SPECIALE INTERCULTURA

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maggio/giugno 2000

 
 
 

AL SERVIZIO DELL'INTEGRAZIONE
Negli ultimi anni l'arrivo consistente degli immigrati nella nostra città ha interrogato e in parte trasformato i servizi pubblici, 
gli sportelli dei sindacati, del Comune di Torino e del mondo del volontariato, che hanno dovuto indirizzare risorse e energie verso nuove necessità, ovviando alla comprensibile impreparazione di fronte a un fenomeno improvviso e in forte crescita. 
A partire dagli anni '80 enti pubblici e privati si sono attrezzati 
per accogliere il variegato universo degli extracomunitari.
di Donatella Sasso

Già nel 1982 è stato aperto l'Ufficio stranieri e nomadi all'interno del Comune di Torino con i precisi compiti di accogliere, informare, offrire appoggio su casa, salute, lavoro, indirizzare ai numerosi servizi pubblici e privati, dalle mense e i dormitori alla Questura, alle ASL e a tutti gli altri uffici locali dell'Amministrazione Statale. Il settore Nomadi è rivolto ai Rom e ai Sinti presenti sul territorio urbano, per i quali sono state attrezzate le attuali quattro aree di sosta, in cui sono ammesse solo le famiglie che garantiscano la frequenza scolastica dei loro figli. Dal 1990 l'Ufficio Mondialità ha il compito di garantire l'inserimento dei bambini stranieri e nomadi nella scuola, nei servizi educativi e nelle attività sportive e ricreative.
Sia per gli stranieri sia per i nomadi si favoriscono percorsi di inserimento lavorativo, attraverso corsi di formazione e l'attribuzione di borse-lavoro, avvalendosi anche del sostegno di Progetti Europei, fra cui ITACA, che si propone la creazione di una rete di servizi di supporto ai cittadini stranieri presenti nell'area torinese, e L.I.A. (Local Integration Partnerschip Action). L'Ufficio stranieri e nomadi offre sostegno e assistenza agli immigrati in particolari difficoltà, alle prostitute, a chi è vittima di discriminazioni e atti di razzismo.
Spesso il Comune di fronte a situazioni di emergenza rimanda al mondo del volontariato e dell'associazionismo, con il quale intesse ormai da tempo rapporti di sostegno e collaborazione. Il Comune stesso ha sostenuto la nascita dell'Alma Terra, il Centro Interculturale delle donne immigrate, un'associazione che raccoglie le esperienze e le competenze di donne provenienti da diverse parti del mondo.
Il Servizio migranti della Caritas da tempo offre particolare cura e protezione alle ragazze, in gran numero nigeriane, che intendono uscire dal mondo della prostituzione, organizza corsi di formazione professionale, dal taglio e cucito all'informatica e alla lingua italiana. Ha predisposto inoltre uno sportello informativo su questioni generali e due rivolti rispettivamente a donne alla ricerca di lavoro domestico e a uomini che sperano in un impiego in fabbrica. I volontari e gli obiettori non si limitano a proporre i contatti, ma si occupano anche di instaurare rapporti di fiducia e conoscenza diretta fra gli immigrati e i potenziali datori di lavoro.
Nel 1992 il Comune di Torino ha istituito l'Ufficio minori extracomunitari, che ha preso in carico la cura dei numerosi ragazzini stranieri irregolari e in situazione di pregiudizio, quasi sempre giunti in Italia con il preciso compito di contribuire al sostentamento economico delle loro famiglie. Si tratta per la maggior parte di minori non accompagnati, condotti nel nostro paese da lontani parenti o da conoscenti di cui si fidano, ma ben presto abbandonati a destini incerti. Spesso l'Ufficio minori è chiamato ad attuare interventi di "bassa soglia", che permettono di fornire posti letto provvisori, buoni per pasti nelle mense e per i bagni pubblici. Ovviare alle emergenze è solo il primo passo; gli obiettivi dell'Ufficio puntano alla regolarizzazione e all'inserimento sociale e scolastico dei minori, spesso contrastato dagli stessi ragazzi, che per paura tendono a negare le loro generalità, rendendo difficile la loro identificazione.
Il lavoro degli operatori, in stretta collaborazione con il mondo del volontariato, necessita di lunghi e pazienti percorsi di avvicinamento a ragazzi difficili e spaventati, che parlano lingue diverse e appartengono a culture lontane. La conquista di legami confidenziali non può prescindere dal supporto dei mediatori culturali, in grado di favorire la comprensione, chiarire atteggiamenti, reazioni e comportamenti e soprattutto evitare conflitti e scontri involontari.
Proprio su questi presupposti è nato Alouan, che in arabo significa I colori, un centro di aggregazione di giovani migranti e nativi, gestito dalla Città di Torino e dall'associazione Alma Terra. Dal 1998 educatori, mediatori e volontari si sono attivati per costituire un punto di riferimento, di formazione e divertimento per ragazzi soli, a rischio, ma anche semplicemente desiderosi di conoscere coetanei stranieri e non. Alouan attualmente ha attivato un laboratorio teatrale, incontri di informazione rivolti alle famiglie dei ragazzi, un settore di animazione interculturale, che ha valorizzato, tra l'altro, le

