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marzo/aprile 1999

 

UN FREEZER PER AMICO
Consumare pesche a Natale o arance a ferragosto al giorno d'oggi è possibile, così come gustare cibi esotici un tempo lusso di poch, è diventato un piacere per molti. Le risposte ai nostri desideri sono sinonimo di benessere ma anche di confusione culturale tant'è che soprattutto le nuove generazioni pare non conoscano più la provenienza dei prodotti e la loro stagionalità.

di Fernanda Cinque


Conservare per i momenti di necessità sconfiggendo l'imprevedibilità della natura è il sogno dell'uomo realizzato e i cibi in scatola, i congelati e i surgelati, gli obbiettivi raggiunti.
Non tutti i consumatori italiani sembrano apprezzare alimenti così trattati e ciò è facilmente comprensibile visto che siamo un popolo di grandi tradizioni culinarie.
Talvolta la diffidenza sta nella riuscita del "fatto in casa", che spesso non ci lascia soddisfatti e che, sia come gusto che come valore nutritivo, non ha nulla a che vedere con il prodotto industriale di gran lunga migliore.
La tecnica di congelamento che si può ottenere con il frigorifero di casa utilizza temperature intorno ai -20° centigradi; il processo è abbastanza lento e proporzionale allo spessore dell'alimento, quindi i cristalli che si formano nelle cellule sono grandi e causano la rottura degli involucri cellulari con conseguente fuoriuscita di sostanze nello scongelamento.
Alcuni accorgimenti importanti per ottenere un buon congelato "fatto in casa":
- partire da prodotti freschi o, nel caso si trattasse di cibi cotti, farli raffreddare prima di metterli in congelatore.
- conservare possibilmente piccole porzioni che quindi verranno scongelate e consumate interamente.
- prestare attenzione che i prodotti che rimangono in freezer siano più freschi di quelli che ci apprestiamo a consumare.
- servirsi di contenitori di buona qualità o sacchetti per alimenti dai quali va tolta tutta l'aria contenuta che rallenterebbe il congelamento.
Non provate a congelare l'insalata, la mangereste molle, le uova sode, le patate bollite, creme quali la maionese che varierebbe di consistenza irreversibilmente.
Per un corretto scongelamento:
- scongelare a temperatura ambiente è sconsigliato, tranne per alcuni prodotti finiti quali pane o dolci secchi, potrebbero infatti moltiplicarsi microorganismi, lo stesso vale se si ricongela l'alimento dopo averlo scongelato.
- considerare che le verdure congelate hanno tempi di cottura ridotti del 50% circa rispetto a quelle fresche.
- verificare che i contenitori dei prodotti surgelati non presentino rigonfiamenti, indice di alterazione e contaminazione e che risuonino all'interno di questi senza formare pezzi di ghiaccio che sono segno di parziale scongelamento.
Il processo di surgelazione industriale è molto rapido, visto che le temperature utilizzate sono decisamente basse (al di sotto dei -50° centigradi), quindi si formano microcristalli tanto piccoli da non danneggiare dall'interno le cellule dell'alimento. Dunque il prodotto così trattato è fonte di vitamine, sali minerali e sostanze nutritive, al pari dell'alimento fresco.
Perché un surgelato si conservi nel migliore dei modi è indispensabile che non si interrompa la catena del freddo e che quindi sia per la conservazione che per il trasporto la temperatura non scenda mai al di sotto dei -18° centigradi.
I maggiori consumatori di cibi surgelati sono ristoranti, mense, ditte di catering, data la sicurezza igienica ed il ridotto scarto di tali prodotti; seguono bar e pub che si servono principalmente di formati monoporzione riattivati nei forni microonde. In Italia si sono consumate circa cinquecentomila tonnellate di prodotti surgelati nel '94 ed il 6% in più nel '95, dati in continua crescita anche se non ancora rapportabili a quelli di altri paesi.

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