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C.U.N.
CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE |
È nato
alla fine degli anni Sessanta, quando in Italia si è cominciato
a prendere coscienza del fenomeno e sono sorti i primi gruppi
di studio. Oggi conta un migliaio di iscritti, di cui un centinaio
in Piemonte. La sede principale è a Bologna, il presidente
è l'ufologo Roberto Pinotti.
Internet: www.cun-italia.net
oppure
www.nettare.com/cun
Coordinatore
regionale
Danilo Tacchino
via Ponchielli 61, Moncalieri (TO)
Tel. 011-6820239
Responsabile della sezione di Torino
Edoardo Ranieri
Via Nizza 223, Torino
Tel. 011-674884
C.I.S.U. - Centro Italiano di Studi Ufologici
È nato ufficialmente nel 1985, ma il gruppo (proveniente
da una costola del Cun) era già attivo nel 1979. Oggi
raccoglie circa 300 iscritti, una trentina a Torino. In Italia
ha attivato la prima segreteria telefonica permanente per comunicare
avvistamenti (è garantita la riservatezza, ma non vengono
prese in considerazione segnalazioni anonime). Il gruppo si riunisce
il martedì sera e dispone di una Banca Dati Ufologica
aperta a tutti i ricercatori.
Internet: www.arpnet.it/ufo
Sede: via Briccarello 6, Torino - Tel. 011-3290279
Casella postale 82, 10100 Torino |
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ALL'UFO,
ALL'UFO!
30 novembre
1973, ore 19 circa. Dalla torre di controllo dell'aeroporto di
Caselle viene individuato, nel cielo di Torino, un oggetto volante
non identificato, in altre parole un Ufo (Unidentified Flying
Object). Il misterioso oggetto è visibile agli occhi degli
addetti, ma viene anche intercettato dagli strumenti dell'aeroporto
e da quelli del Centro radar di Mortara, in provincia di Pavia.
I testimoni parlano di una luce pulsante di svariati colori.
di Claudia Delpero Dapprima pare immobile, poi dà inizio a improvvisi
spostamenti, scatti orizzontali e impennate in verticale: tutte
evoluzioni impossibili per un normale velivolo. A notare il fenomeno
sono anche i piloti di tre aerei che stanno per atterrare a Caselle.
Uno di questi tenta l'inseguimento. Ma a Voghera, giunto al limite
delle proprie possibilità, rinuncia. E l'"Ufo"
prosegue la fuga verso Genova, scomparendo nel nulla.
Che cos'era quell'"oggetto"? Un pallone atmosferico?
Un corpo celeste insolitamente visibile grazie alle buone condizioni
atmosferiche? Un aereo supersonico sovietico? Il prototipo di
un nuovo velivolo della Nato? O forse un'astronave extraterrestre?
Nessuno ha potuto fornire una spiegazione certa. Anche Torino
sembra avere i suoi X-Files.
Per molte persone gli Ufo sono favole, per altre rappresentano
piccole coincidenze fomentate e strumentalizzate dai media. Per
altre ancora simboleggiano oggetti di culto ai limiti della venerazione
religiosa. Per gli ufologi, invece, sono una realtà da
analizzare. Ma l'ufologia è ancora alla ricerca di una
sua collocazione, schiacciata com'è tra scienza, folklore
e scetticismo.
In generale gli ufologi distinguono "luci notturne"
e "oggetti diurni" che, per il loro aspetto o per il
loro comportamento (ad esempio per la velocità a cui si
muovono), non è possibile ricondurre a fenomeni noti.
Si parla di "incontri ravvicinati" quando ci si viene
a trovare a pochi metri da un Ufo. Gli incontri ravvicinati sono
"del secondo tipo" se producono effetti permanenti
o temporanei sulle persone, sulle cose o sull'ambiente (come
disturbi alla radio o bruciature lasciate al suolo). Sono invece
"del terzo tipo" quando si osserva la presenza di esseri
animati extraterrestri.
In Italia vi sono due grandi associazioni che studiano l'argomento:
il Cun (Centro Ufologico Nazionale) e il Cisu (Centro Italiano
di Studi Ufologici). Entrambe indagano sugli avvistamenti. Da
un lato tentano di analizzare il fenomeno con un approccio "scientifico"
(sebbene larga parte della comunità scientifica rifiuti
di considerare il problema) e si servono di pubblicazioni specialistiche
per divulgare informazioni sul tema. Dall'altro riuniscono in
archivi storici le testimonianze raccolte in modo diretto o attraverso
le cronache giornalistiche. Si risale così alle radici
del fenomeno, cioè al 1947.
Il 24 giugno di quell'anno Kenneth Arnold, un uomo d'affari americano,
sorvolava con il suo aereo privato lo Stato di Washington. All'improvviso
comparvero davanti a lui nove oggetti volanti di colore argenteo,
che si muovevano in cielo disposti a cuneo. Furono descritti
come "piatti volanti", locuzione tradotta in italiano
con "dischi volanti".
