nomi delle vele, delle corde, le manovre, i venti e poi si esce in barca fino a pranzo. Si chiacchiera, ci si riposa, si legge un libro e si fa anche la classica vita da mare. Poi la seconda uscita.  Ancora mare, manovre, vele da issare, ordini da eseguire per imparare a diventare dei bravi skipper. Infine la cena, che precede una serata da trascorrere sempre con i compagni.
"Una vita sociale tranquilla, ma appagante - racconta Ugo Sperandio, presidente del Centro Nautico di Levante di Torino -, in cui la regola base è quella del rispetto e della semplicità, dell'amore per la natura e dello sport, della disponibilità e capacità di convivenza. In mancanza di questi requisiti è sconsigliabile affiancarsi a questo mondo, che vive di sue regole ben precise. La comunità marina infatti, sotto la guida degli istruttori, ha anche il compito e la responsabilità del governo della cucina, degli impianti a terra, delle imbarcazioni e delle attrezzature". Anche lontano dalla barca il velista non ha scuse: il vero marinaio si riconosce in mare, così come a terra!
Dove e come imparare
A Torino, si sa, manca il mare, ma non scarseggiano ottime scuole di nautica in cui è facile accostarsi al mondo della vela. Sotto la Mole le più conosciute sono il Centro Nautico di Levante, Eritros Viaggi che proprio quest'anno compie i suoi vent'anni, la sezione di Torino della Lega Navale Italiana e a Viverone, in provincia di Vercelli, il Circolo Nautico Torino e la Scuola di Vela d'altura di Giorgio Pastoris. In Italia poi le scuole di vela sono disseminate ovunque. Per avere un quadro più completo potete fare riferimento agli indirizzi riportati in fondo ed anche all'articolo "Clicca sulla vela!".
Normalmente durante l'anno, prima dell'inizio della grande stagione velistica, da maggio a settembre, alcune scuole allestiscono un paio di serate di presentazione delle attività. I corsi si dividono invece per livello e anche per fasce d'età. Il popolo della vela, infatti, ha in media dai diciotto ai quarant'anni, anche se non mancano giovanissimi velisti di appena dodici o quindici anni e appassionati ultracinquantenni.
In genere i corsi sono suddivisi in: primo livello, che è il corso base per chi ha poca o nessuna esperienza con il mondo della vela. Dopo 15 giorni di corso si è già in grado di condurre una piccola barca a vela con condizioni climatiche normali e si è capaci di fare uscite portando sempre la barca a riva. Secondo livello: dalle piccole barche si passa ai piccoli cabinati di sei metri o sette metri e mezzo. Con queste si esce in mare anche con condizioni atmosferiche impegnative, accompagnati da un istruttore si sperimentano tutte le manovre, si decide il tragitto e si dorme un paio di notti. Terzo livello, corso crociere: si viaggia di solito per un'intera settimana a bordo, vivendo a stretto contatto col mare e i compagni di viaggio, affinando le conoscenze di vela acquisite negli altri corsi. Corso di specializzazione: velocità e sensazioni forti con catamarani e derive sportive per chi non ha problemi a navigare. 
I posti in cui si fa vela e in cui le varie scuole di vela disseminate per tutta Italia hanno le loro basi, sono molti. Spesso riserve naturali o semplicemente luoghi turistici belli e caratteristici, come ad esempio Torre Guaceto in Puglia, Porto Pozzo in Sardegna, l'isola d'Elba, l'Isola di Ventotene, l'isola Palmaria, l'isola di Caprera (noto insediamento del centro velico Caprera), mentre per le crociere non ci sono confini.
Quanto costa?
Nell'immaginario collettivo, almeno fino a non molto tempo fa, la vela era considerata uno sport da ricchi, riservato ad un'élite a cui sembrava dover guardare da lontano. In realtà la vela non è uno sport più costoso di altri. Almeno fino a quando non si decide di comprare una barca. Fino a quel momento un week-end, prendendo in affitto una barca a vela da 6/8 posti costa meno di 200 mila lire a persona. Un corso base, a seconda che duri una o due settimane e a seconda del periodo di alta o media stagione, costa dal mezzo milione abbondante a più di un milione. Le crociere e i corsi avanzati fino al milione e mezzo.
Costruirsi una barca
Un principiante che fa ancora confusione tra prua e poppa, tra cosa sia una randa, un fiocco e una genoa, la considererebbe una follia. Ma chi pratica la vela da tempo e ha fatto di questo sport un vera e propria passione la considera un'avventura senza confronti. Costruirsi una barca a vela con le proprie mani e poi navigare tra le onde del mare trasportati dal vento è quanto di meglio possa chiedere un appassionato velista. Per chiunque volesse avere informazioni sull'autocostruzione può consultare il sito www.nautica.it/info/maint/autocost.htm che fornisce consigli, una ricca bibliografia (i manuali del fai da te), le ditte che vendono i kit di costruzione per una barca o anche solo il progetto.