 competenze dei ragazzi, ai quali si è chiesto di costruire giocattoli tradizionali con materiali di recupero. Da fine marzo ogni domenica, dalle 12.30 alle 14.30, un gruppo di giovani immigrati del centro tiene una trasmissione di informazione e intrattenimento su Radio Torino Popolare. Parallelamente Alouan si è anche incaricato di concretizzare il difficile lavoro di strada, cioè di avvicinamento e assistenza ai ragazzi marocchini ambulanti.
Anche all'A.S.A.I., l'Associazione Salesiana di Animazione Interculturale, è stata valorizzata la prevenzione unita a efficaci strumenti di aggregazione. Da tempo circa 60 volontari organizzano corsi di informatica, attività sportive e di doposcuola ai giovani immigrati, nella consapevolezza che l'elevato tasso di insuccesso scolastico degli studenti stranieri è spesso dovuto alla scarsa conoscenza della lingua italiana e a situazioni di marginalità. Dalla fine del 1999 i ragazzi dell'A.S.A.I. pubblicano anche un giornale tutto loro, "Torre di B@bele".
Sia per favorire la comunicazione reciproca sia per agevolare l'inserimento degli stranieri giovani e adulti appare indispensabile affinare sempre più reti di supporto culturale, linguistico ed educativo. Con questo spirito nel 1996 è nato il Centro Interculturale della Città di Torino, come sede di incontro e scambio culturale fra cittadini. Oltre a una biblioteca, che contiene uno "scaffale multietnico", una rivista trimestrale, spazi per mostre itineranti, il Centro offre attività di formazione, fra cui BABELE, breve percorso di avvicinamento a lingue e alfabeti altri (arabo, cinese e spagnolo), ELLEDUE, corso per insegnanti volontari di italiano, IO E L'ALTRO, percorso di educazione alla diversità con metodo training. Nella sede del Centro sono attivi sette laboratori didattici destinati a gruppi classe e giovani, dedicati al Maghreb, alle religioni, ai diritti, all'economia, alle letterature extraeuropee, alle minoranze storiche e recenti presenti a Torino; un laboratorio di informatica è riservato agli stranieri. Dal 1999 il Centro ha anche un sito Internet, che offre documenti, articoli, stralci di normativa, saggi su tematiche interculturali.
Dal lavoro realizzato in questi anni al Centro e altrove è emersa con forza sempre maggiore l'importanza dello scambio di competenze e la messa in comune di esperienze di cittadini nativi e stranieri. Ormai non è più pensabile affrontare i problemi legati all'immigrazione da punti di vista esterni, senza coinvolgere i diretti interessati. L'Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, sorta recentemente come centro di consulenza e progettualità in un quartiere tormentato e a volte insofferente, intenzionalmente non si rivolge a una sola parte degli abitanti, ma accoglie critiche e suggerimenti da tutti. Nella consapevolezza che spesso problemi e difficoltà nascono dall'insufficienza delle reti comunicative, l'agenzia ha previsto uno sportello informazioni, un ufficio stampa, un ufficio tecnico di riqualificazione dell'habitat e un servizio consulenza per gli imprenditori.
Spesso la rete informale delle conoscenze e delle amicizie è infatti ancora quella più diffusa e funzionante, come racconta una giovane ragazza del Camerun. Giunta in Italia dalla Francia per il ricongiungimento familiare con il marito, inizialmente trova le consuete difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Una sera, a una festa, l'incontro casuale con una signora che le parla dell'Alma Terra e di un corso per mediatrici culturali, che sta per iniziare alla Casa di Carità Arti e Mestieri. Forse per diffidenza, forse per scoraggiamento lascia perdere e decide di iscriversi alle "150 ore" per ottenere la licenza media. Le lezioni le pesano abbastanza; è certamente duro ricominciare tutto da capo, solo perché i suoi titoli di studio in Italia non sono riconosciuti. Sulla bacheca della scuola, però, un giorno vede nuovamente l'annuncio del corso e decide di provare.
Oggi è contenta di averlo frequentato. Dopo un tirocinio svolto presso l'Alma Terra le si sono aperte nuove occasioni. Ha ottenuto una borsa lavoro di sei mesi al Centro Interculturale e un posto come mediatrice presso un Servizio Sociale. Qui offre consulenze agli immigrati sugli ambiti più diversi: sanità, lavoro, sussidi di disoccupazione, permessi di soggiorno, casa. È un lavoro difficile e soprattutto di grande coinvolgimento emotivo. Spesso non ci sono risposte alle esigenze immediate e drammatiche dei molti disoccupati, senza soldi e senza casa, ai quali per lo più si consiglia di rivolgersi al mondo del volontariato. 
Ma le storie che fanno più male sono quelle legate all'insensibilità e ai pregiudizi. Poco tempo fa è arrivata una donna disperata, perché, colpita da sfratto, non sa dove andare a vivere con le sue due bambine. Non è una questione di soldi, la signora ha uno stipendio fisso. Semplicemente non trova nessuno disposto ad affittare casa a una straniera e ormai l'unica via praticabile sembra essere quella di due comunità, in cui lei e le sue bambine verrebbero separate.
Il suo caso è comune a molti extracomunitari, per i quali, anche i più benestanti, il problema abitativo diventa molte volte insormontabile. Spesso i locatari si spaventano già al primo contatto telefonico per l'accento straniero degli aspiranti inquilini e dichiarano di aver già affittato la casa; altre volte accettano l'incontro, per poi negare la disponibilità all'ultimo momento. Ma ci sono anche i profittatori, che alzano spropositatamente gli affitti, sapendo che gli immigrati non si formalizzano di fronte all'ipotesi di vivere in dieci o dodici in appartamenti di pochi metri quadrati. A Torino c'è solo un'agenzia immobiliare a cui gli extracomunitari sanno di potersi rivolgere tranquillamente. Il responsabile, per evitare spiacevoli imbarazzi, sonda preventivamente la disponibilità dei locatari.
La ragazza del Camerun ha, però, un sogno ancora più ambizioso, che spera di realizzare presto: aprire un'agenzia di stranieri e per stranieri, coniugando imprenditorialità e solidarietà. Un'agenzia che contatti proprietari di appartamenti in grado di rispondere affermativamente alla semplice domanda: "Lei intende affittare la sua casa a uno straniero in regola con il permesso di soggiorno e disponibile a mostrare la sua busta paga?".