Nacque il fenomeno degli Ufo, affiancato da miti giornalistici
e psicosi collettive: un mese e mezzo dopo quell'episodio, negli
Stati Uniti erano già stati segnalati 800 avvistamenti.
Da allora si sono contate centinaia di migliaia di casi, 10.000
solo in Italia. In media nel nostro Paese si calcolano un centinaio
di segnalazioni l'anno, ma ci sono stati picchi più elevati
negli anni Cinquanta e nel 1978 (oltre 1000 segnalazioni). Si
parla di "ondate" di avvistamenti, che variano secondo
i periodi. E ciò lascia non poche perplessità:
nel 1978 circolavano più oggetti volanti o le persone
- magari allertate da notizie giornalistiche - erano più
attente a quello che passava sopra le loro teste?
Il Piemonte, con i suoi 1200 casi, è una delle regioni
con il maggior numero di segnalazioni e rappresenta quindi un
caso emblematico. Il gran numero di avvistamenti può dipendere
dall'ormai radicata presenza di un gruppo di ufologi, attivo
fin dal 1949. Gran parte delle segnalazioni, poi, provengono
dalla provincia di Torino, rispettando la statistica che vuole
più segnalazioni nei luoghi in cui vi siano più
abitanti.
Principale obiettivo dell'ufologia
è riuscire a individuare le cause degli avvistamenti.
Il 90% dei casi segnalati è infatti spiegabile. Un esempio?
La sera del 21 marzo 1989, centinaia di persone del Nord Italia
testimoniarono d'aver assistito alla comparsa in cielo di strani
bagliori, seguiti da una scia colorata poi trasformatasi in nube
luminosa. Tutto ciò fece pensare alla partenza di un'astronave
aliena. Si trattava invece del lancio sperimentale di un missile
dalla base di Biscarosse, vicino a Bordeaux, in Francia, un esperimento
ripetuto più volte nel corso degli anni. I missili, privati
della testata nucleare, venivano dotati di un materiale che lasciava
tracce nell'atmosfera, per consentire agli addetti di seguire
il loro comportamento dopo il lancio. Era questa la causa degli
strani colori e delle insolite nubi in cielo.
Non sempre gli avvistamenti di luci notturne sono dovuti a esperimenti
militari. "Quando è cominciata la moda di sparare
raggi laser dalle discoteche, si è verificata un'impennata
delle segnalazioni", dice Edoardo Russo del Cisu.
Ma è nel 10% di casi non spiegati che le strade delle
due associazioni di ufologi si separano. Le ipotesi sono cinque:
secondo quella terrestre, gli Ufo sarebbero velivoli sperimentali
segreti; per quella naturale sono fenomeni atmosferici sconosciuti,
secondo quella socio-psicologica gli Ufo esistono come mito o
derivano dalle fantasie di chi dichiarla di averli individuati.
Infine vi sono l'ipotesi religiosa, legata alla presenza di fenomeni
paranormali, e quella extraterrestre, che considera l'esistenza
di astronavi spaziali provenienti da mondi a noi sconosciuti.
Il Cisu si dichiara "aperto" a tutte le interpretazioni
che prevedano una metodologia di studio scientifica. "E
se poi tutti i casi fossero spiegabili, rimarrebbe un interessante
fenomeno sociologico da analizzare", afferma Edoardo Russo.
Un sondaggio del 1987 rivela infatti che il 19% degli italiani
crede agli Ufo, il 24% è incerto, mentre il 53% esclude
del tutto la loro esistenza. È significativo, però,
che il 6.5% della popolazione italiana dichiari d'aver visto
un Ufo.
Il Cun, invece, pur dichiarandosi aperto a tutte le ipotesi,
rivela una particolare attenzione per quella "extraterrestre".
Dimostra poi un particolare interesse per i casi di ufo-crash:
un fenomeno segnalato soprattutto negli Stati Uniti, dove navicelle
di extraterrestri sarebbero precipitate al suolo e prelevate
- in gran segreto - dal governo per essere studiate.
A questo filone sembra collegarsi una serie di avvistamenti iniziata
nel 1995 e proseguita fino al 1997. Nei pressi dell'amiantifera
di Balangero, in Val di Lanzo, sarebbe stata segnalata la presenza
di astronavi, di bruciature del suolo e di tracce che lascerebbero
pensare a presunti atterraggi. "Ci sono molte testimonianze,
ma servirebbero detective sul campo per capire cosa ci sia di
vero", commenta Danilo Tacchino.
A questo punto ci si potrebbe chiedere quali siano i più
tradizionali luoghi di avvistamento. Il pensiero corre subito
al Musinè, celebre monte all'imbocco della Val di Susa.
"Ma qui - dicono al Cisu - non si sono verificate più
segnalazioni che altrove. Gli avvistamenti dipendono dall'attenzione
che la gente dedica al fenomeno". E Danilo Tacchino del
Cun conferma: "Se fossimo in presenza di astronavi extraterrestri,
si tratterebbe velivoli così veloci da compiere il giro
del pianeta in pochi secondi: non avrebbe dunque senso parlare
di luoghi di avvistamento". |