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marzo/aprile 1999

EUROPA CI SIAMO!
Eurochicche

di Dario Destefanis


Euro, un nome un perché
Perché si è scelto il nome Euro per la nuova moneta? Pare perché come "radice" di Europa sia presente in tutte le lingue europee quindi più facilmente comprensibile da tutti i cittadini. Invece il simbolo, quella specie di "C maiuscola con le due barrette = nel mezzo" è in realtà una epsilon, la quinta lettera dell'alfabeto greco. Alfabeto scelto non a caso ma con l'intenzione di fare un omaggio a una delle fonti dell'antica saggezza dell'Europa. Le barrette che attraversano la C, invece, indicano graficamente il simbolo monetario, come nel caso del dollaro, la sterlina e lo Yen.

Plurale
Sarà il grande dilemma dei prossimi anni. Avremo in tasca 1.000 euro o 1.000 euri? La prima impressione, che normalmente è quella che conta, propende per il singolare, più ragionevole ma non è detto che a Lisbona o Parigi la penseranno come me.

In Piemonte vivono gli Euro
Ebbene sì, incredibile ma vero. In Italia risiedono undici famiglie che di cognome fanno Euro e addirittura la maggioranza di loro vive in Piemonte da anni, tra Biella e Novara.
Ora, questi poveretti andranno aiutati dallo Stato a modificare i loro cognome. Perché? Perché immagino che avranno davanti a loro anni di inferno. Voi accettereste, per esempio, un assegno da un signore che si firma Euro? Come faranno ad avere un conto in banca? E all'estero, magari in vacanza, al momento di pagare il conto in albergo si sentiranno dire che apprezzano la battuta: "I'm mister Euro"... - si sa, gli italiani sono dei simpaticoni - ma poi non accetteranno nient'altro che banconote e forse andranno anche nel retro per verificare che non siano di cioccolato...
Insomma in bocca al lupo e correte ai ripari finché è possibile.

Che bella idea, lo chiamo euro!
Come ai bei tempi di Maradona al Napoli, quando nascevano Diego e Dieguito, anche oggi pare che la fantasia non sia un dono distribuito equamente nel nostro paese. Così fino a qualche tempo fa si contavano quasi 1.000 Euro tra i nostri compatrioti. Quindi state pronti a incontrare sulla vostra strada il mitico Euro Rossi o Euro Bianchi senza stupirvi se un giorno incontrerete anche Eura..." sa, volevamo tanto una bambina!". Ma visto che non c'è limite al peggio - e personalmente posso confermare di avere un parente che si chiamava addirittura Fioretto Fioretti - sono atterrito all'idea di incontrare prima o poi i due fratelli Euro Euro e Eura Euro.

Mi mangio i soldi
Nascerà un problema. Come far fuori 12 miliardi circa di banconote e monetine (lire, marchi, franchi...) e sostituirle con gli Euro? Cosa ne faremo, dove li andremo a buttare?
Di idee ce ne sono molte (Marte, giocare di più a Monopoli, darli a Zio Paperone o farli rubare ai Bassotti, così poi è un problema loro...) alcune già peraltro sperimentate. In Germania per esempio un problema analogo lo hanno avuto con i marchi dell'Est al momento della riunificazione. Dopo lungo pensare sembra che li abbiano gettati nelle miniere di salgemma in disuso. Ora, la soluzione non mi pare la più intelligente, ma ogni paese dovrà probabilmente arrangiarsi. Una soluzione comune potrebbe arrivare da un'azienda anch'essa tedesca che sembra abbia inventato un procedimento per trasformare le vecchie banconote (carta + inchiostro) in concime. Il fertilizzante, messo a punto in via sperimentale, si chiama Bioferm. L'azienda ha perfezionato il procedimento utilizzando biglietti di banca ritirati dalla circolazione perché logori e messi a macerare tramite un processo biochimico con residui organici. Quindi presto o tardi potremmo avere la sorpresa di nutrirci di cibi cresciuti grazie a fertilizzanti al denaro. Patate, carote e fieno concimato a fiorini, lire o pesetas, magari brucati da animali geneticamente modificati. Evviva.

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