INDIRIZZI UTILI:
Ufficio stranieri Via Cottolengo 26
lunedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.30; mercoledì dalle 14.30 alle 18.00  tel. 011/442.9411  fax 011/442.9400
Ufficio nomadi Via Cottolengo 26
martedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.30 
tel. 011/442.9412 fax 011/442.9400
Ufficio minori extracomunitari Via Cottolengo 26
lunedì dalle 9.00 alle 12.30; martedì dalle 14.30 alle 17.00
tel. 011/442.9433  fax 011/442.9449
Ufficio Mondialità Via Bazzi 4
tel. 011/442.6337  fax 011/442.6108
Centro Interculturale Via Frattini 11
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 tel. 011/442.9700  fax 011/442.9719 e-mail centroic@comune.torino.it
www.comune.torino.it/cultura/intercultura/welcome/html
Alouan Via Paisiello, 44 tel. 011/23.55.27 fax 011/24.75.076  e-mail alouan@comune.torino.it
Servizio Migranti della Caritas Via Ceresole 42
tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00; pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00 tranne il mercoledì tel. 011/246.20.92
Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario 
Via Sant'Anselmo 20/c lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10.00 alle 14.00; martedì dalle 15.00 alle 19.00
tel. e fax 011/658.757 e-mail sansalvariosviluppo@teoresi.net
ALMA TERRA Centro Interculturale delle Donne
Via Norberto Rosa 13/a  dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 tel. 011/24.64.330 e-mail alma@arpnet.it 
A.S.A.I. Via Ormea, 4 tel. 011/66.92.471 e-mail Sanluigi@iol.it

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