CULTURA

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/1999

marzo/aprile 1999

 

 

 

 

 


C.U.N. CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE
È nato alla fine degli anni Sessanta, quando in Italia si è cominciato a prendere coscienza del fenomeno e sono sorti i primi gruppi di studio. Oggi conta un migliaio di iscritti, di cui un centinaio in Piemonte. La sede principale è a Bologna, il presidente è l'ufologo Roberto Pinotti.

Internet:
www.cun-italia.net oppure www.nettare.com/cun

Coordinatore regionale
Danilo Tacchino
via Ponchielli 61, Moncalieri (TO)
Tel. 011-6820239

Responsabile della sezione di Torino
Edoardo Ranieri
Via Nizza 223, Torino
Tel. 011-674884

C.I.S.U. - Centro Italiano di Studi Ufologici
È nato ufficialmente nel 1985, ma il gruppo (proveniente da una costola del Cun) era già attivo nel 1979. Oggi raccoglie circa 300 iscritti, una trentina a Torino. In Italia ha attivato la prima segreteria telefonica permanente per comunicare avvistamenti (è garantita la riservatezza, ma non vengono prese in considerazione segnalazioni anonime). Il gruppo si riunisce il martedì sera e dispone di una Banca Dati Ufologica aperta a tutti i ricercatori.

Internet:
www.arpnet.it/ufo
Sede: via Briccarello 6, Torino - Tel. 011-3290279
Casella postale 82, 10100 Torino

 

ALL'UFO, ALL'UFO!
30 novembre 1973, ore 19 circa. Dalla torre di controllo dell'aeroporto di Caselle viene individuato, nel cielo di Torino, un oggetto volante non identificato, in altre parole un Ufo (Unidentified Flying Object). Il misterioso oggetto è visibile agli occhi degli addetti, ma viene anche intercettato dagli strumenti dell'aeroporto e da quelli del Centro radar di Mortara, in provincia di Pavia. I testimoni parlano di una luce pulsante di svariati colori.

di Claudia Delpero


Dapprima pare immobile, poi dà inizio a improvvisi spostamenti, scatti orizzontali e impennate in verticale: tutte evoluzioni impossibili per un normale velivolo. A notare il fenomeno sono anche i piloti di tre aerei che stanno per atterrare a Caselle. Uno di questi tenta l'inseguimento. Ma a Voghera, giunto al limite delle proprie possibilità, rinuncia. E l'"Ufo" prosegue la fuga verso Genova, scomparendo nel nulla.
Che cos'era quell'"oggetto"? Un pallone atmosferico? Un corpo celeste insolitamente visibile grazie alle buone condizioni atmosferiche? Un aereo supersonico sovietico? Il prototipo di un nuovo velivolo della Nato? O forse un'astronave extraterrestre? Nessuno ha potuto fornire una spiegazione certa. Anche Torino sembra avere i suoi X-Files.
Per molte persone gli Ufo sono favole, per altre rappresentano piccole coincidenze fomentate e strumentalizzate dai media. Per altre ancora simboleggiano oggetti di culto ai limiti della venerazione religiosa. Per gli ufologi, invece, sono una realtà da analizzare. Ma l'ufologia è ancora alla ricerca di una sua collocazione, schiacciata com'è tra scienza, folklore e scetticismo.
In generale gli ufologi distinguono "luci notturne" e "oggetti diurni" che, per il loro aspetto o per il loro comportamento (ad esempio per la velocità a cui si muovono), non è possibile ricondurre a fenomeni noti. Si parla di "incontri ravvicinati" quando ci si viene a trovare a pochi metri da un Ufo. Gli incontri ravvicinati sono "del secondo tipo" se producono effetti permanenti o temporanei sulle persone, sulle cose o sull'ambiente (come disturbi alla radio o bruciature lasciate al suolo). Sono invece "del terzo tipo" quando si osserva la presenza di esseri animati extraterrestri.
In Italia vi sono due grandi associazioni che studiano l'argomento: il Cun (Centro Ufologico Nazionale) e il Cisu (Centro Italiano di Studi Ufologici). Entrambe indagano sugli avvistamenti. Da un lato tentano di analizzare il fenomeno con un approccio "scientifico" (sebbene larga parte della comunità scientifica rifiuti di considerare il problema) e si servono di pubblicazioni specialistiche per divulgare informazioni sul tema. Dall'altro riuniscono in archivi storici le testimonianze raccolte in modo diretto o attraverso le cronache giornalistiche. Si risale così alle radici del fenomeno, cioè al 1947.
Il 24 giugno di quell'anno Kenneth Arnold, un uomo d'affari americano, sorvolava con il suo aereo privato lo Stato di Washington. All'improvviso comparvero davanti a lui nove oggetti volanti di colore argenteo, che si muovevano in cielo disposti a cuneo. Furono descritti come "piatti volanti", locuzione tradotta in italiano con "dischi volanti".
Nacque il fenomeno degli Ufo, affiancato da miti giornalistici e psicosi collettive: un mese e mezzo dopo quell'episodio, negli Stati Uniti erano già stati segnalati 800 avvistamenti. Da allora si sono contate centinaia di migliaia di casi, 10.000 solo in Italia. In media nel nostro Paese si calcolano un centinaio di segnalazioni l'anno, ma ci sono stati picchi più elevati negli anni Cinquanta e nel 1978 (oltre 1000 segnalazioni). Si parla di "ondate" di avvistamenti, che variano secondo i periodi. E ciò lascia non poche perplessità: nel 1978 circolavano più oggetti volanti o le persone - magari allertate da notizie giornalistiche - erano più attente a quello che passava sopra le loro teste?
Il Piemonte, con i suoi 1200 casi, è una delle regioni con il maggior numero di segnalazioni e rappresenta quindi un caso emblematico. Il gran numero di avvistamenti può dipendere dall'ormai radicata presenza di un gruppo di ufologi, attivo fin dal 1949. Gran parte delle segnalazioni, poi, provengono dalla provincia di Torino, rispettando la statistica che vuole più segnalazioni nei luoghi in cui vi siano più abitanti.