Delle scuole di vela, ma anche solo degli appassionati hanno ideato dei corsi per insegnare a costruirsi la propria barca in compensato, ferro o alluminio, verificando tutte le possibili difficoltà che un'impresa del genere può comportare. "In pratica, seguendo uno di questi corsi - spiega Alfredo Nannetti, esperto velista che, dopo essersi costruito fino ad ora due barche in ferro, ha deciso di organizzare un corso per insegnare agli altri curiosi come lui come si diventa artigiani del proprio mezzo - si impara a leggere un progetto, a mettere in pratica le tecniche di costruzione, a capire i tempi e i costi che la realizzazione di una barca richiede, e a fare proprie tutte le informazioni necessarie per chi commissiona la costruzione della sua futura barca ad un cantiere". Un corso, quindi, sulle gioie e i dolori dell'autocostruzione della barca in ferro. Chi fosse interessato a questo tipo di esperienza può contattare Alfredo Nannetti tramite posta elettronica (alfredo.nannetti@libero.it) o per telefono al 0586.578245.
Vela e handicap
Anche la vela, come molti altri sport, ha aperto le porte ai portatori di handicap, per consentire anche a loro di provare l'ebbrezza di andare per mare con una barca a vela. La Polisportiva Mediterraneo di Livorno, ad esempio, collabora con il dipartimento di sanità mentale della Asl sui temi dell'integrazione sociale, dando spazio a iniziative esterne, tra cui quello della vela. Per questa estate è stato organizzato un progetto vacanze a basso costo che prevede crociere per tutto il periodo estivo  per divulgare lo sport della vela a livello cittadino, collegandolo alle tematiche dell'integrazione sociale e della sanità mentale; per informazioni potete contattare Gino Boscolo al numero 0349.7590324 o Andrea Marini al 0586.890685.
A proposito di inserimento sociale la cooperativa Exodus di don Mazzi partecipa con i ragazzi della comunità alle regate con una barca di nome Bamboo (www.exodus.it).
L'ABC del velista
Se quando vi allacciate le scarpe prima del fiocco vi fate il nodo, se quando andate ad una mostra d'arte rimanete colpiti da un'opera morta particolarmente bella e le delusioni della vita si trasformano in un groppo in gola che difficilmente passa, una volta saliti su una barca a vela niente di tutto questo ha lo stesso significato. In mare, quando il vento soffia e si diventa velisti, le parole della terra ferma non contano più. Anzi, contano, ma in modo diverso, con altre accezioni. E' come mettere piede in terra straniera: per farsi capire è doveroso conoscere la lingua del posto. Così in barca a vela: per comunicare con i compagni di bordo non si può sperare di fare buon viaggio se si è impreparati sull'Abc linguistico del perfetto velista. Un vocabolario da imparare con scrupolo per uno sport che ha regole ferree da rispettare.
ALTRE SCUOLE DI VELA
Alcune scuole di vela in Italia
Centro Velico Caprera, Corso Italia 10, Milano tel.02/86452191 Internet: www.velanet.it/cvc
Casa di Vela, Via del Mare 74, Livorno tel.05/86505562
Circolo Nautico Veladoc, Via Giusti 14, Sanremo tel.0184541251 E-mail info@veladoc.it 
Internet: www.veladoc.it
Scuola di Vela Orza Minore Via Arosio 6, Monza (Milano) tel. 039328301 E-mail: orza@orzaminore.it Internet: www.orzaminore.it
Scuola di Vela Utopia,  Via Tradino 44, Milano tel. 02295220026
FIV - Federazione Italiana Vela,  Piazza Borgo Pila 40, Genova tel. 010589431 E-mail: federvela@federvela.it 
Internet: www.federvela.it
Velamareclub,  C.so Di Porta Romana 101, Milano tel.0255186552 E-mail info@velamare.it 
Internet: www.velanet.it/velamare

All'estero
Sicuramente la più nota e prestigiosa scuola di vela in Europa è il Centre Nautique les Glenans, quai Louis Blériot - 75781 Paris Cedex, 16 
tel. 0033153928600 - E-mail glenans@asso.fr.
L'elenco delle scuole in Europa e in America associate alla ISSA (International Sailing Scholl Association) potete trovarlo al sito:
www.int-sailing-schools.com/issamemb.htm
 

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