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EUROPA CI
SIAMO!
Eurochicche
di Dario Destefanis Euro,
un nome un perché
Perché si è scelto il nome Euro per la nuova moneta?
Pare perché come "radice" di Europa sia presente
in tutte le lingue europee quindi più facilmente comprensibile
da tutti i cittadini. Invece il simbolo, quella specie di "C
maiuscola con le due barrette = nel mezzo" è in realtà
una epsilon, la quinta lettera dell'alfabeto greco. Alfabeto
scelto non a caso ma con l'intenzione di fare un omaggio a una
delle fonti dell'antica saggezza dell'Europa. Le barrette che
attraversano la C, invece, indicano graficamente il simbolo monetario,
come nel caso del dollaro, la sterlina e lo Yen.
Plurale
Sarà il grande dilemma dei prossimi anni. Avremo in tasca
1.000 euro o 1.000 euri? La prima impressione, che normalmente
è quella che conta, propende per il singolare, più
ragionevole ma non è detto che a Lisbona o Parigi la penseranno
come me.
In Piemonte
vivono gli Euro
Ebbene sì, incredibile ma vero. In Italia risiedono undici
famiglie che di cognome fanno Euro e addirittura la maggioranza
di loro vive in Piemonte da anni, tra Biella e Novara.
Ora, questi poveretti andranno aiutati dallo Stato a modificare
i loro cognome. Perché? Perché immagino che avranno
davanti a loro anni di inferno. Voi accettereste, per esempio,
un assegno da un signore che si firma Euro? Come faranno ad avere
un conto in banca? E all'estero, magari in vacanza, al momento
di pagare il conto in albergo si sentiranno dire che apprezzano
la battuta: "I'm mister Euro"... - si sa, gli italiani
sono dei simpaticoni - ma poi non accetteranno nient'altro che
banconote e forse andranno anche nel retro per verificare che
non siano di cioccolato...
Insomma in bocca al lupo e correte ai ripari finché è
possibile.
Che bella
idea, lo chiamo euro!
Come ai bei tempi di Maradona al Napoli, quando nascevano Diego
e Dieguito, anche oggi pare che la fantasia non sia un dono distribuito
equamente nel nostro paese. Così fino a qualche tempo
fa si contavano quasi 1.000 Euro tra i nostri compatrioti. Quindi
state pronti a incontrare sulla vostra strada il mitico Euro
Rossi o Euro Bianchi senza stupirvi se un giorno incontrerete
anche Eura..." sa, volevamo tanto una bambina!". Ma
visto che non c'è limite al peggio - e personalmente posso
confermare di avere un parente che si chiamava addirittura Fioretto
Fioretti - sono atterrito all'idea di incontrare prima o poi
i due fratelli Euro Euro e Eura Euro.
Mi mangio
i soldi
Nascerà un problema. Come far fuori 12 miliardi circa
di banconote e monetine (lire, marchi, franchi...) e sostituirle
con gli Euro? Cosa ne faremo, dove li andremo a buttare?
Di idee ce ne sono molte (Marte, giocare di più a Monopoli,
darli a Zio Paperone o farli rubare ai Bassotti, così
poi è un problema loro...) alcune già peraltro
sperimentate. In Germania per esempio un problema analogo lo
hanno avuto con i marchi dell'Est al momento della riunificazione.
Dopo lungo pensare sembra che li abbiano gettati nelle miniere
di salgemma in disuso. Ora, la soluzione non mi pare la più
intelligente, ma ogni paese dovrà probabilmente arrangiarsi.
Una soluzione comune potrebbe arrivare da un'azienda anch'essa
tedesca che sembra abbia inventato un procedimento per trasformare
le vecchie banconote (carta + inchiostro) in concime. Il fertilizzante,
messo a punto in via sperimentale, si chiama Bioferm. L'azienda
ha perfezionato il procedimento utilizzando biglietti di banca
ritirati dalla circolazione perché logori e messi a macerare
tramite un processo biochimico con residui organici. Quindi presto
o tardi potremmo avere la sorpresa di nutrirci di cibi cresciuti
grazie a fertilizzanti al denaro. Patate, carote e fieno concimato
a fiorini, lire o pesetas, magari brucati da animali geneticamente
modificati. Evviva. |