Principale obiettivo dell'ufologia è riuscire a individuare le cause degli avvistamenti. Il 90% dei casi segnalati è infatti spiegabile. Un esempio? La sera del 21 marzo 1989, centinaia di persone del Nord Italia testimoniarono d'aver assistito alla comparsa in cielo di strani bagliori, seguiti da una scia colorata poi trasformatasi in nube luminosa. Tutto ciò fece pensare alla partenza di un'astronave aliena. Si trattava invece del lancio sperimentale di un missile dalla base di Biscarosse, vicino a Bordeaux, in Francia, un esperimento ripetuto più volte nel corso degli anni. I missili, privati della testata nucleare, venivano dotati di un materiale che lasciava tracce nell'atmosfera, per consentire agli addetti di seguire il loro comportamento dopo il lancio. Era questa la causa degli strani colori e delle insolite nubi in cielo.
Non sempre gli avvistamenti di luci notturne sono dovuti a esperimenti militari. "Quando è cominciata la moda di sparare raggi laser dalle discoteche, si è verificata un'impennata delle segnalazioni", dice Edoardo Russo del Cisu.
Ma è nel 10% di casi non spiegati che le strade delle due associazioni di ufologi si separano. Le ipotesi sono cinque: secondo quella terrestre, gli Ufo sarebbero velivoli sperimentali segreti; per quella naturale sono fenomeni atmosferici sconosciuti, secondo quella socio-psicologica gli Ufo esistono come mito o derivano dalle fantasie di chi dichiarla di averli individuati. Infine vi sono l'ipotesi religiosa, legata alla presenza di fenomeni paranormali, e quella extraterrestre, che considera l'esistenza di astronavi spaziali provenienti da mondi a noi sconosciuti.
Il Cisu si dichiara "aperto" a tutte le interpretazioni che prevedano una metodologia di studio scientifica. "E se poi tutti i casi fossero spiegabili, rimarrebbe un interessante fenomeno sociologico da analizzare", afferma Edoardo Russo. Un sondaggio del 1987 rivela infatti che il 19% degli italiani crede agli Ufo, il 24% è incerto, mentre il 53% esclude del tutto la loro esistenza. È significativo, però, che il 6.5% della popolazione italiana dichiari d'aver visto un Ufo.
Il Cun, invece, pur dichiarandosi aperto a tutte le ipotesi, rivela una particolare attenzione per quella "extraterrestre". Dimostra poi un particolare interesse per i casi di ufo-crash: un fenomeno segnalato soprattutto negli Stati Uniti, dove navicelle di extraterrestri sarebbero precipitate al suolo e prelevate - in gran segreto - dal governo per essere studiate.
A questo filone sembra collegarsi una serie di avvistamenti iniziata nel 1995 e proseguita fino al 1997. Nei pressi dell'amiantifera di Balangero, in Val di Lanzo, sarebbe stata segnalata la presenza di astronavi, di bruciature del suolo e di tracce che lascerebbero pensare a presunti atterraggi. "Ci sono molte testimonianze, ma servirebbero detective sul campo per capire cosa ci sia di vero", commenta Danilo Tacchino.
A questo punto ci si potrebbe chiedere quali siano i più tradizionali luoghi di avvistamento. Il pensiero corre subito al Musinè, celebre monte all'imbocco della Val di Susa. "Ma qui - dicono al Cisu - non si sono verificate più segnalazioni che altrove. Gli avvistamenti dipendono dall'attenzione che la gente dedica al fenomeno". E Danilo Tacchino del Cun conferma: "Se fossimo in presenza di astronavi extraterrestri, si tratterebbe velivoli così veloci da compiere il giro del pianeta in pochi secondi: non avrebbe dunque senso parlare di luoghi di avvistamento".


SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave