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CLUB
CULTURE!
Cultura da discoteca
o nuova tendenza?
di Marco Ciari
La
club
culture è uno stile con il quale negli ultimi anni si è
caratterizzata tutta una generazione di d.j. e nuovi musicisti nell'ambito
della musica per ballare. Si è iniziato a parlare di club culture
da quando c'è stato un evidente travaso di critica e pubblico dal
rock alla dance music.
Una prima fase di disgelo si è
verificata verso la metà degli anni '80 - periodo di riflusso e
grandi ristrutturazioni economiche e culturali - nel quale da una parte
il rock e specialmente la new-wave entrava in discoteca anche come musica
da ballo, dall'altra prendevano forma le prime contaminazioni fra rock
e disco-music, la nascita del rap e della cultura hip-hop, ecc..
La seconda fase è stata la
comparsa della house, o meglio acid-house (vi ricordate Pump Up The Volume?).
Questo genere musicale si è evoluto in mille sottogeneri e filoni:
acid-jazz, techno, garage, ambient, trance, underground, commerciale, fino
al trip-hop e alla jungle. Ebbene questi nuovi generi di musica da ballo
hanno coinvolto profondamente musicisti, giornalisti e pubblico che ascoltavano
prevalentemente rock, i quali vi hanno trovato elementi di novità,
di creatività e di divertimento. Quindi club culture non è
il costume discotecaro, fatto da cubiste e buttafuori, p.r. e gestori un
po' loschi, divanetti fucsia e sfere a specchio, che viene di solito bersagliato
dalle critiche e dagli strali dei rocchettari nostrani. E' qualcosa che
va al di là dell'immagine e della forma con la quale le discoteche
si presentano al pubblico. Comprende la musica, i musicisti, i d.j., un
nuovo modo di vedere il ballo e il divertimento.
La cosa più interessante
agli occhi di tutti è che grazie a queste nuove tendenze la fisionomia
e la figura del musicista sta cambiando in modo rilevante. Il classico
ruolo del d.j. come semplice programmatore di scalette musicali, si trasforma
in un vero e proprio musicista che, al posto dello strumento musicale usa
i giradischi e il campionatore mixando brani, pezzi di brani, sovraincidendo,
campionando, intervenendo su basi o anche semplicemente "scratchando",
(ovvero facendo scivolare i dischi avanti e indietro sotto le puntine).
In realtà anche le serate
in discoteca sono cambiate. Nei club dove si balla drum'n'bass, big beat
o dub c'è la ricerca di un'atmosfera differente dalle storiche discoteche
tipo febbre del sabato sera; un uso intelligente della multimedialità,
la proiezione di video artistici, più sale con diverse programmazioni,
interventi dal vivo di musicisti su brani o basi. Bisogna onestamente aggiungere
che i generi di tendenza tipo drum'n'bass sono nati da un'area di ex musicisti
o di nuovi d.j. con un background musicale eterogeneo, e non a compartimenti
stagni come usava una ventina d'anni fa. Questo background a 360 gradi
fa della produzione della musica e della gestione delle serate qualcosa
di più che la semplice balera assordante e monocorde della house
commerciale.
I segnali delle nuove tendenze arrivano
non solo dalle discoteche, ma anche dai circoli culturali e dai centri
sociali. Molti d.j. e molte serate di successo sono nate proprio nei luoghi
che storicamente hanno ospitato i concerti del rock alternativo. Era destino
che si occupassero di dance "alternativa"
prima o poi... Molti operatori, musicisti, d.j. hanno trovato nei generi
"da ballo" degli stimoli nuovi, degli
elementi di rottura (nati soprattutto dalla cultura dei rave) che forse
il rock non ha più oggi.
Se poi guardiamo a molti fra i nuovi
gruppi musicali notiamo un atteggiamento positivo nei confronti dei campionamenti,
delle basi elettroniche, e già da tempo alcuni si presentano con
formazioni che prevedono il gruppo musicale classico e il d.j.-set o sound-system
(ovvero i d.j. + cantanti e musicisti vari per la serata da ballo). Non
è più molto raro trovare sul palco le consolles di giradischi
col mixerino o rack di campionatori al posto di amplificatori e batterie...
Quindi i d.j. e i produttori di
brani dance si definiscono oggi musicisti; quando fanno le serate in discoteca
"suonano". Sembra un requiem per il
rock come musica suonata, soppiantata da piatti e campionatori. Gli altri
musicisti, quelli storici (batteristi, bassisti, chitarristi, ecc.) sono
ovviamente perplessi e non vedono di buon grado questa usurpazione di ruolo,
affermando che "...il vero musicista è colui che suona uno strumento
musicale, che sa la musica, che crea ritmi, armonie e melodie; il d.j.
sarà al massimo un buon artigiano nel collage musicale, nel campionamento
di cose già fatte e nel remixaggio. La musica dance è troppo
legata al ballo, all'uso in discoteca, è più una musica di
sottofondo che creazione artistica!". Chi ha ragione? Giudicate voi.
Ecco una piccola lista di nuovi
(e vecchi) musicisti da ascoltare per capirci qualcosa: Alma Megretta,
Asian Dub Foundation, Chemical Brothers, Dj Shadow, Fatboy Slim, Jungle
Brothers, Kruder & Dorfmeister, Madaski, Massive Attack, Minimal Funk,
Moby, Morcheeba, Orbital, Orb, Portishead, Prodigy, Propellerheads, Roni
Size, Royalize, Tricky. |