SPECIALE INTERCULTURA

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maggio/giugno 2000

 
 

 

THE GATE
Se fossimo un po' americani, smaniosi del primato, avremmo battezzato Porta Palazzo la decima o sedicesima meraviglia del mondo.

di Fabrizio Cellai


Con i suoi 51 mila metri quadrati, quattro mercati coperti, 214 punti vendita, 940 banchi il sabato, oltre 100 mila clienti stimati e 350 mezzi che ogni giorno approvvigionano il mercato di frutta, verdura, abbigliamento e quant'altro, piazza della Repubblica, più comunemente Porta Palazzo, è il più grande mercato all'aperto d'Europa. Un porto profumato e colorato dove approdare ogni giorno sicuri di trovare quello che si cerca, a buon prezzo e in gran quantità. Ma anche un quartiere, quello di Porta Palazzo-Borgo Dora, con la più alta percentuale di popolazione immigrata della città e un numero altissimo di nuclei famigliari in difficoltà.
Un mercato che, insieme al quartiere, sta per essere rivoluzionato dal progetto "The gate" promosso dal Comune di Torino in collaborazione con il Comitato Progetto Porta Palazzo.
Di cosa si tratta? Nel 1996 la Città di Torino presenta all'Unione Europea il progetto "Porta Palazzo: vivere, non solo transitare" all'interno dell'azione "progetti Pilota Urbani" del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Nel 1997 il progetto viene approvato e iniziano i lavori.
Il progetto, secondo quanto scrive l'assessore Fiorenzo Alfieri, è un programma pensato soprattutto per le persone che vivono, lavorano e frequentano un quartiere allo stesso tempo affascinante e pericoloso.
La realizzazione di "The gate" prevede in tutto diciannove azioni diverse, suddivise in cinque aree di intervento.
La prima, denominata piazza affari, ha come scopo la progettazione di nuove forme di commercio e di nuove imprese a Porta Palazzo. In questa direzione si colloca la creazione di un marchio di qualità di tutti i prodotti venduti dai produttori agricoli nelle bancarelle del mercato; oppure l'apertura di corsi specializzati per artigiani restauratori utilizzando l'area dell'ex arsenale e avvalendosi dell'esperienza in questo settore del Sermig.
Rete di sicurezza è la seconda area, dedicata alla dimensione sociale del quartiere: dal problema della prostituzione alla strategia della limitazione del danno per contrastare il fenomeno della dipendenza da alcool e da droga. Ma anche l'apertura di un oratorio multietnico (San Gioachino) e di uno sportello informativo rivolto a chi cerca casa.
Un posto per vivere è il settore che mira al risanamento, alla valorizzazione del patrimonio edilizio del quartiere e alla riorganizzazione di Piazza della Repubblica per trovare un modo più semplice di vivere Porta Palazzo e il suo mercato anche quando il mercato non c'è.
Sostenibilità punta l'attenzione sull'enorme massa di rifiuti che il mercato produce ogni giorno. L'idea è quella di smaltire meglio i rifiuti per ridurne l'impatto ambientale con una cura particolare dedicata agli imballaggi in carta, cartone, plastica e vetro;
Infine la quinta e più visibile area intervento denominata legami che si occupa di traffico automobilistico, di parcheggi e di difficoltà di collegamento con il resto della città.
Gli interventi in questo settore partono dalla realizzazione del sottopasso di corso Regina Margherita (i cui lavori sono già in fase conclusiva) che ha l'intento di ridurre il flusso di autoveicoli privati sulla piazza. Proseguono con l'apertura di un nuovo parcheggio nell'ex caserma dei vigili del fuoco in corso XI Febbraio per arrivare al progetto di collegamento tra la zona del Balôn e San Pietro in Vincoli con l'attraversamento dell'area dell'ex arsenale. Ma anche la valorizzazione di spazi come la Galleria Umberto I, l'ex teatro Alcione, il piccolo Valdocco e l'area Satti dell'ex stazione Torino-Ceres.
"Living, not leaving", cioè "vivere, non transitare" recita lo slogan di "The gate". In eccesso di anglofilia, potremmo concludere citando quel "melting pot" di sapore newyorkese che molti sperano realizzare proprio a Porta Palazzo, luogo fin'ora di grande immigrazione, di grandi tensioni, ma anche di grandi potenzialità.
LIBRI PER CAPIRE

G. Amendola, Il multiculturalismo e il problema dell'altro, in: La città postmoderna, Laterza 1997
B. Babando, Con gli occhi del naufrago: Torino, declino e trasformazione di una "One Company Town", Angeli 1997
F. Baptiste et al., Una città di fronte all'immigrazione, Torino: Circolo l'Eau Vive 1991
A. Barbero, V. Vignale, Immigrati: e se ci servissero?, in Volontari per lo sviluppo, dossier, novembre 1997
Caritas di Roma, Immigrazione: dossier statistico '97, Ed. Anterem 1997
Caritas di Roma, Anticipazioni dossier statistico immigrazione 2000
Cicsene, La famiglia immigrata: interpretazioni sociodemografiche di una realtà in crescita, Cicsene 1995
Cicsene, Un mercato e i suoi rioni: studio sull'area di Porta Palazzo - Torino, Cicsene 1997
Comune di Torino - Dipartimento Servizi alla persona, Torino e gli stranieri: cittadini. cittadinanza, trasformazione, Comune di Torino - Servizio formazione dipendenti 1996
Contro il pregiudizio, numero unico della rivista Sisifo, 1993
C. Gallini,Giochi pericolosi: frammenti di un immaginario alquanto razzista, Manifesto libri 1996
G. Giovannini, Allievi in classe stranieri in città, Ismu - Angeli 1996
C. Guala, Atteggiamenti verso gli immigrati dal Terzo Mondo: una ricerca a Torino, in: Cocchi, G. (a cura di), Stranieri in Italia: caratteri e tendenze dell'immigrazione dai paesi extracomunitari, Bologna: Istituto Cattaneo 1990
IRES Lucia Morosini Un'indagine sul lavoro autonomo degli immigrati a Torino, Torino: Ires Lucia Morosini 1994
A. Langer, La scelta della convivenza, Edizioni e/o 1995
R. Magni, Gli immigrati in Italia, Edizioni Lavoro 1995
G. Mottura, P. Pinto, Immigrazione e cambiamento sociale. Strategie sindacali e lavoro straniero in Italia, Ediesse 1996
Provincia di Torino-Città di Torino, Osservatorio sull'immigrazione extracomunitaria in Torino e provincia: 1997 primi elementi sull'andamento del fenomeno, Torino 1997
Quale cultura per la tolleranza: politiche per una società multiculturale, Preatti del convegno internazionale a cura della Fondazione Istituto Gramsci, Torino, 16-17.6.1995
M. Reginato, I residenti stranieri a Torino. Analisi dei cambiamenti recenti, Fondazione Giovanni Agnelli 1997
L. Tomasi (a cura di), Razzismo e società plurietnica, Angeli 1996
A. Tosi, S. Mosca, (a cura di), Le lezioni della diversità: professionalità ed educazione linguistica in contesto multiculturale a Torino, Eurelle edizioni 1997
G. Zincone, Uno schermo contro il razzismo. Per una politica dei diritti utili, Donzelli 1994
N. Harris, I nuovi intoccabili. Perché abbiamo bisogno degli immigrati, Il Saggiatore, 2000

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